Adelphi
Fuoco all'anima. Conversazioni con Domenico Porzio
Leonardo Sciascia
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 169
«Sono finiti i caffè letterari, il colloquio stesso» confida Sciascia a Domenico Porzio. «Eppure colloquiare significava non soltanto chiacchiera, ma esperienza, urbanità». Ed è come se questo libro, che registra incontri avvenuti lungo il 1988 e il 1989 e interrotti dalla morte dello scrittore, i due amici l’avessero disegnato proprio per scongiurare la fine del libero colloquiare, la dilagante riduzione a intervista della conversazione. Provocato dalla inesauribile curiosità di Porzio, stimolato da un dialogo mutevole, schietto, indisciplinato, Sciascia parla con un’asciuttezza in cui il fervore è schermato dal riserbo e dalla precisione, offrendoci inattesi squarci sulla sua infanzia, quando il 2 novembre i bambini ricevevano i regali dei morti; sulla biblioteca della zia maestra e sul teatro di Racalmuto, responsabili della sua divorante passione per i libri e il cinema; sui drammi che l’hanno segnato, come il suicidio del fratello, cui è seguita quella che con ammirevole pudore definisce «una sequela di guai»; sull’impiego al Consorzio agrario, che gli ha assicurato «il primo impatto con la giustizia». Ma, insieme, vengono alla luce anche tutti i suoi amori: oltre ai libri, Parigi, il Settecento, Stendhal, Savinio, su cui ha pesato l’italica «avversione all’intelligenza», Borges, Pirandello, «incontrato nella natura, nei luoghi». E i segreti della sua officina, come la mescolanza dei generi suggeritagli da Malraux, che vedeva in Santuario di Faulkner «la tragedia greca ... calata nel romanzo poliziesco» – incluso il più spiazzante ed efficace: «Per me scrivere è una cosa allegra».
Pedigree e altri romanzi
Georges Simenon
Libro: Libro rilegato
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 1888
Il volume contiene: Le finestre di fronte, I tre delitti dei miei amici, Malempin, La verità du Bébé Donge, Pedigree, I complici, Gli altri, La camera azzurra, Lettere a mia madre.
Di chi sono le case vuote?
Ettore Sottsass
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 294
Pur essendo un mostro di intelligenza, ironia, e creatività, Ettore Sottsass non è mai riuscito a diventare un mostro sacro. Né si è mai adoperato in tal senso, come documentano questi testi. Le date indicano che siamo nel periodo, da Memphis in poi, in cui nel mondo il suo nome coincideva con una certa immagine dell'Italia. Eppure le domande che Sottsass continuava a porsi, anche e soprattutto in pubblico, somigliavano a quella del titolo. Quanto alle risposte, erano immancabilmente del genere che solo lui avrebbe potuto dare – e di cui sentiamo moltissimo la mancanza.
Operatori e cose. Confessioni di una schizofrenica
Barbara O'Brien
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 251
Immaginate di svegliarvi una mattina come le altre e vedere ai piedi del vostro letto tre figure spettrali, ma terribilmente vere - un ragazzino con un sorriso stampato sul volto, un uomo anziano dall'aria autorevole, che ispira fiducia, uno strano individuo con lunghi capelli dritti e neri, lineamenti femminei e un'espressione arrogante. E immaginate, da quel giorno in poi, di non poter più pensare liberamente, di diventare le cavie di un oscuro esperimento e non poter fare altro che eseguire i loro ordini. È quello che è accaduto a Barbara O'Brien, pseudonimo di una giovane donna che alla fine degli anni Cinquanta ha pubblicato questo libro: una delle più straordinarie testimonianze dall'interno di un delirio schizofrenico durato sei mesi, da cui miracolosamente, e con le sue sole forze, è riuscita a liberarsi. Ma chi sono quelle figure che ha visto materializzarsi nella sua stanza, e cosa vogliono da lei? Sono gli «Operatori», occhiuti guardiani che nel suo universo paranoide studiano, sorvegliano, escogitano sempre nuovi modi per esercitare potere sulle loro vittime, le «Cose», a cui non resta che guardare e aspettare. Eppure, usciti insieme a lei dalla cronaca del suo delirio, ci sembra di avvertire una strana affinità fra l'operare di quelle feroci e persecutorie presenze e la struttura stessa su cui si regge il mondo chiamato «normale». Postfazione di Michael Maccoby.
Doppia vita
Gottfried Benn
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 189
Da Gottfried Benn, che ha sempre scompaginato tutte le categorie, e che ha bollato l’Io come «stato d’animo tardivo della natura, e oltre tutto fugace», non ci si poteva certo aspettare una compita autobiografia che raccontasse gli eventi di un’esistenza. Il paesaggio biografico di Benn è quello del suo alter ego Rönne, «il medico, il flagellante delle cose singole», che non riesce più a sopportare né ad afferrare la realtà, «posto dinanzi all’esperienza della profonda, sconfinata estraneità». Un uomo che non possiede ormai «alcuna continuità psicologica», e che solo a tratti, in una perpetua doppia vita, riesce a ritrovare un’identità, «richiamata dagli abissi ed estorta in una lotta devastante». Questo libro, insieme bilancio e breviario d’artista, ma anche definitiva resa dei conti con la Germania – come il solo Nietzsche, prima, aveva osato –, è un prisma da cui promanano bagliori di pensiero e poesia, vertice di quella «prosa assoluta» di cui Benn è stato solitario cultore nel suo secolo. E proprio lui, avulso come nessun altro dall’«assurdo scorrere della storia», fa affiorare, pagina dopo pagina, il profilo di un’epoca: «...lo sfiorire corticale dei mondi, dei mondi borghesi, i mondi capitalistici, i mondi opportunistici, profilattici, antisettici, prostrati dai nubifragi del politico e dai rivolgimenti del potere, ma scaturiti in fondo dalla sostanziale crisi dell’essere occidentale ». Una crisi che non può trovare una «redenzione antropologica» se non nella forma: «il mondo dell’espressione ... l’ingranarsi di forze esteriori levigate, di superfici temprate e immote. Nulla, ma sopra: smalto». Con un saggio di Roberto Calasso.
Ciò che si trova solo in Baudelaire
Roberto Calasso
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 137
A duecento anni dalla sua nascita, Baudelaire è il caso molto raro di uno scrittore che ha mantenuto intatta la sua forza di penetrazione intellettuale e la capacità di scardinare ogni forma di pensiero sclerotico. Dopo La Folie Baudelaire, che era un vasto libro non solo su Baudelaire ma su tutta la Parigi intorno a lui, Roberto Calasso ha voluto concentrarsi su ciò che costituisce la singolarità irriducibile dello scrittore – innanzitutto il taglio della sua intelligenza e quel gusto che ha dato un’impronta definitiva a ciò che si è poi chiamato il moderno.
Zlateh la capra e altre storie
Isaac Bashevis Singer
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 102
Sette racconti che racchiudono come in uno scrigno la magia, la bizzarria, l'incanto di un mondo remoto e per sempre perduto – quello delle comunità ebraiche della Polonia –, che solo la letteratura ha il miracoloso potere di mantenere in vita. Perché nelle storie «il tempo non svanisce», e per lo scrittore e i suoi lettori «tutte le creature vivono per sempre». Storie che nessun altro se non Sendak, grande ammiratore di Singer, avrebbe potuto – magnificamente – illustrare. Età di lettura: da 8 anni.
Medio evo del diritto. Le fonti
FRANCESCO CALASSO
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 655
«"Medio evo del diritto", come titolo di un'opera di storia, può forse saper di astrattezza e ha bisogno di essere giustificato: proprio sul terreno storico, dove le astrattezze non allignano. Non è facile. Medio evo - si dice - è soltanto un concetto della nostra mente, qualcosa dunque di relativo, e destinato a sparire quando le ragioni che lo generarono si saranno consumate nella nostra coscienza. E diritto - si dice anche - è una cosa che i giuristi cercano ancora di definire. Queste, le basi dell'astrattezza del titolo, se pur è da ammettere che un'astrattezza abbia basi. Tuttavia, se vogliamo esser sinceri, confessiamo pure che quelle astrattezze sono state per secoli gli spiragli attraverso i quali lo spirito umano è riuscito a intravedere qualcosa di concreto: altrimenti, non avremmo potuto nemmeno pensare quelle astrattezze. E a questi spiragli vorremmo che altri occhi si accostassero ancora e ficcasser lo viso: ma, perché essi non temano di veder delle nebbie, noi vogliamo dir subito, adoprando parole tutte dell'uso comune, che codesto qualcosa di concreto è semplicemente una storia del diritto, che ha come sua epoca il medio evo, come teatro d'azione l'Italia. Ma qui ci nasce l'obbligo di dar conto di ciascuna di queste affermazioni, e proprio per paura dell'uso comune che le ha consacrate, e spesso fraintese. Le ha fraintese in modo particolarmente grave di fronte al primo e fondamentale problema che quella storia pone, e cioè quello delle fonti del diritto. Da questo, perciò, sentiamo il bisogno di rifarci.» (Francesco Calasso). Postfazione di Andrew Cecchinato.
La meridiana
Shirley Jackson
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 251
Una famiglia che pullula di svitati, un codazzo di parenti e amici e servitori, una villa monumentale in mezzo a un parco. Sono gli ingredienti di questo romanzo di Shirley Jackson, che si apre con i protagonisti – di tutte le età e affetti da ogni forma di mania – di ritorno dal funerale del figlio di Mrs. Halloran, che, dice serafica la piccola Fancy, la nonna ha buttato giù dalle scale: per tenersi stretta la villa. Come se non bastasse, poco dopo zia Fanny riferisce di aver avuto un incontro in giardino con il padre, defunto da tempo, il quale le ha annunciato che la fine del mondo è imminente e che loro saranno gli unici a salvarsi. E non è finita: qualcuno va a riferire la notizia in città, ed ecco presentarsi la delegazione locale dei Veri Credenti, i quali non possono che condividere la logica apocalittica, ma, siccome sono convinti che a salvarli ci penseranno gli alieni, sono venuti a chiedere di farli atterrare nel parco. E noi lettori, ormai completamente in balìa di una Jackson in stato di grazia, che dispensa a piene mani uno humour che si potrebbe definire vitreo, ci lasceremo trascinare da un crescendo di follie e sorprese – sino, letteralmente, alla fine (del mondo?).
La spia che mi ha amata
Ian Fleming
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 172
Se qualcuno gli avesse detto che era un romanzo sperimentale, Fleming lo avrebbe probabilmente inseguito con la frusta. Ma che "La spia che mi ha amata" sia un esperimento (su Bond) è difficile negarlo. Nella prima parte del libro (Io) Vivienne Michel ci parla dei suoi rapporti con gli uomini fino a quel momento; nella seconda (Loro) dei guai in cui ha finito per cacciarsi; nella terza (Lui), quando la storia sembra avviarsi alla conclusione, suona alla porta un agente del Servizio Segreto di Sua Maestà. Ai fatti, presi uno a uno dalla sua vita quotidiana, Fleming ha messo la sordina, ma tutto il resto – a cominciare dal sesso, e non del genere più soave – lo ha raccontato al massimo del volume. Finendo per scrivere il suo libro, paradossalmente, più intimo. E il meno classificabile.
I Luigi di Francia
Carlo Emilio Gadda
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 305
«Saint-Simon era uno dei suoi autori prediletti e anche il cardinale De Retz» ricorda Giulio Cattaneo, testimone degli anni di Gadda alla Rai. Sicché «guai a toccargli gli storici francesi soprattutto quando le critiche erano mosse da storici italiani, così noiosi al loro confronto, senza spirito, senza il gusto del pettegolezzo» - nonché più inclini a reticenze e compromessi. Non sorprende allora che nel 1952 il neoredattore radiofonico abbia scelto per un ciclo di trasmissioni i quattro Luigi di Francia (salvo poi arrestarsi a Luigi XV) e si sia pazzamente divertito a ritrarre, con verve indiavolata, Maria de' Medici e l'«ombra di ocaggine» che le soffondeva il viso; il malaticcio Luigi XIII, che pur detestando «di tutto cuore il gentil sesso» riesce a dare alla Francia un gagliardo «marmocchiaccio»; la reggente Anna d'Austria, che rimaneva a letto sino a mezzogiorno e «s'impippiava delle più delicate cibarie»; Mazzarino, che biascicava un francese «di timbro siculo-romanesco», tanto che il «decreto di unione» (arrêt d'union) si trasformava nella sua bocca «in un arresto di cipolle: in un "arrêt d'oignons"»; Madame de Montespan, «dilapidatrice spaventosa» e artefice di esorcismi e veleni; e insieme guerre, amori, intrighi, tumulti, riforme. Né meraviglia che Gadda, pur rispettoso della «limpidità del dettato» imposta dalla Rai, si sia concesso, nel tradurre gli amati storici, tocchi di incantevole irriverenza: «Bei consigli poteva dare una tal grulla [Anna d'Austria] a uno che stava per tirar le cuoia!» scrive citando l'Histoire de France di Michelet.
La contessa. Virginia Verasis di Castiglione
Benedetta Craveri
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 452
«Io non credo nell’amore, è una malattia che passa com’è venuta ... prendetemi oggi, non contate di avermi domani» scrive Virgina Verasis di Castiglione a uno dei suoi innumerevoli amanti, palesando la sua esigenza più radicata e insopprimibile: non avere padroni. Un’esigenza che emerge prepotentemente dal racconto che della sua vita ci propone l’autrice di Amanti e regine. Tutti noi – grazie agli scritti di testimoni e biografi, a film e sceneggiati televisivi, nonché ai moltissimi ritratti fotografici che in anni recenti sono stati pubblicati ed esposti – crediamo di sapere chi sia stata la contessa di Castiglione: una «seduttrice seriale» di incomparabile bellezza che, dopo aver conquistato (secondo le istruzioni ricevute dal conte di Cavour) Napoleone III e abbagliato la corte del Secondo Impero, si chiuse in una casa senza specchi nascondendo ai propri occhi e a quelli del mondo la sua inarrestabile decadenza. Ma colei che Robert de Montesquiou consacrò per sempre come «la divine comtesse» è stata molto di più, e Benedetta Craveri, la quale ha rintracciato negli archivi italiani e francesi un’ingente mole di lettere totalmente inedite, ce lo fa scoprire lasciando che sia Virginia a parlarci di sé: dei suoi amori, delle sue ambizioni, delle sue paure, delle sue ossessioni. Vengono così alla luce aspetti sorprendenti di una donna che seppe usare il suo fascino, ma anche la sua intelligenza politica, la sua audacia, la sua volontà di dominio, la sua straordinaria abilità di commediante, e anche una buona dose di cinismo, per raggiungere un traguardo all’epoca inimmaginabile: disporre liberamente della propria esistenza. Una ribellione alle regole imposte dalla morale del secolo borghese che, scrive Craveri, "ha mantenuto intatta la sua forza incendiaria e che ancora oggi disturba, sconcerta, scandalizza».

