Arbor Sapientiae Editore
Sallustio e Cicerone a Brindisi
Luciano Canfora
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2019
pagine: 45
"A metà agosto del 47 Cicerone è fermo a Brindisi, ormai da circa dieci mesi, in esasperante attesa di un ipotizzato, e probabile, passaggio di Cesare. E scrive di continuo ad Attico (il quale conserva tutti i messaggi dell'amico, anche minimi), più di rado alla moglie Terenzia. L'anno precedente aveva commesso l'errore, dopo molta esitazione, di imbarcarsi alla volta del campo pompeiano. Si era fermato a Durazzo, e a Durazzo gli era giunta la notizia della sconfitta di Pompeo a Farsalo. Nell'esercito sconfitto militava suo figlio Marco, e c'era anche suo fratello Quinto anche lui col figlio. Nello sbandamento della disfatta era rientrato precipitosamente a Brindisi, dopo una scenata col fratello. La decisione di fermarsi a Brindisi e di non rientrare a Roma è dovuta, tra l'altro, al timore di essere trattato lì, in una capitale inquieta e in mano ai capi cesariani, come nemico; ma anche al proposito di attendere il passaggio di Cesare ed ottenerne il «perdono», onde rientrare, nei limiti del possibile, nella normalità. Non poteva immaginare la diversione egiziana di Cesare e la complicazione molto seria della guerra alessandrina".
Demetrio Cidone. Ritratto di un intellettuale bizantino
Nicola Cariello
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2019
pagine: 170
Segretario di tre imperatori di Bisanzio, diplomatico, teologo, scrittore, traduttore ed insegnante, Demetrio Cidone - poco noto al grande pubblico ma oggetto di appassionate indagini da parte degli studiosi negli ultimi due secoli - riempie, con la sua attività e le sue opere, quasi per intero il XIV secolo. La sua figura appartiene allo stesso tempo sia al mondo bizantino che a quello latino perché fu tra i primi a diffondere la cultura latina in Oriente e quella greca in Occidente. Tutte le sue energie furono spese nel corso dell'intera esistenza per salvare la patria, gravemente minacciata dall'avanzata turca: per questo volse il suo sguardo soprattutto verso l'Italia, dove soggiornò più volte, consapevole del fatto che solo il papato sarebbe stato in grado di coordinare un intervento bellico efficace. In particolare, però, era attratto dalla cultura latina e fu tra i primi traduttori di Tommaso d'Aquino in lingua greca, per cui la sua fama in campo letterario si diffuse anche da noi. Coluccio Salutati, in uno scritto a lui indirizzato, lo salutava "vir omnis eruditionis et scientiae". Nell'intento di superare anche le distanze religiose che da secoli, come un relitto storico, dividevano la cristianità Demetrio Cidone si convertì al cattolicesimo e fu un convinto seguace del vescovo Barlaam Calabro, favorevole alla riunificazione delle Chiese ortodosse a quella cattolica, nonostante la dottrina ufficiale bizantina fondasse le sue basi sulle teorie del monaco Gregorio Palamas, mistico e anti occidentale. L'autrice di questo saggio biografico, Margarita Polyakovskaya, a proposito dell'epistolario di Demetrio Cidone, composto di circa 450 lettere, nota: "Sembra il diario di una persona di cultura sull'agonia di un impero, ma dobbiamo riconoscergli il coraggio civile e umano di aver chiamato con il loro nome tutte le disgrazie di uno Stato". La complessa personalità di Demetrio Cidone si colloca nella ristretta cerchia degli intellettuali bizantini che amaramente presero coscienza del fatto che stava approssimandosi la fine di un'epoca e se la sua concezione ottimistica dell'attività intellettuale sembra da ricondurre ad una visione preumanistica, la soluzione teleologica in campo filosofico denuncia invece un'idea del mondo ancora medievale. Aveva comunque un preciso concetto del fine dell'esistenza umana: "Chi non si dedica prima di tutto alla ricerca della verità non è degno del nome di uomo". Ponte fra passato e presente e tra Oriente ed Occidente, Demetrio Cidone pare perciò il simbolo di quegli intellettuali bizantini che giustamente nel suo pregevole libro - la cui versione italiana appare qui per la prima volta - Margarita Polyakovskaya definisce "mediatori culturali tra il mondo greco-romano e quello contemporaneo". Un'operazione, quella di scoprire o fissare legami tra culture diverse nel tempo e nello spazio, che in generale dovrebbe costituire l'obiettivo di ogni studioso di buona volontà
Il pensiero di Giovanni Giolitti fondatore dello stato sociale, tra guerra e pace
Luigi Rizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2019
pagine: 158
Il ricordo di Giovanni Giolitti non ha la valenza di una mera laudatio temporis acti, con lo sterile rimpianto e le struggenti nostalgie dei bei tempi andati, bensì della riscoperta di un pensiero di straordinaria modernità che è in grado ancora oggi di proporsi come esempio di un alto senso dello Stato, di dedizione al bene comune, di politica intesa come servizio e non come fonte di personali utilità, di promozione dei diritti speculare al puntuale adempimento dei doveri. Esiste una copiosa letteratura sullo Statista di Dronero - la più documentata ed aggiornata è costituita dagli scritti di Aldo Mola - prevalentemente favorevole, anche se non mancò nel passato qualche voce critica come quella di Salvemini, che in seguito peraltro ebbe a rivedere il proprio giudizio. Qual è allora il quid novi di questo libro? È la peculiare indagine giuridico-politica sul Giolitti fondatore dello Stato sociale, svolta dall'Autore prendendo le mosse dall'impegno dell'illustre Statista in tale direzione sin dall'età umbertina. "Chiedere al proprio popolo solo quel che esso può dare, e non di più", fu il principio guida del cinque volte Primo ministro dronerese. Grandi concetti, espressi in parole semplici e chiare ma men che mai banali, caratterizzarono la sobria eleganza dello stile di Giolitti, oratore di straordinaria efficacia nella forma come nei contenuti, costantemente connotati da una ragionevolezza sulla quale potevano trovarsi a consentire gli uomini politici delle più varie tendenze.
Irish Rome-Roma irlandese
Vittorio Di Martino, Roswitha Di Martino
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 248
Nuova edizione ampliata e arricchita di immagini e indici analitici. Introduzione di Ciarán O'Carroll.
Pompei. Dipinti murali scelti e casa dei Vetti
Libro
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 140
Volume di grande formato in elegante edizione numerata in 100 esemplari su carta palatina avoriata, con la riproduzione di XXIX tavole di Vincenzo Loria.
Iconografia mariana nei primi secoli del cristianesimo. Gli affreschi della catacomba di Priscilla
Francesco Consiglio
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 100
Tombe millenarie, cunicoli stretti e labirintici, scrigni del tempo nascosti nelle viscere della terra: le catacombe hanno sempre esercitato un forte fascino sui visitatori, avventurieri del passato o turisti moderni. A Roma, lungo la via Salaria, pochi chilometri fuori le mura volute dall'Imperatore Aureliano, ne esiste una particolarmente preziosa per lo studio delle origini del cristianesimo: una necropoli che conserva alcune delle più antiche immagini conosciute della Madre di Cristo. Stiamo parlando della catacomba di Priscilla, vasto sistema sepolcrale che si snoda nelle viscere di Villa Ada, tra comuni loculi e cubicoli affrescati. La "Regina catacumbarum", così anticamente chiamata a causa della quantità di martiri e Papi qui sepolti, detiene un ruolo di primissimo livello nello studio dell'iconografia mariana dei primi secoli. Qui si trovano, infatti, tre affreschi del III secolo di notevole importanza: La Natività con il profeta, L'Annunciazione e L'Adorazione dei Magi. L'autore, dopo aver esaminato la catacomba di Priscilla nel suo insieme, la sua importanza storica, i personaggi legati ad essa e gli studi portati avanti nel tempo, analizza le tre immagini mariane, nel più ampio contesto dell'iconografia della Madre di Dio nei primi secoli del Cristianesimo, da intendersi tra il III e il IV.
Monumenti antichi inediti (Roma 1821)
Johann Joachim Winckelmann
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 860
Edizione celebrativa (2017-2018) in occasione dei 300 anni dalla nascita e i 250 dalla morte di Johann Joachim Winckelmann (1717-1768), prefetto delle antichità di Roma, uno dei più raffinati studiosi della cultura classica, riproduzione dell'opera "Monumenti antichi inediti", con le 208 tavole dell'editio princeps del 1767. Nota biografica e bibliografia a cura di Laurentino García y García.
Roma. Memoria presente
Pedro Cano
Libro: Copertina morbida
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 44
Orazione 44
Gregorio di Nazianzo (san)
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 202
Traduzione e commento dell'orazione 44 del corpus nazianzeno. Si tratta di un discorso che Gregorio di Nazianzo pronunciò nel giorno della nuova domenica dell'anno 383, in concomitanza con l'inaugurazione di una chiesa in onore del martire cappadoce Mamante nei pressi di Nazianzo. La lettura e l'analisi dell'orazione permettono di accertare l'intreccio di diverse tematiche che si congiungono, ma non si compenetrano reciprocamente.
Studi di storiografia e storia antica. Omaggio a Pier Giuseppe Michelotto
Libro
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 190
In questo volume sono raccolti sedici saggi che colleghi, amici e allievi hanno voluto dedicare a Pier Giuseppe Michelotto, docente di Storia romana presso l'Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Studi storici). La varietà degli argomenti trattati nei singoli contributi, che spaziano dalla storia della storiografia sul mondo antico, medievale e moderno a temi di carattere amministrativo, archeologico, numismatico, filologico e giuridico, riflette la vastità degli interessi di ricerca che Pier Giuseppe Michelotto ha saputo coltivare nel corso della sua carriera accademica.
LHIS. An Essay about a Pivotal Concept in the Early Epic Traditions. The Legal and Religious Implications. Volume Vol. 1
Luigi De Cristofaro
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 146
Il tempio del divo Augusto. Tra Palatino e Foro Romano. Gli studi topografici di Giuseppe Lugli
Libro: Libro in brossura
editore: Arbor Sapientiae Editore
anno edizione: 2018
pagine: 58
Del tempio del Divo Augusto - templum Divi Augusti - oggi non rimane più alcuna traccia, ma se ne conosce l'esistenza dalle notizie presenti nelle fonti classiche e da alcune immagini numismatiche, uniche e preziose testimonianze iconografiche del monumento. Negli anni '40 però Giuseppe Lugli asserì che ad Augusto furono innalzati due santuari distinti: uno vetus (localizzabile in Palatio con il successivo Aedes Cesarum o Aedes Divorum nel luogo dove Augusto era nato, chiamato Capita Bubula, località situata nell'angolo che guarda l'arco di Costantino) e l'atro novus (nella depressione che divide il Palatino dal Campidoglio, probabilmente nel sito della chiesetta di S. Maria de Gratiis) identificabile nel frammento n. 19 della Forma Urbis severiana.

