Biblioteca dell'Immagine
Dalmazia
Carlo Yriarte
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 267
Ei tiene la Guzla tra le ginocchia, come fosse un violoncello, e preludia con delle voci di testa di tono altissimo; a poco a poco, la folla gli si aggruppa intorno; i presenti dapprima ascoltano con indifferenza, accudiscono intorno al cantatore alle faccende domestiche, lo disturbano, vanno, vengono, passano, entrano, escono; ma la sua voce si scalda, e gli astanti si raccolgono, si forma il circolo, i passanti si fermano; se uno entra, lo fa con precauzione, e tutti si allogano in atteggiamenti svariatissimi, e si mettono ad ascoltare gravemente. Alcuni stanno ritti in piedi contro le pareti; altri, stesi su sacchi, accoccolati, seduti alla turca, rimangono immobili e muti; nessuno apre la bocca; se un passeggiero, assetato, vuol che gli servano il caffè o la bevanda del luogo, si accontenta di fare un segno. La voce del cantore intanto si è alzata, egli si eccita e i suoi occhi fluttuano; il verso slavo è rotto da singhiozzi singolari, che accentuano ciascuna frase del canto: non è certo musica, e direi volentieri che non c'è né melodia, né armonia, né forma, né suono; con tutto ciò la melopea uniforme ha un non so che d'attraente, di malinconico, di cupo, con dei lampi talvolta e degli accenni di trionfo. E come la storia del popolo, pieno di tristezza e di speranza; è la loro Iliade, la loro Odissea, il loro romancero; a volte è altresì un'antologia e un idillio, un epitalamio o una canzone, il riflesso della vita, la sua storia in versi, il racconto delle sue leggende, la glorificazione de' suoi eroi.
Storia di Flaibano
Giacomina De Michieli
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
Storia di Aquileia e di Grado. Dalle origini ai giorni nostri
Paolo Scandaletti
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 345
Alta sull'Adriatico e protesa verso i Balcani, Roma ha scelto nel 181 a.C. di fondare qui Aquileia, facendone la terza città dell'Impero. Con Grado, approdo per i traffici verso l'Africa e l'Oriente. Spesso vi soggiornavano con mogli e figli, Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, ghiotto del pesce della costa istriana. Sant'Ambrogio vi guiderà nel 381 il Concilio che condanna l'eresia ariana. E passato Attila, si sono insediati i Longobardi. Carlo Magno veniva per le battute di caccia nella folta selva che andava dall'Isonzo alla Livenza. A Grado si rifugiarono più volte quelli di Aquileia, guidati dal Vescovo, quand'erano in vista i barbari invasori. La città sul mare, conseguì la massima affermazione religiosa fra il VII e il IX secolo, con la supremazia sulle Venezie e sull'Istria. Poi il potere passerà alla Serenissima. Verso il Mille, la Diocesi di Aquileia è diventata un vasto Stato feudale, guidato per cinquecento anni da trenta Patriarchi-Principi. Rivalità e lotte intestine, ricatti e tradimenti hanno via via logorato dall'interno la Patria del Friuli; pur dotata di un Parlamento, antesignano della democrazia rappresentativa. L'indebolirsi dei confini orientali ha agevolato poi le mire delle Signorie vicine; ma anche fatto erigere le splendide fortezze di Gradisca e Palmanova.
Istria. Il Golfo del Quarnero e le sue isole
Carlo Yriarte
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 146
Il vestire delle donne varia all'infinito: quanti villaggi, tante mode diverse; allettano l'occhio le graziose acconciature del capo; la maggior parte nascondono i capelli sotto ampii drappi bianchi, ornati di trine e di ricami a traforo, che ne incorniciano le brune fisionomie; ma alcune mostrano altresì le treccie intessute di cordoncini bianchi, verdi o rossi. Le Fienarole scendono a una a una, lentamente, faticosamente, curve sotto un fascio così enorme, da parer delle biche in moto; la parte superiore della persona è scomparsa sotto la massa del fieno, e vedete soltanto le gambe nude e abbronzate, che paiono agire da sole. Sono partite prima di giorno, per portar al mercato il fieno raccolto a grande stento nelle fessure delle rupi, affine di metter insieme il fascio. Così ripiegate, ansanti sotto il peso, hanno camminato quattro ore; giunte agli archi del Terzato, hanno addossato un istante ai pilastri il carico, si sono inginocchiate davanti alla Madonna, e ben presto hanno proseguita la strada fino alla piazza Urmeny, dove rimarranno ad aspettar di vendere il fieno. Portarlo indietro sarebbe impossibile; il prezzo solito è poco meno d'un fiorino, ma se la sorte non le ha favorite, lo daranno per nulla. Restano là serie, silenziose, rannicchiate a' piedi del loro fascio, senza far un gesto, e aspettando il compratore.
I nostri alpini. Friuli occidentale, adunata nazionale, Pordenone 2014
Enri Lisetto
Libro: Libro rilegato
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 144
"Gli alpini parlano con gli occhi. Basta osservarli, mentre raccontano le proprie storie, per capire i valori profondi che ispirano ogni loro azione. Non divise impeccabili e cappelli perfetti, ma sacrificio e solidarietà. Sempre disponibili verso gli altri, in maniera autentica e disinteressata, sono disposti a dare tutto, senza pretendere nulla in cambio. Chiedere alle penne nere se alpinità è sinonimo di altruismo e unione suona come una domanda retorica. A questo interrogativo, in tanti hanno sorriso, perché la risposta non poteva che essere affermativa. Non sempre riescono a spiegare in maniera esaustiva il loro mondo e i suoi principi ispiratori, e non perché non ne siano capaci, ma perché sono abituati ad agire con il cuore, senza pensarci su. Non si pongono troppi interrogativi: senza attendere ordini, si mettono al servizio di chi ha bisogno. Da qui la difficoltà di tradurre in parole quella che, per loro, è la normalità. 'Lavorare per gli altri è normale'. Tante penne nere hanno messo in evidenza questo aspetto. E l'hanno fatto con un filo di voce, senza troppi proclami. Lo spirito di solidarietà, insomma, fa parte di loro."
Diritto di memoria. Canto per mia madre e mio padre emigranti
Andrea Nicolussi Golo
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 144
"Diranno che tu, ma non solo tu, tutti noi, siamo talmente ignoranti che non sappiamo nemmeno che il mare è cosa di pianura e non di montagna! Da che mondo è mondo la montagna è montagna, il mare è pianura!". Non è una colpa, non può essere una colpa cercare un futuro, una vita più umana, in altre terre. Può essere dolore, questo sì, dolore profondo e smisurato, senza possibilità di redenzione, se non con un ritorno a casa sperato e immaginato ogni giorno. Le voci che si alternano in questo romanzo, sono voci intrise di storia, di fughe, di corse verso paesi lontani. Sono memorie che il passare del tempo non ha cancellato. Perché il sangue porta segni come un abete porta gli anelli nel cuore del suo fusto, il sangue ha una memoria che nulla può scalfire. E gli emigranti, gli ultimi, quelli sporchi, nel secolo scorso eravamo noi, noi italiani. E allora le voci del libro si sforzano di unire quello che la vita ha spezzato. La Merica, o meglio le Meriche, e le montagne di Trento si inseguono, si rincorrono per tutto il romanzo, per trovare solo nelle ultime righe un senso a tutta una vita. Il senso racchiuso in un buona notte sussurrato appena.
L'ultimo avamposto del mondo. Viaggio tra partigiani, cosacchi, emigranti, eremiti lungo le acque dell'Arzino
Mauro Daltin
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 119
Se alzi la testa vedi monti che sovrastano tutto. E se ti volti, ancora loro, rocce e alberi. Tutto è montagne e boschi. Terra strana questa, di indemoniate e cosacchi, di partigiani e paesi che non esistono più. Un rifugio buono dove poter stare, dove assecondare il silenzio e rimanere in disparte dal mondo. Due uomini al tavolo accanto al mio parlano dell'avvistamento di un orso. Dicono che fino a qualche anno fa gli orsi erano scomparsi, ma che adesso sconfinano dalla Slovenia e trovano una natura selvaggia e adatta ad accoglierli. A pensarci bene, a me proprio non dispiacerebbe un Friuli ripopolato da branchi di lupi e da qualche orso bruno. Ma forse è solo una suggestione romantica di un luogo selvaggio. Terre che facevano parte della Repubblica libera della Carnia e che ora si dileguano nella storia.
Pordenone. Guida alla città
Lorenzo Cardin
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 127
Una città vista dall'alto fa comprendere la sua complessità, la sua architettura e la sua urbanistica. Ma la sua voce, i suoi profumi, il suo calore, quindi l'anima della città, vengono compresi solo camminandoci dentro. Lorenzo Cardin, come un viaggiatore d'altri tempi, con pazienza e attenzione, ha camminato per le strade, le piccole vie, le piazze. È entrato nei negozi, ha parlato con le persone, ha mangiato, dormito, ascoltato, fotografato e descritto la città.
Storia di Torino
Gianni Oliva
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 303
Per secoli città romana, periferica e modesta, chiusa nel quadrilatero di mura antiche; dal 1563 capitale sabauda, trasformata dagli architetti barocchi nel "più bel villaggio del mondo" (Montesquieu); a metà Ottocento, guida del Risorgimento, in un fervore di presenze nazionali, di dibattiti politici, di energie intellettuali; all'inizio del Novecento capitale dell'imprenditoria, la moda, l'automobile, il cinema, gli aeroplani. Nel secondo dopoguerra città della Fiat e della monocoltura industriale, simbolo del boom economico e delle sue contraddizioni; oggi città che riscopre un'identità propria, in un percorso innovativo e arduo tra le secche della crisi economica. Torino ha tante stagioni, che nel corso dei secoli si sono alternate in un ricorrere di resurrezioni e decadenze: e forse proprio in questo si ritrova il suo carattere distintivo, nella capacità di "reinventarsi" ogniqualvolta le vicende storiche le hanno sottratto un ruolo e l'hanno messa di fronte alla necessità di ridefinirsi.
Non solo casa e chiesa
Giovanna Simonetti
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 177
Alla fine degli anni Quaranta, lasciati alle spalle gli orrori della guerra, l'Italia vede l'inizio di una profonda trasformazione. La fiducia nel futuro, la ripresa dell'economia, le mode provenienti da oltreoceano, porteranno a superare il mondo rurale e familiare. Cadono tabù secolari, nascono nuove opportunità di lavoro e realizzazione, progetti che solo fino a pochi anni prima non erano neppure pensabili diventano alla portata di molti. Le donne trovano per la prima volta un loro spazio, fuori dalla tradizionale famiglia. Per tutte coloro che affrontano il mondo del lavoro, nelle fabbriche come nelle attività commerciali, arrivano nuove sfide: conciliare l'impegno lavorativo con la famiglia, sostenere nuove responsabilità, affrontare critiche e pregiudizi. Chiara, Francesca, Maria Grazia, Renata e Giuliana, attraverso il ricordo dei propri sogni, delle proprie aspirazioni, delle proprie esperienze umane e professionali, raccontano la vita di milioni di donne.
Penne nere. Alpini friulani
Sergio Gervasutti
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2014
pagine: 119
Più passa il tempo, più gli alpini lasciano il segno nella storia del nostro Paese. La costanza con cui si susseguono le adunate è la testimonianza del reciproco senso di appartenenza tra le penne nere che sfilano e la moltitudine che le applaude e le esalta con bandiere, striscioni, musiche in un'atmosfera inebriante con la cadenza degli scarponi in marcia. Quest'anno tocca a Pordenone (anzi, a tutta la Destra Tagliamento) accogliere migliaia e migliaia di figli della montagna: accade per la prima volta e anche per questo la festa assume un carattere straordinario, consegnando i valori della memoria alle giovani generazioni che non hanno fatto in tempo a vivere i momenti della chiamata alle armi e della destinazione al Corpo entrato nel mito dal momento della sua nascita oltre un secolo fa. Sergio Gervasutti, giornalista e scrittore, si è spesso occupato degli alpini per professione, ma più ancora per passione, essendo stato anch'egli - come ama ricordare - caporale della Julia. Questo è il suo secondo libro sulle penne nere, inserendo la loro storia nel contesto ambientale di questi festosi giorni. Così molti convenuti avranno modo di conoscere i pordenonesi, che tanta parte hanno avuto nelle vicende narrate, e la terra che ha contribuito sempre con slancio a dare vita al Corpo speciale, onorandolo in tutte le circostanze. Vengono qui ricordati personaggi e vicende che hanno segnato le tappe gloriose dall'unità d'Italia ai giorni nostri...

