CLEAN
La didattica della tecnologia dell'architettura nella formazione dell'architetto
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 263
Il volume presenta i primi esiti di un osservatorio sulla didattica della Tecnologia dell'Architettura (TdA) nella formazione dell'architetto, costruito con il contributo di tutte le sedi universitarie italiane. La prima parte raccoglie alcuni testi critici ed una selezione ragionata di progetti didattici elaborati nelle varie sedi che registrano, sia in termini quantitativi che qualitativi, lo stato dell'arte dell'offerta formativa delle discipline tecnologiche negli ultimi quattro anni accademici. La seconda parte è dedicata ad una riflessione sulla didattica della TdA che, nell'incertezza che caratterizza i processi di riorganizzazione dei percorsi formativi delle scuole di Architettura, non è ancora riuscita a trovare forme e modalità che rendano significativi e riconoscibili gli apporti disciplinari che essa può fornire. Sono affrontati temi e questioni riguardanti le criticità ed i caratteri di originalità della didattica della TdA, partendo da considerazioni sul rapporto tra teoria, metodo e progetto, e gli orizzonti possibili della disciplina alle prese con le sfide derivanti dalle trasformazioni in atto nel mondo delle professioni e nel campo del governo dei processi complessi.
Uomini e boschi. Il bosco e le aree interne nella questione meridionale
Alfonso De Nardo
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 155
Dopo secoli di sovrappopolamento della montagna meridionale e di diboscamenti forsennati le foreste sono tornate da tempo a espandersi stabilmente sui versanti, anche se in condizioni prevalenti di abbandono e inselvatichimento provocate da fattori riconducibili principalmente alle difficili condizioni orografiche, al costo della manodopera, alla complessità del quadro normativo e vincolistico nazionale e regionale, alla scarsa organizzazione della filiera e alle variazioni del mercato. All'abbandono e all'inselvatichimento del bosco va contrapposto un uso corretto della risorsa forestale esercitato come forma essenziale di manutenzione continua e programmata del territorio, nel rispetto delle indicazioni normative e delle direttive tecniche fornite dalla pianificazione idrogeologica di bacino e dalla pianificazione delle utilizzazioni boschive. Tuttavia la cultura e la politica di settore stentano ancora a comprendere appieno valenza e implicazioni delle trasformazioni epocali che hanno riguardato negli ultimi decenni il patrimonio forestale e l'economia montana. Prendendo le mosse dall'analisi del complesso rapporto generatosi nel tempo tra le popolazioni della montagna meridionale e il bosco, l'autore indaga sull'evoluzione dell'approccio scientifico e legislativo alla problematica forestale, sostenendo la necessità di un uso consapevole del territorio montano e dei boschi, che coniughi l'interesse imprenditoriale al prelievo e alla trasformazione delle risorse rinnovabili con la necessità di conservare e migliorare la copertura vegetazionale come fattore insostituibile di stabilità idrogeologica ed elemento primario di valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio.
Laminazione delle piene e invarianza idraulica
Alfonso De Nardo
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 111
Lo studio prende in esame, tra i provvedimenti adottabili per compensare gli effetti che in un bacino idrografico l'impermeabilizzazione del suolo produce sull'aumento delle portate nella sezione di chiusura del bacino, la costruzione di vasche di laminazione (o casse di colmata) e il mantenimento dell'invarianza idraulica. Per il calcolo delle portate viene adottato il modello lineare e stazionario noto come modello cinematico o della corrivazione. Inizialmente il modello viene riferito a un bacino teorico caratterizzato da pendenze e coefficiente di deflusso costanti, divisibile da linee isocrone in fasce di uguale superficie. Viene dimostrato che l'efficienza della laminazione, intesa come percentuale di smussamento del picco di portata nella sezione di chiusura, varia in funzione del volume e della posizione delle vasche di laminazione. L'utilizzazione del modello viene poi estesa a un bacino idrografico reale (il bacino del Sarno) come strumento di verifica dell'efficacia delle opere di laminazione progettate.
Uwe Schröder quid pro quo. Progetto per il «Padiglione Germania» a Venezia
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 47
Catalogo della Mostra dedicata a un progetto di Uwe Schröder, professore alla Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule_RWTH University di Aachen in Germania: una proposte per un nuovo padiglione per la Germania all'interno dei Giardini della Biennale. Se il progetto in mostra costituisce un progetto 'colto', anche alla luce delle molte esplicite referenze che mette in campo, l'interesse disciplinare del lavoro si colloca in uno scenario di riflessione sul progetto contemporaneo, sul suo rapporto con la memoria e con i caratteri dell'architettura.
Ivan Leonidov. Ascesa e caduta
Luca Lanini
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 103
La parabola professionale e umana di Ivan Leonidov è una grande metafora sia per l'esperienza dell'architettura moderna che per la storia dell'avanguardia russa del Novecento. Autore dotato di straordinaria capacità visionaria, di immenso talento grafico, di grandi nozioni tecniche e costruttive, la sua vicenda mette in scena tutte le contraddizioni delle possibili relazioni tra politica, società e architettura. Dal precocissimo esordio con i progetti per la sede dell'Izvestia e dell'Istituto Lenin, fino all'ultima difesa, con l'edificio del Narkomtiazhprom, contro l'involuzione realsocialista dell'architettura sovietica, tutti i suoi progetti sono indirizzati alla ridefinizione radicale di specifici temi di architettura, in vista della costruzione della coscienza e della città dell'"uomo nuovo". A questo fine sono piegate le risorse dell'architettura moderna: la pianta libera è reimmaginata in termini che settant'anni dopo verranno definiti "generici"; le tecniche costruttive diventano metafora della "liberazione del lavoro" del paese dei Soviet; gli edifici sono brani di una città infinita che si estende fino agli Urali, ma anche ipotesi concrete di una nuova Mosca che si realizzerà secondo quelle direttrici solo nel secolo successivo. Anche la "caccia all'uomo" che si scatena contro Leonidov una volta che il potere di Stalin si estende anche sull'architettura sovietica è esemplare della topografia di un nuovo potere. La distruzione delle scuole di architettura, lo sradicamento delle connessioni con le avanguardie europee, l'emarginazione degli autori per la creazione di grandi collettivi di progettazione senza volto, sono il portato di una classe dirigente che opera non solo per l'annullamento di un'ipotesi avanguardista per l'architettura, ma per il fallimento del proprio paese. Dell'opera di Leonidov, "il codice genetico dell'architettura moderna" secondo la celebre definizione di Rem Koolhaas, restano pochissimi disegni e il fascino di questi oggetti architettonici che sembrano obbedire solo alle leggi universali della gravitazione in elegantissime orbite urbane e che continuano ad apparire supermodemi anche a novant'anni dalla loro creazione.
Atlante dell'abitare nuovo di Avellino-Avellino new housing Atlas
Roberto Vanacore
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 219
Perseguendo un'utopia concreta, cioè un'utopia intesa come «carica teleologica che proietta il presente in un futuro possibile», l'Atlante tende a mettere in luce le possibilità di trasformazione che esistono in diverse aree urbane di Avellino cercando sempre di promuovere una migliore integrazione fra i nuovi quartieri e la città nel suo complesso, nella convinzione che la qualità dell'abitare non sì esaurisca nella qualità intrinseca degli alloggi o degli edifici ma sia anche da rintracciare - e quindi da promuovere - nello spazio tra le case e nello spazio tra i quartieri e la città al contorno. I nuovi quartieri non sono concepiti come "Siedlungen" autonome, bastanti a se stesse e indipendenti dal resto della città, ma insediamenti complementari al tessuto urbano circostante, parti vitali del paesaggio urbano complessivo destinate a interagire con la vita delle persone che li abitano. Per questo i progetti non perseguono derive estetizzanti e le soluzioni formali elaborate sono sempre conseguenze dirette di una conoscenza critica della realtà: le condizioni specifiche dei diversi siti e la domanda di abitare che la società contemporanea esprime.
Progettazione tecnologica per nearly zero energy building in clima mediterraneo-Technological design for nearly zero energy building in mediterranean climate
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 219
L'attuale dibattito sulla necessità di declinare il trinomio energia-ambiente-sviluppo nell'ottica di salvaguardia del pianeta, risparmio di risorse, garanzia di condizioni di comfort e sicurezza degli individui, pone in evidenza la necessità di individuare appropriate strategie progettuali e metodi di intervento in grado di cogliere l'opportunità di configurare nuovi ambienti costruiti. Si tratta di tradurre le linee di ricerca europee in ciascun contesto geografico dei paesi membri e di interpretarle secondo i caratteri locali, materiali e immateriali, degli ambienti antropizzati. In questo scenario si colloca il progetto di ricerca smart case "Soluzioni innovative multifunzionali per l'ottimizzazione dei consumi di energia primaria e della vivibilità indoor nel sistema edilizio" (PON R&C 2007-2013), di cui si illustrano, nel testo, i primi risultati. Nel caso specifico, il contributo dei ricercatori del Dipartimento di Architettura dell'Università di Napoli Federico II, è risieduto nell'individuazione di strategie progettuali per l'ottimizzazione dei consumi di energia primaria e della vivibilità indoor relativamente al patrimonio edilizio esistente e agli edifici di nuova costruzione agendo principalmente sull'involucro edilizio attraverso l'incremento dell'efficienza dei sistemi attivi, l'approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili e la gestione del sistema edificio-impianto in riferimento alla verifica del grado di integrabilità dei componenti progettati in termini di resa prestazionale (ambientale, tecnologica ed economica).
Madrid. Architettura e città
Francesca Bruni, Giovanni Zucchi
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 207
Questo libro nasce da una occasione di viaggio con gli studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura della Federico II di Napoli, un appuntamento annuale di studio sul campo che ha visto la città di Madrid oggetto della nostra curiosità di progettisti. Gli scritti che compongono questo omaggio alla città spagnola sono stati ordinati secondo una struttura complessa, utile a rendere chiaro l'aspetto di città intesa come manufatto urbano e luogo dell'architettura, e articolata in quattro parti relative a differenti tematiche. La prima parte, "Città e architettura", affronta una lettura dei caratteri della struttura urbana e dell'architettura della città moderna e contemporanea con una introduzione affidata all'intervento di Javier Mosteiro, docente di Storia dell'Architettura presso l'Università Politecnica di Madrid. Segue una seconda parte, "Temi e progetti", nella quale sono state raggruppate sotto forma di schede, alcune opere dí architettura ritenute particolarmente rilevanti rispetto alla loro appartenenza a tematiche comuni, individuate secondo cinque categorie: "Contestualismo tra tettonica e leggerezza", "Libertà interpretativa del progetto sul patrimonio storico", "Relativismo tecnologico tra forma e struttura", "Disegno del vuoto tra spazio pubblico e natura", "Residenza collettiva tra tipologia e forma". La terza parte di "Approfondimenti" raccoglie contributi sull'architettura spagnola a cura di studiosi che hanno portato avanti ricerche inerenti a questi temi, con scritti di Andrea Maglio, Francesco Sorrentino e Chiara Barbieri. Chiude il volume una "Conversazione" con l'architetto basco Josè Ignacío Linazasoro, professore alla Scuola di Architettura di Madrid.
La forma (dis)continua dell'antico. Sulla riscrittura architettonica in ambito archeologico
Chiara Barbieri
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 223
Il rapporto tra preesistenze e progetto è un tema che torna costantemente nella pratica e nella teoria dell'architettura e richiede sensibilità e strumenti ancora più sofisticati laddove si tratta di intervenire in contesti archeologici. Qui l'individualità dei casi prende spesso il sopravvento sui caratteri di ricorrenza, sulle regole e sui metodi che possono essere ricavati dall'esperienza per far sì che i reperti del passato non siano più solo delle preziose testimonianze da salvaguardare e far conoscere, ma diventino anche nuove forme d'architettura per la contemporaneità. In questa direzione il libro propone alcune riflessioni che, ponendo in primo piano il valore dei reperti antichi come testi e come forme di comunicazione fra passato e presente, siano utili per delineare un percorso di sperimentazione progettuale attraverso l'interpretazione, la risemantizzazione e l'integrazione dei siti archeologici nella realtà contemporanea. Gli elementi di affinità con altre discipline, come la semiologia, lo studio dei segni e le esperienze delle arti figurative che hanno già sperimentato con successo l'uso creativo di elementi residuali – temi sui quali il testo raccoglie anche i punti di vista di tre protagonisti dell'archeologia campana, Antonio De Simone, Giuliana Tocco Sciarellì e Maria Tommasa Granese – lascia intravedere l'utilità che un approccio di questo tipo può avere sulla messa a punto di strategie d'intervento efficaci e specifiche del progetto per l'archeologia.
Letture della città contemporanea. Lo sguardo di nove architetti sulla città
Libro: Copertina morbida
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 115
Scopo di questo libro non è quello di tracciare per la città contemporanea, in tutta la sua complessità, una traiettoria, stendere un filo che la dispieghi in un discorso orientato. Piuttosto, la complessità della città e dei fenomeni ad essa legati è qui tradotta, come indica il titolo, in una serie di sguardi, differenti, anche contraddittori. Ciò rende da un verso la contraddittorietà stessa della metropoli contemporanea che nei suoi conflitti interni - espansione incontrollata, degrado sociale, economico, architettonico, emarginazione, sovraffollamento, dispersione, separazione, gentrificazione, disgregazione, congestione, anonimia, ecc. - risulta difficile, se non impossibile, imbrigliare in visioni di tendenza, in linee tese verso direzioni predeterminate, benché plurali. Dall'altro, la soggettività propria allo sguardo indica essa stessa una traiettoria di analisi, restituendo a posteriori - soltanto dopo l'osservazione - nella pluralità dei punti di vista un'immagine multidimensionale della città. [...] Questo libro vuole essere un invito all'osservazione, ad allenare lo sguardo, quale strumento di lettura e di comprensione della realtà che ci circonda. Prima ancora del progetto, dello studio e dell'analisi dei fenomeni urbani, che inevitabilmente finisce per dividere, frazionare e scomporre la complessità, è necessario recuperare la dimensione dello sguardo come attività non solo della mente ma anche e soprattutto dell'anima.
Alejandro de la Sota. Frammenti di città
Claudia Pirina
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 126
La relazione con il contesto, la capacità di tenere insieme tradizione e modernità, e l'utilizzo sapiente delle regole compositive sono i campi di indagine selezionati per la lettura di alcune opere dell'architetto spagnolo Alejandro de la Sota. Queste regole, attraverso un processo di astrazione e di composizione volumetrica, trasfigurano spesso elementi della tradizione in forme contemporanee, con l'obiettivo di stabilire sottili nessi con l'esistente attraverso un attento studio del volume, dello spazio, del vuoto e dell'intima relazione dello spazio con la luce. Centro dell'indagine è il disegno, lo studio e l'analisi di opere nelle quali la disoccupazione spaziale costituisce il principale dispositivo compositivo che produce spazi cavi intesi come elementi intermedi capaci di catturare la luce e portarla in profondità all'interno dell'edificio, e di creare al contempo un filtro tra l'esterno e l'interno, tra pubblico e privato, tra spazio collettivo e spazio intimo. La sottrazione della massa si configura come dispositivo in grado di gerarchizzare, e di costruire la complessità spaziale attraverso l'utilizzo dello strumento della sezione. Nei progetti analizzati, lo spazio cavo si riflette direttamente all'esterno, modifica il volume, costruisce cavità, ma soprattutto viene utilizzato alternativamente nella composizione di singoli edifici o di pezzi di città, di piante o prospetti. Indagare questa grammatica può aiutarci a comprendere come alcuni elementi e principi compositivi della tradizione, attraverso un'operazione di trasformazione e astrazione, possano evolvere in nuove forme basate sull'attenta osservazione del proprio tempo, e sull'utilizzo di materiali e tecnologie innovative.
Case INA e luoghi urbani. Storia dell'espansione occidentale di Napoli
Carolina De Falco
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2018
pagine: 109
Nel secondo dopoguerra la città si amplia notevolmente per la costruzione delle case popolari. Se la periferia è spesso associata a emarginazione e dequalificazione i documenti e i disegni di progetto rinvenuti ne raccontano la storia da un differente punto di vista. I migliori architetti e ingegneri dell'epoca coinvolti dall'INA-Casa durante il Primo settennio (1949-1956) provarono infatti, con grande impegno e particolare cura, a immaginare non solo nuovi spazi abitativi, ma anche luoghi di aggregazione, per creare un diverso paesaggio urbano in cui vivere. Ne emerge un quadro inedito, relativo ad alcuni complessi residenziali sorti nel solco dell'espansione della città di Napoli verso Occidente, composto da tasselli preziosi per l'ampliamento della conoscenza di figure di primo piano, ma non ancora abbastanza indagate, tra cui Carlo Cocchia e Stefania Filo Speziale. Gli esiti della collaborazione anche con i professionisti romani, come Mario Fiorentino, rende infine possibile la verifica della fertile contaminazione delle idee in quegli anni.

