Cofine
Il piacere dei testi
Francesco Sirleto
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 192
Nel volume sono pubblicati articoli e brevi saggi scritti in periodi diversi. Si tratta di recensioni di libri che – scrive l’autore – «hanno suscitato, oltre al mio vivo interesse, anche quel “piacere del testo” che, apparso molto presto nella mia carriera di vorace e instancabile lettore, non mi ha mai abbandonato». Il libro, prefatto da Roberto Gramiccia, riporta anche articoli dedicati a concerti, a rappresentazioni teatrali, a viaggi.
Oasi nel deserto
Salvatore Uroni
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 80
“Oasi nel deserto” è un viaggio nella vita, nel mondo, nella storia e all’interno di se stessi. Viaggio che svela la vita in ogni granello di sabbia: “Sono sabbia anch’io, volo nelle oasi perdute dell’anima / incanta l’armonia della vita / nel suo scorrere, nel suo divenire”. Viaggio che si conclude con una certezza: “Afferra il Vero e fallo diventare sogno”.
Dies in tundu-Girogiorni
Maria Grazia Cabras
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 48
Poesie in sardo nuorese (con traduzione in italiano) e poesie in lingua italiana. Scrive l'autrice: "questo piccolo libro dei giorni (e delle notti) ha avuto la sua genesi in un'esclusiva 'fedeltà all'ascolto'. Ho accolto il balbettio delle parole il loro venire alla luce nella lingua che via via manifestavano e lasciando ai versi scaturiti in lingua italiana la libertà della loro 'origine'".
Vanzature/avanzi
Vincenzo Luciani
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 48
La silloge, composta di due parti (una in lingua e una in dialetto garganico di Ischitella) è la sintesi di un percorso cominciato da tempo, incentrato sul concreto, su ciò che non abbandonerà più la mente, su ciò che rimane e che è pura sostanza, senza additivi di sorta.
Vincenzo Luciani, poeta editore
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 72
Il libro traccia, attraverso le raccolte poetiche (Il paese e Torino; Frutte cirve; Frutte cirve e immature; Tor Tre Teste e altre poesie; La cruedda; Straloche/Traslochi; Vanzature/Avanzi), il profilo di Vincenzo Luciani, poeta e direttore di Edizioni Cofine. Vi confluiscono testi critici, scritti in occasioni e anni diversi, di Loretta Peticca, Maurizio Rossi, Ombretta Ciurnelli, Rosangela Zoppi e Anna Maria Curci, corredati da una scelta di poesie.
Il giorno che non sai
Claudio Porena
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 288
"La Parusia è vicina: lo attestano le Sacre Scritture, i profeti, i veggenti e la scienza sacra ed esoterica, non quella deviata, ma quella plurisecolare ispirata ai principi evangelici e cristici puri, ermetica e giovannea nello specifico. 'Il giorno che non sai', seguendo ritmi e strategie che sembrano (e non sono!) abbandonati al caos, vaglia e ricuce, esamina e dissemina nel testo in versi epiloghi di un transito terreno, intriso di dottrina e di lirismo, in un tessuto metrico continuo."
Gí e ní
Ombretta Ciurnelli
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 60
"Gí e ní", in dialetto perugino e presente in tutte le poesie, è una locuzione formata da una coppia di infiniti sostantivati usata come complemento diretto o indiretto. La traduzione letterale, ‘andare e venire’, non dà ragione del valore che l’espressione può assumere nel parlato: fò ’n gí e ní significa, ad esempio, ‘faccio in un attimo’. Ma gí e ní, che in lingua corrisponde a ‘viavai’ o ‘andirivieni’, può divenire allegoria dell’esistere nonché del fare e disfare e dell’affanno che accompagna la vita, o riferirsi al succedersi delle stagioni, al movimento degli astri, al moto delle onde.
Stornellata de Pinocchio. Poema in ottave d'un burattino de noantri
Fabio Prasca
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 224
"A differenza di quello collodiano, questo è un Pinocchio romano di nascita e di lingua: non chiama il buon Geppetto “babbo”, ma “tata” e parlando tira qualche “serciata”. È una stornellata burlesca e leggerona per “cantare” le epiche avventure del nostro burattino nazionale, in ambientazioni romane e con riferimenti all’attualità. Un ripercorrere in versi le tappe, ma meglio sarebbe dire le stanze, attraverso le quali Pinocchio si è fatto uomo".
Na giungla de cartó. (Una giungla di cartone)
Anna Elisa De Gregorio
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2020
pagine: 40
Raccolta vincitrice del Premio nazionale Città di Ischitella - Pietro Giannone 2020. Tre i fili conduttori delle tre sezioni in cui la silloge è suddivisa. Nella prima, "Dó", l'andamento binario: due punti di vista, due colori, due visioni; i "tableaux" nella seconda, dal titolo eponimo; infine, la rievocazione per interrogarsi sul perché delle cose in "Drent'a n oblò" culminante con "La poesia onesta", perché solo in virtù di essa si può 'dire' l'esperienza del mondo. Poesie nel dialetto di Ancona.
Quelli del ferro. Ferrovie e ferrovieri
Renzo Marcuz
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2019
pagine: 60
Un mondo di sentimenti, di dolorose tragedie, di gioiosi viaggi, con sullo sfondo meccanismi, attrezzi, segnali, carri, carrozze, treni, stazioni. Vi operavano “quelli del ferro”, in un insieme complesso quello delle "ferrovie" e i suoi protagonisti umani che diventano i personaggi della raccolta di versi del dialetto romano, svelto e solenne.
Préime che ve' le schìure (Prima che venga il buio). Versi in dialetto abruzzese
Pietro Civitareale
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2019
pagine: 64
La raccolta comprende testi poetici composti tra il 2013 e il 2018 ed altri di anni precedenti, ma mai pubblicati in volume. Il dialetto usato da Civitareale è quello di Vittorito (AQ) - come dice lui stesso - "così come la memoria ogni volta me lo restituisce".
'Nzia-mè (Non sia mai). Poesie nel dialetto di Ruvo di Puglia
Pietro Stragapede
Libro: Libro in brossura
editore: Cofine
anno edizione: 2019
pagine: 64
Il titolo stringato della raccolta – 'Nzia-mè – rende omaggio all'incisività e all'immediatezza del dialetto. La sua struttura, costituita da due sillabe, staccate ma fuse insieme, lancia un messaggio, un augurio perché siano lontani da noi i fatti brutti della vita. I suoni di queste sillabe eccedono sul significato e l'augurio si materializza già interamente prima della conclusione. Proviamo a tradurlo in italiano: “non sia mai che”…; l'augurio si perde in un giro di parole che finisce per diluire la carica beneaugurante di chi lo pronuncia. 'Nzia-mè, invece, nella sua brevità ed essenzialità, colpisce per la sua forza espressiva, che accomuna chi lo pronuncia col destinatario dello stesso.

