Editori Paparo
I disegni di Girolamo Bedoli (1500-1569). Catalogo della mostra (Viadana, settembre-novembre 1998)
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 1999
pagine: 160
Il grande archivio. I luoghi del patrimonio: il Monastero napoletano dei Ss. Severino e Sossio sede dell'Archivio di Stato. Progetto di restauro
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 1999
pagine: 84
Libri a corte. Testi e immagini nella Napoli aragonese. Catalogo della mostra (Napoli, 23 settembre 1997-10 gennaio 1998)
Antonella Putaturo Murano, Emilia Ambra
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 1999
pagine: 160
Historia del spasmo di Maria Vergine. Ottave per un dipinto di Polidoro da Caravaggio a Messina
Barbara Agosti, Giancarlo Alfano, Ippolita Di Maio
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 1999
pagine: 108
Teste calde. Quattro napoletani e mezzo a confronto
Stefano Causa
Libro: Libro in brossura
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 34
Cinque teste cinque. Non una di meno né una di più per raccontare parte delle vicende del ’600 che, a Napoli, è il secolo di Ribera. Cinque teste calde che non aspettavano che di riunirsi in una collezione tra le più scelte dell’Italia settentrionale in tema di napoletani.
Caravaggio. Catalogo ragionato delle opere autografe, attribuite e controverse
Fabio Scaletti
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 536
La cappella Capece Minutolo nel duomo di Napoli
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 160
Confronto. Studi e ricerche di storia dell’arte europea. Volume Vol. 8
Pierluigi Leone De Castris
Libro: Libro in brossura
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 240
I luoghi della cura. Architettura, patrimonio artistico
Alessandro Castagnaro, Fabio Mangone
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 300
Volume promosso nell'ambito del programma di ricerca fra 2022 "L'ospedale storico come patrimonio sociale e culturale. Il caso napoletano". Responsabili scientifici: Fabio Mangone, Alessandro Castagnaro, Francesco Polverino. Il volume propone trenta contributi che sviluppano le seguenti tematiche: assistenza e carità; dalla carità alla scienza; prospettive di recupero; casi italiani; napoli e il mezzogiorno; trasformazioni, conversioni e soppressioni; nuove tipologie e istanze igienico-sanitarie; espansioni urbanistiche: l'ospedale e la città; l'organizzazione dell'assistenza: strutture economiche; fonti per lo studio degli ospedali.
Museo nacional del Prado. Disegni italiani
Viviana Farina
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 300
Il volume, che raccoglie 109 schede scientifiche, restituisce una narrazione coerente e cronologicamente articolata della storia grafica del meridione d'Italia, accogliendo opere di maestri attivi tra la fine del XVI secolo e l'età Neoclassica. Tra questi si segnalano figure fondative come Belisario Corenzio e Giovan Bernardino Azzolino, esponenti del primo Naturalismo come Carlo Sellitto, protagonisti del primo Barocco locale come Cesare Fracanzano, Salvator Rosa, Carlo Coppola, Andrea de Leone, Giovan Battista Spinelli, nonché presenze emiliane di rilievo attive a Napoli, come giovanni Lanfranco. Spiccano inoltre alcuni disegni di Luca Giordano, vero campione del Barocco europeo, legati al cantiere madrileno del Casón del buen retiro, nonché opere dei maggiori interpreti della tarda stagione barocca e Rocaille che videro una stretta osmosi tra Roma e Napoli: Paolo de' Matteis, Francesco Peresi, Giacomo del Po', Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto, anch'egli poi in visita alla Corte di Madrid. Il catalogo presenta anche esempi della scuola giordanesca e soliminesca, fucina creativa e teorica di lunga durata, con fogli di Nicola Maria Rossi, Jacopo Cestaro, Antonino Grano e il colto e versatile Francesco la Marra, interprete tra i più originali del tardo Settecento partenopeo. Particolarmente rilevante è la sezione dedicata alle attribuzioni respinte, che ha consentito di ottenere nuovi profili autoriali e assegnazioni precise: disegni erroneamente classificati precedentemente come napoletani si sono rivelati invece di ambito romano, genovese, veneziano o senese; al contrario, alcune opere rimaste irrisolte sono state ricondotte, grazie a un'accurata revisione critica, alla scuola partenopea.
Decorazione d'interno a Ferrara
Marcello Toffanello
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 300
Casa Romei e Casa Minerbi Dal Sale, recentemente entrate a far parte del complesso autonomo dei Musei Nazionali di Ferrara, offrono esempi notevoli e insolitamente ben conservati di decorazione profana d'interni dal Trecento al Cinquecento. Poco dopo il 1360, la potente famiglia Dal Sale, legata alla Signoria degli Este, commissiona a Stefano da Ferrara i cicli pittorici della Sala delle Virtù e dei Vizi e della Sala degli Stemmi, nei quali l'artista interpreta l'eredità padovana giottesca con la verve espressiva di Tomaso da Modena, dando vita a un programma iconografico originale e complesso. Un secolo più tardi, il facoltoso mercante Giovanni Romei erige la sua sontuosa dimora in un nuovo sobborgo della città medievale, dove sorgono le residenze degli aristocratici più vicini alla corte. Il continuo ampliamento dell'edificio fra il 1443 e il 1483 riflette l'ascesa sociale del committente, così come la decorazione delle Sale delle Sibille e dei Profeti e dei Camerini delle Arti Liberali e dei Continenti testimonia la volontà del ricco mecenate di misurarsi con la committenza estense, adottando i temi eruditi cari agli ambienti umanistici. Alla fine del Quattrocento, con l'annessione al Convento del Corpus Domini, Casa Romei diviene residenza delle badesse estensi: alle decorazioni tardogotiche e protorinascimentali si aggiungono le raffinate volte a grottesca eseguite a metà Cinquecento dalla bottega dei Filippi, dominata Dal Bastianino. Si tratta di un importante capitolo di committenza artistica femminile, di cui è parte il soffitto di oratorio eseguito nel 1539 da Camilo Filippi per Eleonora d'Este, colta badessa dai molteplici interessi. I saggi qui raccolti analizzano in chiave interdisciplinare le diverse fasi della storia decorativa delle due dimore, mettendo in dialogo storia dell'arte e dell'architettura, indagine iconografica e ricerca archivistica, così da far emergere la ricchezza e la complessità di un patrimonio finora poco esplorato."
Pompei. Scuola di architettura
Fabio Mangone
Libro
editore: Editori Paparo
anno edizione: 2026
pagine: 200
Il volume illustra, con voci diverse e sguardo coerente, il complesso fenomeno per cui Pompei diventa tra Ottocento e Novecento un riferimento imprescindibile per la cultura architettonica, un'inesauribile fonte di riflessioni e di ispirazioni, quasi a configurare una sorta di ideale scuola di architettura. In primis, infatti, la città vesuviana influisce sul piano della formazione degli architetti: l'esperienza diretta del rilievo e del cantiere, i pensionati e i viaggi di studio traducono l'antico in metodo per l'innovazione nella pratica progettuale. In secondo luogo, esercita una significativa influenza sulle varie culture nazionali attraverso una pluralità di forme di ricezione: Pompei agisce da crocevia di circolazioni europee e transatlantiche, producendo un vocabolario comune, declinato secondo tradizioni, scuole e sensibilità diverse. I riverberi culturali scandinavi e quelli statunitense, del pari di quelli rispettivamente francese e italiano, consistono anche nella selezione e rielaborazione di tipi, motivi, colori e dispositivi, stabilendo un fondo condiviso e declinazioni differenziate. In terzo luogo, esercita un duplice impatto sulla società e sulla cultura contemporanea: sul piano fisico, l'assetto infrastrutturale urbano – stazione, nuovi accessi, percorsi regolati, servizi – fa di Pompei un attrattore turistico unico nel suo genere; sul piano culturale, l'evoluzione della fruizione del sito, nelle forme dirette e indirette, concrete e immaginarie, produce forme visuali di grande successo: dalle acquatinte e dalle cromolitografie ottocentesche alla fotografia, quindi al dinamismo teatrale e cinematografico novecentesco, fino alle esperienze immersive e virtuali, ridefinisce l'immagine pubblica della città vesuviana e orienta pratiche d'uso, allestimenti e scelte di restauro.

