Edizioni di Pagina
La prima sarà la migliore. Conversazioni su Charles Péguy
Pigi Colognesi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2015
pagine: 176
Tra le numerose ninfee dipinte da Claude Monet la migliore - secondo Charles Péguy (1873-1914) - non sarà l'ultima, frutto di un crescente apprendimento, bensì la prima, figlia dello stupore. Solo lo stupore, infatti, veramente conosce. Il resto è "sistema" rigido, è imporsi del "bell'e fatto", è invecchiamento prodromo della morte. Non è più avvenimento. Con questa rivoluzionaria impostazione Péguy ha guardato il "mondo moderno" denunciandone la forza avvilente, ha combattuto per la "città armoniosa", ha ritrovato la fede di quand'era bambino, ha vissuto da "cristiano della comune specie", ha cantato le meraviglie della "giovane speranza" e la grandiosa avventura di Eva/umanità. Ed è morto in battaglia, perché il rapporto con l'Eterno e con l'Infinito si gioca tutto nella brevità di un tempo e nella carnalità di uno spazio.
Attori all'opera. Coincidenze e tangenze tra recitazione e canto lirico
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2015
pagine: 208
Il cantante lirico è un attore: constatazione apparentemente ovvia, eppure spesso rimossa o contraddetta dall'immagine a lungo diffusa e radicata non solo nel pubblico dei melomani, ma nei cantanti stessi, dell'interprete d'opera come puro virtuoso della voce, come strumento canoro atteso alla prova "acrobatica" del do di petto o della nota sovracuta. A partire dagli interventi esposti da registi, musicologi, storici del teatro e storici del cinema in occasione di un convegno svoltosi a Verona nel novembre 2013, è nato un vivace dibattito di ampio respiro a cui abbiamo voluto dare spazio in questo libro, per offrire un'articolata riflessione sulla figura del cantante-attore. In particolare, attraverso il percorso delineato dagli interventi qui selezionati, ci si propone di riconoscere e riscoprire "l'attorialità" del cantante dalle origini del melodramma fino ai giorni nostri nelle sue specifiche modalità e problematiche.
Storie da ridere della tradizione popolare pugliese
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2015
pagine: 136
I 28 testi della raccolta scaturiscono dalla trascrizione creativa di narrazioni registrate sul campo tra il 1984 e il 1992. I temi dei racconti attingono a un repertorio uniformemente diffuso in un'area che va dall'alta murgia alla marina barese e possono ridursi ai seguenti: monaci e preti, morte e riso, scempiaggine e furbizia. È l'alternanza di questi temi a ritmare la struttura della presente raccolta, formando delle triadi comiche regolarmente sequenziate. È possibile ascoltare online le registrazioni di ciascuna narrazione, nelle versioni originali, all'indirizzo youtube.com/user/EdizioniPagina/playlists.
Il due nell'uno
Giovanni Cera
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 100
Dipendenza e senso di sé; il mangiare, l'amare e il pensare nella costituzione e nella percezione della vita; gradimento e rifiuto delle cose in quanto misure emotive dell'essere al mondo; gli altri negli incontri e nelle relazioni; gli esclusi e i dimenticati, l'umanità offesa. Questi i temi principali affrontati nel volume in una prospettiva di analisi aperta ai diversi e contrastanti aspetti della realtà e rivolta, anche, a segnalare l'incidenza del caso nel divenire delle decisioni e delle azioni e il carattere incerto e mutevole della verità.
Al fondo del nulla, il soffio della vita. Tolstoj, Pasternak, Grossman
Tiziana Liuzzi
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 138
"Tutto cospira a tacere di noi, un po' come si tace un'onta, forse, un po' come si tace una speranza ineffabile" (Rilke). Perché parlare del nichilismo? Con il non senso abbiamo imparato a convivere: ha dismesso la sua apparenza tragica, si è fatto dimenticanza, refrain dialettico. Si può vivere, amare, morire in una società in cui la cultura dominante sia segnata dal nichilismo, ma non si può sperare perché per sperare è necessario essere autocoscienti, liberi: un io. Il tema delle conversazioni qui trascritte è il nostro io, di cui tutto cospira a tacere, quasi il suo esserci fosse un'onta da nascondere; un'onta che si rovescia, però, a volte, come la luce in certe pozzanghere, in speranza. In questo rovesciamento - come emerge nei capolavori di Tolstoj, Pasternak, Grossman - sta il paradosso che è avvenuto nello spirito russo. La tragedia del nostro tempo è l'oblio della coscienza che nella Russia del Novecento si è rivelata, però, proprio attraverso la catastrofe e la perdita di sé, occasione per la scoperta di un'ineffabile speranza.
Teatro e teatralità a Genova e in Liguria. Volume Vol. 3
F. Natta
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
Dopo due uscite, rispettivamente nel 2009 e nel 2012, il progetto di creare un panorama organico di tutto quanto riguarda la dimensione dello spettacolo nell'area ligure e nell'arco temporale che va dal Medioevo al XX secolo, criticamente aggiornato e scientificamente fondato, si sviluppa ulteriormente con una terza raccolta di saggi. L'intendimento comune non è ricondurre i vari contributi alla misura di una cultura localistica o di una erudizione pedante, ma raccordare eventi, attività e protagonisti di questa vicenda di lungo periodo a una dimensione nazionale e, ove necessario, internazionale. Il nuovo volume propone una raggiera ampia di interessi: dalla figura di Isabella "comica" dei Gelosi portata in scena da Vito Pandolfi al letterato Francesco Fulvio Frugoni, che intreccia gusto barocco e influenze del teatro spagnolo in alcuni testi forse troppo trascurati; dal Libro dell'Impresa del Teatro Sant'Agosti-no, che nel 1826 ci introduce all'interno di una importante macchina produttiva e organizzativa, alla militanza risorgimentale di un "poeta di compagnia" come Paolo Giacometti; dai tentativi di riforma dello scenografo Pipein Gamba nella gestione degli allestimenti del Carlo Felice alle rivisitazioni di alcune icone della cultura borghese attraverso un dittico di "eccentriche" regie di Aldo Trionfo; da una scrittrice come Elena Bono, che fa del palcoscenico un luogo di interrogazione etica e spirituale, a un autore come Gian Piero Alloisio, che prosegue e innova il lavoro di Giorgio Gaber nello spazio di giunzione fra teatro e canzone.
Teatro. Solitudine, mestiere, rivolta
Eugenio Barba
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
Preparando undici anni dopo una nuova edizione di "Aldilà delle isole galleggianti", Eugenio Barba ha cominciato a eliminare materiali per sostituirli con nuovi scritti e aggiungervi altri pezzi ritrovati, finché un giorno s'è accorto di avere tra le mani un nuovo libro che rivisita la storia sua e del suo gruppo: il riepilogo appassionato di una vita in teatro e nel teatro della vita, concepito come un viaggio nel mondo per cercarne la necessità. Non a caso questo volume si chiama "Teatro" e ha per sottotitolo "solitudine, mestiere e rivolta". È allo stesso tempo una zigzagante autobiografia, una storia pluridecennale della scena e dell'uomo al difuori della scena, un manuale di lavoro e uno studio sulla dialettica di gruppo, pieno di folgoranti visioni creative. Barba, da cinquant'anni regista, teorico e animatore dell'Odin Teatret, ripercorre qui le tappe fondamentali della sua pratica teatrale: la frattura originaria con la tradizione, l'importanza del laboratorio e del training, i viaggi e i baratti nel Sud del mondo, il Terzo Teatro come ricerca di senso oltre ogni etichetta, la testimonianza dei maestri, rivoluzionari della scena o apprendisti della vita, la trasmissione dell'eredità.
Tre film da Les grandes Maulnes
Franco Perrelli
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
"Le Grand Meaulnes" di Alain-Fournier, pubblicato nel 1913, è un roman-mythe o – com'è stato scritto – «il più grande romanzo sull'adolescenza della letteratura europea». Nonostante ciò (o forse proprio per questo), ha trovato solo con estrema difficoltà, molto tardi e problematicamente, la strada degli schermi, pur avendo tentato grandissimi registi e, tra loro, Luchino Visconti. Questo studio analizza il cosmo spirituale di Alain-Fournier e de "Le Grand Meaulnes" in relazione ai due film francesi che sono stati dedicati al romanzo, nel 1967, da Jean-Gabriel Albicocco e, nel 2006, da Jean-Daniel Verhaeghe. Pregno di un esuberante spirito barocco e sperimentale il primo, girato con la supervisione della sorella dello scrittore; più realistico e di ambizioni pasoliniane il secondo, ambedue, tuttavia, si sono ritrovati al centro di polemiche e di animate discussioni sul rapporto fra cinema e letteratura. Il libro si sofferma, infine, su un Meaulnes italiano, Amici per la pelle del 1955, che Franco Rossi ha tratto esplicitamente, ma liberamente, da motivi del carteggio e del romanzo di Alain-Fournier e che è stato il primo film per ragazzi prodotto in Italia nel dopoguerra. Si tratta di un capolavoro di finezza psicologica ed espressiva sul tema – caro all'autore de "Le Grand Meaulnes" – dell'amicizia profonda fra adolescenti, che, al suo apparire, non ha mancato anch'esso di suscitare un ampio dibattito, ricco d'implicazioni estetiche e letterarie.
Teatri di figura. La poesia di burattini e marionette fra tradizione e sperimentazione
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
Nel dedicare un convegno ai "Teatri di figura" (Verona, 22-24 novembre 2012) siamo stati mossi in particolare dal desiderio di approfondire alcune tematiche: il rapporto fra tradizione e innovazione, le relazioni del teatro di figura con altri linguaggi artistici, l'incidenza dell'idea di marionetta sulla concezione dei personaggi di certa drammaturgia primonovecentesca come sulla nuova figura di performer auspicata dai riteatralizzatori e dalle avanguardie. Accanto a interventi che testimoniassero la persistente vitalità artistica nella contemporaneità del teatro di figura nelle sue modalità "all'antica", dunque, si sono cercati contributi che, aprendo a dimensioni etiche ed estetiche di straordinario fascino e novità, evidenziassero anche la pluralità linguistica propria del teatro di figura del secondo Novecento. Raccogliendo tali riflessioni per la stampa è nato un testo che, nell'indagare l'ideale contemporaneo di un "marionettismo" integrale – cioè di un teatro puro e perfetto perché affidato al protagonismo di simulacri mobili e congegni meccanici (o di performer che sappiano farsene il vivente corrispettivo) –, si propone di instillare interesse e, perché no, un po' d'amore, per il mondo meraviglioso degli attori di pezza, di legno e d'ombra.
Conoscenza scientifica e teologia fra XIII e XIV secolo
Francesco Fiorentino
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 560
Il volume indaga un tipico plesso di temi epistemologici: la teoria della conoscenza scientifica, la sua natura, le sue condizioni, i suoi metodi, nonché i rapporti tra le scienze e tra queste ultime e la fede. Tale indagine viene condotta al di fuori del genere letterario deputato all'analisi di tali temi, ossia la tradizione dell'Organon aristotelico; essa viene piuttosto rivolta verso l'ambito teologico, con l'intento di studiare la teoria della scienza. Il volume si apre con l'analisi dei fondamenti greco-arabi, prosegue prendendo in considerazione le posizioni di numerosi maestri scolastici (da Tommaso d'Aquino ed Enrico di Gand fino a Guglielmo di Ockham e Giovanni di Mirecourt), per chiudersi con un lungo capitolo che sintetizza i risultati dell'indagine mettendoli in prospettiva con la rivoluzione scientifica. Il volume getta così una luce diversa sui rapporti, nel Tardo Medioevo, tra la teologia e la riflessione epistemologica, mostrando l'interazione e la sinergia tra i due ambiti più che l'antitesi o i possibili contrasti.
L'angelo malato. Poesia e salute mentale nel Novecento italiano
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 134
Il binomio poesia/salute mentale designa da tempo un complesso ordine di connessioni: da qui l'idea di un confronto a più voci fra saperi diversi. Lo sguardo sulla realtà della clinica, più che un'indebita incursione nei territori delle neuroscienze, è qui un disegno di verifica discreta sull'interazione fra alcune forme alte della creazione poetica e le particolari condizioni del disagio mentale, a partire da un dato macroscopico: la natura sfuggente e magmatica di tali relazioni. Di là dalla teoria (assai diffusa nelle neuroscienze) della connessione genetica fra creatività e malattia mentale, conta la verifica in re, ossia interrogare le forme originali, i linguaggi dell'esperienza poetica come la sede naturale di quelle relazioni. Oggetto d'analisi sono alcune figure di primo piano del Novecento (Campana, Saba, Montale, Rosselli, Merini), testimoni non passivi di una difficile transizione e del conflitto con l'originaria diffidenza della tradizione accademica italiana verso le svolte conoscitive prodotte nel primo Novecento dai saperi del disagio mentale. Interventi di: Antonia Acciani, Franco Contorbia, Stefano Giovannuzzi, Raffaele Girardi, Anna Maria Mossa, Ferdinando Pappalardo, Mario Sechi, Orlando Todarello, Natàlia Vacante.
I pilastri della società
Henrik Ibsen
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2014
pagine: 118
"Le colonne della società", opera che Henrik Ibsen pubblica nell'ottobre del 1877, inaugura il grande ciclo dei suoi drammi borghesi, e, non a caso, per tecnica e per temi, lascerà una profonda impressione sia sul pubblico sia sugli intellettuali e gli artisti del tempo. Al di là di questo contingente successo, "Le colonne della società" è un grande e complesso dramma sul tema dell'ipocrisia sociale (davvero degno del Tartufo di Molière) e dell'onestà pubblica, tutt'altro che risolto in semplici termini moralistici o positivisticamente ottimistici, ma pregno d'implicazioni dostoevskiane, che illuminano la complessità dell'essere umano e la lotta fra il bene e il male che agita la coscienza di ognuno. La presente traduzione di Franco Perrelli, dall'originale norvegese, è stata utilizzata dalla messinscena di Gabriele Lavia, prodotta dal Teatro di Roma, nella stagione 2013-2014.

