Edizioni Museo Pasqualino
Di Giovanni vs Pitrè di lettere e d'amicizia
Francesco Cannatella
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 464
Il libro raccoglie e commenta il ricco carteggio e scambio epistolare che Giuseppe Pitrè ebbe con Gaetano di Giovanni, tra il 1869 e il 1911. Un incontro, il loro, nato dalla necessità di Pitrè di trovare nei vari comuni siciliani degli informatori a cui delegare la ricerca sul campo di etnotesti delle varie espressioni della cultura popolare siciliana per portare a termine la monumentale Biblioteca delle tradizioni popolari. Gaetano Di Giovanni accetta l’invito del Pitrè a collaborare e, per soddisfare al meglio le richieste dello studioso, crea una rete di raccoglitori e conoscitori di racconti, canti, proverbi, credenze, storie e religiosità. Proprietario di solfare, sindaco e notaio di Cianciana, in provincia di Agrigento, Di Giovanni ha innumerevoli contatti sociali e sceglie i più ricchi conoscitori di cultura popolare, ospitando in casa solfatai, picconieri e carusi delle proprie miniere. Persone umili, illetterate, che egli ascolta mettendo su carta quanto la loro memoria conserva. Inizialmente il Di Giovanni raccoglie a piene mani il prodotto culturale del popolo con il solo fine di offrirlo al Pitrè, ma dal vivo ed intenso contatto con la genuina voce popolare, decide di dedicarsi alla scrittura e alle pubblicazioni. Tra massime latine, francesismi e registri eruditi alternati a proverbi dialettali ed espressioni della lingua viva del popolo, la corrispondenza tra Di Giovanni e Pitrè offre un’occasione per riscoprire usanze e tradizioni popolari, aprendosi a tratti a toni intimi e confidenziali attraverso cui, i due amici reciprocamente si svelano, condividono e sostengono nelle diverse vicende personali, quasi come in un diario intimo, e ci fanno conoscere un Pitrè, giovane medico e chirurgo palermitano, nel cammino quotidiano che lo porterà ad affermarsi nel campo della medicina e a primeggiare negli studi prediletti del Folklore.
Ordinare la tradizione. Indici della rivista «Folklore italiano» (1925-1959)
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
Questo volume raccoglie gli Indici della rivista Il Folklore Italiano, fondata nel 1925 da Raffaele Corso, una delle voci più autorevoli del panorama folklorico, che ha accompagnato la ricerca in questo settore per oltre un trentennio (1925-1959). Gli Indici rappresentano l’esito conclusivo di un lavoro certosino: l’autore, infatti, dopo aver studiato con attenzione gli Indici delle maggiori riviste contemporanee, e dopo essersi lungamente confrontato con i maggiori studiosi del settore sui criteri di costruzione dell’opera, dona ai ricercatori uno strumento di lavoro da tempo auspicato e atteso, frutto di un paziente lavoro di spoglio. Gli Indici sono strutturati in nove sezioni che consentono di svolgere una consultazione semplice ed efficace, senza altresì ridurre le chiavi di accesso ai contenuti.
Il corpo della parola. Inni, poemi e performance nell'India antica e contemporanea
Igor Spanò
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 261
Nella storia culturale dell'India la riflessione sulla Parola e sui suoi molteplici significati attraversa ambiti e discipline diversi, intersecantisi a loro volta tra loro, nelle riflessioni che riguardano il mito, il rituale, la poesia, la scienza, la storia, il teatro, in una serie incessante di implicazioni e di allusioni che potremmo descrivere come un albero, le cui vertiginose ramificazioni abbracciano un arco di tempo che si estende dal corpus vedico all'India contemporanea. I diversi aspetti e i vari usi della parola investono sia il contesto pubblico sia quello privato, la sfera politica così come quella religiosa, dove performance, dottrine, riti e speculazioni fissano i confini tra ambiti ordinari ed extra-ordinari, creando una rete di corrispondenze che spesso mettono a dura prova lo studioso che intende cogliere i molteplici aspetti della Parola, soprattutto quando tali aspetti accompagnano e giustificano una dimensione di indicibilità e inesprimibilità, di cui solo gli dèi custodiscono la complessità. Questo universo di parole, nelle descrizioni degli autori antichi, fornisce a noi lettori moderni una ricchezza culturale difficile da dominare, dove le parole prodotte sono state tramandate, dibattute, difese, credute, un universo di parole dove la verità si mescola sempre con la menzogna. Su questo regno del verosimile, ingannevole e al tempo stesso rivelativo delle verità più profonde, la Parola in persona rivendica la sua sovranità: «io sono la regina [...] la prima tra coloro a cui si deve offrire».
Il valore delle differenze. Tipicità e terroir nella cultura alimentare
Davide Puca
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 363
DOP, IGP, tipico, tradizionale, a chilometro zero, terroir, identità: negli ultimi decenni il cibo è entrato prepotentemente nelle nostre vite come fenomeno geografico e sociale, ancor prima che alimentare. Questo lavoro propone un’analisi semiotica del fenomeno attraverso quattro casi emblematici di costruzione della tipicità alimentare: quello del sistema dei marchi di qualità europei DOP, IGP e STG e del problema dell’origine; quello di un relais in Sicilia dove l’esperienza di permanenza è incentrata sull’apprendimento della cucina tradizionale; quello del linguaggio dei ristoranti “stellati” e della loro evoluzione – ormai d’obbligo – in templi dell’alta cucina locale; quello relativo alla vicenda italiana americana e il contributo dei ristoranti italiani a New York City nella definizione di stereotipi culturali complessi e in conflitto reciproco. Da nuovo genius loci, il cibo tipico trasforma i luoghi in origine o destinazione, e i loro abitanti in eredi e popolazione. È la cifra contemporanea del nostro essere autoctoni.
L'immaginario rappresentato. Orizzonti rituali, mitologie, narrazioni
Sergio Todesco
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 293
Il volume raccoglie una serie di scritti che testimoniano l'intensa e poliedrica attività di Sergio Todesco, maturata in gran parte in ambito istituzionale e dunque finalizzata alla tutela e alla valorizzazione dei beni demoetnoantropologici, ma non per questo scevra da un intento rigorosamente scientifico. Si tratta di contributi emersi dalla ricerca antropologica sul campo e dall'osservazione partecipante di fenomeni della cultura tradizionale ancora vitali nella provincia di Messina. Un'accurata descrizione e analisi di quella che si può definire la dimensione del sacro nell'immaginario simbolico delle comunità osservate. Il leit motiv su cui scorre tutta la problematica di questo lavoro consiste infatti nell'esame della ritualità popolare nelle sue molteplici e diversificate forme e funzioni: dalle confraternite più attive della provincia messinese, principali artefici e officianti del rito, nella loro funzione di collante fra sacro e profano, clero e comunità, all'analisi delle principali festività del calendario liturgico, prima fra tutte la Pasqua e la Settimana Santa, o l'Assunta di Messina con i giganti Mata e Grifone. Nella seconda sezione del volume vengono esaminati una serie di aspetti della cultura figurativa di carattere devozionale, ex-voto dipinti e anatomici in cera o argento, stampe devote e pitture su vetro che restituiscono un quadro esaustivo non soltanto della vitalità dell'espressione religiosa, ma anche della significativa presenza nel territorio messinese di maestranze artigiane molto fiorenti e derivanti da scuole illustri, a conferma del dialogo mai interrotto con l'arte culta e della continua mescolanza e osmosi fra esempi dotti e rielaborazione popolare.
Dendrolatrie. Miti e pratiche dell'immaginario arboreo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 226
L'Antropocene è l'epoca in cui l'essere umano, diventato una forza geologica, spariglia le carte del sapere tra scienze umane e naturali. È quanto invita a fare anche il fenomeno delle dendrolatrie. Diffuso in ogni luogo e in ogni epoca, il culto degli alberi testimonia come il mondo arboreo abbia plasmato modi di vivere e di pensare, venendone a sua volta trasformato. Per scavare nella complessità di questo scambio, il volume raccoglie i frutti del dialogo tra un gruppo interdisciplinare di ricercatrici e ricercatori che esplorano l'immaginario arboreo in tre direzioni: quella degli studi sulla memoria e sul patrimonio contemporaneo; quella dell'antropologia e della storia delle religioni antiche; e quella della critica estetica, marxiana e decoloniale dei cultural studies. In questi studi, non troviamo una natura dimenticata che si tratta di riscoprire. Troviamo invece un assemblaggio di nature-culture da riarticolare: mentre la crisi ecologica erode le nostre certezze e la terra sembra sfilarsi da sotto i nostri piedi, gli alberi, con il loro sostrato di miti, memorie, figurazioni e paesaggi, ci aiutano a trovare un pensiero comune.
Riti e usanze popolari ad Avola
Sebastiano Burgaretta
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 158
Il libro indaga le usanze e i riti praticati nel territorio di Avola, in provincia di Siracusa, nel periodo del veloce passaggio alla modernità portata dal boom economico degli anni Sessanta, in un contesto ancora segnatamente marcato dalla cultura contadina. Il volume si apre con un'analisi degli aspetti ludici e teatrali nelle feste avolesi secondo le ricorrenze annuali del calendario agro-pastorale e religioso, determinante nel dettare tempi, ritmi e cadenze delle feste religiose. Alcune forme di teatralità popolare nascevano dal rapporto tra la liturgia ufficiale e le pratiche devozionali, con esiti e sbocchi, anche sociali, diversi a seconda del mutare delle condizioni economiche e socio-culturali. La Sicilia, con le sue stratificazioni culturali, costituisce un unicum sotto questo profilo e ne sono prova gli aspetti e i momenti di natura ludica e performative delle feste di Avola che l'autore esemplarmente descrive. Anche le pratiche cerimoniali del ciclo della vita, "dalla culla alla bara", presenti ad Avola (i riti nuziali, da un lato, e funebri, dall'altro), vengono sistematicamente e puntualmente presentati e documentati da Burgaretta. Il volume, dotato di un ricco apparato documentario e fotografico, contiene infine un corpus delle stoni, ovvero dei componimenti popolari dedicati al santo patrono di Avola, san Sebastiano, composti da poeti dialettali avolesi tra Ottocento e Novecento e aggiornato e integrato con altri componimenti di poeti contemporanei.
Global humanities. Volume Vol. 8
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 80
The nation is a powerful idea that creates a sense of belonging, but is often also used to separate people according to their different national identities. How the idea of nationhood determines the individual and collective identities of people and how it helps to create national narratives will be discusses in this issue of Global Humanities. It thereby emphasizes the power of nationhood and its impact with regard to forging identities until today.
Immagini devote del popolo indiano
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 165
«Chi parla oggi di induismo parla di una realtà religiosa complessa e diffusa, che riguarda non soltanto la maggioranza degli abitanti del continente indiano, ma, in conseguenza dei processi emigratori, la maggior parte degli indù che vivono nell'Asia sudorientale, nel Vicino Oriente, in Africa, nelle due Americhe, in Australia e, naturalmente, in Europa. Soltanto in India gli indùisti sono attualmente, secondo le più recenti statistiche, circa 1'82% della popolazione (circa 820 milioni). In Nepal costituiscono la maggioranza (89% della popolazione), così come nelle isole Mauritius (52%). Minoranze significative sono presenti anche nelle isole Fiji (38%), nel Suriname (27%) e a Trinidad e Tobago (24%), inoltre nel Buthan (24%), in Srilanka (15%), nel Bangladesh (12%), in Malaysia (7%) a Singapore (5%). Minoranze sono anche presenti nel Kuwait e in Sud Africa (2%). D'altro canto, come tutte le statistiche, anche questa non è in grado di render conto della complessità della realtà religiosa soggiacente. Dietro il generico termine indùismo, infatti, sono compresi fedeli che hanno credenze animistiche, politeistiche, panteistiche, monastiche, monoteistiche (quando non si tratti di atei), che praticano forme tradizionali di culto o che le criticano radicalmente, gli aderenti a credenze arcaiche ma anche i seguaci del neo-indùismo e cioè dei movimenti di riforma sorti in conseguenza del confronto con la cultura moderna a partire dall'inizio del XIX secolo. La ragione di questa apparente contraddittorietà è presto detta. La designazione indùismo ad indicare la religione degli abitanti di questo immenso continente è una "invenzione" tipicamente moderna. Essa è legata alla dominazione coloniale inglese, essendo comparsa per la prima volta nel Bengala nel corso del XIX secolo, come tentativo, da parte degli impiegati della East India Company, di ri- condurre ad unità la molteplicità di culti tradizionali con cui essi erano costretti a confrontarsi. Che si trattasse, in realtà, di tradizioni religiose spesso divise, oltre che da lingue, anche da credenze e pratiche era, d'altro canto, loro sfuggito perché, a differenza di quanto era avvenuto nell'Europa moderna, i loro fedeli vivevano insieme in una situazione non conflittuale di sostanziale tolleranza. Il termine inglese, a sua volta, deriva da inda, parola di origine persiana che al singolare indica il fiume Indo e al plurale gli abitanti delle terre che il fiume attraversa. Esso era stato usato da chi arrivava in India, in particolare da persiani e turchi, per indicare le genti che vivevano nel Nord attorno al fiume Indo e, più tardi, tutti i popoli al di là dell'Indo e cioè l'intera popolazione dell'India. Il termine aveva acquistato una valenza nuova sotto la dominazione musulmana: dal momento che, secondo il diritto musulmano, i non musulmani dovevano pagare una tassa aggiuntiva, a partire dall'VIII secolo, in cui ha inizio la dominazione musulmana nella parte occidentale del continente indiano, si vennero creando due categorie di abitanti: i musulmani e gli indù, cioè gli indigeni non musulmani. In questo modo, l'identità degli inciti si è costituita, come spesso capita, in negativo, attraverso il non essere musulmani, a prescindere dalla loro concreta appartenenza religiosa (cosa che, tra l'altro, aiuta a spiegare il ricorrente conflitto nazionalistico con i musulmani)...» (Dalla Prefazione di Giovanni Filoramo)
Antropologia museale. Ediz. multilingue. Volume Vol. 43
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 108
Questo incontro tra arte, antropologia e scienze sociali propone una riflessione sugli oggetti “fuori posto” che possono diventare supporti di creazione basati sull’accumulazione, la derisione, l’appropriazione indebita o la sovversione. Gli artisti e i ricercatori che analizzano, creano, fanno prendere la parola a degli oggetti, ricorrono a volte a nuove strategie narrative. Deteriorabili, esposti all’usura del tempo, gli oggetti diventano tracce o frammenti, interrogano la memoria – la vita, la morte e la rinascita – e sollecitano l’immaginazione. Se gli oggetti industriali – dettati da mode effimere e destinati a un’obsolescenza programmata – sarebbero destinati ad essere distrutti, i manufatti delle società tradizionali esposti nei musei subiscono una morte simbolica e in alcuni casi una rinascita che provoca malintesi, disturba… Non possiamo descrivere le società senza preoccuparci degli oggetti con i quali viviamo. Spostarli implica rimodellarli, trapiantarli, caricarli di nuovi significati. Gli oggetti intrattengono un dialogo con chi li possiede. Secondo alcune religioni e tradizioni terapeutiche, certuni esercitano un potere di vita e di morte sui loro proprietari.
«Tenui meditabor harundine». Tiritera su titiri, totare, tituelle, calamauli e cerauli.
Nico Staiti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 223
Fin dall’antichità alcune parole designano degli strumenti a fiato minori e marginali, il cui tratto condiviso è che sono intesi come specialmente vicini alla natura, si ritiene appartengano a stadi primitivi dell’esistenza umana e sono usati da gente intesa essa pure come “primitiva” e “naturale”: bambini, pastori, cacciatori, incantatori di serpenti. Questi oggetti sono poco rappresentati nelle arti figurative; qui si sono individuati e collazionati i documenti esistenti, e li si è messi a confronto con le testimonianze archeologiche e con quelle etnografiche. Gli stessi strumenti sono menzionati nei componimenti poetici di Teocrito, Lucrezio, Virgilio, Ovidio; poi sono di nuovo elencati e descritti dagli studi organologici del XVII e del XVIII sec.; infine sono ancora in uso nelle tradizioni musicali di molti luoghi: di nuovo in mano a pastori, bambini, cacciatori, incantatori di serpenti, musicisti. La persistenza nel tempo di tipologie, forme, denominazioni degli aerofoni minori o marginali è il terreno su cui si è indagato il rapporto tra attualizzazione del mito e mitizzazione della realtà, quale viene articolandosi nella poesia, nella letteratura, nelle immagini.
Raccontami una storia. Fiabe, fiabisti, narratori. Con uno scritto di Maria Federico
Alberto Mario Cirese, Pietro Clemente
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Museo Pasqualino
anno edizione: 2021
pagine: 480
Questo libro parla di fiabe, come testi e come pratiche di racconto, nelle analisi di due autori di generazioni diverse. Alberto Cirese ha seguito la strada dello studio comparativo delle fiabe, basato sulle classificazioni, le astrazioni, la testualità, ma ha anche praticato la strada della ricerca sul campo, centrata sulle fiabe raccontate, e sui repertori dei narratori. Pietro Clemente, suo allievo, ha seguito più decisamente la linea performativa, orientata anche verso il racconto di vita e la pratica contemporanea del racconto. La fiaba è un oggetto molteplice, fatto di pratiche di narrazione orale e di scrittura, tradizione di portata epocale per la cultura occidentale. I testi qui raccolti spaziano tra il 1955 e il 2014: presentarli oggi al lettore vuole essere un contributo al rilancio e al rinnovamento degli studi di fiabistica italiani. Questo libro esce 100 anni dopo la nascita di Alberto Cirese (1921) e 10 anni dopo la sua morte (2011). È un libro che a lui dedichiamo, nella convinzione dell’importanza che i suoi studi hanno avuto nella cultura antropologica europea tra la seconda metà del Novecento e i primi anni Duemila.

