Fandango Libri
Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 224
A dieci anni dalla sua prima edizione, per celebrare i suoi venti anni Fandango Libri pubblica il "Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana". Nel 2008 centinaia di autori e autrici furono invitati a partecipare a un lavoro collettivo basato su un'idea azzardata: quella di individuare una singola parola che per ciascuno di loro avesse un significato particolare perché, se le parole sono i "ferri del mestiere" degli scrittori, sono anche affetti, sono ricordi e sono storie. Il Nuovo dizionario si è aperto all'ultima generazione di scrittori del secondo decennio degli anni 2000, per arricchire questa collezione unica. Il risultato è una raccolta eccentrica e a tratti spiazzante delle parole più disparate, dalle più semplici al dialetto, dai neologismi a frasi intere per indicare concetti insostituibili. Un volume insieme tradizionale e atipico, un piccolo monumento di scrittura dedicato alle parole della nostra lingua, una lettura in grado di offrire inaspettati spunti di riflessione. Un vocabolario dove "trovare rispondenze e discordanze, capire quante e quali sono le parole che ci uniscono agli scrittori che amiamo, scoprire che certi termini del nostro privato idioletto sono inaspettatamente condivisi da poeti e narratori".
Ascia nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana
Leonardo Palmisano
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 218
Leonardo Palmisano continua a indagare la nuova criminalità e lo fa con il suo stile lucido e implacabile come le mafie che incontra nel suo viaggio all'inferno. Per questo nuovo libro ha deciso di affrontare la schiavitù sessuale e la tratta degli esseri umani incontrando una delle organizzazioni più pericolose degli ultimi anni. La chiamano Black Axe, Ascia Nera, ed è nata negli anni Settanta all'università di Benin City, in Nigeria, come una confraternita di studenti. All'inizio è una gang a metà tra un'associazione religiosa (li chiamano culti) e una banda criminale, che stabilisce riti d'iniziazione e impone ai suoi affiliati di portare un copricapo, un basco con un teschio e due ossa incrociate, come il simbolo dei corsari. Oggi invece è una nuova mafia e i tentacoli di questa organizzazione sono arrivati anche in Italia, dove i boss nigeriani hanno iniziato a dettare legge nei sobborghi delle nostre città. Dopo "Ghetto Italia" e "Mafia Caporale" Leonardo Palmisano conclude la sua trilogia sullo sfruttamento con "Ascia Nera", un'inchiesta sul campo fatta di incontri e interviste alle vittime e ai carnefici di un'organizzazione spietata che sta diventando una delle minacce più concrete alla sicurezza del nostro paese.
Labambina
Mariella Mehr
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 192
Nata a Zurigo da madre zingara di ceppo Jenisch, e vittima come altri figli del popolo nomade dell'iniziativa di sedentarizzazione forzata del popolo zingaro organizzata dall'Opera di soccorso per i bambini di strada, Mariella Mehr riversa in queste pagine la sua vicenda autobiografica. Senza nome e senza parola, all'inizio una voragine priva di contorni perché priva di storia, Labambina adottata in un villaggio anch'esso senza nome, è il centro durissimo, il nucleo di pietra di questo romanzo. Stanno, intorno a lei, allineati in una circolarità attonita che li intrappola, gli abitanti del villaggio. Si direbbe uno scenario fisso, un affrontarsi di ruoli che impone alla bambina muta di subire nella generale indifferenza, mentre dentro di lei si nutre un germe di vendetta. L'espressionismo crudo di Mariella Mehr, la torsione del linguaggio, sostengono dalla prima all'ultima riga l'incalzare dei soprusi facendo emergere la violenza, quella fisica e quella psicologica, come unico elemento dinamico in grado di provocare episodici contatti tra la vittima e i suoi carnefici. Col procedere della scrittura, le figure piatte del romanzo, urtate dalla presenza inquietante della bambina, prendono puntualmente vita, proiettate nella dimensione lineare del tempo riacquisiscono una storia e così la scena man mano si anima in un intricato groviglio di ambizioni mancate, promesse non mantenute, speranze tradite.
La botanica delle bugie
Elisa Casseri
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 301
Che vita hanno le bugie, quando nascono e poi sbocciano e infine muoiono? Come bisogna innaffiarle perché crescano forti e ci mantengano al riparo dalla realtà che, più il tempo passa, più chiede conto? Nella "Botanica delle bugie", quattro personaggi sono alle prese con le proprie aspirazioni e i propri fallimenti, in lotta con famiglie tutte sbagliate, sogni decentrati e piccole miserie: Nicla rincorre per tutta la vita Quirino, senza mai esporsi, convinta che il modo migliore per scansare i dolori sia dare nell'occhio il meno possibile, accontentarsi; Quirino pure insegue Nicla, ma Nicla è troppo di tutto, troppo confusa, troppo silenziosa, troppo sfuggente e allora è meglio provare con Caterina e nascondere il resto; Caterina conquista Quirino e si allena a essere la moglie perfetta, costruisce una vita, una casa, per poi scoprire che i muri sono pieni di crepe e oltre le crepe ci sono solo spiragli di altre donne, di tradimenti e scappatoie a cui Quirino non ha mai rinunciato; Giorgio desidera Caterina forse da sempre, ma il primo bacio lo dà a Nicla, rimangono insieme e diventano una famiglia, o forse solo genitori. E tutto potrebbe durare immutato se le bugie avessero per sempre la forza di quando sono state pronunciate per la prima volta. In una provincia prima emotiva che geografica, Elisa Casseri mette in scena il fallimento dell'età adulta, la lotta rabbiosa e resistente che ingaggia ognuno di noi contro la rinuncia ai propri sogni, anche quando non ci è chiaro quali siano, e racconta le perdite, gli abbandoni e le scelte (sbagliate) che alla fine ci rivelano chi siamo.
Più veloce dell'ombra
Federica Tuzi
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 254
Anni Ottanta: il regno dei paninari, delle griffe, delle diete affamanti e dell'aerobica di Jane Fonda. In un villaggio residenziale della periferia bene di Torino vive Alessandra, figlia grassottella di una coppia di bellissimi, piena di tic e senza un amico, mangiatrice compulsiva perennemente a dieta. Ale si aggira fra l'ippodromo e la stazione di Porta Nuova, un centro sportivo e un ristorante per cerimonie. Cosa cerca? Prima di tutto il cibo e poi un flipper con cui sbaragliare la solitudine e un grande amore che ha molti visi ma ogni volta lo stesso nome: Elena. Ad aspettarla a casa, con un velo di preoccupazione, i suoi genitori che sono due supereroi delle serie tv: il padre è come Magnum P.I., bello e scanzonato, o almeno lo era, la madre è una Charlie's Angel che si affanna nel tentativo di risolvere il rebus della vita perfetta, ossessionata dal fitness e guru della Weight Watchers. E poi c'è la nonna, che ha pronto un cambio nell'armadio per quando finirà all'ospedale, e un nonno che non ha mai conosciuto e che Ale cerca in tutti i vecchi che incontra. Alla fine arriva Frida, un cucciolo di cane, indipendente e ribelle come lei, che a poco a poco le insegna cos'è un legame.
Federico
Fabio Anselmo
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 281
Fabio Anselmo è un avvocato di Ferrara, titolare di un piccolo studio di provincia specializzato in casi di malasanità. Il 25 settembre 2005 riceve una telefonata che cambierà per sempre la sua vita e quella di molti intorno a lui. Quella mattina Federico Aldrovandi, un giovane studente ferrarese, muore di asfissia posturale in seguito ai colpi ricevuti durante un fermo di polizia. Ha 18 anni. A chiamare l'avv. Anselmo è Patrizia Moretti, la madre di Federico. Questo è l'inizio di uno dei più importanti casi giudiziari degli ultimi anni che ha sconvolto l'opinione pubblica nazionale. A raccontarlo in prima persona è proprio l'avvocato della famiglia Aldrovandi, Fabio Anselmo, che dopo questo caso è diventato consulente in molti dei processi che hanno visto coinvolti poliziotti, carabinieri, medici come nei casi Cucchi, Magherini, Narducci, Budroni, Uva, ma anche quello di Davide Bifolco, il 17enne ucciso dal colpo sparato da un carabiniere a bordo di uno scooter nel settembre 2014 a Napoli. Attraverso i ricordi e gli appunti di prima mano di Anselmo entriamo nel profondo di una vicenda personale che è diventata patrimonio della storia dei diritti civili del nostro Paese. Accanto a perizie e arringhe, incontriamo le emozioni, le paure e i fallimenti di un uomo che si è trovato improvvisamente al centro di un processo mediatico che ha contribuito a far esplodere. L'autore è bravissimo a tessere un memoir spurio, un procedurale intimo, il romanzo di una vita spezzata che va oltre l'ultima immagine del cadavere di Aldro e ci fa incontrare per la prima volta il sorriso di Federico.
Slow journalism. Chi ha ucciso il giornalismo?
Daniele Nalbone, Alberto Puliafito
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 276
Quale è stato il momento in cui si è spezzato il rapporto di fiducia fra i cittadini e i media? Come sono fatti i contratti giornalistici? Quanto viene pagato un giornalista oggi? E per fare cosa? Uno dei problemi dell'informazione oggi è l'ossessione per la quantità e per la velocità, la convinzione che il giornalismo debba competere con i social. Un altro modello di business: tanta attenzione per gli inserzionisti pubblicitari, poca per i lettori. Il mantra del "fare tanti click sul sito", la monetizzazione a ogni costo con la pubblicità, la convinzione che nessuno sia disposto a pagare per il giornalismo digitale hanno contribuito a erodere gli spazi di crescita. A partire da queste considerazioni e guardando, fra l'altro, alla lezione del professor Peter Laufer, autore di "Slow News — Manifesto per un consumo critico dell'informazione", e a esperienze locali, nazionali e internazionali, questo libro fa un tentativo: quello di andare oltre la semplice critica. "Slow Journalism" cerca di proporre soluzioni. Daniele Nalbone e Alberto Puliafito hanno una lunga esperienza nel giornalismo tradizionale e soprattutto in quello digitale, condividono una visione del mestiere — e forse anche del modo in cui ci si dovrebbe approcciare al lavoro e alla vita — che li ha portati a indagare su questo tema.
Il movimento dei sogni
Eleonora Calesini, Debora Grossi
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 160
6 aprile 2009, notte fonda, una fortissima scossa di terremoto distrugge L'Aquila. Il panorama è scheletrico. Dopo quarantadue ore di ricerche indefesse dei Vigili del fuoco, una ragazza viene estratta viva dalle macerie. Lei si chiama Eleonora e questa è la sua storia. Giovane e appassionata studentessa dell'Accademia dell'Immagine, Elly si è trasferita all'Aquila per inseguire i suoi sogni. Nonostante lo sciame sismico sia ormai iniziato da diversi mesi, combatte la paura insieme alle sue coinquiline: Chasmine, Enza, Martina. La vita nel piccolo appartamento condiviso scorre allegra tra studio, cene tra amici, confidenze, pulizie, visione di film. Elly è forte e, nonostante la sordità da cui è affetta fin da bambina, combatte la paura inseguendo i suoi sogni: lavorare nel cinema, dedicarsi agli effetti speciali. È il movimento dei sogni a trascinarla, a spingerla a lottare. E così quella notte di orrore, la notte prima di un esame, va a letto col suo pigiama azzurro. Elly è ovattata nel suo silenzio mentre il rumore della morte, un rumore calmo, si avvicina. Sono le 3 e 32 e il boato, il crollo, interrompono il movimento dei sogni. Come Alice cade nella tana del Bianconiglio così la dormiente cade in un'assurda voragine. Ma questa non è una fiaba. Elly si sente sprofondare, precipitare, le cadono addosso calcinacci, muri, travi, oggetti, mentre continua a scivolare nel buio. Il letto non c'è più, la casa si accartoccia sopra di lei. Il buio è orribile. Un romanzo autobiografico che, a dieci anni dal terribile terremoto che ha sconvolto il capoluogo abruzzese, ci riporta indietro nel tempo con una scrittura lucida e delicata, un'elaborazione del lutto vitale, fresca, che racconta come si possa tornare alla luce dopo aver visto il nero tutto intorno.
Cattiva
Myriam Gurba
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 261
Poliziesco, memoir, e storia di fantasmi, "Cattiva" è il racconto autobiografico di una studentessa universitaria nell'America degli anni Novanta vittima di un maniaco sessuale seriale. L'uomo ha già aggredito molte altre donne, stuprando e uccidendo una di loro, la messicana Sophia Torres. Ossessionata dallo spettro di Sophia, Myriam Gurba ripercorre in queste pagine sconvolgenti la sua storia: l'infanzia allegra e scanzonata scissa tra cultura messicana e americana, il rapporto magico con la nonna-totem Abuelita, quello trasgressivo con le compagne di college a Berkeley, l'approccio ai grandi della letteratura e della filosofia (Conrad, Woolf e Marx), la suggestione della Giovanna d'Arco di Dreyer femminista e santa, l'avvicinamento che è quasi identificazione ad Ana Mendieta e Hannah Wilke, grandi protagoniste dell'arte contemporanea. Con uno stile originalissimo, a tratti scarno a tratti sontuoso, usando una lingua poetica e pungente, l'autrice ci parla di un mondo fatto di sfumature sottili, di parole inventate, un mondo in cui il corpo è una scoperta e la scoperta è nel piacere. Anche quello che gli altri decidono di prendersi senza permesso. Fino a quando, un estraneo le tende una trappola, la tocca, abusa di lei e tutto diventa nuovo. Tutto rinasce, assume un colore diverso, il colore dello stupro e il mondo cambia: "È una falena o uno stupratore? c'è uno stupratore nascosto in quel mazzo di girasoli appena recisi?".
Zucchero e catrame
Giacomo Cardaci
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 282
Cesare è un bambino che chiacchiera e gioca a Memory con il suo circolo multietnico di Barbie, ha scelto Ines detta Lines come amica per non rimanere da solo in fila a scuola, passa i suoi pomeriggi con una anziana che lo cosparge di profumo, detestata dai suoi genitori perché fomenta le sue stramberie. La sua vita di paese sarebbe potuta continuare sempre uguale, se a stravolgerla non fosse arrivato il trasferimento di tutta la sua famiglia in un monolocale ai bordi miserabili tra Milano e Cinisello. Al piano di sopra, però, abita Gabbo, da cui Cesare, ormai cresciuto, è dannatamente eccitato, perché Gabbo è tutto ciò che Cesare vorrebbe essere: uno deciso a prendersi dalla vita tutto, costi quel che costi. Per questo, quando suo padre viene arrestato, la madre si rifugia nel letto, il fratello scompare, Cesare decide di risalire dal fondale del proprio abbandono seguendo le tracce di Gabbo. Per entrare nel giro, però, Cesare deve smettere di essere Cesare, dire di sì a ogni tipo di richiesta ma anche abbandonarsi a una fascinazione morbosa simile a quella che prova per Gabbo. Una fascinazione che lo eccita come lo zucchero ed è ripugnante come il catrame, e che alla fine gli chiederà un conto molto, forse troppo, salato. Giacomo Cardaci torna al romanzo con una storia feroce, a tratti spiazzante, in cui i margini opachi tra disonestà, innocenza, odio, rabbia, si dissolvono, e i lettori saranno messi di fronte ai desideri inconfessabili che si nascondono in ognuno di noi.
La maschera di scimmia
Dorothy Porter
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 330
"Chi ha detto che la poesia epica non esiste più? Ha solo cambiato indirizzo: non sta più nell'antica Grecia o nella penisola italica, ma a Sidney in Australia. E non canta più di dame, cavalieri, arme e amori, ma delle atmosfere cupe, dei caratteri ambigui e dei personaggi disperati e violenti del noir, e lo fa con un ritmo teso e veloce come quello di un rap. Jill è una detective specializzata nella ricerca di persone scomparse, lesbica tutta muscoli, illetterata e stupida. Deve trovare Mickey, sensibile e timida diciannovenne, che scrive poesie ed è troppo tutto per essere vera. Ma Mickey, come nella migliore tradizione del noir, è morta. Inizia così un viaggio serrato e teso da una parte all'altra di un Paese in cui le distanze si misurano a spiagge, tra poeti, poetesse new age con l'anellino al naso, giovani avvocati progressisti e ambigui cristiani rinati, piedipiatti a posto e agenti investigativi dalle dita tozze come la loro coscienza, marxisti post moderni e marpioni protettori di poetesse... E Diane, Diane dalle belle gambe, incessantemente intellettuale. Una storia appassionante e realistica, ricca di suspense e colpi di scena, che ha una particolarità fondamentale: è scritta in versi. Brevi componimenti in versi liberi in cui tutto, dalle virgole ai titoli, è importante e ricco di significato, e che si incatenano l'uno all'altro con la forza narrativa di un romanzo in prosa. Una specie di rap ritmato e veloce, che alla capacità di raccontare storie vietate, tenere e violente del romanzo di genere unisce quella propria della poesia di andare a fondo nei cuori e rappresentare i sentimenti. Un romanzo straordinario." (Carlo Lucarelli)
E morì con un felafel in mano
John Birmingham
Libro: Copertina morbida
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2019
pagine: 197
Se cambiare casa vuol dire cambiare qualcosa di noi stessi, che cosa si diventa dopo aver traslocato 89 volte nel giro di pochi anni? Dopo aver avuto a che fare con "ogni tipo di umanità esaltata ed estrema, di cazzoni disadattati ed eterni studenti"? Ed essere scampati a incendi, devastazioni, blitz dei fascisti, retate della polizia? Una storia grunge di coabitazioni infernali raccontata da un autore australiano che l'ha vissuta in prima persona. John Birmingham ha veramente coabitato con centinaia di persone diverse, annotando tic, abitudini e follie varie. Da quegli appunti è nato questo libro, un inedito modo di scrivere un romanzo di formazione. John Birmingham ci fa scendere nell'inferno delle case coabitate, in cui ogni girone si rivela più allucinato e incredibile e ci racconta, a venti anni dalla sua prima uscita, che non è cambiato poi molto. La necessità di condividere un appartamento per sostenerne i costi è ancora parte integrante della vita di molti giovani, e non più giovani.

