Il Saggiatore
Idee per una teoria delle emozioni
Jean-Paul Sartre
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
pagine: 200
Miracolo a Milano. Fiaba teatrale in 29 capitoli (e un prologo) da Cesare Zavattini e Vittorio De Sica
Paolo Di Paolo, Lino Guanciale
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 248
«Forse una città non l'amiamo mai per intero né la conosciamo mai per intero
Disobbedienza e democrazia. Lo spirito della ribellione
Howard Zinn
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
pagine: 440
Musica dell'Italia fascista
Harvey Sachs
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
pagine: 360
Stella rossa sulla Cina. Storia della rivoluzione cinese
Edgar Snow
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
pagine: 684
Il sapone
Francis Ponge
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 144
Scritto e riscritto nell’arco di oltre venticinque anni, tra il 1942 e il 1967, Il sapone è un’opera sorprendente sulla vita segreta degli oggetti che ci circondano: il tentativo di Francis Ponge di dare forma a una scrittura capace di vibrare assieme alle fibre stesse dell’esistenza, a partire da uno dei protagonisti più banali del nostro quotidiano. Prendiamo una saponetta, come quelle che ci sono nelle nostre case: colorata o bianca, ovale o rettangolare, artificiale, profumata, inerte; un elemento anonimo dei nostri bagni, che cambiamo senza pensarci non appena si consuma. Eppure, attraverso lo sguardo curioso di Ponge, questo oggetto d’improvviso si trasforma in qualcosa di molto diverso: diventa il tramite per una giocosa esplorazione delle possibilità della lingua, una metafora della scrittura e della vita, il motore di una necessaria e ripetuta «igiene intellettuale», oltre che fisica. Pagina dopo pagina, nella variazione continua di un tema minimo, il sapone scivola, sfugge, schiuma assieme alle parole che lo descrivono, acquistando contorni magici e incarnando nei suoi minuti confini la letteratura stessa. Unendo riflessioni metanarrative e politiche, ironia e precisione descrittiva, ritorni ossessivi e illuminazioni improvvise, in questo piccolo capolavoro Ponge compone un vero e proprio manifesto, che oppone alla retorica dell’ispirazione l’etica del lavoro sulla lingua, al lirismo tradizionale un’eloquenza materiale, concreta, corporea: l’ambizione di raccontare qualcosa così a fondo da farla scomparire.

