Libri di Martina Miccichè
Realismo patriarcale. Come il sistema ci educa alle diseguaglianze
Martina Miccichè
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2025
pagine: 242
Ma è davvero così? Spesso si ha la tendenza a credere che le cose vadano esattamente come devono andare e si finisce per accettare tutto, diseguaglianze comprese. In questo saggio, Martina Miccichè cerca di ribaltare il paradigma del fatalismo, analizzando e denunciando il concetto di realismo oppressivo, e scende sempre più a fondo, fino alla definizione di un realismo patriarcale sulla base delle connessioni tra capitalismo e sessismo. L’autrice descrive situazioni ordinarie nelle quali nemmeno ci si accorge della presenza di iniquità e spiega come, a differenza di quanto la cultura pop insegni, capitalismo e transfemminismo siano incompatibili. Inoltre, fornisce ai lettori gli strumenti per decodificare le dinamiche patriarcali che permeano la nostra società: dall’educazione di genere alla morale militarista, passando per l’illusione del successo e arrivando al dominio di specie.
Femminismo di periferia
Martina Miccichè
Libro: Libro in brossura
editore: Sonda
anno edizione: 2024
pagine: 176
Dall’essere marginali alla presa di coscienza di venire marginalizzati, fino alla sfida di diventare centrali nel cambiamento sociale. Nelle pagine di questo libro si parla di periferia, come oggetto e soggetto, come ambiente sociale, come costruzione, come spazio di espulsione e identità, nonché dei processi di periferizzazione nelle città e nel globo. Si parla anche del centro inteso come centro cittadino geografico, ma anche centro e spazio di accumulo del potere in cui, attraverso un sistema ramificato e iniquo, vengono mantenute le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale. In particolare, l’autrice si sofferma sull’organizzazione sessista delle città, sul razzismo urbano e istituzionale, analizza gli stereotipi di genere portando in primo piano soggetti spesso silenziati e questioni che difficilmente vengono in mente quando si parla di periferia, come la crisi climatica e l’espulsione degli animali non umani.
Classismo digitale. Nella società delle piattaforme, la merce, la fabbrica e il consumo siamo noi
Saverio Nichetti, Martina Miccichè
Libro: Libro in brossura
editore: Eris
anno edizione: 2026
pagine: 80
Viviamo le sue conseguenze anche se non sappiamo dargli un nome: il classismo digitale fa finta di non esistere. I social e le piattaforme digitali non sono nati per metterci in connessione, ma per sfruttare la nostra capacità di entrare in relazione e trasformare ogni interazione in una metrica di valore. Like, visibilità e follower sono le nuove monete. L’inghippo è che i privilegi e le discriminazioni del mondo offline sono stati incorporati nel digitale e gli algoritmi determinano chi può emergere. Chi riesce ad arrivare al vertice o rispecchia gli standard o è l’eccezione che conferma la regola per rafforzare l’illusione che “farcela” sia alla portata di tutt*. Le piattaforme sono un insieme di corti con monarchi forti dei propri follower, che elargiscono attenzioni ai propri sudditi per rafforzare la propria posizione o che scatenano shitstorm spendendo il proprio potere digitale aizzando chi le garantisce quel potere digitale, ovvero i follower, contro qualcun* altr* e rafforzare ulteriormente il proprio status. È una nuova scala sociale, per salire ai piani alti qualcuno ti deve invitare ma se non ce la fai il meccanismo ti porta ad autocolpevolizzarti, sei tu individuo che non ti sei applicato abbastanza. I social hanno una rigida gerarchia sociale e nel loro funzionamento ogni utente diventa una sorta di polizia sociale pronta a sanzionare i comportamenti di chi non si conforma, pronta a esaltare alcuni e a umiliare altri, senza mettere mai abbastanza in discussione né le piattaforme né gli algoritmi che le governano, fatti per escludere, normare, standardizzare. Ma i veri imperatori sono altri e pochi in tutto il mondo, sono coloro che possiedono le piattaforme, ne conosciamo volti e nomi a menadito ed erano tutti presenti all’insediamento di Trump come Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Sundar Pichai, Elon Musk, Tim Cook, Sergey Brin, Shou Zi Chew e pochi altri. Tutte le altre persone utenti, monarchi o no, sono solo merce, quella dell’estrattivismo digitale, dei dati, del capitalismo della sorveglianza. E allora cosa fare? Per fortuna, tra le pieghe di codice, c’è una resistenza, di carne e pixel. Hack the system!

