Il Saggiatore
Il motore della ragione, la sede dell'anima
Paul M. Churchland
Libro
editore: Il Saggiatore
pagine: 352
Il bambino a colori
Hervé Tullet
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 192
La vita di Hervé Tullet, l’artista che ha insegnato al mondo a vedere la magia nei punti e nelle macchie, non è sempre stata a colori. Questo libro è un viaggio nella memoria di un bambino cresciuto nell’eco della guerra d’Algeria, tra silenzi familiari e solitudini abissali. Ma è anche una storia di salvezza: quella che arriva dall’arte, dai libri, dalla scoperta del surrealismo e, soprattutto, dall’incontro con i bambini. Punto, linea, macchia, scarabocchio: è questo il linguaggio universale che Tullet condivide oggi con l’infanzia di tutto il mondo. Un lessico primitivo e potente che lo ha trasformato da «bambino trasparente» in un artista capace di dialogare con milioni di piccoli lettori. Tra ricordi personali, riflessioni sull’arte e il racconto delle sue celebri performance, Tullet ci mostra come la creazione non sia proprietà esclusiva degli artisti, ma un diritto di tutti. Il bambino a colori è confidenza e manifesto insieme: un libro che parla agli adulti portando dentro di sé la forza luminosa dello sguardo bambino, e che mostra come la creatività sia sempre un viaggio collettivo per ritrovare dentro di noi la luce che crea, resiste e inventa il futuro.
Il sapone
Francis Ponge
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 144
Scritto e riscritto nell’arco di oltre venticinque anni, tra il 1942 e il 1967, Il sapone è un’opera sorprendente sulla vita segreta degli oggetti che ci circondano: il tentativo di Francis Ponge di dare forma a una scrittura capace di vibrare assieme alle fibre stesse dell’esistenza, a partire da uno dei protagonisti più banali del nostro quotidiano. Prendiamo una saponetta, come quelle che ci sono nelle nostre case: colorata o bianca, ovale o rettangolare, artificiale, profumata, inerte; un elemento anonimo dei nostri bagni, che cambiamo senza pensarci non appena si consuma. Eppure, attraverso lo sguardo curioso di Ponge, questo oggetto d’improvviso si trasforma in qualcosa di molto diverso: diventa il tramite per una giocosa esplorazione delle possibilità della lingua, una metafora della scrittura e della vita, il motore di una necessaria e ripetuta «igiene intellettuale», oltre che fisica. Pagina dopo pagina, nella variazione continua di un tema minimo, il sapone scivola, sfugge, schiuma assieme alle parole che lo descrivono, acquistando contorni magici e incarnando nei suoi minuti confini la letteratura stessa. Unendo riflessioni metanarrative e politiche, ironia e precisione descrittiva, ritorni ossessivi e illuminazioni improvvise, in questo piccolo capolavoro Ponge compone un vero e proprio manifesto, che oppone alla retorica dell’ispirazione l’etica del lavoro sulla lingua, al lirismo tradizionale un’eloquenza materiale, concreta, corporea: l’ambizione di raccontare qualcosa così a fondo da farla scomparire.
Senza l'onore delle armi
Vittorio Sereni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 118
«Non ho occhi per questo niente scaturito dal niente.» Questa raccolta di testi è la testimonianza di una sconfitta: la ricognizione dolorosa e antieroica della propria esperienza bellica da parte di uno dei massimi poeti del Novecento italiano. Senza l’onore delle armi è figlio del paziente lavoro di selezione, riordino e aggiornamento, svolto da Vittorio Sereni stesso nei suoi ultimi anni di vita, delle proprie memorie relative al secondo conflitto mondiale: dalla cattura in Sicilia del 1943 alla prigionia in Nord Africa, fino al ritorno – con il corpo e con la mente – in quegli stessi luoghi a distanza di anni, Sereni si confronta, con limpida sincerità, con le illusioni perdute e la fatica quotidiana dei giorni trascorsi nei campi lontani. A distanza di decenni lo osserviamo così piegarsi sul se stesso trentenne con uno sguardo allo stesso tempo curioso e coinvolto, raccontando episodi in cui il vissuto privato si mescola alla grande storia; e in cui le immagini quasi liberatorie della resa si alternano a quelle dei viaggi estenuanti, l’incontro timoroso con i soldati stranieri ai momenti di sollievo fra compagni d’armi e alle fantasie di ribellione. Come scrive Luca Lenzini nella sua prefazione, «nell’incapacità di spiegarsela, la tragedia della guerra, si esprimeva per Sereni un nodo doloroso e altrettanto ineludibile»: un nodo in cui il destino collettivo si fondeva con quello personale, sovrapponendo paesaggio, tempo e coscienza. Il tentativo estremo di uno scrittore di offrire un ordine al caos di una infinita stagione di orrori.
Paternità. Una storia di amore e potere
Augustine Sedgewick
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 320
Paternità è una storia globale e culturale dell’essere padri: un racconto che attraversa i millenni e le nazioni per mostrarci come nel nostro passato l’amore per i figli sia stato costantemente legato alla fondazione di un’autorità; e come, a partire dal modo in cui ridefiniremo questo rapporto, dipenderà il futuro delle nostre società. Mettere al mondo un figlio non ha significato sempre essere «padre», almeno nel senso che attribuiamo noi, ai giorni nostri e in Occidente, a questo concetto. Il concetto di «paternità», secondo Augustine Sedgewick, è dunque qualcosa che si è evoluto nel tempo e come tale è possibile seguirne passo dopo passo la traiettoria: dalla rigida scansione dei ruoli di genere nelle civiltà dell’Età del bronzo ad Aristotele, che ha contribuito a definire la paternità come principio che giustifica e stabilizza le gerarchie; dal pater familias dell’antica Roma, con il suo potere assoluto sulla vita (e sulla morte) dei membri della casa, al «padre padrone», cardine della famiglia patriarcale moderna. Attraverso i ritratti di padri celebri, quali Enrico viii, Charles Darwin, Sigmund Freud e Bob Dylan, in queste pagine Sedgewick esplora i vari modi in cui si è declinata questa figura: strumento per legittimare un potere politico, funzione biologica carica di responsabilità, simbolo da detronizzare. Che cos’è, dunque, la paternità oggi? Questo libro è il tentativo di un padre e di uno studioso di rispondere a questa domanda, invitandoci a ripensarla alla luce di una mascolinità ridimensionata, incerta e in trasformazione: perché solo comprendendo che cosa ha significato essere padri nel passato possiamo provare a costruire modelli migliori per i nostri figli.
Storie di corpi. Un'indagine sull'arte, la scienza e le credenze dell'età moderna
Victor I. Stoichita
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 280
«Il visibile non è solo una questione di superficie.» Può forse sorprenderci scoprirlo, ma i nostri corpi, ancora prima di essere un dato naturale, sono una costruzione storica e culturale, figlia del tempo e della società. In Storie di corpi Victor I. Stoichita attraversa secoli di raffigurazioni e rappresentazioni per mostrarci una mappa degli immaginari all’interno dei quali gli esseri umani hanno di volta in volta ridefinito il proprio involucro esteriore. Dall’arte rinascimentale ai risvolti più contemporanei, in queste pagine il corpo si rivela come spazio di mediazione tra umano e divino, potere e protezione, disciplina e desiderio. Stoichita inizia indagando l’emergere della raffigurazione della carne nell’arte del Rinascimento su impulso della scienza anatomica: dal Cristo alla colonna di Tiziano, in cui il gesto pittorico dei colpi di pennello dà continuità al martirio, alla pelle scorticata di san Bartolomeo nel Giudizio universale di Michelangelo, autoritratto dell’artista e riflessione sulla mortalità. Ne segue poi le metamorfosi fino ai dipinti di principi e condottieri – dal corpo corazzato del Ritratto di Cosimo i de' Medici in armatura del Bronzino, in cui il potere si fa manifesto, al doppio ritratto dell’Infante Baltasar Carlos con un nano di Velázquez –, giungendo in ne con un balzo di secoli a confrontare le cotte, i tatuaggi e i cyborg come forme di costruzione del sé. Con lo sguardo penetrante dello storico dell’arte e la sensibilità del grande narratore di immagini, Stoichita compone una storia in cui ogni corpo è insieme presenza e fantasma, superficie e profondità, materia e simbolo, oggetto e soggetto: ciò che guardiamo e ciò attraverso cui siamo visti.
Una giornata di febbraio
Mark Charitonov
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 160
Parigi, 1837. È Martedì grasso, e tra i vicoli illuminati del Carnevale un uomo vaga per la città insieme a due amici: maschera tra le maschere, viandante in terra straniera, nessuno lo riconosce ma quell’uomo è Nikolaj Vasil’evic Gogol’, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Di per sé non ci sarebbe nulla di straordinario, se non fosse che, allontanatosi un momento dall’ebbrezza della folla, il maestro russo del grottesco si ritrova «grottescamente» faccia a faccia con se stesso. All’interno di un ristorante in un vicolo secondario un uomo, con cui si è ritrovato a conversare quasi per caso, sostiene di chiamarsi come lui e come lui di essere un autore di storie comiche. Divertito dall’assurdità della situazione e dall’audacia dell’impostore, Gogol’ decide di stare al gioco: ne nascerà un dialogo surreale e intenso, attraverso il quale Gogol’ apprenderà la notizia della morte in duello dell’amico Puškin e si ritroverà suo malgrado a confrontarsi con gli abissi del proprio io, fino a svelarsi come mai prima dietro il più improbabile dei travestimenti. Una giornata di febbraio è un romanzo breve intriso di realismo magico, umorismo e malinconia, in cui tra silenzi e ribaltamenti è la vita stessa a farsi Carnevale. Una meditazione sotto forma di burla sulla perdita, l’arte e la necessità di continuare a cercare, «nonostante tutto, un angolo di pace nell’eternità, uno spazio illuminato, il bordo del tavolo, una porzione di parete rivestita dei colori della carta da parati, e poi una tenda silenziosa e un respiro caldo e vivo, per non essere inghiottiti nell’oscurità e per non perdere l’immagine del mondo».
Troppo risplendere
Andrea De Spirt
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 160
«Forse ho la sensazione che le cose non siano andate come dovevano andare. È per questo che scriviamo. Quando crediamo che le cose non siano andate come dovevano andare.» Il protagonista di questo romanzo scopre con una lettera inattesa che H, la donna che ha amato e da cui si è separato anni prima, si è ammalata, cadendo in uno stato di incoscienza da cui sembra impossibile destarla. È soprattutto con lei, riflette, che le cose non sono andate come dovevano, e ora è troppo tardi per riscrivere l’itinerario della loro storia, per «aggiustare i piani di Dio con le parole», per trovare uno spiraglio che restituisca H alla veglia della realtà. Sarà l’incontro con il regista-alpinista Johann Ull, personaggio a metà strada fra Werner Herzog e René Daumal, a offrirgli una possibile, improbabile via d’uscita: se riuscirà a trovare il Guaritore, gli spiega Ull, H si sveglierà. Ma chi è il Guaritore? E dove si nasconde? Per il protagonista questa speranza segnerà l’inizio di un viaggio ai confini del razionale, attraverso boschi e montagne, fiumi silenziosi e capanne isolate; un viaggio che lo condurrà sulla soglia della follia, fino forse a oltrepassare l’umano. Troppo risplendere è un romanzo nel quale il lettore si addentra come in un luogo interiore. Una storia intima su cosa significa mettersi alla ricerca di ciò che si è perduto e allontanato, per riscoprire la luce che già esisteva.
La nostra Odissea
Andrea Pezzi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 250
La nave è in frantumi sugli scogli, dove l’hanno scagliata venti impazziti. I nostri compagni sono spariti, alcuni divorati vivi, altri annegati, mentre i sopravvissuti grugniscono a quattro zampe tra il fango e la rena. Sono decenni che manchiamo da casa e i volti dei nostri cari sono un’immagine sbiadita avvolta da un ricordo. È tempo di tornare. È da qui che parte il nostro viaggio: dal momento di confusione e disperante incertezza in cui ci hanno gettato le guerre del presente, la crisi climatica e gli inquietanti domani disegnati dall’intelligenza artificiale. Ed è proprio adesso il momento di tornare tutte e tutti all’umano, a ciò che ha contraddistinto il nostro percorso e definito i nostri desideri permettendoci di riconoscerci, comprenderci, spingerci più in là. Appoggiandosi alla saggezza racchiusa nell’Odissea, Andrea Pezzi ci accompagna in un cammino a ritroso nella storia del pensiero attraverso le idee di figure quali Parmenide e Platone, Agostino e Lao-Tse, in cui le varie tappe sono raccontate con i capitoli del poema omerico: dai dogmi che ottundono la mente come i fiori dei Lotofagi alla devastazione operata dai Ciclopi del capitalismo; dai pericolosi Lestrigoni del pensiero duale alla tecnologia che ci seduce come la maga Circe. Facendosi largo tra pessimismi più o meno giustificati, La nostra Odissea ci invita a ritrovare la speranza, ridefinendo il nostro ruolo e il nostro spazio nel mondo in funzione di un nuovo «Umanesimo perenne», guidato da empatia, logica, intuizione, astrazione e trascendenza. Abbracciando queste qualità, infatti, è ancora possibile abitare con coscienza il nostro tempo, liberandoci da ogni sudditanza individuale e ritrovandoci insieme come collettività. Perché se il vagabondaggio di Ulisse si conclude con l'approdo a Itaca, anche il nostro può avere un esito felice. È il momento di ripartire.

