Iperborea
Safari artico
Jørn Riel
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 152
Diciannove anni e un sogno: l'avventura nelle incontaminate distese di ghiaccio del Polo Nord. Diventare un cacciatore artico, capace di confrontarsi con una natura grandiosa, fatta di gigantesche montagne, interminabili fiordi, immensi laghi e ghiacciai, e in quel mettersi alla prova trovare il se stesso sconosciuto che ci si porta dentro.
L'ospite regale
Henrik Pontoppidan
Libro
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 128
Dopo sei anni di matrimonio, Emmy e Arnold vivono ancora felicemente nel loro paesino in brughiera, sovrastati dal cielo immen
Saga di Grettir il Forte
Libro
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 448
Poeta e guerriero dalla forza sovrumana, fuorilegge e giustiziere di mostri, eroe epico e reietto, Grettir Ásmundarson rimane
Un desiderio smisurato di amicizia
Hélène Giannecchini
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il sogno del gigante
Jon Fosse
Libro
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 32
Kristoffer ha otto anni e la sera, quando va a letto, rimane sveglio a pensare all'universo
Il fantasma di Lumholtz. Intorno al mondo sulle tracce di un esploratore dimenticato
Morten A. Stroksnes
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 768
Carl Lumholtz è un trentenne di Lillehammer senza prospettive laureato in teologia, ma è bravo a sparare agli animali e impagliarli, e ha qualche contatto con i musei. È per questo che parte per l’Australia nel 1880, con l’intento di catturare e mandare in Norvegia quanta più fauna imbalsamata possibile. Così inizia la sua carriera di esploratore, che lo renderà famoso in tutto il mondo e un eroe in patria, protagonista di una vita che «somiglia a un romanzo d’avventura per ragazzi»: quattro anni in Australia, quasi due decenni tra Stati Uniti e Messico, due esplorazioni nel Borneo. Ma in viaggio Lumholtz si scopre etnografo, pioniere dell’«osservazione partecipante», e nonostante il retaggio eurocentrico e i rudimenti da frenologo scrive libri preziosi sulle esperienze tra le popolazioni native: gli aborigeni del Queensland, i rarámuri e i wixárika del Messico, i dayak del Borneo. Cosa resta oggi di quel mondo? Morten Strøksnes sovrappone il suo sguardo a quello dell’illustre concittadino e segue il suo viaggio. Quelli che per Lumholtz erano barbari da civilizzare, destinati a soccombere all’inesorabile avanzata della modernità occidentale, a un occhio contemporaneo appaiono come testimoni di culture uniche: depositari di un sapere inestimabile alle prese con i lasciti del colonialismo, da tempo in lotta con l’espropriazione dei territori ancestrali, il razzismo e il cambiamento climatico. Facendosi strada nelle foreste più fitte, partecipando a riti a base di peyote e schivando velenosi alberi australiani, Strøksnes fa i conti e ammenda con un passato ingombrante e si misura con un esploratore dimenticato, uomo del suo tempo eppure precursore del futuro, in un reportage monumentale che omaggia l’ingegno umano e la sua capacità di comunione con la natura.
Maledetti uomini
Andrev Walden
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 448
Sembrerà strano, ma per Andrev scoprire a sette anni che suo padre non è il suo vero padre è un sollievo: il Mago delle Piante, come ha soprannominato l’ex della madre, era un falso invalido un po’ hippie, capace di insegnare molte cose (a riconoscere erbe e funghi, giocare a scacchi e fare la cacca come gli indiani) ma anche di tirare dei gran ceffoni. È il 1983, e in altri sette anni arriveranno altri padri: l’Artista, che di arte non sa niente ma è un bravo donnaiolo; il Ladro, che gli arrestano davanti agli occhi per taccheggio; il Pastore, che non è un pastore ma solo uno che vede il diavolo negli occhi degli altri; l’Assassino, possessivo e irascibile; e il Canoista, che lo manda appena quattordicenne a lavorare d’estate, anche se in fondo sarà lui a imprimere una svolta alla sua vita. Il vero padre è un uomo dai capelli lunghi e neri, gli ha svelato la madre. Come un indiano. E Andrev, da quando lo sa, sogna che «l’Indiano» mandi uno spirito a portarlo in un mondo di cavalli e cowboy, via da quello marginale della madre, che vive tra i resti dell’anticonformismo degli anni Settanta: lavori saltuari, pochi soldi, niente tv né plastica – e una relazione tossica dopo l’altra. Ma lo spirito non arriva, e intanto Andrev cresce, accompagnato da domande più grandi di lui ma anche dall’affetto materno, dagli amici e poi dai primi amori. Un romanzo di formazione in cui, con una gioia narrativa che vira nel fiabesco senza cancellare il nucleo doloroso della storia, Andrev Walden rifà suo l’umorismo disarmante e la crudezza innocente del bambino di allora che, maschio tra maschi mediocri quando non violenti, non solo rincorre disperatamente una figura paterna ma si chiede che uomo diventerà.
La consolazione delle stelle. Testo svedese a fronte
Karin Boye
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 112
Conosciuta in tutto il mondo per le visioni distopiche di Kallocaina, Karin Boye è anche tra le poete più amate del Novecento scandinavo. Mossa da inquietudini profonde e da interessi molteplici, ha dato dignità di grande arte ai suoi turbamenti privati, politici e spirituali, unendo le energie della passione alla disciplina della riflessione. Ad attraversare i versi di questa raccolta, e a legarli a tutta la sua opera, è un «desiderio di sentirsi parte di un tutto», come scrive Fulvio Ferrari nella Postfazione, un’aspirazione a un’armonia superiore capace di ricomporre la frammentazione incoerente del vissuto. Boye l’ha cercata sia nella società e nei sistemi politici, passando dal comunismo al rifiuto dello stalinismo, sia nelle religioni, prima nel buddhismo e poi nel cristianesimo, per approdare infine a una religiosità che da una parte si espande accogliendo le oscure complessità dell’inconscio e dall’altra si chiude per estromettere i dogmi. Resta pur sempre forte e fondamentale, infatti, l’anelito alla libertà individuale, all’autonomia di giudizio: Ci hanno partorito madri di cielo e di terra / e potenze senza fine, / notturne volontà e volontà di luce / con nomi a tutti ignoti. / Che nessuna di esse / possa sopraffarci, / fosse anche di stirpe celeste / e splendesse di magnifica luce. A distanza di tanti decenni, con La consolazione delle stelle ci arriva ancora dritto al cuore il grande dinamismo interiore di Karin Boye, con la sua spinta etica, la sua tensione spirituale, la sua incessante, sofferta ricerca. E grazie a un’arte fatta di simboli potenti e di parola che si scioglie in musica, il «cucchiaio di legno» dell’umile quotidianità si trasforma in «intuizione di Dio».
La vicina di casa
Kestutis Kasparavicius
Libro: Libro rilegato
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 32
Il coniglietto Rosinello ha una grande paura dei serpenti. In realtà non ne ha mai visto uno, e forse è proprio per questo che ha paura. Quando scopre di avere una nuova vicina di casa, vuole conoscerla, ma è appena uscita. O meglio, una parte di lei sta ancora uscendo mentre l’altra ha già svoltato l’angolo. Rosinello comincia a inseguire quella lunghissima, sgargiante e misteriosa signora, che striscia lungo la strada, su per un albero, giù per un tombino, dentro e fuori da un autobus, tra chi scappa, chi la cavalca, chi ne è impaurito e chi affascinato, ma dove sta andando? Età di lettura: da 4 anni.
La casa della moschea
Kader Abdolah
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 512
«Ho scritto questo libro per l’Europa. Ho scostato il velo per mostrare l’islam come modo di vivere… un islam moderato, domestico, non quello radicale.» È tornando all’Iran delle sue radici che Kader Abdolah vuole farsi tramite tra culture, raccontando l’epopea di un’influente famiglia persiana i cui destini s’intrecciano alla storia del suo popolo, una saga che fa vivere dall’interno e capire le trasformazioni cruciali di un paese sempre al centro degli equilibri mondiali, negli anni che vanno dallo sbarco sulla Luna alla fine della guerra con l’Iraq, dal regime dello scià al post Khomeini. Al centro del romanzo c’è Aga Jan, ricco mercante e capo del bazar di Senjan, nel cuore della Persia, patriarca della casa della moschea, dimora secolare dove regna l’armonia delle antiche tradizioni e, all’ombra dei minareti, si annodano amori, matrimoni, sogni e preghiere come i fili dei tappeti. Finché il vento della Storia non irrompe e trascina con sé i figli della moschea, rendendoli protagonisti degli eventi più drammatici. Se il nipote Ghalghal diventerà addirittura braccio destro di Khomeini, nessuno si sottrae alle responsabilità del momento: chi lotta contro l’oppressione, chi ne è strumento, chi fa esplodere i cinema e chi con la sua videocamera registra i fatti che faranno il giro del mondo. Solo il saggio e paziente Aga Jan, testimone del presente e custode del passato, rimane fedele alle sue radici e a una religiosità che offre un’immagine dell’islam ben diversa da quella trasmessa dai media occidentali, una fede profondamente umana.
Quello che cerchi sta cercando te. Un viaggio mistico nella vita e nella poesia di Rumi
Kader Abdolah
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 496
Poeta, mistico sufi, libero pensatore, propagatore e innovatore di una tradizione millenaria, Rumi nacque nel 1207 a Balkh, oggi in Afghanistan, circondato dalla grande letteratura persiana e dalla magia dell’arabo coranico. Ma era il tramonto di un’epoca, quella del califfato di Baghdad, l’età d’oro della cultura islamica, stroncata dall’invasione di Gengis Khan: è la sua violenza che per tutta la vita Rumi rifugge, da quando, ragazzino, scappò da Balkh con il padre. Amato ancora oggi in tutto il mondo, per Kader Abdolah, cresciuto con le sue poesie, non è solo un mito, ma uno spirito affine: come lui esule, come lui emissario di una cultura così antica da sopravvivere ai capricci del potere sanguinario. Come lui, ha trovato una nuova vita nell’esilio. Lungo la Via della Seta, il giovane Rumi conosce il mondo: tra madrase e bazar, visita Baghdad, La Mecca, Aleppo, impara il greco di Platone e il latino. Finché, nella nuova casa in Turchia, a Konya, con moglie e figli, conosce l’amore: quello di Shams di Tabriz – il Sole di Tabriz, come dice il suo nome, rifugio da un’esistenza di rigide regole e ispirazione per indimenticabili poesie. Amore, dolore, fuga, il senso della vita, la gioia della libertà e dell’istinto: tra Persia e Olanda, l’umanità è sempre in cerca di una verità che potrà trovare solo in se stessa, ed esprimere solo con la letteratura. Abdolah, cantastorie esule afflitto dalla nostalgia, racconta il viaggio di Rumi come una fiaba delle Mille e una notte, aggiungendo le sue personali versioni di oltre novanta poesie e molti racconti del grande mistico. E in questo modo diventa un ponte tra il Medioevo persiano e l’Europa contemporanea.
Cose spiegate bene. Sono solo parole
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 272
Gli italiani non sono un popolo di allenatori della Nazionale (in questo numero di COSE Spiegate bene parliamo anche di frasi fatte e luoghi comuni) ma di linguisti: d’altronde non c’è niente che venga insegnato loro a scuola così a lungo quanto l’italiano, e non c’è niente che venga esercitato quotidianamente con tanta intensità. Si può capire che tendiamo a essere presuntuosi, sulla conoscenza dell’italiano e dei suoi usi. I social network, poi, hanno dato spazio a ricchi dibattiti, confronti, riflessioni, anche sulle stesse parole di cui li affolliamo. C’erano insomma ottime ragioni per dedicare COSE Spiegate bene a storie e spiegazioni che riguardano il linguaggio, con approcci prudenti e indulgenti e con molta carne al fuoco (espressione figurata: anche di queste ne abbiamo tante). Parliamo della lingua delle intelligenze artificiali, di quella dei tribunali, di quelle inventate dal cinema e dalla letteratura. Ma anche del vituperato schwa, del latino che usiamo e dei suoi equivoci, e di parole ed espressioni come «movida», «piuttosto che», «cringe», e di certe che non si possono dire. Di come mai diciamo «pronto?» quando rispondiamo al telefono, e di quando smettere di dire «buongiorno» e iniziare a dire «buonasera». Ricordando che «le parole sono importanti», ma anche che «sono solo parole». Con testi di Stefano Bartezzaghi, Marco Cassini, Chiara Galeazzi, Ilaria Padovan e della redazione del Post. A cura del Post e di Nicola Sofri. Illustrazioni di Luca Cannizzo.

