Iperborea
Cose spiegate bene. Cinemino?
Libro
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 304
«La magia del cinema», si dice sempre: anche adesso che quella magia la viviamo sempre più da casa, nella magia del divano
Artico. The passenger. Per esploratori del mondo
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 192
Un secolo dopo la grande epopea delle spedizioni polari, quando gli europei facevano a gara a chi per primo toccasse il Polo Nord, l’Artico è di nuovo di gran moda. Dai turisti «dell’ultima chance», che vogliono vedere i ghiacciai e gli orsi polari prima che sia troppo tardi, alle università e i nuovi corsi di laurea che attraggono studenti in cittadine altrimenti note solo per il clima inospitale, agli uffici di marketing che usano l’aggettivo «artico» per vendere una purezza più immaginata che reale, tutti sembrano volerne un pezzo. Gli Stati Uniti hanno mire espansionistiche sulla Groenlandia, la Cina si autoproclama uno stato «vicino all’Artico», la Russia potenzia la sua flotta di rompighiaccio, mentre le compagnie estrattive di mezzo mondo si leccano i baffi e l’agribusiness sogna nuove terre coltivabili. Il ghiaccio si scioglie rivelando una nuova terra (e mare) di opportunità minerarie, commerciali, militari e politiche per chi ha i soldi e i mezzi per sfruttarle – ma anche rischi planetari. L’Artico si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta e con lui il permafrost sotto la tundra russa e canadese, che si scioglie rilasciando quantità di metano e CO2 in un circolo vizioso catastrofico. Come nelle prime ondate di colonizzazione, i nuovi imperialisti accecati da promesse di ricchezza vedono solo luoghi disabitati, dove le difficoltà sono tecnologiche, e quindi sormontabili. Ma l’Artico non è vergine né tantomeno vuoto. Tra quelli che hanno scelto di viverci – da tempo immemore o da poche generazioni – c’è chi accoglie i cambiamenti in atto confidando nelle nuove opportunità, c’è chi piange un mondo che si disgrega come banchi di ghiaccio al sole, c’è chi si organizza per fermare gli abusi più gravi. E come un secolo fa, quel paesaggio maestoso e terribile continua ad attrarre avventurieri e visionari, che rinunciano ai comfort di latitudini più miti per toccare con mano quella che rimane un’ultima frontiera.
Varie cose sulle sequoie e sul tempo
Jón Kalman Stefánsson
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 304
Dieci anni, capelli rossi e lentiggini, una valigia piena di vestiti troppo pesanti e una fervida immaginazione: è il ragazzino che un giorno d’estate lascia l’Islanda e atterra a Stavanger, in Norvegia, per passare la stagione dai nonni. In un paese straniero e tutto da scoprire, a guidarlo saranno poche certezze. A cominciare dagli amici immaginari Tarzan e Piè Veloce, venuti con lui da Reykjavík, fidi compagni di avventure ed esperti di boschi – che purtroppo in Islanda non esistono. E poi ci sono i nonni, sequoie incrollabili: lei, donna d’acciaio, pratica e volitiva; lui, sensibile imbianchino appassionato dei libri di Gunnarsson e procacciatore di brennivín, panacea di tutti i mali. Insieme a loro vive una ragazza, sorellastra del bambino, che ormai è diventata grande e non ha più tempo per i giochi del passato, anzi vuole solo partire per Londra e studiare l’inglese. Ma al ragazzino serve anche l’amicizia di chi come lui deve affrontare le speranze, i turbamenti e le rivelazioni dell’infanzia: il sogno di non crescere mai e restare sempre con gli amici, sigillato in un patto con Björn ed Eirik; la curiosità per la storia dell’universo, che gli racconta Helge; il terrore per il grosso ragno che vive sotto il suo letto e lo attacca nei sogni; e soprattutto, la folgorante scoperta dei Beatles, con cui guarire il cuore di Tora dalle lunghe trecce prima dell’inevitabile addio. Con nostalgia e uno sguardo divertito e ironico, Stefánsson segue l’urgenza della memoria e riporta il lettore alle lunghe estati d’infanzia, quando la vita sembrava sospesa e bisognava ancora trovare il proprio posto nel mondo, i tradimenti erano un gioco e le scoperte un’avventura.
Tokyo. The passenger. Per esploratori del mondo
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 192
Nemmeno gli scrittori di fantascienza avevano mai immaginato che un giorno le strade di Tokyo sarebbero state affollate di turisti stranieri ansiosi di scoprire un mondo scintillante e pieno di riferimenti così lontani dalla loro cultura. Fino a pochi anni fa sembrava uno scenario irrealistico e la capitale una meta soprattutto per iniziati e yamatologi, ma nel frattempo l’influenza della cultura popolare giapponese è cresciuta a dismisura. Sebbene gli anni ruggenti dell’economia nipponica siano finiti da quasi tre decenni e Tokyo stia vivendo un ridimensionamento dovuto anche alla svalutazione dello yen, la città ha ancora molto da offrire: è estremamente sicura, vivibile – quasi a misura d’uomo nonostante le dimensioni e la densità abitativa – godibile e goduriosa. La massiccia e relativamente nuova presenza di stranieri, tuttavia, genera anche preoccupazioni per l’overtourism e il proliferare di uno sviluppo urbano allarmante. Perfino qui, dove la transitorietà è nel dna e demolizioni e ricostruzioni dovute a guerre e calamità naturali sono cicliche, si teme una crisi più profonda e la società mostra alcune crepe. Come il fenomeno dei Tōyoko kids, adolescenti traumatizzati che vivono per strada e che incrinano l’immagine pulita e ordinata che abbiamo del Giappone. A livello politico si affacciano bizzarre forme di populismo, incarnate da youtuber e influencer strampalati che sembrano voler confermare tutti i paradossi di una società ultradisciplinata, che ha valvole di sfogo per noi incomprensibili: caffè a tema di ogni genere, host club le cui clienti si indebitano e finiscono in brutti giri solo per catturare per un po’ l’attenzione di un ragazzino alla moda, manifesti elettorali con cani, pornostar e supereroi. Quest’arte e abilità nel cercare una via di fuga, intrinseca alla città, è sempre più richiesta in un pianeta così turbolento e trova negli anime e nei manga la sua punta di diamante, lo strumento di soft power più efficace. L’eccellenza dell’industria giapponese sembra essersi spostata nel mondo dell’immaginazione e del desiderio, una fantasia che si può consumare dal proprio divano ma che molti vogliono toccare con mano e respirare viaggiando fino a Tokyo. Sembra poco, ma non lo è.
Francia. The passenger. Per esploratori del mondo
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 192
La metafora migliore per descrivere la Francia degli ultimi anni è l’arcipelago. Non solo, o non tanto, perché finalmente l’Esagono – come viene chiamata la Francia continentale – sta pian piano riscoprendo la cultura e la spinta vitale dei suoi territori d’Oltremare: questi rimasugli di impero sparsi tra gli oceani, oltretutto, danno al paese anche una proiezione economica, politica e militare su tutto il globo. Ma perché è la Francia stessa che si sta disgregando in isole che non formano più, tutte insieme, quell’unità e omogeneità che hanno caratterizzato la repubblica, almeno nel suo stesso immaginario. Nella diatriba tra universalismo e comunitarismo, lo stato francese insiste sulla laïcité, ma è proprio a livello religioso e politico che le posizioni sembrano più inconciliabili, mentre l’opinione pubblica è sempre più assuefatta alle frequenti violenze di piazza. The Passenger esplora queste fratture in un viaggio nella Francia lontana da Parigi, nelle terre attraversate dal Rodano e dal Tour de France, nelle regioni costiere dove agricoltura, pesca e viticoltura stanno attraversando profondi cambiamenti, fino anche nelle foreste della Vandea dove i conservatori francesi cercano di riscrivere la storia di un paese che probabilmente non è mai esistito. Lo spettro dell’estrema destra si aggira per la Francia, ma anche quello è un sintomo di una nazione che si racconta in crisi. Perché in realtà la base istituzionale e culturale è solida, i miti comuni resistono e possono anche fiorire, quando vengono rielaborati per una società moderna e globalizzata. Soprattutto, sembra più presente che mai la voglia di essere francesi, un patriottismo che prende tante forme (non sempre armoniose e inclusive, intendiamoci) quante sono le comunità che compongono l’arcipelago: isole, forse, ma con molto di più in comune di quanto pensino.
Quaderno acqua
Prodotto: Taccuino
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il quaderno di Iperborea ispirato ai quattro elementi della Natura – Aria, Acqua, Terra, Fuoco – e realizzato dallo studio grafico XXY. Variante in questa scheda: Acqua. Sono disponibili anche le altre tre.
Quaderno aria
Prodotto: Taccuino
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il quaderno di Iperborea ispirato ai quattro elementi della Natura – Aria, Acqua, Terra, Fuoco – e realizzato dallo studio grafico XXY. Variante in questa scheda: Aria. Sono disponibili anche le altre tre.
Quaderno terra
Prodotto: Taccuino
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il quaderno di Iperborea ispirato ai quattro elementi della Natura – Aria, Acqua, Terra, Fuoco – e realizzato dallo studio grafico XXY. Variante in questa scheda: Terra. Sono disponibili anche le altre tre.
Quaderno fuoco
Prodotto: Taccuino
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il quaderno di Iperborea ispirato ai quattro elementi della Natura – Aria, Acqua, Terra, Fuoco – e realizzato dallo studio grafico XXY. Variante in questa scheda: Fuoco. Sono disponibili anche le altre tre.
Lo scheletro nell'armadio
Lilija Berzinska
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
Lollo Mollo ha uno scheletro nell'armadio, è il suo segreto e lo tira fuori una sola volta all'anno, il primo giorno di primavera, per fargli prendere un po' di sole. Farfalla si sente sbagliata perchè le manca un pezzo d'ala, ma forse Polpo può donarle uno dei suoi tre cuori? Riccio fa il guardiano del faro per godersi la sua solitudine, ma Pulcinella di mare ha bisogno del suo aiuto pr diventare un vero pirata. Stridulone, Gracchio e Occhiolungo salgono in barca e remano verso l'orizzonte per stare sempre davanti al sole, così che il giorno non finisca mai, ma cosa succederebbe se davvero riuscissero a fermare il tempo? Poetici, filosofici, sorprendenti, i protagonisti di queste avventure nella natura, una comunità di animali fiabeschi che vivono tra il bosco e il mare, affrontano le fragilità, i sogni e le grandi domande che accompagnano la crescita scoprendo insieme il valore del rispetto, dell'amicizia e della condivisione. Età di lettura: da 8 anni.
Katitzi va in città
Katarina Taikon
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
Quando non è impegnata a cacciarsi in qualche guaio, Katitzi ama sognare a occhi aperti: diventerà una principessa, avrà splendidi vestiti e nelle sale del suo castello risuonerà la più bella musica rom. Non saranno certo le angherie di una matrigna senza cuore a distruggere i suoi piani! Eppure, la vita al campo è diventata troppo difficile, anche per una bambina solare e piena di vita come lei, e così una mattina Katitzi prende il suo scialle più bello, fa una carezza al piccolo Swing e scappa di casa. Ormai ha undici anni, non ha paura del grande mondo e sa cavarsela benissimo da sola. Le basta scambiare qualche chiacchiera con il lattaio e leggere la mano, con un po' di fantasia, a un paio di persone che incontra sul suo cammino per riuscire a raggiungere Uppsala, dove abita la sua adorata mamì. Katitzi le vuole così tanto bene che è perfino disposta a farsi pettinare la sua nuvola di capelli arruffati. Continuano le avventure di Katitzi, che con il suo spirito libero, senza mai perdere la leggerezza e il divertimento, accende una luce sulle ingiustizie e sui diritti dei bambini. Età di lettura: da 8 anni.
Copenaghen. The passenger. Per esploratori del mondo
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 192
Copenaghen è forse la città che più si avvicina a una visione utopica del futuro. In quale altro luogo è possibile immaginare passeggini incustoditi in ordinate file fuori dai caffè con dentro bambini che dormono tranquilli? Nelle acque un tempo nocive del porto gli abitanti fanno il bagno mentre lungo le piste ciclabili sopraelevate sfrecciano le biciclette. Dall’alto della CopenHill, l’inceneritore che è anche una pista da sci, si vedono pale eoliche a perdita d’occhio. Ricchi turisti affollano sofisticati ristoranti che servono prodotti locali e stagionali. La città, collegata alla Svezia in una regione economica transnazionale completamente integrata, è un modello di innovazione urbana, dove la qualità della vita e l’attenzione all’ambiente sembrano essere priorità indiscusse. The Passenger va a esplorare questo futuro possibile, con storie che cercano di far toccare con mano l’astratto concetto di vivibilità, guardando la città con gli occhi di chi ci vive: chi sta cercando casa, chi sta per diventare genitore, chi preferisce starne lontano e chi la conosceva quando non era ancora la versione migliore di se stessa. Sono i bambini a farla da padroni, in una città-parco giochi che sembra aver deciso che lo storico luna park di Tivoli non era più sufficiente: il segreto danese della felicità potrebbe essere l’idea di fare tutto il possibile perché l’infanzia sia felice. Come si può immaginare, tuttavia, non è tutto rose, fiori e vini naturali. L’ambizioso obiettivo di raggiungere il net zero entro il 2025 è stato posticipato e anche a Copenaghen l’ambiente a volte viene sacrificato per rispondere a problemi più immediati come la carenza di nuove case: il più grosso progetto urbanistico della storia danese, un quartiere in costruzione su un’isola artificiale, è osteggiato dagli ambientalisti, mentre un immenso parco cittadino rischia di essere privatizzato. D’altronde, bisogna far quadrare i conti del tanto invidiato welfare e questo porta a fare dei compromessi: per proteggere il loro piccolo paradiso socialdemocratico, i danesi hanno raggiunto un consenso su chi ne deve essere escluso, e cioè gli immigrati «non occidentali» (nella dubbia definizione dell’ufficio statistiche). Insomma, da Copenaghen l’utopia può sembrare più vicina, ma di mezzo c’è sempre la realtà.

