Iperborea
Memoria rossa. La Cina dopo la Rivoluzione culturale
Tania Branigan
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 304
Carnefici e vittime, rancori irrisolti e colpe da espiare: è il lascito della Rivoluzione culturale, il movimento che, tra il 1966 e il 1976, sradicò tradizioni millenarie e diede vita alla Cina di oggi. Un decennio in cui nessuno rimaneva a lungo innocente o colpevole e l’unica verità, volubile e incerta, era il pensiero di Mao, che regolava ogni sfaccettatura della vita quotidiana. Tania Branigan ha incontrato e intervistato decine di sopravvissuti, pronti a ricordare ciò che lo stato cinese vorrebbe rimuovere. Un avvocato che da bambino denunciò la madre, colpevole di aver criticato Mao tra le mura di casa. Un compositore di Pechino deportato, torturato e poi riabilitato. Un’anziana di Chongqing che racconta la giovinezza che non ha mai vissuto, perché è stata costretta a trasferirsi nella miseria delle campagne. Il vedovo della professoressa Bian, uccisa dalle sue studentesse nell’Agosto rosso, e Song Binbin, la sua carnefice, che fu acclamata da Mao e oggi cerca di scagionarsi. Un coro dissonante di voci che ricostruiscono il passato e illuminano il presente della Cina di Xi Jinping: un regime prospero che mantiene il controllo assoluto sui suoi sottoposti, ma oggi alla delazione preferisce telecamere e software di riconoscimento facciale. E costringe i cittadini a ignorare le macerie della storia. Ma è possibile cancellare un ricordo traumatico? È sufficiente il benessere economico per dimenticare ferite così profonde? Unendo al rigore del grande reportage l’empatia della romanziera, Branigan racconta le derive pericolose di un paese che ha seppellito il suo passato: un destino da cui nessuno può sentirsi immune, nemmeno un Occidente che non vuole vedere lo sgretolarsi dei suoi valori democratici.
Bestiario artico
Frank Westerman
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 416
È il 1596 quando l’esploratore olandese Willem Barents affronta per l’ultima volta le regioni artiche. Vuole arrivare fino in Cina, una via oggi facilmente percorribile in estate, ma la sua nave rimane intrappolata nei ghiacci. Non ci saranno superstiti: quella terra appartiene agli orsi polari. Forse, siamo noi umani la «specie erratica» per eccellenza, di quelle avvistate sporadicamente in luoghi che di solito non abitano, e non gli uccelli che perdono la rotta: basta cambiare il punto di vista. Come fa Frank Westerman, componendo un bestiario di sette specie artiche che in Barents si imbatterono: narvalo, lemming, anguilla, oca colombaccio, orso polare, renna e granchio reale. Scoprendo che la natura e la storia spesso sono più improbabili delle favole. Così la zanna di un narvalo, l’unicorno del mare, ha sventato un attentato a Londra nel 2019. E se è un’invenzione umana il suicidio di massa dei lemming negli anni in cui ne nascono troppi, non lo è il viaggio dell’anguilla dai tropici a Capo Nord. Certe specie non le puoi bloccare, non le puoi recintare: come il granchio reale, importato dalla Siberia nel Mare del Nord, oggi specie invasiva dannosa ma fortunatamente commestibile. E mentre i ghiacci si sciolgono, gli orsi polari hanno imparato a restare sulla terraferma, a cacciare renne anziché foche. Sapremo adattarci anche noi alle sfide di un clima sempre più imprevedibile, in un mondo sempre più diviso? Con ironia, la curiosità più cocciuta e l’abilità del reporter consumato, Westerman si muove tra il Mare dei Wadden, Sachalin, Capo Nord e fino alle Svalbard per raccontare le incredibili storie di sette animali che hanno tanto da insegnarci.
Una notte a Nuuk
Niviaq Korneliussen
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 224
Nella notte di Nuuk, la capitale della Groenlandia, ai margini isolati d’Europa, ribollono le inquietudini, le paure e i desideri di cinque ragazzi in crisi d’identità, giunti a un punto di svolta nelle loro vite. Fia ha un fidanzato e tanti progetti eppure si sente vuota e apatica, finché conosce Sara ed è travolta da emozioni mai provate prima, scoprendo cosa sia l’amore. Sara sta con Ivik che però non vuole più essere toccata: un disagio che la tormenta fin dall’infanzia fa riaffiorare in lei domande represse a cui solo ora, ascoltando il suo corpo, sa dare risposta. Quello che porta Fia a un coming out liberatorio rimane per Inuk un tabù e un segreto da nascondere. Ma una volta fuggito dal paese in cui si sente soffocare, ritrovandosi solo ed emarginato in Danimarca, anche lui capirà che «trovi casa solo quando trovi te stesso». Arnaq ha alle spalle un’infanzia di abusi che l’hanno resa una cinica seduttrice, assetata d’alcol e conquiste di ogni sesso, chiusa in una lotta contro i propri demoni a cui sacrifica chi la ama. Muovendoci tra locali e feste fino all’alba nelle case di Nuuk, attraverso i flussi di pensieri, confessioni, lettere e messaggi delle cinque voci protagoniste, ci immergiamo in un romanzo crudo, sfrontato, romantico. Dirompente opera prima che ha rivelato il talento di Niviaq Korneliussen e raccontato al mondo cosa significa essere giovani e queer in Groenlandia, "Una notte a Nuuk" è il ritratto di una generazione e di un paese mai uscito dal trauma coloniale, un viaggio struggente attraverso i sensi e i sentimenti in cui la scoperta di sé diventa una rinascita.
Una linea nel mondo. Un anno sul Mare del Nord
Dorthe Nors
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 224
Da Skagen, l’estremo nord della Danimarca, a Den Helder, nei Paesi Bassi: è la linea di costa che Dorthe Nors chiama casa. Un paesaggio di dune e pinete, perennemente scolpito dai capricci degli inquieti Mare del Nord e Mare dei Wadden, in costante movimento. Come la scrittrice, divisa tra una vita di viaggi e il richiamo dei luoghi dell’infanzia, perché «ogni identità nasce da una scissione». Nel corso di un anno, Nors torna a visitare la sua linea: vagando su strade e sentieri, si ferma ad Amsterdam, dove i canali addomesticano il caos delle maree, e va in cerca dell’abbazia di Børglum, cupo edificio che a volte magicamente scompare; vive per mesi a Fanø, tra le Frisone settentrionali, abitata da una fiera comunità matriarcale, e va in macchina fino a Thy, un tempo depressa comunità di pescatori, oggi paradiso di surfisti e uccelli migratori detto «Cold Hawaii». Tutti luoghi in cui la cocciutaggine degli abitanti, temprati dagli elementi, si è scontrata con l’entusiasmo dei forestieri. Ma quando il turismo e l’innovazione rompono antichi equilibri, diventano pericolosi: villaggi che d’estate sembrano parchi divertimento in inverno si svuotano, mentre le fabbriche vicine alla costa scaricano scorie in mare. C’è però chi si oppone, come per decenni ha fatto Aage Hansen, pescatore del Limfjord che negli anni Settanta incolpò uno stabilimento chimico della moria di pesci della zona, guadagnandosi prima l’ostracismo dei compaesani, poi un cavalierato. E come Dorthe Nors, che tenta di fondersi con il paesaggio e, unendo sapere scientifico a intuizione poetica, l’ironia della cittadina all’affetto di chi tra i fiordi è cresciuto, racconta l’eterna legge del cambiamento.
Un gruista in Paradiso
Arto Paasilinna
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 336
Cosa faresti se fossi Dio? Pirjeri Ryynänen, gruista di Helsinki, una risposta l’avrebbe trovata nei quotidiani monologhi di protesta che in cima alla sua gru rivolge all’Onnipotente: eliminerebbe fame e povertà, proteggerebbe l’ambiente e garantirebbe a tutti pace e felicità. Ma il lavoro da fare è infinito. Forse è per questo che Dio è così stanco e depresso: non ne può più dell’umanità, delle sue iniquità e delle sue guerre, e se non ha ancora distrutto la Terra è solo perché è tanto bella, e poi che colpa ne hanno gli altri animali? Magari gli basterebbe andare in vacanza e lasciare le divine responsabilità a un supplente terrestre, visto che san Pietro e l’arcangelo Gabriele, che gli uomini li conoscono bene, non ne vogliono sapere. Così, dopo una lunga selezione basata su un profanissimo questionario delle risorse umane, la scelta del vicario cade proprio su Pirjeri, uomo a suo modo devoto e certo abituato ad ampie vedute. Il gruista, fresco di onnipotenza, rivoluzionerà il paradiso, che somiglia tanto a un’azienda, e lo sposterà nella pagana e amena Finlandia. Ma tra iniziative strampalate, un attacco hacker del Maligno e l’audace creazione di strani animali amazzonici a sei zampe, Pirjeri dovrà riconoscere che non è facile essere Dio. Non solo perché il Diavolo è sempre in agguato, la Chiesa troppo conservatrice e c’è il rischio di pestare i piedi ad altre divinità: anche un Onnipotente ha i suoi limiti. Con il suo humour paradossale e satirico, Paasilinna guarda il mondo dall’altro di un paradiso mai esente da colpe, smascherando debolezze e ipocrisie di un’umanità in attesa di un miracolo che la salvi da se stessa.
Pioggia rossa
Cees Nooteboom
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 256
Da oltre cinquant’anni, Minorca, un microcosmo di vento e siccità, è il rifugio mediterraneo di Cees Nooteboom, che vi passa le estati. Tra i pozzi abbandonati e i muretti a secco dell’isola, testimonianze silenziose della sopravvivenza del passato, si aggirano cani, asini e la gatta Pipistrello, confortante emblema dell’eterno ritorno, protettrice domestica della tristezza improvvisa. Lì, finalmente fuori dal mondo, Nooteboom può badare al suo giardino e riordinare i ricordi. Ripercorrendo il suo passato attraverso un mosaico di poesie, diari e racconti, con "Pioggia rossa" lo scrittore ed eterno pellegrino tenta di conciliare il paradosso di una vita: per metà dell’anno i viaggi tra il freddo di Amsterdam, i tropici del Sudamerica, l’Estremo Oriente, a bordo di aerei sgangherati, traghetti e automobili; per l’altra metà l’immobilità di un villaggio dove si parla menorquín e neanche la posta sembra arrivare. Cosa rimane dopo decenni di scissione tra il qui e l’altrove? Il mal di schiena, l’ironia del senno di poi e un po’ di saggezza, oltre agli amici di sempre, già immortalati nei romanzi. E poi la fede nella poesia, quella di Leopardi, Slauerhoff, Rimbaud, e la nostalgia dei mondi che non esistono più, come l’Ibiza degli anni Cinquanta, paradiso di assenzio, poeti e pescatori. Ma anche la certezza di poter tornare al giardino che di anno in anno cresce più rigoglioso, e lì sperare che il barro, la pioggia rossa di Minorca, carica di sabbia del Sahara trasportata dal vento, avveri il sogno del viaggiatore: andare «avanti nello spazio e indietro nel tempo».
Arabia Felix
Thorkild Hansen
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 480
Il 4 gennaio 1761 una nave lascia il porto di Copenaghen diretta a Costantinopoli: a bordo ci sono i membri della prima grande spedizione scientifica danese. La meta è lo Yemen, la terra che, fin dall’antichità, porta uno di quei nomi «che usiamo dare ai luoghi che conosce solo la nostra nostalgia». «Perché l’Arabia Felice è chiamata felice?» scrive nel diario il giorno della partenza Peter Forsskål, uno dei protagonisti della spedizione. Ed è questa la domanda sottintesa in tutto il libro: esiste il paese della felicità? Ricostruendo la storia del «viaggio arabo» voluto da Federico V e seguendolo tappa per tappa attraverso Costantinopoli, Alessandria, Il Cairo, il Sinai, il Mar Rosso fino allo Yemen e poi alla lunga odissea del rientro in patria, Thorkild Hansen racconta in realtà la storia di ogni esperienza umana: quel viaggio di andata e ritorno di cui parlano i miti, le fiabe, le epopee. I cinque uomini partono per scoprire e conoscere, ma in realtà proiettano in un luogo lontano la realizzazione dei propri sogni. Troveremo fatiche, gioie, conquiste, fallimenti, e la morte. Solo uno farà ritorno, dopo aver fatta sua la lezione del deserto. La felicità non è in nessun luogo: il nome di Arabia Felix è nato da un equivoco. O forse la felicità è in ogni luogo: il suo confine è quel cerchio perfetto che l’orizzonte traccia intorno a noi e di cui, ovunque ci troviamo, siamo sempre il centro.
Puglia. The passenger. Per esploratori del mondo
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 192
Trentatré anni separano due sbarchi. Nel 1991, quello che molti intellettuali pugliesi individuano, a posteriori, come l’evento spartiacque che ha acceso i riflettori sulla Puglia: l’attracco al molo Carboni del porto di Bari della Vlora, una carretta del mare stracolma di profughi albanesi. Il secondo nel 2024, quando nel resort di lusso di Borgo Egnazia approdano i capi di stato delle grandi potenze economiche del mondo per la consacrazione definitiva del brand Puglia. Un trionfo planetario che rischia però di contenere le cause stesse di una svolta in senso opposto: sovraesposizione mediatica, overtourism, la vittoria del plastico della Puglia sulla regione in carne e ossa, il passaggio dall’accoglienza dei rifugiati alla hospitality per ultraricchi. I posteri potrebbero cambiare anche il giudizio sulla rivoluzione culturale e la primavera politica che ha vissuto la regione a partire dal 2005: se da un lato l’ondata di rinnovamento che ha ribaltato l’immaginario e la narrazione del territorio ha avuto indiscutibili effetti positivi, dall’altro ha acceso dibattiti sull’autenticità e riflessioni sul paradossale ribaltamento dei valori, come ad esempio nel caso dei trulli e della taranta, che da simboli di una vita contadina misera e arretrata di cui vergognarsi sono diventati motivo d’orgoglio ed elemento identitario. I riflettori hanno reso più evidenti alcune ferite mai curate, come il feroce caporalato subito dai braccianti, il vuoto occupazionale e i veleni lasciati dall’Ilva, l’ascesa della cosiddetta quarta mafia, oltre alla piaga forse più seria di tutte, perché più gravi sono le responsabilità della politica (in concorso di colpe con magistratura e media): la morte di oltre venti milioni di ulivi a causa di un’epidemia che doveva essere gestita invece che negata. E forse è questo il destino dei luoghi di grande luce: quando il sole cala, si formano anche grandi ombre.
Reykjavík, amore
Gudrún Eva Mínervudóttir
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 256
Cinque donne di età diverse, ma tutte accomunate dalla necessità di una svolta nella loro vita: sono le protagoniste di "Reykjavík, amore". Tra le casette colorate della capitale islandese, ormai prese d’assalto dai turisti, le sue piazze grandi e brulicanti di vita, i ghiacciai lontani e il mare che si nasconde e si mostra dietro ogni angolo, la vita quotidiana sembra rivelare le emozioni più nascoste e i desideri più latenti. C’è Guðríður, una giovane con alle spalle una famiglia disordinata ma piena d’amore. Hildigunnur, affascinata da Austin, missionario texano che incontra per strada. E poi Jóhanna, innamorata di Jónas ma attratta pericolosamente dallo zio della migliore amica; Sara, sopravvissuta alla violenza di due uomini, che finalmente trova conforto nelle braccia di una donna; Magga, rassegnata alla morte per una malattia terminale che inizia ad apprezzare il poco tempo che le resta. È l’amore a collegare i loro cinque microromanzi: quello tra madre e figlia, tra amanti, sposi e amici, ma anche quello di una padrona per la sua gatta trovatella, di un’anziana per la città in cui ha vissuto tutta la vita, di un narcisista per la sua parlantina. E se la routine del lavoro e della vita famigliare riescono a reprimere il groviglio di emozioni delle protagoniste, basta poco perché il loro desiderio e bisogno d’amore trovino spazio, donando significato al loro mondo. Tra coincidenze e occasioni mancate, svolte e rimpianti, Guðrún Eva Mínervudóttir racconta la poesia dell’ordinario e la profondità che si nasconde dietro i gesti e le parole all’apparenza più semplici.
Cose spiegate bene. Corpi speciali
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 272
Che relazione strana abbiamo con i nostri corpi, no? Ci viviamo dentro, anzi, siamo i nostri corpi. Eppure ne ignoriamo tantissime cose, funzionamenti, efficienze, stranezze: pensiamo di governarli e invece spesso ne siamo governati; citiamo il «corpo» in alternativa complementare alla «mente», e però la distinzione è spesso sfuggente e quello che siamo è sia l’una che l’altra cosa. E poi ci imbarazzano, i corpi, ci costruiamo intorno tabù, e ignoranze. Ci sono storie e spiegazioni che riguardano i nostri corpi, in questo numero di COSE Spiegate bene: i capelli, le strette di mano, le malattie, le cose artificiali che ci impiantiamo dentro, o cose di cui si parla solo con reticenza o goffaggine, la posizione in cui fare pipì, la morte, o la spiegazione – per chi non le ha – di cosa sono le mestruazioni. Ma ci sono cose da sapere anche sul dolore fisico, sul riconoscimento facciale, sui tatuaggi, e su altri argomenti a volte eterni e a volte attuali, in cambiamento, intorno ai nostri corpi. Con testi di Marta Cavo, Vittorio Lingiardi, Beatrice Mautino, Alessandra Pellegrini De Luca e della redazione del Post. A cura del Post e di Nicola Sofri. Illustrazioni di Carol Rollo.
L'Integrale. Volume Vol. 10
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 128
C’è un tema che ricorre in molti dei saggi del numero: la paura di essere fragili. C’entra con le logiche di prestazione che i maschi hanno trasferito in cucina, da quando si sono messi anche loro ai fornelli. C’entra col conforto primordiale che molti più uomini che donne cercano nella carne, nel mangiare carne, nella retorica carnista. C’entra col tipo di venerazione che riserviamo all’aggressività degli chef, a cui però non è concesso piangere. C’entra con l’immaginario della caccia, che proietta anche al di fuori dei boschi un’idea di virilità basata sull’essere predatori. C’entra con le metafore usate dagli scienziati per spiegare le piante, e centra con la goffa vanità degli uomini-carbonara. C’entra, soprattutto, col lessico del sesso, che a ben vedere rivela l’apprensione che i delicati organi possano essere mangiati. L’Integrale Maschio parla di tutto questo ed esplora la dimensione maschile nella cultura del cibo, dai pistilli del botanico Linneo, alle digestioni difficili di Gadda, dalla tormentata vita dei cuochi ai vecchi consigli di Cioè. Con scritti di: Vincenzo Latronico, Laura Campiglio, Teresa Bellemo, Tommaso Melilli, Martina Merletti, Nico Morabito, Viola Stefanello, Ivan Carozzi, Elisabeth Debourse, Luana Rigolli.
Il fiume infinito. Storie dal regno del Reno
Mathijs Deen
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 320
«Il Reno c’è sempre stato.» Entità arcana, non ha un inizio né una fine. È inutile cercarne le sorgenti nelle nevi alpine, perché le sue acque sono fatte di pioggia e di tutti i fiumi, ruscelli e rigagnoli del suo regno. Inutile anche risalire alle sue origini nel tempo, perché la storia geologica, con i suoi terremoti e nubifragi, le sprofondano in un momento indefinito in cui le Alpi non erano ancora emerse dal mare. Così, dopo una carrellata in time-lapse degli sconvolgimenti geologici tra il Mesozoico e il primo Cenozoico, per fare il ritratto del Reno Mathijs Deen rivolge lo sguardo ai suoi remoti abitanti – esseri umani ma anche ippopotami, tapiri, elefanti – trasformando la Storia in storie: l’avventura di una povera femmina di salmone di tre milioni d’anni fa che risale il fiume per deporre le uova e trova tutto cambiato; la vita, la malattia e la morte della «ragazza di Steinheim», l’essere umano più antico vissuto sul Reno di cui ci sia traccia; ma anche le storie di un fiume teatro di guerre, dai successi romani contro i frisi e i cauci fino all’orrore negli occhi di un capitano tedesco che, il 7 marzo 1945, vede gli americani assaltare il ponte a Remagen; e la felicità di due abitanti dell’ex DDR quando finalmente visitano la rupe della ninfa Lorelei cantata da Heine. In un intreccio di storia, reportage e spunti autobiografici, la scrittura «vaga in quella terra di nessuno tra l’uomo e la natura, la fantasia e la scienza», e l’autore, «piccola presenza accidentale» nell’enorme meccanismo senza vita della natura, si lascia affascinare dal lavorio incessante dell’umanità sulle sponde del Reno, mentre lui, il Reno, scorre indifferente verso il mare.

