La Scuola di Pitagora
I camminamenti della libertà nei labirinti della coscienza
Giuseppe Mario Pizzuti
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 524
Divise in sette unità didattiche, che l'autore raccoglie in questo volume, si tratta delle lezioni più significative del suo insegnamento universitario, conservando lo stile di comunicazione immediata e non rifuggendo da opportune ripetizioni di concetti ritenuti di importanza fondamentale sul piano teoretico e storiografico. Nello stile proprio delle lezioni, l'autore non ha mancato di proporre posizioni filosofiche decisamente nuove, di cui è profondamente convinto, soprattutto a livello teoretico. In particolare, le unità didattiche concernono: traiettorie filosofiche della modernità: il totalitarismo è il suo destino?; il naufragio del dio metafisico; la sfida di Heidegger sul totalitarismo: il Nietzsche di Heidegger; dal naufragio di Schelling alla "disperazione" di Kierkegaard: la svolta mancata del pensiero moderno; Kierkegaard: la svolta epocale della modernità; Kierkegaard: il Singolo; il corpo della donna.
Lettera a Fichte (1799, 1816). Ediz. italiana e tedesca
Friedrich Heinrich Jacobi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 352
La “Lettera a Fichte” di Jacobi è qui offerta nel testo tedesco e in traduzione italiana secondo la prima edizione (1799), con l'aggiunta delle correzioni introdotte dall'autore nella seconda edizione (1816). A complemento, è aggiunta un'appendice contenente alcuni scritti di Jacobi e di Fichte utili per l'interpretazione. Tra questi si segnala la Lettera aggiunta "a Erhard O", dal romanzo epistolare “Allwill”, poiché Jacobi l'ha indicata quale chiave di lettura della sua missiva a Fichte. La pubblicazione è introdotta da un saggio di Marco Ivaldo ed è accompagnata da un commento del curatore. L'intento principale di questa traduzione è di mettere a disposizione del lettore italiano la versione completa del testo indirizzato da Jacobi a Fichte, che per quest'ultimo è stato oggetto di riflessione durante tutta la sua opera successiva. Tale proposta è consentanea ad una percezione emergente nella letteratura circa l'originalità della prospettiva filosofica di Jacobi e, in particolare, sull'importanza della Lettera a Fichte nell'ambito della filosofia classica tedesca.
La civetta e la croce. Filosofia e religione cristiana in Hegel
Antonio Pirolozzi
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 292
"L'oggetto della filosofia della religione non è il Dio astratto della metafisica illuministica, ma il Dio vivente, il Dio che è Spirito. Le lezioni di filosofia della religione, però, non sono soltanto l'esposizione del concetto di religione e del processo che porla all'unità dell'oggetto. l'Assoluto, e del soggetto, la coscienza credente. Infatti, queste sono aneliti "un colpo d'occhio" sul mondo contemporaneo ad Hegel. Il filosofo di Stoccarda riflette sulla scissione del soggetto che ha spezzato il suo rapporto armonioso che in precedenza lo legava alla verità e al contenuto infinito offerto dalla tradizione religiosa. In ogni corso. Hegel prende posizione di volta in volta in modo sempre aggiornato sulla situazione del suo tempo, per' poi tracciare a grandi lince un bilancio al fine di partire da lì nella ricerca della soluzione. Le pagine clic seguono vogliono ripercorrere in maniera sistematica, e talvolta con novità, l'itinerario speculativo hegeliano degli anni berlinesi sulla religione manifesta, ovvero il cristianesimo. Metodologicamente si è potuto procedere grazie alla traduzione italiana, a cura di Roberto Garaventa e di Stefania Achella. dell'edizione critica delle 'Vordesungen über die Philosophie der Religion', curata in Germania da Walter Jaeschke. Il presente lavoro si chiude con un'Appendice che contiene la prima traduzione integrale del 'Fraginent rom Dreieck der Dreiecke di Hegel', e con un saggio che ho voluto dedicare alle interpretazioni italiane che Raffaele Mariano, Benedetto Croce e Carlo Antoni hanno rivolto alla filosofia della religione di Hegel."
Vergilio nel Rinascimento italiano. Da Dante a Torquado Tasso. Volume 1
Vladimir N. Zabughin
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 453
"Vergilio nel Rinascimento italiano da Dante a Torquato Tasso" di Vladimir N. Zabughin è una delle più celebri ricerche di storia letteraria del primo Novecento europeo. Frutto di studi protratti per un decennio (1913-1923), l'indagine è un affresco senza eguali della vicenda nella nostra cultura del mito di Virgilio. Un poeta divenuto principio identitario della civiltà italiana e occasione, per secoli, di riletture appassionate capaci di fondere il culto di Roma con i temi del più nobile classicismo (idea di Stato unitario, eroismo militare redento dalla pietas, responsabilità terrena e ultraterrena dei protagonisti della storia). La rassegna degli intellettuali coinvolti nel dibattito secolare (da Dante a Tasso, dai filologi agli artisti) è condotta da Zabughin con arte sapiente. Il russo si dimostra sensibile sia alla storia d'Italia - dal Medioevo alle sofferenze del primo conflitto mondiale - sia al progetto di una nuova filologia. Una scienza divenuta storia della ricezione estetico-politica di un classico: sconcertante anticipazione delle metodologie sociologiche attuali delle scuole di Praga e di Costanza. L'opera, lasciata incompiuta dal ricercatore tragicamente scomparso, è qui riproposta in due volumi: il primo raccoglie le due parti di cui essa è composta, il secondo, l'ampia silloge di note erudite e dibattiti critici. Un'Introduzione segnala la struttura composita delle idee-guida di Zabughin con aggiornamenti bibliografici condotti sino al 2016.
La religione dopo la critica alla religione. Un dibattito filosofico
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 275
La critica alla religione, espressa dai cosiddetti “maestri del sospetto” (Marx, Nietzsche, Freud), ha contribuito – come una sorta di “processo culturale sommerso” – a forgiare, in diversi (e spesso non approfonditi) modi, le contemporanee identità “secolari”. Tuttavia, le questioni filosofiche riguardanti la religione non sono, sulla scia di queste analisi critiche del XIX e XX secolo, del tutto scomparse. Tutto ciò è dimostrato dalle differenti e originali tematizzazioni riguardanti il “religioso” nel dibattito filosofico contemporaneo. Si pensi ad esempio a: Derrida e Agamben, oppure Habermas e Taylor, e ancora Rorty, Putnam e Cornel West. In tali diverse esplorazioni su nuovi possibili spazi della religione, una rilettura (sia critica sia positiva) anche di figure centrali come Kant e Hegel ha contribuito a portare a maggiore consapevolezza la questione sulla rilevanza della religione nella visione “secolare” odierna. Domanda che deve continuare a restare aperta alla riflessione filosofica piuttosto che essere proclamata obsoleta.
L'Agamennone. Monodramma lirico
Francesco Mario Pagano
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 135
A 230 anni dalla prima stampa (1787) si presenta l'edizione critica dell'”Agamennone. Monodramma lirico” di Francesco Mario Pagano, avvocato, docente universitario, saggista, poeta e drammaturgo, autore dei fondamentali “Saggi politici”, che conclude la vita tra i martiri del 1799. Il teatro di Pagano di forte impronta classicistica costituisce uno stampo evocativo per la rappresentazione e l'analisi delle tematiche storiche e civili che diffondono anche nelle opere poetiche gli interessi giuridici dell'autore. Tra queste opere l’”Agamennone” occupa per la natura sperimentale della forma del dramma, per il grado di intensità delle passioni e i riferimenti politici una indiscussa centralità. La trama riprende la scrittura poetica dell'”Ifigenia in Aulide” di Euripide, uno dei più indicativi testi politico-retorici ateniesi. Il carme politico recitato da Ifigenia rappresenta il modello ideale del cittadino dell'impero oligarchico ateniese, quel modello che aveva consentito l'affermazione della supremazia dell'Eliade nel Mediterraneo orientale; un modello che, attraverso le traduzioni e i commenti, non resta senza effetti sullo svolgimento del pensiero filosofico del XVIII secolo, a partire proprio da Pagano, sul cui animo il mito di Ifigenia produsse una durevole profonda impressione. In appendice è proposta la copia anastatica dell'unica ristampa dell'”Agamennone” curata da Vittorio Imbriani nel 1885, un'edizione ragguardevole per ragioni di storiografia filologica e critica. Una curatela dotta, corredata di fitte note storico-critiche, nella quale severo ed esigente Imbriani esprime sull'”Agamennone” paganiano un elogio indiscusso.
È possibile la pace?
Antonio Gargano
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 83
«La prossima guerra, questa nuvola nera che si staglia all'orizzonte e che popola le nostre notti di fantasmi insanguinati, ce la mandano forze esterne agli uomini? No. L'uomo non può quindi impedirla? Non osa. L'uomo vuole dunque la guerra? No... E nello stesso tempo la vuole [...]. Perché il caos è nello spirito di ciascuno». (Johan Bojer Istituto Internazionale per la Cooperazione Intellettuale) «C'è la guerra dappertutto. Corriamo il pericolo di fare gli stessi errori di prima. Senza rendercene conto, come sonnambuli, potremmo finire in una nuova guerra mondiale». (Günter Grass, Intervista al quotidiano "El Pais", 21 marzo 2015).
Le aporie della religione
Giuseppe Rensi
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 286
«La genuina religiosità non consiste nella pace e tranquillità della credenza definitivamente abbracciata e in cui lo spirito si culla e si addormenta. La genuina religiosità consiste nel non adagiarsi nella pace sia della negazione, sia dell'affermazione. Consiste nel fatto che il problema stia sempre dinanzi come problema, che continua ad eccitare e ad angosciare, che strappa volta a volta affermazioni e negazioni, speranze e disperazioni, adorazioni e bestemmie».
Che cosa sono le scienze umane e a quale scopo si studiano
Vittorio Hösle
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 80
“La tensione tra l'enorme crescita del sapere delle scienze umane dal XIX secolo ad oggi e la difficoltà di fondare questo nuovo tipo di scienze pesa ancora e sempre su di noi a partire dalla sfida di Descartes”. Questo passo del saggio di Vittorio Hösle che qui si presenta ne riassume in qualche modo il senso e indica nel contempo una direzione di ricerca. Da un lato Hösle sottolinea il grande contributo che le scienze umane hanno dato e continuano a dare alla comprensione del comportamento umano e delle diverse culture, dall'altro evidenzia il limite ad esse connaturato ossia la loro incapacità di fornire risposte a questioni di natura normativa come sono le questioni etiche.
Ricordi letterari
Leon Daudet
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 113
Poco si conosce in Italia della sconfinata opera di Léon Daudet (1867-1942), comprensibilmente ostacolata per il suo spirito monarchico, clericale e antisemita; ma non vi era alcuna ragione di ostracizzare il superbo scrittore e memorialista, che frequentò e ritrasse con occhio implacabile tutte le più eminenti figure dell'ambiente letterario, politico, artistico e medico della Terza Repubblica francese. Dei suoi incomparabili Souvenirs littéraires, che Proust accostò addirittura alle Memorie del duca di Saint-Simon, si offre per la prima volta in italiano una breve ma esemplare antologia, concepita da Mario Andrea Rigoni.
«The whole man». Ritratto di Lichtenberg attraverso il suo incontro con Volta
Cesare Cases
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 57
Nietzsche diceva che gli “Aforismi” di Lichtenberg sono tra i migliori cinque libri della letteratura tedesca. Tuttavia è improbabile che essi siano noti sul suolo tedesco, e ancora più improbabile che lo siano in Italia, paese che Lichtenberg tanto amava e che aveva gran desiderio di visitare. Eppure in Italia, e in anni ormai lontani, Cesare Cases, considerandolo attraverso i rapporti con Alessandro Volta, scrisse su Lichtenberg un saggio penetrante e ammirato, a tutt'oggi tra i migliori che siano stati scritti su questo grande della cultura europea, la cui schiera di ammiratori va da Goethe a Kant, da Herchel a Volta, da Schopenhauer a Nietzsche, da Wittgenstein a Isaiah Berlin e Elias Canetti. Come fa notare Giulia Cantarutti, Cases, di molti anni in anticipo su certa critica che in maniera insostenibile vorrà vederlo come un romantico in pieno settecento, dimostra che Lichtenberg è un vero figlio del suo secolo, un degno rappresentante dell'illuminismo, amante della ragione piuttosto che dei dolori e furori romantici alla Werther.
Dialogo su Dio
Giulio Cesare Vanini
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2017
pagine: 49
Il 9 febbraio 1619, quando aveva da poco compiuto 34 anni, Giulio Cesare Vanini fu bruciato a Tolosa per «ateismo, bestemmia, empietà e altri eccessi». Meno di tre anni prima, nel settembre 1616, aveva pubblicato la sua opera più famosa, il “De admirandis naturae reginae deaeque mortalium arcanis” (“I meravigliosi segreti della natura, regina e dea dei mortali”). La censura, approvandola senza battere ciglio, non vi trovò nulla di «ostile o contrario alla Religione Cattolica Apostolica Romana». In realtà, sebbene in modo velato e criptico, essa contiene e veicola idee a dir poco esplosive in materia di religione, politica, biologia e fisica. Idee per le quali, nel 1629, fu inserita nell' “Indice dei libri proibiti”. Tra i sessanta dialoghi in cui si struttura l'opera quello più celebre e rilevante è, senza ombra di dubbio, il “Dialogo su Dio”, il cinquantesimo, che in questo volumetto si riporta in forma integrale. Non è un dialogo come tutti gli altri ma, in virtù dell'autonomia e della coerenza interna che io caratterizzano, un'opera nell'opera e soprattutto, per la completezza ed esaustività degli argomenti trattati, una piccola stimma del pensiero sovversivo di Vanini. Con un saggio di Dario Acquaviva.

