Officina Libraria
Vite (immaginarie) di Caravaggio. Un pittore tra le ombre del cinema
Tommaso Mozzati
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
pagine: 160
Il volume ricostruisce l’immaginario, in gran parte trascurato, prodotto dal cinema di finzione europeo, attorno alla figura di Caravaggio, nel corso del Novecento. Al centro di una fama crescente grazie a uno storico dell’arte come Roberto Longhi, il pittore s’è visto proiettato sullo schermo, lungo il secolo passato, solo da pochi titoli popolari, in contrasto con la notorietà riconosciuta al suo profilo a partire dagli anni Venti. Se si escludono le pellicole del 1941 e del 1986 – la prima di Goffredo Alessandrini con Amedeo Nazzari, la seconda di Derek Jarman – si è sin qui faticato a recensire altri episodi di questa fortuna. Si è così favorita l’idea che, con l’eccezione dello sceneggiato RAI del 1967 con Gian Maria Volonté, il cinema e la TV tornassero a frequentarne la biografia avventurosa solo con la svolta di millennio. Si intende quindi portare alla luce alcuni progetti sconosciuti, come la sceneggiatura inedita per un lungometraggio “da farsi” sul Merisi, scritta negli anni Cinquanta da una delle più accreditate firme del cinema italiano, Suso Cecchi D’Amico con Enrico Medioli. A partire da questo copione – fra gli esiti d’esordio della celebre coppia creativa, dietro a successi come Rocco e i suoi fratelli e Il Gattopardo di Luchino Visconti – il libro indaga un arco cronologico che dall’immediato dopoguerra arriva agli anni Ottanta, costruendo utili paralleli con momenti qualificati della colta volgarizzazione operata, nello stesso periodo, dagli studi sull’arte caravaggesca: dalla mostra milanese del 1951 in Palazzo Reale, alla monografia di Longhi per l’editore Aldo Martello, fino all’interesse documentaristico per la pittura dell’artista, in primis il Caravaggio co-firmato da Longhi e Umberto Barbaro. L’introduzione metterà in contesto i singoli lavori (quello di Cecchi D’Amico e Medioli, ma anche un altro film non realizzato del regista Antonio Leonviola, oltre al biopic di Jarman nelle sue tormentate fasi di scrittura), relazionandoli al più ampio affresco dell’immagine cinematografica di Caravaggio. Verificherà, inoltre, il modo in cui la sua vita s’è vista divulgata nel secolo passato, chiarendo i valori e i topoi a essa ricondotti, in un dialogo serrato con la storia dell’arte e con le attenzioni specialistiche rivolte alla sua parabola creativa.
Il carteggio di Federico Barocci
Barbara Agosti, Anna Maria Ambrosini Massari
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
pagine: 112
Le lettere qui raccolte per la prima volta sono un’insostituibile occasione di ascoltare la voce di Federico Barocci (1535-1612), grande protagonista della pittura marchigiana (e non solo) del secondo Cinquecento, qui in dialogo con amici, committenti e intermediari. Frammenti superstiti di un epistolario immensamente più esteso, questi documenti illuminano con grande efficacia aspetti essenziali del rapporto dell’artista urbinate con il mestiere della pittura, caratteri della sua personalità e momenti del suo percorso artistico, recentemente tornato all'attenzione del pubblico grazie all'importante mostra tenutasi nell’estate 2024 alla Galleria Nazionale della Marche (oltre 80000 presenze). Attraverso la rete dei corrispondenti dislocati tra il territorio del ducato roveresco, Perugia, Arezzo, Genova, Milano e Roma, si segue la parabola del pittore dagli esordi fino alla stagione di massimo fulgore della sua fama al passaggio tra Cinque e Seicento. Un saggio introduttivo e un apparato di commento e di immagini accompagnano la lettura delle missive scritte e ricevute dall'artista urbinate.
I disegni di Michelangelo Nuove prospettive su alcuni capolavori della casa Buonarroti
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
pagine: 320
Nel 2023 la Fondazione Casa Buonarroti ha dato il via a un vasto progetto di ricerca dedicato alla collezione dei disegni di Michelangelo, che dall’eredità dell’artista passarono ai suoi successori e quindi, nel 1859, al neonato Ente Morale Casa Buonarroti. Si tratta di un’impresa ambiziosa, poiché la collezione della Casa Buonarroti di autografi michelangioleschi e di disegni di scuola è la più ricca al mondo, con 205 fogli (molti dei quali recto/verso) classificati nell’Ottocento come «opere d’arte», e altri 70 classificati come «documenti» poiché sullo stesso foglio convivono disegni e scritte. Il progetto di ricerca, tuttora in corso, si sviluppa su più piani: il nucleo centrale è la campagna di digitalizzazione dei fogli, sia studi di figura, sia progetti architettonici, dei quali si realizzano immagini ad altissima risoluzione destinate sia alla visione in situ nella sala dei disegni di Michelangelo del museo, sia al catalogo scientifico on-line, consultabile in open access. Accanto a questa campagna di ricerche, svolta all’interno dell’Istituzione, sono stati chiamati a partecipare al progetto esperti di chiara fama e giovani studiosi, tutti specialisti dell’opera figurativa e architettonica di Michelangelo, che hanno approfondito singoli aspetti della sua opera grafica, o dei più importanti capolavori della collezione. Queste riflessioni sono state anticipate in una serie di conferenze aperte al pubblico, che questo volume intende restituire in una forma organica. Non si tratta però di una semplice antologia di saggi che serbi memoria degli incontri, ma di una raccolta che presenti le più avanzate frontiere della ricerca nel campo del disegno michelangiolesco, a partire dai fogli della collezione buonarrotiana. Sarà questa l'occasione per approfondire i progetti più complessi di Michelangelo e i suoi rapporti con altri artisti, coi letterati e i committenti, grazie anche all'ausilio di un corposo atlante iconografico, con immagini pubblicate a piena pagina, di un’ampia bibliografia e di indici analitici, in modo da diventare uno strumento essenziale per ulteriori sviluppi di conoscenza.
Tre élites coloniali. Roma, la Spagna e le Americhe
Ronald Syme
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
pagine: 88
L’interesse per il ruolo e la struttura delle classi dirigenti nel mondo antico caratterizza tutta la produzione di Ronald Syme, tra i massimi storici di età romana della sua generazione e a lungo professore di Storia antica a Oxford. Il taglio particolare della sua ricerca emerge anche negli scritti del presente volume, che raccoglie le Whidden Lectures, tre lezioni tenute da Syme nel 1958 alla McMaster University di Hamilton (Canada), sul formarsi e l’evolversi delle élites coloniali nell’ambito di tre grandi imperi: quello romano, quello spagnolo, quello inglese. Si tratta di una discussione originale, in chiave latamente comparativa, di temi di storia antica e di storia moderna con l’ambizione di valicare i confini tra lo studio di ambiti cronologici e geografici diversi, di solito studiati separatamente gli uni dagli altri. I tre diversi contesti vengono esaminati alla luce di una problematica unificante, quella della durata. Quali furono le ragioni che permisero all'impero romano di sopravvivere per tanti secoli, senza subire lacerazioni interne o secessione di province? Quali cause, per converso, determinarono il relativamente più rapido sgretolarsi degli imperi spagnolo e inglese d’America? E in che misura incise sui diversi processi il rapporto fra le aristocrazie provinciali e i relativi governi centrali? La storia delle province romane di Spagna, le cui risorse umane, debitamente valorizzate, diedero nuova linfa ai ranghi ormai consunti della dirigenza quiritaria; le vicende della colonizzazione spagnola, rilette al di fuori dei tradizionali percorsi, segnati dalla «leggenda nera» di orrori e crudeltà; la vita e la secessione delle colonie inglesi d’America prendono vita in queste pagine attraverso un’analisi ricca di dati puntuali, di scorci inediti, di riflessioni che illuminano nel profondo le complesse articolazioni del potere. D'altronde, «La storia […] allarga l’orizzonte e approfondisce la comprensione. È una forza di libertà e di liberazione», come ha scritto Ronald Syme.

