Ombre Corte
Ripoliticizzare il mondo. Studi antropologici sulla vita, il corpo e la moralefre
Didier Fassin
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 140
Discorso sul colonialismo. Seguito dal «Discorso sulla negritudine»
Aimé Césaire
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 110
Il punto zero della rivoluzione. Lavoro domestico, riproduzione e lotta femminista
Silvia Federici
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 159
"Come provo a mostrare in in questo libro, oggi un femminismo radicale deve operare su vari fronti, ma senza mai limitarsi a una pratica puramente difensiva. La ricostruzione del tessuto sociale, la determinazione di nuovi rapporti di solidarietà capaci di procurare subito, nel presente, nuove risorse e nuovi rapporti sociali, sono la prima condizione non solo per la sopravvivenza ma anche e soprattutto per aprire un processo di riappropriazione della ricchezza e per recuperare il controllo sui mezzi della nostra riproduzione. Abbiamo davanti un lavoro immenso, se si pensa alle condizioni disastrate - ambientali, economiche, sociali - in cui siamo costretti a vivere. Dall'educazione alla salute, all'ambiente, alla costruzione di nuove forme di (ri)produzione. Si può davvero dire che dobbiamo mettere il mondo sottosopra, perché la bancarotta del sistema capitalistico è tale che ormai da esso ci si può aspettare solo crisi, miseria e violenza" (Silvia Federici). "Finalmente abbiamo un volume che raccoglie i numerosi saggi che in un periodo di quattro decenni Silvia Federici ha scritto sulla questione della riproduzione sociale e le lotte delle donne su questo terreno. Oltre a fornire una potente storia dei cambiamenti nell'organizzazione del lavoro riproduttivo, 'Il punto zero della rivoluzione', documenta lo sviluppo del pensiero della sua autrice su alcune delle questioni più importanti del nostro tempo..." (Mariarosa Della Costa)
La società contro lo Stato. Ricerche di antropologia politica
Pierre Clastres
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 160
Partendo dalla critica del pregiudizio etnocentrico, attraverso una serie di saggi pubblicati in un breve arco di tempo e qui riuniti a formare un discorso unitario e avvincente, Pierre Clastres muove alla scoperta delle culture amerindiane. Non delle culture superiori dell'America centromeridionale (Inca, Maya, Aztechi), ma del mondo "selvaggio" dei Tupinambà, dei Guayakì, dei Guaranì: popolazioni in gran parte distrutte dall'avanzata della civiltà occidentale, che non riuscì a integrarle. Attraverso un'attenta lettura dei miti, dei riti, delle istituzioni sociali, dei costumi sessuali, dei modi di produzione e, quando possibile, dei testi "poetici", Clastres ricostruisce il modello di tali culture. La scoperta principale, ma non la sola, a cui perviene la sua ricerca, riguarda l'assenza di istituti propriamente politici o, se si preferisce, l'impotenza politica dei capi, da intendersi non come segno di incapacità a produrre forme più evolute di convivenza civile, ma come alternativa culturale al modello occidentale di società politica. Ciò che agli occhi dei primi esploratori e colonizzatori apparve, dunque, come prova dell'inferiorità etnica di quelle popolazioni, appare a Clastres, in un contesto più sensibile alle differenze culturali, il principio intorno al quale noi possiamo ricostruire l'intero significato delle culture amerindiane.
Il soggetto produttivo. Da Foucault a Marx
Pierre Macherey
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 100
Movimenti indisciplinati. Migrazioni, migranti e discipline scientifiche
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 271
Fin dall'inizio degli anni Novanta, le migrazioni sono state in Italia oggetto di molteplici studi critici, che si sono spesso sviluppati ai confini tra diverse discipline scientifiche del sociale, dialogando in modo fecondo con il dibattito internazionale e intrecciandosi con lo sviluppo delle lotte e dei movimenti dei migranti. Il volume si propone di fissare lo "stato dell'arte" di questi studi, di costituire uno strumento introduttivo utilizzabile nella didattica e nell'attivismo e, al tempo stesso, di rilanciare un determinato approccio agli studi migratori. I diversi capitoli affrontano le migrazioni dal punto di vista del genere (Roberta Ferrari), del razzismo (Miguel Mellino), delle generazioni (Luca Queirolo Palmas), della cittadinanza (Enrica Rigo), del lavoro (Devi Sacchetto), della criminalità (Alvise Sbraccia), del nesso tra storia e storie (Federica Sossi), dei diritti (Emilio Santoro) e dello spazio urbano (Agostino Petrillo). I movimenti dei migranti, il loro attraversamento dei confini, mostrano un carattere irriducibilmente indisciplinato, contro il quale reagiscono le discipline scientifiche del sociale. Scopo ambizioso di questo volume è indagare questo nesso e quindi di discutere criticamente della scienza delle migrazioni in Italia.
Il futuro incerto. Soggetti e istituzioni nella metamorfosi del contemporaneo
Ubaldo Fadini
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 154
Cercando di cartografare quella soggettività contemporanea che viene messa sempre di più originalmente e interamente al lavoro, in tutte le sue determinazioni esistenziali, l'autore chiama a raccolta alcune linee di pensiero critico novecentesco (tra le altre: l'eredità teorica "francofortese" e il "differenzialismo" francese), ritenute spesso difficilmente affiancabili e ricomponibili. E in quest'ottica, centrata in particolare sulla rilevazione della qualificazione della forza-lavoro, nel tempo d'affermazione del biocapitalismo, come "capitale variabile" e - insieme - come modalità di incorporazione di parti di "capitale fisso", che si avverte l'esigenza di rivedere buona parte di ciò che è stato fin qui detto sul rapporto tra il "vivente" e il "positivo", tra il "corpo" e la tecnica. Proprio a proposito del "positivo", in una accezione più generale rispetto alla sua identificazione con l'"apparecchiatura" tecnologica attualmente a disposizione, si sottolinea anche l'importanza di una sua "soluzione" nel senso della realizzazione di mediazioni "altre" rispetto a quelle presenti, in grado di porsi come spazi di soddisfazione (di bisogni e desideri) sempre più ampi per tutto ciò che è movimento critico sullo scenario della società odierna. Sullo sfondo di tale considerazione, si delinea pure la fertilità della riflessione deleuziana sull'istituzione, ovvero su ciò che si muove, che si può muovere nell'istituzione stessa...
Agire in comune. Antropologia e politica nell'ultimo Marx
Luca Basso
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 254
Questo lavoro si colloca all'interno di un rinnovato interesse per il pensiero di Marx e la sua critica al capitalismo, manifestatosi negli ultimi anni anche in seguito alla crisi economica globale. La sua analisi si distingue per l'originale esplorazione del corpus marxiano: dal "Capitale", agli ultimi scritti politici, senza trascurare i numerosi appunti sulle scienze. Ne emerge un quadro storico-teorico articolato, in cui alla nozione di "individuo" si intrecciano quelle di "classe", "società" e "comunità". L'intento dichiarato consiste nel tenere assieme l'analisi della "spettrale oggettività" del capitale e l'assunzione politica della soggettività di classe, cogliendo anche l'instabilità della loro relazione. D'altronde il capitalismo è il primo modo di produzione in cui l'antagonismo costituisce la condizione stessa del suo darsi. Contrariamente a quanto vorrebbe un vecchio luogo comune, la tesi di fondo dell'autore è che lo scenario marxiano si caratterizzi per una tensione alla realizzazione individuale, intesa però non in contraddizione con la dimensione collettiva. Emerge quindi una dinamica antropologica che affonda nella materialità della situazione presente e che si rivela inconciliabile tanto con l'individualismo liberale quanto con ogni approccio organicistico. Alla base della riflessione sta l'"agire in comune" delle singolarità operaie, con la sua portata destrutturante nei confronti dell'assetto capitalistico e della forma-Stato.
Lo schermo del potere. Femminismo e regime della visibilià
Alessandra Gribaldo, Giovanna Zapperi
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 123
Il tema dell'immagine delle donne si è imposto negli anni del declino berlusconiano come un problema che richiede una risposta sia politica che teorica. Questo libro propone una lettura femminista dell'intreccio tra genere e cultura visiva. La critica dell'immagine come ambito sessuato permette di cogliere la complessità dei rapporti di potere che si esprimono attraverso le immagini, senza cedere alla nostalgia di un femminile autentico. Il femminismo ha mostrato infatti come il corpo naturale sia già un corpo immaginato, storicamente connotato, plasmato dai rapporti di potere. Se il tempo è adesso, non abbiamo bisogno di redenzione per fare posto a un'immagine di donna integra e dignitosa, quanto piuttosto di reinvenzione. Declinare il genere attraverso le linee della classe, del colore e della sessualità permette di pensare la soggettività in termini di processo, di conflitto e di possibilità, in una forma che è insieme immagine e sguardo.
Il capitalismo contro il diritto alla città. Neoliberalismo, urbanizzazione , resistenze
David Harvey
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 100
Che cosa vuol dire "diritto alla città"? Questa domanda sembra inseparabile da una serie di altre questioni, quali ad esempio quelle relative al tipo di città che vogliamo, al tipo di persone che vogliamo essere, ai rapporti sociali cui aspiriamo, al rapporto che intendiamo promuovere con la natura, con le tecnologie che riteniamo convenienti. Il diritto alla città non può essere ridotto a un diritto individuale di accesso alle risorse concentrate nella città stessa: dev'essere piuttosto il diritto a cambiare noi stessi cambiando la città, in modo da renderla conforme ai nostri desideri. È perciò un diritto collettivo più che soggettivo, in quanto, per cambiare la città, è necessario esercitare un potere collettivo sul processo di urbanizzazione. In questa prospettiva, è importante analizzare come, nel corso della storia, siamo stati modellati e rimodellati da un processo di urbanizzazione sempre più frenetico ed esteso, animato da potenti forze sociali e costellato da violenti fasi di ristrutturazione urbanistica, di "distruzioni creative", così come da resistenze e rivolte a cui queste ristrutturazioni hanno dato origine. Si può dunque cogliere l'assoluta attualità della tesi di Henri Lefebvre: il processo urbano è essenziale per la sopravvivenza del capitalismo. Il diritto alla città, ossia il controllo della stretta relazione fra urbanizzazione, produzione e uso delle eccedenze di capitale, deve diventare uno degli obiettivi principali delle lotte politiche e della lotta di classe.
Macchine desideranti. Capitalismo e schizofrenia
Gilles Deleuze, Félix Guattari
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 157
Al suo apparire in Francia nel 1972, "L'anti-Edipo" suscitò un dibattito vivacissimo, che ben presto ebbe un'ampia risonanza anche in Italia, ma non solo. I suoi autori partivano da una critica alla psicoanalisi, accusata di prevaricazione autoritaria in difesa del capitalismo, ma non risparmiavano energiche bordate polemiche anche al freudo-marxismo, al lacanismo e ad alcune tendenze della cosiddetta antipsichiatria. Tuttavia, proprio per il tipo di impianto critico, il libro eccede di gran lunga l'ambito settoriale del discorso e della pratica psicoanalitica, come testimoniano ampiamente anche gli interventi e le conversazioni presentate in questo volume. Qui, senza sottrarsi alle critiche di studiosi e professionisti di diversi ambiti disciplinari (dalla psicoanalisi all'antropologia, dalla storiografia alla filosofia), Deleuze e Guattari si soffermano sui temi più significativi e dirompenti del loro primo lavoro in comune. Si tratta, in sostanza, di materiali che non solo accompagnano il libro (illuminandone struttura e finalità) ma ne approfondiscono anche alcuni snodi tematici e concettuali, tracciando ulteriori direzioni della ricerca, che in Mille piani, il secondo volume del loro lavoro su "Capitalismo e schizofrenia", avrà uno degli esiti più straordinari, sia sul piano filosofico che politico. Il volume raccoglie inoltre i "commenti" che il sociologo Donzelot e il filosofo Lyotard scrissero su "L'anti-Edipo".
Femminismo senza frontiere. Teoria, differenze, conflitti
Chandra T. Mohanty
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 254
Da Mumbai a Occupy Wall Street: è questo l'ideale filo rosso che Chandra Talpade Mohanty traccia nella prefazione all'edizione italiana del suo "Feminism without Borders". Dal sud al nord del mondo, le donne sono protagoniste dei movimenti di lotta nati per denunciare e combattere gli effetti perversi dei processi di globalizzazione economica. Le loro battaglie contro lo sfruttamento, la privatizzazione dei beni comuni, la riproposizione di assetti patriarcali costituiscono il terreno di nuove forme di soggettività femminile, ma anche di costruzione di solidarietà transnazionali, di legami fra i femminismi del nord e del sud del mondo, dopo che si sono svelati i meccanismi che hanno riproposto, anche nei rapporti fra donne, dinamiche di potere caratterizzate da logiche di classe, razza ed etnia. Proprio a partire dalle tensioni e dal riconoscimento delle asimmetrie di potere che storicamente hanno attraversato i movimenti delle donne a livello globale, infatti, si possono individuare per Mohanty nuove forme di solidarietà che hanno come sfondo comune l'anticapitalismo e l'antimperialismo. I saggi qui raccolti discutono quindi questioni cruciali della politica e della riflessione teorica femminista contemporanea: il rapporto tra riconoscimento delle differenze e ricerca di un nuovo universalismo; il nesso tra riflessione teorica e attivismo femminista.

