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Ombre Corte

Femminismo senza frontiere. Teoria, differenze, conflitti

Femminismo senza frontiere. Teoria, differenze, conflitti

Chandra T. Mohanty

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2020

pagine: 254

Da Mumbai a Occupy Wall Street: è questo l’ideale filo rosso che Chandra Talpade Mohanty traccia nella prefazione all’edizione italiana del suo Feminism without Borders. Dal sud al nord del mondo, le donne sono protagoniste dei movimenti di lotta nati per denunciare e combattere gli effetti perversi dei processi di globalizzazione economica. Le loro battaglie contro lo sfruttamento, la privatizzazione dei beni comuni, la riproposizione di assetti patriarcali costituiscono il terreno di nuove forme di soggettività femminile, ma anche di costruzione di solidarietà transnazionali, di legami fra i femminismi del nord e del sud del mondo, dopo che si sono svelati i meccanismi che hanno riproposto, anche nei rapporti fra donne, dinamiche di potere caratterizzate da logiche di classe, razza ed etnia. Proprio a partire dalle tensioni e dal riconoscimento delle asimmetrie di potere che storicamente hanno attraversato i movimenti delle donne a livello globale, infatti, si possono individuare per Mohanty nuove forme di solidarietà che hanno come sfondo comune l’anticapitalismo e l’antimperialismo. I saggi qui raccolti discutono quindi questioni cruciali della politica e della riflessione teorica femminista contemporanea: il rapporto tra riconoscimento delle differenze e ricerca di un nuovo universalismo; il nesso tra riflessione teorica e attivismo femminista; le lotte delle donne del sud del mondo contro le politiche neoliberiste e la ricerca di nuove pratiche di resistenza e di solidarietà fra donne; la relazione esistente, infine, fra politiche della conoscenza e pratiche politiche femministe transnazionali.
22,00 €

Sesso, razza e pratica del potere. L'idea di natura

Sesso, razza e pratica del potere. L'idea di natura

Colette Guillaumin

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2020

pagine: 245

Ancora poco nota in Italia, in ragione anche della scomoda radicalità del suo pensiero antiessenzialista, Colette Guillaumin ha teorizzato dalla fine degli anni Sessanta il carattere sistemico, non accidentale e non innato di sessismo e razzismo. Attraverso un'analisi storica e sociologica delle idee di sesso e di razza e dei rapporti sociali che le hanno prodotte, Guillaumin dimostra che le donne e le persone non-bianche sono gruppi oppressi e che è l'oppressione a creare questi gruppi. In altre parole, uomini e donne, bianchi e non-bianchi sono categorie che non hanno nulla di "naturale", e quindi nulla di eterno. Sono classi antagoniste prodotte da forme sistemiche di dominio, di sfruttamento, di appropriazione di una classe (di sesso, di razza) sull'altra, e trasformate in "gruppi naturali" da un'ideologia che fabbrica "l'idea di natura" per nascondere l'origine sociale dei rapporti asimmetrici tra gruppi di sesso e di razza. Impensabile, rivoluzionaria è la tesi sostenuta da Guillaumin in questo testo precursore e ormai classico. Una tale visione caratterizza, più in generale, l'approccio del "femminismo materialista", sviluppatosi in Francia, che conta tra le principali esponenti, oltre la stessa Guillaumin, Christine Delphy, Monique Wittig, Nicole-Claude Mathieu e Paola Tabet. I testi di Guillaumin da un lato, ispirano senza sosta nuove ricerche (sui processi di razzizzazione, sulla performatività del linguaggio, sulla dominazione adulta), dall'altro, costituiscono un contributo alla prospettiva detta oggi "intersezionale", che guarda il reciproco riprodursi dei rapporti sociali di oppressione.
22,00 €

Un femminismo decoloniale

Un femminismo decoloniale

Françoise Vergès

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2020

pagine: 115

Nella sua analisi Françoise Vergès parte dall'assunto innegabile che a partire dal XVIII secolo la storia del femminismo occidentale sia stato un fruttuoso susseguirsi di vittorie nel campo della rivendicazione dei diritti individuali delle donne. L'autrice precisa tuttavia che queste vittorie, fondate sullo cancellazione delle disparità uomo-donna, hanno sottovalutato e in certi contesti ignorato le esperienze di dominazione che esistono tra le donne stesse. A fronte di un femminismo portatore della "missione civilizzatrice" del Nord colonizzatore, Vergès mostra gli aspetti dirompenti di un posizionamento "decoloniale" in grado di opporsi a quel patriarcato profondamente connesso al sistema capitalista (a sua volta storicamente connesso allo schiavismo) e al neoliberismo. Il femminismo decoloniale è necessariamente anticapitalista e collega le disuguaglianze di genere e razziali al sistema capitalista. Secondo Vergès non ci si dovrebbe definire femministe senza interessarsi alle questioni ambientali, allo sfruttamento, alla vulnerabilità di classe e al razzismo; senza agire in modo condiviso con altri movimenti politici e sociali favorevoli alla decostruzione di questo sistema. Essere femministe decoloniali significa allora combattere contro il femminicidio ma anche per il diritto dei popoli indigeni alla terra, significa trovare delle connessioni tra le esperienze radicate in diverse parti del mondo e riscrivere le strutture in cui i nostri mondi sono pensati.
11,00 €

Velocità e attesa. Tecnica, tempo e controllo in Paul Virilio

Velocità e attesa. Tecnica, tempo e controllo in Paul Virilio

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2020

pagine: 144

Tante sono le formule impiegate per raffigurare in maniera effettivamente incisiva la società contemporanea: società del rischio, società della prestazione, società dell'accelerazione. È quest'ultima ad apparire come assai convincente, proprio perché coglie la predominanza, particolarmente evidente oggi, di tutto ciò che risulta rapido, appunto sempre più accelerato, veloce. Tale predominanza è stata analizzata con grande maestria intellettuale da Paul Virilio, l'ultimo esponente di una generazione di studiosi che ha annoverato tra le sue fila autori di riconosciuta fama internazionale come Gilles Deleuze, Michel Foucault, Jacques Derrida, tra gli altri. È stato infatti merito di Virilio, con il suo percorso pluridecennale di ricerca, aver indagato con strumenti assai sofisticati gli effetti, accanto ai suoi supporti tecnologici, della velocificazione complessiva dei modi di vivere, che riguardano soprattutto la nostra sensibilità, la nostra intelligenza e capacità di comprensione della realtà. Questo libro vuole appunto presentare una vicenda intellettuale tra le più affascinanti del nostro tempo, contraddistinta da una profondità d'analisi e di individuazione delle principali tendenze di sviluppo della società odierna, di ciò che appare disegnato dall'ultimo "assoluto" ancora vigente: la velocità.
14,00 €

Il empo della disobbedienza Per un'antropologia della parentela nella migrazione

Il empo della disobbedienza Per un'antropologia della parentela nella migrazione

Simona Taliani

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2019

pagine: 207

I vincoli connessi a quella che nella letteratura è stata definita la diaspora criminale nigeriana scandiscono il tempo delle giovani donne una volta arrivate in Europa, a partire dal peso del debito contratto. Segnati da una violenza agita il più delle volte da altre connazionali, i loro destini rivelano le conseguenze di forme di coercizione psichiche, fisiche e morali. Il loro corpo si fa così officina, spazio dove si "cucina" e si consuma un dolore che testimonia di un passato infinito: cicatrici, ustioni e morsi denunciano i delicati riequilibri di potere; fitte e bruciori rivelano un insulto d'organo, o un attacco agito il più delle volte nel registro magico e stregonesco. E poi ancora: gli aborti spontanei e le interruzioni di gravidanza, i figli presi in adozione, la perdita della propria discendenza ricordano che il peggio non si scongiura con l'emancipazione dallo sfruttamento. Queste donne non rimangono però passive, né parlano solo da vittime. Se hanno deciso di lasciare il loro paese, è per separarsi a ogni costo da una vita che non riservava loro nulla di buono. Quando si oppongono alle decisioni di un giudice o criticano l'operato dei servizi socio-assistenziali è per mantenere un legame che mai avrebbero pensato qualcuno potesse spezzare. Certo, ogni insubordinazione alle aspettative di genitorialità degli enti preposti alla tutela del minore la pagano cara. Eppure non sono poche a mostrare la loro capacità di rispondere senza dare segno di sottomissione. A partire da una ricerca lunga vent'anni e condotta tra Torino e Napoli, l'etnografia della migrazione nigeriana e della sua cifra distintiva (quella di un debito al contempo economico e simbolico) contribuisce a illuminare il valore sociale delle "persone" e delle "cose". Il lavoro esplora sia l'anatomia di un potere che si manifesta nel rito, sia la conoscenza necessaria tanto al sistema di assoggettamento, quanto alla cura di chi vuole riprendersi le manciate di vita che restano. Prefazione di Pier Giorgio Solinas.
18,00 €

Adelmo e gli altri. I confinati omosessuali in Lucania

Adelmo e gli altri. I confinati omosessuali in Lucania

Cristoforo Magistro

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2019

pagine: 200

"Omosessualità e fascismo. Il tema è ormai da alcuni anni noto e a poco a poco conosciuto non solo dagli storici e dagli attivisti gay. È in particolar modo la vicenda dei tanti confinati per "pederastia" ad attirare l'attenzione perché tende a rappresentare emblematicamente l'essenza della repressione nei confronti degli omosessuali. Controllo e persecuzione, emarginazione e discriminazione sono gli aspetti essenziali dell'atteggiamento fascista nei confronti di questi "anormali" così diversi dall'uomo virile fascista, ma soprattutto così poco riconducibili al modello di rispettabilità borghese e alle norme della morale sessuale cattolica. Insomma il confino di polizia è quell'atto formale che condensa nella sua massima espressione tutte le altre forme di confino sociale e familiare vissute da omosessuali e lesbiche nella loro esistenza, e non solo in pieno regime. L'indagine particolareggiata su questo universo confinario permette all'autore sia di ricostruire l'azione persecutoria attuata in diverse province italiane, da Venezia a Catania, da Mantova a Livorno, sia di indagare l'operato delle autorità lucane nel gestire i confinati per omosessualità. La ricerca fornisce dunque un contributo importante per ricostruire la storia dell'omosessualità nell'Italia fascista perché, attraverso quest'indagine su scala locale, è stato possibile individuare nuovi documenti che rendono più chiaro il fenomeno della repressione della pederastia, sia a livello numerico, sia nelle strategie utilizzate dalle forze dell'ordine" (dalla prefazione di Lorenzo Benadusi).
18,00 €

La natura è un campo di battaglia. Saggio di ecologia politica

La natura è un campo di battaglia. Saggio di ecologia politica

Razmig Keucheyan

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2019

pagine: 180

Di fronte all'annunciato disastro ecologico, è largamente diffusa l'idea che l'umanità debba "superare le sue divisioni" e lavorare insieme per affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Ma come mostra questo lavoro di Razmig Keucheyan, la realtà è molto diversa: lungi dal cancellare gli antagonismi esistenti, la crisi ecologica tende a renderli ancora più incandescenti. Si prenda il caso della localizzazione delle discariche di rifiuti tossici negli Stati Uniti: se volete sapere dove è più probabile che vengano scaricati, chiedetevi dove vivono i neri, gli ispanici, i nativi americani e altre minoranze razziali, e dove sono i quartieri più poveri. Questo tipo di "razzismo ambientale" non è affatto limitato agli Stati Uniti: è un fenomeno globale. Keucheyan mostra come la risposta capitalista alla crisi sia stata contrassegnata da una massiccia espansione della "finanza ambientale". Dai "mercati del carbonio" ai "permessi di inquinamento", dai "derivati climatici" alle "obbligazioni catastrofiche", assistiamo a una proliferazione di prodotti finanziari legati alla natura. Invece di affrontare il problema alla radice, la strategia neoliberista cerca di trarre profitto dai rischi ambientali. Inoltre, con l'aumento dei disastri naturali, la scarsità delle risorse, le crisi alimentari, la destabilizzazione dei poli e degli oceani e la prospettiva di decine di milioni di "rifugiati climatici", le potenze occidentali stanno adottando sempre più una risposta militare ai problemi ecologici. Finita la guerra fredda, benvenuti alle "guerre verdi". Da New Orleans al ghiacciaio Siachen passando per la banchisa artica, l'autore esplora i luoghi salienti di questa nuova "geostrategia climatica". Questo innovativo saggio di teoria politica non offre solo una realistica descrizione degli scenari capitalistici di fronte al disastro ambientale, ma anche una nuova prospettiva su alcune delle questioni più critiche di fronte alle quali oggi si trovano le nostre società.
15,00 €

Narcocapitalismo. La vita nell'era dell'anestesia

Narcocapitalismo. La vita nell'era dell'anestesia

Laurent De Sutter

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 120

Cosa hanno in comune l'invenzione degli anestetici nella metà del XIX secolo, l'uso della cocaina da parte dei nazisti e il diffondersi del Prozac? La risposta è che sono tutti prodotti della stessa logica, che definisce la nostra era contemporanea come "l'era dell'anestesia". Laurent de Sutter mostra come gran parte delle nostre vite siano ora caratterizzate dalla gestione dei nostri sentimenti attraverso i farmaci, dalle pillole per dormire ai narcotici pesanti. La chimica è diventata così parte di noi che non riusciamo nemmeno a vedere quanto ci abbia cambiato. In questa era, essere un soggetto non significa semplicemente essere sottoposti ai poteri che decidono delle nostre vite: significa che i nostri stessi affetti ed emozioni sono stati demandati alla stimolazione chimica. Eppure non capiamo perché le sostanze che assumiamo non siano in grado di liberarci dalla fatica e dalla depressione, e dalla mancanza di desiderio che ora caratterizza la nostra condizione psicopolitica. Abbiamo dimenticato cosa significa essere eccitati perché le sole eccitazioni che conosciamo sono indotte da farmaci e droghe. Dobbiamo abbandonare la stimolazione narcotica cui siamo arrivati ad affidarci e trovare un modo per tornare all'eccitazione collettiva, che è la più grande paura del narcocapitalismo.
10,00 €

Fabbriche di plastica. Il lavoro nell'agricoltura industriale

Fabbriche di plastica. Il lavoro nell'agricoltura industriale

Giuliana Sanò

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 260

Il volume indaga la condizione del lavoro agricolo in un distretto della Sicilia sud-orientale, interamente destinato alla coltivazione di ortaggi in serra e caratterizzato da una significativa presenza di lavoratrici e lavoratori stranieri. In particolare, si mettono a fuoco le contraddizioni di un sistema agricolo che aspira a raggiungere elevati standard produttivi ma che conserva pervicacemente un'organizzazione del lavoro ancorata a modelli tipicamente pre-moderni, attingendo a diverse forme del lavoro informale e precario. Con uno stile etnografico, dopo averne ricostruito la storia, l'autrice analizza le trasformazioni e la condizione che caratterizzano il distretto agricolo ragusano, spaziando dalle rappresentazioni e dalle narrazioni locali sull'agricoltura e sul funzionamento del lavoro agricolo, ai resoconti di una giornata di lavoro in serra o in un magazzino di confezionamento. Soffermandosi poi sugli spazi destinati alla vita domestica e alla socializzazione dei lavoratori e delle lavoratrici migranti, evidenzia chiaramente come questi siano stati fortemente riassorbiti dalle logiche della produzione e del mercato del lavoro, come il lavoro precario e insicuro condizioni profondamente la loro vita quotidiana, le loro scelte e i loro progetti di mobilità, e la stessa percezione che essi hanno di sé.
20,00 €

Genealogie queer. Teorie critiche delle identità sessuali e di genere

Genealogie queer. Teorie critiche delle identità sessuali e di genere

Federica Valentini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 118

In un contesto politico e culturale in cui la normalizzazione delle identità sessuali e di genere sembra prevalere, anche all'interno di alcuni ambiti del mondo gay e lesbico, il pensiero queer costituisce un potente elemento di critica di quel sogno liberale di uguaglianza ed emancipazione fondato sul principio identitario. Qual è il prezzo di questa normalità a cui le "minoranze" anelano? La libertà passa davvero attraverso di essa? Oppure è necessario mettere in discussione lo stesso concetto di normalità per poter immaginare un'esistenza veramente libera? Il queer appare oggi come uno degli strumenti teorici e politici necessari non solo per difendersi dalle insidie retoriche dei discorsi normalizzanti, che riguardano in particolare il genere e la sessualità, ma anche per immaginare un nuovo orizzonte di vita comunitaria. Tracciare le genealogie del pensiero queer, ripercorrerne le diverse diramazioni teoriche che ne hanno costituito lo sviluppo - come qui si propone l'autrice - consente di apprezzare la potenza critica di questo strumento e la sua capacità di perturbare concezioni e categorie dalle pretese universalizzanti. Porsi nella prospettiva del queer significa fare propria una visione della realtà complessa e aperta, accogliendo senza timore e smania di definizione la problematicità, l'imprevedibilità e l'indefinitezza dell'esistenza umana.
10,00 €

Il potere. Corso su Michel Foucault (1985-1986). Volume Vol. 2

Il potere. Corso su Michel Foucault (1985-1986). Volume Vol. 2

Gilles Deleuze

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 388

Le lezioni sul potere costituiscono la seconda parte del Corso che Gilles Deleuze dedicò all'opera dell'amico a poco più di un anno dalla scomparsa. Iniziato nell'ottobre 1985, le prime otto vennero dedicate al "sapere", ovvero al primo dei tre grandi assi che Deleuze individua nel pensiero di Foucault. Nelle lezioni contenute in questo secondo volume viene messo a tema il secondo asse: quello appunto rappresentato dal "potere". Per Deleuze, il pensiero non è mai qualcosa di effettivamente sistematico, di ordinato una volta per tutte, ma piuttosto un percorso vitale e pratico, ricco di acquisizioni, shock, deviazioni, trappole, salti improvvisi e abbandoni, che non sono semplicemente oggetto di una ricostruzione ma richiedono, a loro volta, nuovo pensiero e differenti vie di ricerca, in una sorta di combinazione felice, virtuosa, di commento e capacità inventive, di ulteriore concettualizzazione. Le lezioni sul potere forniscono allora una periodizzazione dell'opera foucaultiana, dei suoi rapporti con il periodo post-68 in Europa, con il marxismo e l'esistenzialismo, con Nietzsche: commentano i postulati di un'analisi serrata e produttiva del potere e nozioni decisive quali microfisica, disciplina e biopolitica. Ma accanto all'impegno del commento, la lettura di Deleuze diventa capace di aperture fulminanti, di operazioni che consentono di analizzare, ad esempio, Le parole e cose, un lavoro di fatto anteriore, in relazione con le analisi del potere dei primi anni Settanta. Il fatto è che il concetto di potere richiede il dispiegamento di una vera e propria filosofia delle forze e l'invenzione della nozione di diagramma. Il problema della relazione con il sapere è affrontabile attraverso l'utilizzo di strumenti che rinviano anche alla matematica (gli integrali) e alla biologia (la differenziazione). Infine, l'enigma dei contropoteri e del cambiamento storico chiede di definire quella nozione del "fuori", così rilevante, che annuncia il passaggio al terzo asse dell'opera di Foucault: quello della "soggettivazione". Introduzione di Ubaldo Fadini.
29,00 €

Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei «commons»

Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei «commons»

Silvia Federici

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 180

Il volume raccoglie i contributi di oltre vent'anni di riflessione e impegno militante che Silvia Federici ha dedicato ai temi dell'accumulazione capitalista, del lavoro riproduttivo e delle lotte per i commons. Dagli anni della militanza in "Midnight Notes" e delle battaglie contro la globalizzazione fino al suo più recente impegno nel movimento Ni Una Menos, passando per l'esperienza di Occupy e delle insorgenze arabe, un filo rosso unisce i saggi qui raccolti: la critica ai rapporti sociali capitalistici, esercitata attraverso un continuo corpo a corpo con Marx e il vasto dibattito sui commons, che l'autrice ha il merito di estendere alle attività che riguardano la riproduzione della vita quotidiana e della forza lavoro, ancora prevalentemente svolte dalle donne. Tra Africa, America Latina, Stati Uniti ed Europa i testi offrono un prezioso spaccato sulle sfide politiche del presente, sull'emergere di un nuovo movimento femminista e, più in generale, sulla profondità storica e geografica delle trasformazioni sociali e produttive, a cominciare dalla crisi e dal regime del debito. Il libro si rivela uno strumento prezioso non solo per "comprendere" il mondo, ma anche per "reincantarlo", ovvero per "reinventare la vita", imparando a riconoscere una logica diversa da quella dello sviluppo capitalista e costruire società fondate sull'uso comune delle ricchezze naturali e prodotte. "Questo aspetto della politica dei commons - scrive Federici nella sua introduzione - è da anni al centro del mio interesse perché sono convinta che la costruzione di forme più cooperative di riproduzione sia la condizione non solo per una 'vita degna di essere vissuta', ma anche per poter resistere all'avanzare dei rapporti capitalistici e creare una società non subordinata alla logica del profitto e del mercato".
19,00 €

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