Quodlibet
Alcune riflessioni sulla filosofia dell'hitlerismo
Emmanuel Lévinas
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 112
In questo saggio, uscito nel 1934 sulla rivista «Esprit», uno dei grandi pensatori ebrei di questo secolo si misura con il fenomeno nazista «pressappoco all’indomani dell’arrivo di Hitler al potere». Prescindendo audacemente dagli ovvi cerimoniali di condanna nei confronti di un regime che già si palesava in tutta la sua ferocia e dal facile scherno per la rozzezza degli «hitleriani», Levinas si sofferma, con una lucidità forse ancor oggi impareggiata, sul «risveglio di sentimenti elementari» che caratterizza l’hitlerismo, e che ne fa un oggetto privilegiato dell’indagine filosofica. «Perché i sentimenti elementari – scrive in apertura – racchiudono una filosofia; esprimono la prima attitudine di un animo di fronte all’insieme del reale e al suo destino. Predeterminano o prefigurano il senso della sua avventura nel mondo». Levinas insiste sulla contiguità di tale filosofia con le postazioni più avanzate del pensiero contemporaneo, da cui proprio in quegli anni – in virtù di una visione radicalmente nuova della natura umana – giungeva uno scacco irrevocabile all’universalismo cristiano e al liberalismo idealista, cioè alle due strategie elaborate dall’uomo europeo per sentirsi libero rispetto alla sua contingenza storica e corporea. È possibile che le acquisizioni filosofiche dell’epoca, per un verso così feconde da alimentare il cammino del pensiero fino a oggi, covino in seno costitutivamente il seme di fenomeni così aberranti e catastrofici? E in che senso oggi dovremmo sentircene ormai al riparo?
La densità dello spazio. Le forme dell'abitare nell'opera di Leonardo Ricci
Beatrice Conforti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 160
Leonardo Ricci, intellettuale poliedrico e tra i maggiori architetti italiani del secondo Novecento, immaginava gli ambienti come spazi continui e costantemente connessi, così come i gesti che un uomo compie attraversando la propria casa. Un’architettura, come lui stesso la descriveva, fatta di spazi non semplicemente separati tramite muri, o che nascono dall’alternanza di pieni e vuoti, ma “rivelatori di densità differenti”. Intento del volume è quello di ordinare nel modo più coerente possibile gli scritti, gli articoli e le personali intuizioni dell’architetto per poi ritrovarne il significato espresso nella rilettura di alcune opere da lui progettate. Ne emerge un percorso che inizia con la pittura e termina con la critica ai temi sociali dell’architettura, in cui si è costantemente guidati da un filo conduttore che lega l’arte, l’abitare spontaneo e il costruire un nuovo tipo di spazio per gli uomini della Città-Terra.
Le forme dell'intensità. Reinterpretare la densità urbana per lo spazio abitativo contemporaneo
Flavia Magliacani
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 160
In ambito architettonico, nel corso degli ultimi trent’anni la nozione di “densità” è stata oggetto di un rinnovato interesse, soprattutto alla luce della crescente consapevolezza ecologica che ha imposto una profonda revisione di pratiche e approcci al progetto dello spazio urbano. Affermando la salvaguardia del territorio come un nuovo imperativo categorico, una vasta letteratura sulla dispersione urbana ha portato a intravedere nel ritorno alla città densa e compatta la migliore strategia per costruire un futuro abitativo maggiormente sostenibile. Al contempo si è diffuso un sentimento di “nostalgia verso la sola forma della città perduta” che rivela una certa parzialità di analisi e rigidi dualismi interpretativi (città-campagna, centro-periferia, urbano-periurbano). Tale impostazione disciplinare corre infatti il rischio di banalizzare la reale complessità dei sistemi territoriali offuscando la dimensione contestuale dello sviluppo urbano. In quest’ottica, il volume propone un diverso approccio alla lettura e al progetto dello spazio abitativo con l’obiettivo di ridefinire strumenti analitico-progettuali che sappiano descrivere e interpretare le diverse forme di densità che caratterizzano la condizione contemporanea. Passando da una concezione statica e quantitativa della densità a una concezione più dinamica – incentrata sulla qualità delle relazioni tra le componenti dello spazio urbano – si propone così uno slittamento semantico e concettuale verso la nozione di “intensità”.
Racconti dei mari del sud
Jack London
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 240
Questi racconti (South Sea Tales, 1911) sono basati sui ricordi di Jack London quando era mozzo di nave sul finire dell’Ottocento tra le isole e gli innumerevoli atolli sparsi per il Sud Pacifico: le Salomone, le Figi, Paumotu, Le Nuove Ebridi, Tahiti, e anche Pitcairn, l’isola dove si erano rifugiati gli ammutinati del famoso Bounty. È una Melanesia ancora mezza selvaggia, ancora abitata qui e là da cannibali e cacciatori di teste, percorsa dai bianchi occidentali per i loro accaniti e inevitabili traffici. Sono storie spesso crudeli e sanguinarie, di brutale spietatezza, ritratti schietti e impietosi di mercanti e avventurieri che circolavano sotto l’ardente sole dei tropici. Ma c’è pure ammirazione per certi tratti caratteriali degli indigeni, come la pazienza, il desiderio in alcuni instancabile di libertà, la fedeltà all’amicizia. Naturalmente il modo di parlare (mantenuto nella traduzione), il modo di nominare e giudicare gli indigeni è quello dell’epoca coloniale, un gergo che oggi sarebbe di sicuro ritenuto inaccettabile.
Artpod. Ascolti d'arte-Art for the ears
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 200
Le opere d’arte della Collezione Maramotti raccontate dagli autori di «doppiozero» e interpretate dagli attori del Teatro delle Albe.
Discordances, dissonances, dissemblances. La prose entre arts et sciences au XXIème siècle
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 160
GRAB Roma. Progetto per il Grande raccordo anulare delle biciclette
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 192
La mobilità sostenibile è una delle sfide più importanti per le aree metropolitane. Uno dei principali obiettivi del millennio delle Nazioni Unite che, entro il 2030, prevede il massiccio incremento del trasporto sostenibile per ridurre tutte le forme di inquinamento legate al traffico autoveicolare tradizionale. Roma, da questo punto di vista, è una città con molti problemi da risolvere, una città soffocata dal traffico delle auto private. Il GRAB, la nuova ciclovia di Roma, assume in questo quadro una speciale rilevanza culturale e simbolica. Il GRAB è un progetto plurale, nato e cresciuto dal basso, che ha preso forma con il passare degli anni radicandosi nel cuore della città. Il GRAB è un filo di Arianna capace di connettere spazi profondamente differenti tra loro, dal Colosseo alle borgate storiche, oggi rinnovate e vitali, dall’Appia Antica alla Prenestina, dalle riserve naturali lungo l’Aniene a Villa Borghese, adattandosi ai contesti attraversati senza smarrire la sua funzione di “guida”. Il GRAB è una linea magica, capace di riqualificare le aree degradate che lambisce, e di valorizzare quelle sottoutilizzate rispetto alle loro potenzialità. Il GRAB infine è un’infrastruttura plurale rispetto ai suoi utenti: i turisti di Roma, che avranno finalmente la possibilità di raggiungere a piedi o in bicicletta gli straordinari siti storico-archeologici e gli abitanti di Roma, che potranno scoprire parti sconosciute della loro città facendo una salutare attività fisica. Il GRAB è uno spazio plurale, immaginato per tenere insieme le differenze.
Patologie
Antonella Moscati
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 204
Crescere tra discorsi medici, nomi e sintomi di malattie improbabili e desuete o ancora quasi sconosciute, con il costante timore della loro potenziale incurabilità tranne che in un caso: la bella angina dalle placche bianche curata con gli ancora giovani antibiotici. Nasce così il racconto autobiografico e umoristico della più giovane delle quattro figlie di una famiglia napoletana su cui aleggia la figura di un lontano prozio medico e santo. Sotto lo sguardo di un padre ipocondriaco, che ha compiuto i suoi studi di medicina fra le due guerre, e di una madre vitale, ottimista e molto ansiosa, le esperienze e le nozioni mediche e terapeutiche, le diagnosi improvvisate e le disquisizioni sui vaccini diventano parte essenziale del vissuto infantile e del lessico famigliare, tessendo una fitta rete alla quale è impossibile sfuggire, e che una scrittura eccessiva e dissacrante riesce a cogliere in tutta la sua teatrale comicità.
Manualetto per la prossima vita
Ermanno Cavazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 256
Questo libricino dà le istruzioni (se per caso si torna al mondo una seconda o terza volta) per non cadere negli stessi errori, nelle stesse ingenuità e credenze illusorie che di norma finora ci hanno sempre accompagnato. Se uno potesse portarselo dietro nella successiva puntata ne sarebbe di sicuro avvantaggiato, sempre se la puntata prossima ci sarà davvero. Il libro mette in guardia su una serie di cose a cui non si pensa: ed esempio come riconoscere l’aspetto elusivo e rimodernato del diavolo; se può essere un vantaggio sapere la data di morte; se non è meglio per la bilancia economica evitare di fare miracoli; i morti bisbigliano incessantemente attorno a noi; gli extraterrestri non potrebbero anche loro essere dei truffatori? e questa mania di fare foto non aumenterà la confusione il giorno del Giudizio? eccetera eccetera.
A prezzo di parole
Amedeo Giacomini
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 264
I due libri di Amedeo Giacomini, qui raccolti insieme a un’importante silloge di poesie inedite, rappresentano, Presumût unviâr per la poesia e L’arte di andar per uccelli col vischio per la prosa, due vertici della letteratura del Novecento. Nel primo, Giacomini, certamente il massimo poeta friulano della sua generazione, ci ha lasciato «lo splendido canzoniere della senilità presagita» (Isella), una sorta di appassionata resa dei conti di una vita con se stessa, in cui il tempo dell’uomo e quello della natura sembrano intrecciarsi e sospendersi a vicenda. Nel secondo, L’arte di andar per uccelli col vischio – che evoca nel titolo e nelle illustrazioni il prezioso trattato medievale di Federico II su L’arte di cacciare gli uccelli col falco – è la lingua italiana a esibire la sua immanente contemporaneità con tutti i suoi tempi, in una prosa che, per ricchezza e originalità, può reggere al paragone con quella delle Operette morali leopardiane, che Giacomini evoca esplicitamente nell’esergo. Prefazione di Giorgio Agamben. Con una nota di Matteo Vercesi. Notizia biografica di Ivan Crico.
Cimarrón. Biografia di uno schiavo fuggiasco
Miguel Barnet
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 240
Esteban Montejo è un cimarrón, un ex schiavo fuggiasco che per diversi anni, fino all’abolizione della schiavitù a Cuba, ha vissuto in clandestinità nascosto tra le montagne. Quando lo scrittore ed etnologo Miguel Barnet lo conosce, nel 1963, Esteban ha centoquattro anni. È un uomo acuto, caparbio e orgoglioso, dai ricordi estremamente vividi. Questo libro nasce da mesi di registrazioni su nastro delle conversazioni che i due ebbero alla Casa del Veterano dell’Avana: un documento unico che ci consegna un punto di vista indigeno sulla schiavitù e sulla storia cubana, fino alla guerra d’indipendenza dalla Spagna e agli anni del protettorato statunitense. Barnet restituisce intatto l’espressivo linguaggio del cimarrón, componendo un romanzo testimoniale di profonda poesia e, al contempo, un resoconto etnografico di eccezionale valore. Le parole di Montejo ci conducono nel cuore dell’ingenio, la piantagione di zucchero dove lo schiavo, privato del diritto al proprio corpo, è tenuto in una condizione di «ferita permanente». Prefazione di Italo Calvino.
Pietre di pane. Un'antropologia del restare
Vito Teti
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 224
Nulla più dell’idea del «restare» potrebbe apparire estraneo alla storia del sapere etnografico. Restare sembra l’antitesi del viaggiare, del mettersi in discussione, della disponibilità al disordine, alla scoperta, all’incontro. Ma davvero l’idea e la pratica del restare sono inconciliabili con l’esperienza antropologica? E, soprattutto, è possibile pensare un viaggiare separatamente dall’esperienza del restare, e davvero il restare va accostato all’immobilità, alla scelta di non incontrare l’alterità e di non fare i conti con la propria ombra, il proprio doppio? Restare è difendere un appaesamento o esiste anche una maniera spaesante di restare che, a volte, può risultare più scioccante del viaggiare? L’avventura del restare – la fatica, l’asprezza, la bellezza, l’etica della «restanza» – non è meno decisiva e fondante dell’avventura del viaggiare. Le due avventure sono complementari, vanno colte e narrate insieme. Restare, allora, non è stata, per tanti, una scorciatoia, un atto di pigrizia, una scelta di comodità; restare è stata un’avventura, un atto di incoscienza e, forse, di prodezza, una fatica e un dolore. Senza enfasi, ma restare è la forma estrema del viaggiare. Attraverso racconti, memorie, note di viaggio e riflessioni, che si fondono in un romanzo antropologico ambientato tra la Calabria e il Canada, Vito Teti ricostruisce la complessità della «restanza», senza nessun cedimento a un’estetica dell’immobilismo e con una sofferta interrogazione sul senso dell’erranza nell’epoca della modernizzazione globale.

