Sellerio Editore Palermo
Ferragosto in giallo
Andrea Camilleri, Gian Mauro Costa, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 288
Le antologie a tema della casa editrice sono nate nel 2011 come un vero e proprio esperimento da officina editoriale e letteraria che ancora continua con immutato successo: gli scrittori di gialli Sellerio sono invitati a scrivere dei racconti in cui i loro protagonisti seriali si muovono all'interno di una gabbia temporale o tematica definita e di volta in volta sempre diversa. L'intento è duplice, dotare di una sostanza sempre più umana il personaggio letterario, e fornire al lettore la possibilità di spingersi con la fantasia insieme a lui dentro circostanze comuni, giornate codificate, come possono essere le festività. Così, in questa collezione di racconti, il commissario Montalbano, la banda del BarLume, il vicequestore Rocco Schiavone, gli inquilini della Casa di ringhiera, l'elettrotecnico Baiamonte e i detective spagnoli Petra Delicado e Fermín Garzón, cercano di trascorrere nel migliore dei modi il loro giorno di Ferragosto, ma inciampano in imbrogli e delitti che, oltre al mistero immancabile, tendono a mettere in crisi gli stili di vita e le concezioni del mondo.
Il più grande mistero di Morse e altre storie
Colin Dexter
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 224
L'ispettore Morse capo della Thames Valley Police di Oxford è il celebre personaggio della serie creata da Colin Dexter, di cui questa casa editrice ha pubblicato tutti i romanzi. Questi racconti, scritti sulla scia della popolarità raggiunta dal personaggio (echeggiata anche dai molti telefilm), ampliano e precisano la conoscenza di lui. Morse infatti è ritratto nelle varie manifestazioni di quella originalità di acume e di carattere che lo pone tra gli indimenticabili indagatori del giallo stile britannico. Due racconti hanno l'ampiezza di un romanzo breve: il tentativo, che fallisce miseramente, di incastrare un poveraccio, con Morse che osserva sardonico; l'indagine su un omicidio, dalla verità sigillata nelle frasi di un racconto nel racconto. Gli altri mostrano diversi lati dell'ispettore, mentre la sua genialità improvvisa e il suo modo scorbutico di affidarsi al sergente-ombra affrontano affari polizieschi: una imbarazzante debolezza dell'ispettore e quello che provoca; la signora scomparsa cinquanta anni prima; un ladro falso gentiluomo; una telefonata assassina. Sono veloci costruzioni di misteri in cui si esercita in concentrato la capacità di Colin Dexter di imbrogliare intrecci e di scioglierli, da massimo autore attuale di polizieschi classici. E la sua ironia spesso prende a bersaglio lo stesso suo detective, il quale ogni tanto si affeziona, per capriccio o per amor di logica, a delle linee di indagine sbagliate. Un talento ideativo e creativo il cui segreto, e la cui parentela con l'enigmistica, Marco Malvaldi svela, con un'acuta analisi molto divertente, nella sua Nota al libro.
L'educazione sentimentale di Eugenio Licitra
Francesco Recami
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 312
C'è stato un furto a Firenze, in via IX Febbraio. Refurtiva: mezza salsiccia arrotolata e un pezzo di pecorino. Erano in frigo e il ladro ha dovuto scassinare un lucchetto. Il bottino non è roba da ridere, in una casa di studenti dove si mangiano spaghetti aglio olio e peperoncino praticamente tutti i giorni. In città infuriano le lotte studentesche del 1977. Un abitante dell'appartamento in questione è stato selvaggiamente attaccato dalla canaglia fascista. Per i militanti dei gruppi di ultra sinistra si alza il livello dello scontro. In quella casa abita anche Eugenio Licitra, detto il Ragazzo, uno studente fuori sede iscritto al primo anno di Filosofia. Viene dalla lontanissima Ragusa, e ha la testa da un'altra parte. Pensa alle donne e all'amore, si accanisce sulla differenza fra concetti astratti e concetti concreti. Con due dei suoi conviventi stringe amicizia: sono Loriano, detto Loris, romagnolo, il cui unico interesse (oltre al genere femminile in generale) è l'elaborazione della sua FIAT Seicento Abarth. L'altro è il Saggio, corpulento studente di Medicina, stalinista e taciturno. E poi c'è il quarto inquilino, D., la vittima dell'assalto, militante di Lotta Continua, iscritto a Architettura. Ma non sta simpatico a nessuno. Il Ragazzo, Loris e il Saggio diventeranno un terzetto di eroi picareschi pronti a tutto: disquisire di Taxi Driver, salvare una ragazza in fuga dai suoi aguzzini, persino sfidare a duello con l'utilitaria truccata e potenziata una macchina simbolo degli anni Settanta: l'Alfasud. Questo romanzo-sarabanda gode di ospiti d'eccezione: da Martin Scorsese a Jean-Paul Sartre, da Wim Wenders a György Lukács, da Gramsci a Niki Lauda, senza trascurare il giovane Carlo Marx, Hegel, Wittgenstein, Freud e Massimo Cacciari. Sull'onda dei suoi personaggi e di questi autori L'educazione sentimentale di Eugenio Licitra è un'opera travolgente e felicemente indecifrabile: come gli anni Settanta.
Grida
Xun Lu
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 280
Con lo scrittore Lu Xun (1881-1936) inizia, nei primi del Novecento, la letteratura cinese moderna. Autore di opere narrative e in più scritte nella «lingua piana», più comunemente parlata («il fondatore della lingua cinese moderna», lo presentava Dario Fo), completava, grazie a queste sue decisive innovazioni, due rivoluzioni nella tradizione. Nel Celeste Impero solo le opere poetiche avevano le doti per essere considerate vera letteratura, mentre ne era esclusa la narrativa, e per di più dovevano essere composte in lingua letteraria, cioè aulica, artificiale, poco comprensibile a chi era fuori dalle élite. Questa spinta al cambiamento è spesso evidente nelle situazioni e nei personaggi dei suoi racconti, che per lo più parlano di storie piccole, quotidiane, che dipingono in modo vivacissimo la vera vita nei villaggi e nei quartieri delle persone vere, incastrate nelle ironie, o nei paradossi, o nelle tragedie della loro esistenza. In uno stile ondeggiante tra il satirico e il grottesco. Opere che fra l'altro in generale mostrano la forza universale del genere racconto, capace di trasmettere in un lampo di immediatezza la colorazione emotiva di una condizione, per quanto lontana. Di farla sentire. Lu Xun fu introdotto in Italia fin dalla metà del secolo scorso, con rare anteprime precedenti. Interessava la varietà del suo lavoro, dal saggio al racconto; e probabilmente attirava che l'autore rappresentasse contemporaneamente due aspetti, gli sforzi di un enorme paese per entrare nella modernità e il peso e le permanenze di una civiltà antichissima e ammirevole. "Grida" è il primo dei tre volumi dell'edizione completa dei suoi racconti, in una nuova traduzione originale. Scrive nella Postfazione Nicoletta Pesaro che ha curato il volume: «Ma l'intuizione e la genialità dello scrittore, sicuramente il più significativo e influente di tutto il secolo scorso in Cina, non si manifestano soltanto nell'aver promosso la narrativa nel sistema letterario cinese; la forza e la passione riformista e rivoluzionaria, una straordinaria e suggestiva potenza artistica, il dualismo fra tradizione e modernità così come lo scarto tra volontà illuministica dell'intellettuale e la pessimistica constatazione dell'inerzia del popolo contadino, uno stile, infine, irregolare e a tratti spigoloso che coglie spunti sia dall'esperienza del racconto russo e dell'est europeo sia dalla tradizione lirica cinese: tutti questi elementi rendono irripetibile e artisticamente eccezionale la sua narrativa».
Nightmare alley
William Lindsay Gresham
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 488
Pubblicato nel 1946 questo romanzo è «una tipica storia noir» (Tommaso Pincio nella Postfazione) di «un tempo spesso ricordato per certi racconti di James M. Cain e di Cornell Woolrich ma il cui malessere ha trovato proprio in Nightmare Alley il suo ritratto più esemplare». L'autore, William Lindsay Gresham, una vita non meno tormentata dei suoi personaggi, prese spunto da un caso vero, appreso durante la Guerra civile spagnola dove aveva combattuto da repubblicano. L'esistenza del Geek, il Mangiabestie, un poveraccio costretto dalla miseria materiale e morale in cui si era ridotto a esibirsi nei baracconi delle fiere di paese come divoratore di animali vivi. Così il Geek è l'anima segreta, la parabola dentro la trama di questo libro, che descrive l'ascesa di un uomo arrivista e spietato che scopre che chi padroneggia la paura degli altri e i loro incubi li domina. Stan, giovane e con un passato triste, lavora in un luna park ambulante, la «Compagnia Ackerman-Zorbaugh e i suoi mostri». Ben presto, per il suo arrivismo commette crudeltà e delitti e impara a perfezione il mestiere di lettore del pensiero, facendo della capacità di manipolazione un'arma micidiale. E non si ferma qui: ambizioso e spericolato riesce a diventare il Grande Stanton invitato in ambienti sempre più elevati dove sviluppa pseudo occultismi sempre più manierati. In fondo il suo sogno era il potere completo sui destini, prima di tutto il suo destino. Nightmare Alley crea un personaggio faustiano come Stan, disposto a vendere l'anima pur di sapere e potere, ma lo immerge nella vita dei freak e degli illusionisti con le loro tecniche di sofisticata psicologia empirica; e lo sospinge in una folla di «polli e gonzi» e di disperati, privilegiati o morti di fame, desiderosi soltanto di essere illusi. La fine che attende la sua traiettoria, getta tutta la vicenda di Stan in una luce di ambiguità, di amarezza, di pericolo tanto da rendere la sua opera paragonabile alla letteratura dell'assurdo della condizione umana.
Vecchie conoscenze
Antonio Manzini
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 416
Rocco Schiavone indaga sull'omicidio di una professoressa in pensione. E intanto l'ombra del passato si fa pressante: la pena per Sebastiano, l'amico fraterno che non ha mai smesso di dare la caccia a Enzo Baiocchi, che gli ha assassinato la moglie, lo rende inquieto e gli ruba il sonno. Antonio Manzini continua il suo romanzo sul vicequestore scontroso, malinconico, ruvido e pieno di contraddizioni che i lettori ormai conoscono e apprezzano; lo fa con una capacità di invenzione e con una passione per il personaggio, per tutti i personaggi, che difficilmente possiamo riscontrare in altri scrittori di oggi.
Una spia tra le righe
Salvatore Silvano Nigro
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 364
"Una spia tra le righe" è titolo che rimanda a una vera spia internazionale, ad Antonio Pérez segretario del re di Spagna Filippo II: al suo romanzo barocco, alla sua storia più volte raccontata tra intrighi evidenti e occultamenti sottaciuti. Ma è anche una traccia retorica nell'intera narrazione del libro. I racconti critici qui compresi sono infatti tra loro legati da un'idea conseguente che ha nei saggi e nei trattatelli narrativi di Giorgio Manganelli la sua suggestione massima: là dove le pagine letterarie vengono sottratte alla loro piattitudine tipografica e consegnate a una stratigrafia a più dimensioni nella quale leggere ciò che sta «oltre», «accanto», «attorno», «dietro», per potervi precipitare dentro. Ed è una narrazione lunga, questa del libro, che prende le mosse dal quattrocentesco prospettivismo geometrico e dalla precisione matematica applicati alla «follia», per attraversare le gore secentesche, e risalire lungo l'Ottocento e il Novecento per strade inedite o poco battute. Fra una notevole varietà di protagonisti come Soldati, Sciascia, Bonaviri, Consolo, Camilleri, abitano il libro un grande architetto e mago degli abissi psichici, che vuole «lo 'ncerto altrui mostrar visibile», i segretari barocchi che si convincono della necessità del tradimento, l'iniziatore del romanzo italiano che si ingegna con la narrativa seisettecentesca e collabora con l'illustratore del suo capolavoro, un padre della patria che, «minchionando, minchionato», si fa falsario, una ostinata zitella siciliana che, tra Verga e Capuana, inscena un femminismo convinto e provocatorio, un prete canadese che fa scoprire alla Yourcenar l'opera di Tomasi di Lampedusa per poi infrattarsi in un romanzo di Maria Bellonci accanto a Isabella d'Este e a Matteo Bandello novelliere del Rinascimento, un poeta in piazza che si rinnova inseguendo il giudizio competente di Pasolini, un ritrattista che disegna come altri scrivono e narrano. I racconti critici sono brevi e densi. E sono concepiti come capitoli di un libro unico; come soste di una passeggiata letteraria di ampio perimetro, programmata ma non priva di incontri inaspettati come quello riguardante Cervantes morente che predispone la restituzione all'Italia del Settecento e dell'Ottocento di un episodio della grande novellistica italiana del Cinquecento.
Il rogo della Repubblica
Andrea Molesini
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 344
Nel 1480, in un piccolo paese del trevigiano, un bambino sparisce nel nulla. L'archisinagogo Servadio e altri due ebrei vengono accusati di averlo ucciso per impastare col suo sangue le focaccine pasquali. Torturati e condannati a morte per infanticidio rituale, fanno ricorso e il processo si riapre davanti al Senato di Venezia. Boris da Candia, spia della Repubblica di San Marco, uomo di «inganno e di rapina», avventuriero levantino e violento, ma anche colto umanista, è investito di una missione segreta. Venezia è appena uscita da una guerra contro i turchi e dalla peste. Il malcontento si diffonde. Il francescano Bernardino da Feltre, con le sue prediche infuocate, fomenta nel popolo l'odio contro gli ebrei, perché il suo ordine religioso vuole sostituire i loro banchi dei pegni con quelli del Monte di Pietà. Il doge Giovanni Mocenigo, per motivi economici e di ordine pubblico, emana una bolla che proclama la tolleranza e impone il rispetto degli ebrei, cittadini laboriosi e fedeli alla legge, ma ciò non basta a moderare il livore plebeo istigato dal feroce predicatore. Boris da Candia, un Corto Maltese arguto e a tratti brutale, che frequenta palazzi e bordelli, nel corso delle sue indagini incrocia una maga, donna dalle grazie misteriose, che gli rivela particolari ignoti a tutti: «Il dettaglio è il crocevia dove il visibile e l'invisibile s'incontrano». Giovanni, un monello di strada, lo aiuta a districarsi. Ma è il dialogo con Servadio quello che lo segna più di ogni altro, perché l'archisinagogo, sapiente e mite, si rivela uomo di tale travolgente spiritualità da far vacillare il miscredente avventuriero, e questo genera in Boris una inaspettata sete di giustizia: «I popoli, non sapendo fare forte il giusto, chiamano giusto il forte». Ma che spazio hanno le ragioni dello spirito nella cieca inerzia della Storia? La scrittura musicale di Andrea Molesini scolpisce con maestria l'amara intensità emotiva della vicenda. Boris è un personaggio che scopre di essere, a dispetto del proprio passato, la porta che mette in comunicazione due mondi, la commedia e la tragedia, che si intrecciano e fondono nel sempiterno spettacolo dell'azione, dove da sempre il male pubblico giunge alla casa di ognuno.
Poeta cileno
Alejandro Zambra
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 448
Gonzalo e Carla, fidanzati da adolescenti, hanno scoperto assieme le gioie e i dolori del sesso. Anni dopo quella storia finita male, la scintilla sembra accendersi di nuovo. Insieme danno vita a una famiglia composita che accoglie anche Vicente, il figlio che Carla ha avuto da una precedente relazione, e che resterà unita finché Gonzalo non accetterà una borsa di studio presso una università di New York. Le loro strade si incontreranno ancora in un finale pieno di speranza, che sa essere realistico e felice. Alejandro Zambra torna al romanzo con il suo libro più ironico e originale, capace di misurare con comicissima serietà la temperatura sentimentale dei nostri tempi.
La pensione Eva
Andrea Camilleri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 224
All'inizio è tutto un gioco innocente dell'immaginazione. Nenè ha undici anni. La cugina Angela ne ha tredici. Sperimentano insieme le prurigini di una recita a turno, ora da medico ora da infermiera. Interviene il confessore a rivelare a Nenè l'impudicizia del peccato. Il racconto è di una levità che non porta scandalo ai sensi. E prepara da lontano, mitologicamente, dopo la verifica a quattordici anni del corpo nudo dell'Angelica ariostesca illustrato da Doré su quello palpabile di Angela, l'«imbarco» di Nenè per Citera: per l'isola di Afrodite, dea della sensualità. Lo svezzamento, la «prima crociera», è opera di una vedova. Questa carta di navigazione, questa progressiva iniziazione sessuale, porta Nenè a baciare finalmente «la terra promissa». Nonostante non abbia ancora compiuto i diciotto anni, con uno stratagemma, lui, insieme a due compagni di liceo, nel 1942, mentre infuria la guerra, è ammesso a frequentare per un giorno la settimana, di lunedì che è giorno di riposo e di chiusura al pubblico, la Pensione Eva: una villetta, una casa di piacere. La Pensione Eva sorge a Vigàta in un luogo archeologicamente mitico, là dove in tempi lontani si erano succeduti un tempio greco, un tempio romano, una «chiesuzza per i marinari e i navicanti». E da questo «loco eletto» un giorno le ospiti della Pensione salgono a bordo (a loro volta, fuor di metafora e come in controcanto) di una nave militare tedesca per portare consolazione, conforto e caritatevole lenimento contro l'«orrore», ai soldati talmente sconciati dalle ferite che le dame in divisa fascista, prese dallo «scuncertu», si sono rifiutate di visitare. Nascono storie d'amore nella Pensione, che è una finestra aperta sul mondo. Fa «capire qualichi cosa di lu munnu». Educa alla vita. Ed è piacevolmente visitata da una prodigalità di racconti stupefacenti: visionari talvolta, e anche ilaro-cavallereschi su base ariostesca o comunque toccati dalla corda pazza. I racconti germinano prodigiosi, ingolosiscono, e sono subito incorporati nella costruzione del romanzo. Arriva il 1943. Sbarcano gli alleati. La Pensione Eva è ridotta a un mucchio di macerie. Nenè è in compagnia dell'amico Ciccio. I due si accomodano in mezzo ai detriti. Nenè chiede a Ciccio una sigaretta, che è la prima della sua vita. Sta festeggiando i suoi diciott'anni. Chiude così una stagione, con un nuovo rito di passaggio. La Pensione Eva è un amarcord: «una vacanza narrativa», che Camilleri ha regalato a se stesso e ai propri lettori «nell'imminenza» dei suoi «ottanta anni».
Io non ci volevo venire
Roberto Alajmo
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 320
Da piccolo era stato uno di quei bambini goffi, tardi, vittime un po' volontarie, che i compagni di calcetto mettono ogni volta a giocare in porta. Da adulto, Giovanni Di Dio, per tutti Giovà, non è cambiato poi molto: sovrappeso, per nulla svelto, prematuramente fallito a scuola. Per non vederlo dormire tutto il giorno, cosa che lui sa fare meglio di ogni altra, la madre gli ha trovato un posto come guardia giurata. Per ottenerlo, la signora Antonietta si è rivolta allo Zzu. Uomo di gran conto nel quartiere, che dal terrazzino del suo minuscolo bar domina su tutto e tutti, con modalità che in zona ognuno sa e nessuno dice. Trent'anni dopo Giovà viene convocato per ricevere uno strano incarico, totalmente al di sopra delle sue forze. È sparita una bella ragazza, Agostina Giordano. I carabinieri la cercano, ma delle loro indagini non si sa nulla. La cosa incredibile è che non ne sappia niente nemmeno lo Zzu che, per svelare il mistero, è costretto a rivolgersi a quella cosa inutile di Giovà. Un'indagine parallela e riservata, condotta da un incompetente che non riuscirebbe a cavarsela senza una specie di comitato investigativo composto da tutte donne che, specialiste nello smistamento di voci raccolte in giro, fanno luce nella direzione in cui Giovà deve guardare. Il risultato è però che l'investigatore riluttante di questo anomalo poliziesco finisce per affrontare un'alternativa che mette a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. L'azione si svolge nella borgata palermitana di Partanna, attaccata come gemella siamese alla più rinomata e opulenta Mondello. Questa sul mare, l'altra ai piedi di una montagna, separate da un confine impercettibile eppure abissale. La prosa, dialettale solo per le spezie dei dialoghi, è divertente e ironica, in grado di restituire l'allusività e il senso multiforme delle conversazioni in Sicilia. L'autore ne rappresenta tutti i codici di comunicazione, compresa la prossemica di chi parla. È una specie di danza: avvicinarsi, allontanarsi, farsi sotto, restare in disparte. Roberto Alajmo ha scritto un mystery comico e grottesco, al centro del quale emergono due tematiche molto siciliane: il millenario contrasto che qui regna tra verità e giustizia, e la piaga del vecchio che sempre si aggrappa al nuovo per imprigionarlo e modellarlo. Quasi un tributo a quella che Sciascia chiamava «verità letteraria».
La breve passeggiata
Alberto Vigevani
Libro: Copertina morbida
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2021
pagine: 136
Un romanzo breve, lirico, delicato e commovente, intenso e lieve al tempo stesso. La testimonianza autobiografica di un destino drammatico e doloroso travolto dalle leggi razziali. Un vecchio baule «allarga attorno a sé un alone di ricordi». Era stato il grosso regalo di nozze degli zii Jole e Giorgetto. Lei massiccia lamentosa ed estroversa, lui minuto timido e arguto: una coppia teneramente comica, con tutte le caratteristiche di chi non aspira a nessuna grandezza. Ma «l'avventura incredibile di Giorgetto», quello che fece per la sua Jole poco prima di finire entrambi ad Auschwitz, fu il bel gesto di un eroe commovente e segreto: «in quei minuti visse una vita che niente aveva a che fare con la precedente». I libri di Alberto Vigevani (1918-99) hanno atmosfere di memorie, ma in essi non c'è niente di egocentrico: al contrario sanno esprimere momenti dell'esistenza, proprio come «un poeta che ha scritto romanzi» (Lalla Romano).

