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UTET

Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani

Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani

Giovanni De Luna

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 336

«Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della storia del cinema italiano. La trama, in teoria, dovrebbe ricostruire l’epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l’estetica orientaleggiante e liberty dell’epoca, con tanto di Gabriele D’Annunzio alla sceneggiatura, racconta facilmente in controluce il presente di quell’Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Di fronte a Cabiria, spiega Giovanni De Luna, lo storico finisce per «aggirarsi tra quelle immense scenografie, fiutando non l’aria del III secolo a.C. ma quella carica di odori e di miasmi pestiferi del primo Novecento, di quella incredibile e paradossale stagione in cui stava finendo l’Ottocento e fragorosamente e maledettamente stava nascendo il terrificante XX secolo». Parte da qui il percorso affascinante di uno storico che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, in un’inedita lettura del modo in cui il cinema, specchio di un presente in procinto di farsi storia, ha contribuito a “fare gli italiani”: l’immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale di La classe operaia va in paradiso, ma anche l’edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. Ma non solo, perché in molti casi proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: per ogni Cabiria ci sono stati moltissimi La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù… Mescolando alto e basso senza timore, e con qualche sortita nel cinema straniero, Giovanni De Luna ricostruisce la storia del nostro paese per come l’abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.
16,00 €

I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991

I russi sono matti. Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991

Paolo Nori

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 224

Quando per un viaggio organizzato si ritrova nel ruolo insolito di guida tra le strade di San Pietroburgo, Paolo Nori scopre che i turisti sono più interessati a visitare la casa dove nella finzione abitava il protagonista di "Delitto e castigo" che non la sede della polizia dove Dostoevskij fu nella realtà processato. E d'altra parte è per noi più reale Anna Karenina delle sue contemporanee in carne e ossa, perché come diceva Sklovskij: «Quello che c'è scritto in Anna Karenina è più vero di quel che scrivono sui giornali e nelle enciclopedie». Così, dopo quarant'anni di frequentazione, tra libri letti, amati e tradotti, Nori scrive il suo "Corso sintetico di letteratura russa", che di accademico ovviamente non ha nulla. Esilarante e rocambolesco, sbilenco e a suo modo intimo, passa in rassegna le idiosincrasie e il genio dei grandi autori: da Puskin che per primo e forse per caso abbandona l'aristocratico francese per scrivere «nella lingua dei servi della gleba», creando di fatto il romanzo russo, a Erofeev che in piena dissoluzione dell'Urss riempie di bestemmie un capitolo del suo Mosca-Petuski, mettendo però cortesemente in guardia le lettrici; da Tolstoj che in una lettera dice di non poterne più di scrivere «la noiosa, la triviale Anna Karenina» a Dostoevskij che si considera «un uomo felice che non ha l'aria contenta»; da Gogol' che dopo ogni (supposto) fiasco fugge all'estero fino a Brodskij che si fa dettare dall'agente del Kgb il motivo della sua stessa richiesta di espatrio. Eppure se anche davvero "I russi sono matti", hanno creato in appena due secoli una delle più grandi letterature mai esistite, capace di cogliere l'umorismo tragico dell'esistenza e di togliere l'"imballaggio" alle parole, restituendo loro tutta la forza poetica perduta nell'uso, di cogliere l'intraducibile byt (diciamo per semplicità: la vita) nel suo farsi, di costruire romanzi pieni, come diceva un detrattore di Puskin, di «scenette insignificanti da vite insignificanti», ma che forse proprio per questo ancora oggi ci sembrano più veri del vero.
15,00 €

Mitologia sumerica

Mitologia sumerica

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 576

Nei giorni antichi, agli albori del mondo, erano gli dèi a provvedere al proprio sostentamento, affaticandosi con il canestro, schiavi di un duro lavoro. Ma le loro lamentele giunsero presto alle orecchie del dio Enki, che decise di alleviare le loro pene generando l’uomo, un essere fatto di creta e di spirito divino da assoggettare alla corvée. Così i Sumeri cercarono per primi di spiegare per iscritto l’origine dell’umanità e del mondo, attraverso una narrazione mitologica che consacra le gesta di un pantheon alquanto popolato e che rappresenta oggi la più antica forma di letteratura conosciuta. A fissare per la prima volta la sfera delle idee morali e delle credenze religiose sono la genesi del cosmo e degli stessi dèi a partire dall’eterno Mare primordiale, gli amori incestuosi e la sfrenata ambizione delle divinità minori per il potere, l’origine degli inferi, con le loro leggi ferree, e la creazione dell’uomo, germogliato come una pianta dal pavimento del tempio del dio. È infatti nella mitologia sumerica, nei suoi temi e nei suoi valori, che ha inizio la riflessione dell’uomo sul significato e sullo scopo della propria esistenza sulla Terra. Alcuni oggi credono che i miti altro non siano che allegorie del movimento di corpi celesti o di eventi storici, oppure ancora che gli dèi siano semplicemente l’antropomorfizzazione di forze naturali; certo è che questi testi, messi per iscritto solo attorno al 2000 a.C., costituiscono la più antica traccia della civilizzazione umana, nata nella “mezzaluna fertile” su cui un tempo sorgeva la città di Uruk, lì dove all’alba della nostra civiltà i Sumeri hanno inventato la prima forma di città, di Stato e di scrittura, segnando così l’inizio della Storia.
22,00 €

La clemenza-Apocolocyntosys-Epigrammi-Frammenti. Testo latino a fronte

La clemenza-Apocolocyntosys-Epigrammi-Frammenti. Testo latino a fronte

Lucio Anneo Seneca

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 848

Filosofo di vocazione e spinto alla politica dall’ambizione del provinciale, Seneca è stato il massimo esponente dello stoicismo romano, ma anche uno dei grandi protagonisti della vita pubblica nella Roma imperiale. Combattuto fra l’esigenza di partecipare alla vita politica e quella – tutta stoica – di astenersene, fece il suo ingresso a corte come precettore del giovane Nerone, che si apprestava a scalzare con l’inganno l’imperatore Claudio. Illudendosi che i propri insegnamenti potessero preservare il suo allievo dai pericoli di una monarchia macchiata dal sangue e dalla violenza, Seneca compose il De clementia con l’intento di esortare il nuovo principe all’uso della clemenza come strumento per guadagnarsi la fedeltà dei sudditi e mantenere la difesa e la sicurezza dello Stato, poiché solo un uomo di grande animo poteva esercitare con onestà un così grande potere. E sicuramente agli occhi di Seneca non doveva essersi distinto per grandezza d’animo l’ormai defunto Claudio, a cui invece era stato legato da un’ostilità così malcelata da volerne celebrare la morte con una feroce satira, intitolata Apocolocyntosis: qui il filosofo si fa beffe della sorte dello “zuccone” che, dopo essersi visto negare gli onori dell’Olimpo, viene relegato per l’eternità agli inferi, dove diventa cancelliere del suo stesso liberto. Completano infine questo volume gli Epigrammi, un mosaico poetico che delinea gli episodi salienti della vita del filosofo, e i Frammenti appartenuti a orazioni, epistole e altri testi ormai andati perduti, che insieme alle opere maggiori contribuiscono a ricostruire la complessa e sfaccettata natura di uno dei più raffinati intellettuali latini, capace di cogliere le contraddizioni dell’animo umano e fare della conoscenza uno strumento del proprio agire nel mondo.
24,00 €

Il diritto di andarsene. Filosofia e diritto del fine vita tra presente e futuro

Il diritto di andarsene. Filosofia e diritto del fine vita tra presente e futuro

Giovanni Fornero

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 336

Dj Fabo, Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Federico Carboni e tanti altri: puntualmente la cronaca e il grande lavoro degli attivisti arrivano a svegliarci dal torpore, ricordandoci l’urgenza di un tema ancora tabù in Italia, quello dell’eutanasia e del suicidio assistito. Per quanto i singoli casi emblematici catturino sul momento l’interesse del pubblico e degli studiosi, è difficile che il dibattito porti a una visione profonda e complessiva delle tematiche del fine vita. Anche perché la frontiera del discorso si sposta di continuo, includendo tematiche controverse ma estremamente attuali: per esempio, le questioni connesse alla stanchezza di vivere degli anziani e alle loro sofferenze, generate non solo da patologie di matrice fisica, ma anche vicissitudini di tipo esistenziale. Giovanni Fornero, filosofo ed esperto di questioni bioetiche, si immerge filosoficamente nel tema dell’autodisponibilità esistenziale: la facoltà di un individuo di disporre della propria vita comprende o meno anche Il diritto di andarsene? E fino a dove questo diritto può spingersi? A ben vedere, sono interrogativi di fondo della filosofia, che interessarono pensatori di tutte le epoche, da Seneca, difensore della possibilità di optare per la morte, a Hume – che in Sul suicidio riprese la dottrina di Seneca contrapponendosi alla tradizionale tesi di Kant secondo cui «ciascuno è tenuto a conservare se stesso». La riappropriazione completa della propria esistenza, e quindi anche della morte, fu poi teorizzata da Nietzsche: «Muori al momento giusto: così insegna Zarathustra». Muovendosi non solo su un piano etico e bioetico, ma anche giuridico e biogiuridico, "Il diritto di andarsene" ricostruisce il complesso dibattito sul tema in una ricerca interdisciplinare e documentata, e allo stesso tempo di grande chiarezza divulgativa. Nel dialogo tra etica e diritto, Fornero dimostra come alla base delle norme giuridiche che regolano la nostra società ci siano spesso principi filosofici, in un’idea della filosofia come attività intellettuale che deve occuparsi non solo del presente, ma anche e soprattutto del futuro. Prefazione di Marco Cappato.
22,00 €

L'acqua non ha memoria. Storia salvata del disastro del Vajont

L'acqua non ha memoria. Storia salvata del disastro del Vajont

Piero Ruzzante

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 304

È il 9 ottobre 1963. Sono le 22.39 quando una gigantesca frana di roccia si stacca dal monte Toc precipitando nel bacino idroelettrico che chiude il passaggio del torrente Vajont. L’acqua supera il limite di sicurezza dell’invaso travolgendo i paesi intorno al lago, e un’onda enorme scavalca la diga riversandosi nel fondo valle. Interi conglomerati urbani vengono spazzati via, quasi duemila persone perdono la vita. Grazie a una ricerca meticolosa e appassionata, Piero Ruzzante torna in quei luoghi a caccia della memoria ancora sepolta tra le macerie, recupera le voci dei superstiti, analizza le carte processuali, raccoglie documenti rimasti nascosti negli archivi, indaga la verità giudiziaria e civile costruendo una commovente Spoon River di testimonianze. Riemergono così le vicende personali e collettive della tragedia: la storia del carabiniere che si salvò grazie alla chiamata in servizio nel cuore della notte ma che vide la sua famiglia spazzata via, quelle degli operai, delle centraliniste, delle cuoche impegnate alla diga, degli ingegneri che analizzarono la fattibilità del progetto e se ne assunsero la responsabilità, di Tina Merlin e di quanti hanno caparbiamente ricercato la verità, dei geologi che per primi si accorsero del possibile pericolo, degli avvocati che hanno difeso l’Enel-Sade e dei legali di parte civile, fino alle storie degli sfollati che sotto le macerie di uno dei più grandi disastri nella storia d’Italia hanno perso tutto. A sessant’anni dall’esondazione, gli allarmi rimasti inascoltati riecheggiano nel presente come un monito ineluttabile: dobbiamo cominciare ad ascoltare e rispettare la terra che ci ospita, le conseguenze altrimenti saranno catastrofiche.
19,00 €

Mescalina. Storia globale della prima sostanza psichedelica

Mescalina. Storia globale della prima sostanza psichedelica

Mike Jay

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 336

Quando i conquistadores incontrarono il peyote in Messico, lo considerarono solo un’altra bizzarria tribale: le popolazioni andine estraevano dal piccolo cactus una sostanza che usavano per i rituali, scatenando visioni mistiche di comunione con la natura e gli antenati. Ci vollero secoli perché l’Occidente lo decodificasse a suo modo, chimicamente: nel 1897 Arthur Heffter isolò l’alcaloide responsabile delle capacità psicotrope e allucinatorie del peyote. Era nata la mescalina. Da quel momento, le strade di peyote e mescalina si dividono: il cactus diventerà il simbolo di una resistenza secolare delle culture indigene alla modernizzazione; l’alcaloide sedurrà con la sua forza esperienziale un manipolo di pionieri spericolati, desiderosi di espandere i confini della mente. Quando poi nel 1954 Aldous Huxley pubblica Le porte della percezione, accogliendo le masse nel regno terribile e meraviglioso del trip psichedelico, si compie una vera rivoluzione percettiva: mescalina e poi LSD trasformano velocemente la cultura giovanile, circolando nei raduni hippie, nei concerti rock oceanici e nei party della Swingin’ London per un decennio, fino alla messa al bando nel 1970. Ma le porte della percezione, una volta aperte, non si possono richiudere. Mike Jay traccia la prima completa storia globale della Mescalina, unendo botanica, farmacologia, etnografia, letteratura e neuroscienza. Con sapienza intreccia le molte vite di questa sostanza che sedusse artisti e mistici, come Aleister Crowley, Carlos Castaneda e Antonin Artaud, ma anche intellettuali pensosi come Walter Benjamin e Jean-Paul Sartre. Ormai mitizzata dalla cultura pop, negli anni è stata descritta da alcuni come un veleno, usata da altri come un farmaco, considerata uno stimolo per la creatività e il piacere, un mezzo spirituale per connettersi con Dio. Se l’Occidente ha provato a strumentalizzarla in ogni modo, non è però mai riuscito a definirne con certezza il funzionamento. Così questa storia si apre e si chiude con i suoi luoghi d’origine, dove il peyote non è limitato alle proprietà psichedeliche ma accolto nei suoi aspetti diversi e spesso imprevedibili: un’essenza divina dal carattere affascinante e indomabile.
22,00 €

Elisabetta. L'ultima regina

Elisabetta. L'ultima regina

Vittorio Sabadin

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 336

Nei settant’anni e 214 giorni del suo regno, Elisabetta II ha visto quindici primi ministri britannici, quattordici presidenti degli Stati Uniti, sette papi. Ha regnato nel complesso su 150 milioni di sudditi. Ha ricevuto quasi 4 milioni di lettere, posato per 590 ritratti ufficiali e nel 1981 durante una parata ha persino fronteggiato sei colpi di pistola – che per fortuna, come si sarebbe scoperto, erano a salve. Lì per lì, comunque, la regina non si scompose più di tanto, e quella sera a cena parlò solo del suo cavallo, che si era impennato per difenderla. Vittorio Sabadin racconta i molti capitoli di una vita straordinaria: gli incontri settimanali con i premier inglesi da Churchill a Thatcher, da Blair a Johnson; la storia d’amore con il principe Filippo, dal loro primo incontro, giovanissimi, fino all’ultimo saluto in piena pandemia da Covid-19 – la regina al funerale, seduta da sola sui banchi della St George’s Chapel; il rapporto complicato con il figlio Carlo e con i nipoti; le decine di scandali intorno alla famiglia reale e le vicende più delicate, prima fra tutte la tragica parabola di Diana. Elisabetta è un’icona che negli anni ha unito generazioni diverse, per le quali ha saputo essere, nei profondi cambiamenti attraversati dal suo regno, un motivo di continuità. Quando il 14 settembre 2022 la sua bara venne esposta a Westminster, la fila di persone arrivate per renderle omaggio non si interruppe per quattro giorni e arrivò a misurare 16 chilometri: era l’unica sovrana che la maggior parte dei britannici avesse avuto nella propria vita. Non solo, i suoi funerali vennero seguiti in diretta da quattro miliardi di persone, la metà degli abitanti della Terra. Eppure, il suo modo di intendere la monarchia come servizio e dovere appartiene a una regalità del passato di cui è stata di fatto l’ultima rappresentante. Quando il decano di Windsor le comunicò un giorno il suo desiderio di ritirarsi, rispose laconica: «Fa bene, io non posso». Nessuno, per quanti secoli possa ancora durare la monarchia britannica, sarà più come Elisabetta, l’ultima regina.
17,00 €

La fine della storia e l'ultimo uomo

La fine della storia e l'ultimo uomo

Francis Fukuyama

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 576

Fin dalla sua prima apparizione nel 1992, La fine della storia e l’ultimo uomo ha infiammato il dibattito pubblico. Prendendo spunto da questo libro diventato immediatamente incandescente (o, forse, solo dal suo titolo provocatorio), si interpretava l’attualità: la caduta del muro di Berlino aveva davvero posto fine allo scontro ideologico decretando la definitiva vittoria delle democrazie liberali? La direzione su cui procedeva la Storia umana era ormai canalizzata e irreversibile? Per decenni, giornalisti, storici e politologi hanno gareggiato nel fornire prove che confutassero questa tesi. Da un colpo di stato in Perù a una fase transitoria di stagnazione economica mondiale, fino agli attentati dell’11 settembre 2001, decine di esempi sembrarono smentire le argomentazioni di Fukuyama. Credendo di contestare l’idea di fondo del libro, in molti lo hanno citato e criticato, anche se forse solo in pochi lo avevano letto e compreso appieno. Perché in questo volume, rimasto nei decenni come un classico del pensiero politico, Fukuyama non si limita ad analizzare la fine dei regimi autoritari che devastarono il XX secolo, ma tenta di delineare i nuovi, possibili pericoli che in futuro avrebbero minacciato la stabilità dell’ordine democratico. Nazionalismo e sovranismo, fondamentalismo religioso e progresso scientifico avrebbero messo l’ultimo uomo di fronte a una nuova sfida, non più legata all’assetto economico sociale scelto dalle istituzioni, ma a un ben più profondo bisogno di riconoscimento identitario. Un’idea visionaria. Una sfida a cui, a trent’anni di distanza, tutti i governi liberali sembrano non aver ancora trovato una soluzione. «Confrontarsi con La fine della storia» infatti, sottolinea Gianfranco Pasquino nella prefazione, «obbliga a riflessioni approfondite che sentiamo, oggi più di ieri, indispensabili, urgenti, feconde.»
18,50 €

Quando il futuro sarà storia. Otto lezioni dopo Hiroshima

Quando il futuro sarà storia. Otto lezioni dopo Hiroshima

Robert J. Oppenheimer

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 192

Il mondo non sarebbe lo stesso senza J. Robert Oppenheimer, il fisico geniale al centro del Progetto Manhattan che ideò e poi consegnò ai militari Usa la forza devastante della bomba atomica. Di origine ebraica, Oppenheimer si era trovato fin da giovanissimo a collaborare con scienziati come Fermi, Einstein, Dirac, Born, Heisenberg e Pauli, ma mantenne per tutta la vita un profilo da irregolare, appassionato di storia romana e filosofie orientali, induismo e arte. Proprio questo spirito umanista lo allontanava dal gelido pragmatismo dello scienziato, che rischia sempre di farsi mero strumento del presente. Oppenheimer infatti aveva accettato di aiutare il governo americano a fermare l’orrore nazista, ma sapeva benissimo che le sue azioni avevano dissipato gli spettri della guerra solo per crearne di nuovi e più spaventosi – quelli dell’apocalisse nucleare, celati dietro il fragile mito della deterrenza. Questo libro raccoglie otto lezioni e conferenze tenute in ambiti diversissimi – di fronte a semplici studenti e generali, diplomatici e gente comune. La prima è del 1947, nell’immediato dopo-bomba, quando già Oppenheimer si batteva per creare un organo internazionale di controllo sulla proliferazione delle armi atomiche; l’ultima è del 1954, quando proprio per questo alacre lavoro di lobbismo diplomatico finì nel mirino del senatore McCarthy, sospettato di essere al soldo dell’Unione Sovietica. "Quando il futuro sarà storia" restituisce appieno i tormenti dell’uomo e dello scienziato, tra paure per il futuro e slanci utopistici sul ruolo della scienza nella società, sempre con la consapevolezza che sono gli esseri umani, e non gli stati, a costruire le basi del mondo che verrà.
17,00 €

Opere

Opere

Cornelio Nepote

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 464

Tra i grandi autori latini si dovrebbe ricordare più spesso il nome di Cornelio Nepote. Certo, è difficile per lui gareggiare ad armi pari con i contemporanei Cesare, Cicerone e Sallustio: troppo oscura la biografia, limitata la produzione superstite, modesta la personalità e semplice la prosa. Eppure, non si potrebbe ricostruire a pieno la Roma intellettuale del I secolo a.C. se tralasciassimo le sue opere. In questo volume Leopoldo Agnes raccoglie tutto ciò che ne è sopravvissuto, per frammenti e parti più complete, restituendogli il posto che gli spetta nella storiografia latina e la sua viva peculiarità: dalla trattazione sistematica della storia universale nei Chronica agli aneddoti di ogni tempo e ogni dove raccolti negli Exempla, fino alle famosissime biografie di illustri condottieri, re e poeti raccontate in De viris illustribus. L’attenzione di Cornelio Nepote si concentrò infatti su una visione ampia e sincronica della Storia, uscendo dai saldi confini di Roma per abbracciare con lo sguardo anche le terre della Grecia e dell’Oriente. Abbandonando ogni forma di nazionalismo e rivendicando invece il primato delle grandi individualità oltre ogni distinzione di patria, lo storico latino ebbe il merito di riconoscere anche agli acerrimi nemici di Roma la grandezza, allestendo così una galleria di ritratti umani capaci di ammonire ed esortare le coscienze con il solo richiamo alle esperienze del passato. Fu dunque la sua spiccata sensibilità nel guardare ai popoli stranieri - soprattutto ai rivali greci -, al di là del velo del pregiudizio e della ragione politica, a garantirgli la fama tra i suoi contemporanei e a renderlo interprete onesto e attento delle propensioni e degli orientamenti culturali della sua generazione.
18,00 €

Testi gnostici

Testi gnostici

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 768

L’apostolo Giovanni venne accecato da una luce improvvisa: un bambino, un vecchio e una donna, congiunti nella stessa forma, si presentarono a lui come il figlio, il padre e la madre, scesi per annunciargli i misteri dell’universo, il passato, il futuro e la generazione dell’uomo perfetto, Cristo. Così si apre l’Apocrifo di Giovanni, uno dei principali testi per chi voglia introdursi nei segreti dello gnosticismo. Nascosti accuratamente nei luoghi più remoti della terra, affinché si preservassero dalla corruzione del tempo e dell’uomo, questi scritti ci raccontano sì la storia che già in parte tutti conosciamo attraverso la Bibbia, ma ne rivelano episodi, correlazioni e simboli inattesi. L’antica contrapposizione tra bene e male, tra giusti e peccatori, potrebbe dunque aprirsi a una nuova chiave di lettura: chi è il Dio dell’Antico Testamento e chi si cela dietro al serpente che sedusse Eva? E ancora, di quale rivelazione furono in realtà testimoni Giuda Iscariota e san Tommaso? Riecheggiando un sapere universale che sincretizza mitologia biblica, filosofia e misticismo, questi manoscritti arricchiscono la grande storia del cristianesimo con altri valori e significati, svelando così nuovi orizzonti verso cui tendere l’occhio, lì dove forse ci attendono le risposte a nostre domande ancora irrisolte. Custodi di antichi misteri, per molti secoli considerati eresia, i testi gnostici brillano di luce propria come l’albero della gnosi al centro dell’Eden, invitando l’uomo a mangiare dal frutto proibito e a incamminarsi così lungo la via della conoscenza, per riscoprire quale sia la sua vera – primigenia – natura.
20,00 €

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