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UTET

La vita addosso. Io, il cinema e tutto il resto. Un'autobiografia

Gabriele Muccino, Gabriele Niola

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 307

Gabriele Muccino è piombato sul cinema italiano come un fulmine: "L'ultimo bacio" è il grande film generazionale italiano del Duemila e quel modo di girare, popolare e pop, sentimentale e furioso, mescola da subito enormi capacità tecniche e un istinto perfetto nell'intercettare temi e storie in cui il grande pubblico può finalmente riconoscersi. Proprio quel film gli apre le porte di Hollywood, quando riceve la proposta di un entusiasta Will Smith, che lo vuole con lui per La ricerca della felicità. Muccino diventa così uno dei pochissimi registi al mondo ad avere una doppia carriera, negli Usa e in patria, alternando film con Russell Crowe e grandi racconti corali con Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria. Per la prima volta Gabriele Muccino racconta in un libro la sua vita e la sua carriera, senza remore e senza peli sulla lingua. Un racconto biografico che sembra a sua volta un film di Muccino, tutto dinamismo e istinti: dagli esordi poco noti in Rai (tra Ultimo minuto e Un posto al sole, di cui fu il primo regista) ai film da golden boy del cinema italiano, dai primi tentativi americani con Harvey Weinstein (all'epoca ancora padrone di Hollywood) all'amore incondizionato di Will Smith per la sua visione e il suo stile registico. Nel racconto di Muccino, raccolto da Gabriele Niola, si alternano i retroscena sul set e gli aneddoti divertenti con grandi star come Al Pacino, Tom Cruise, Madonna o Sean Connery, ma non mancano i momenti più dolorosi, personali e professionali. La vita addosso ci restituisce con onestà e passione le luci e le ombre di un'esistenza votata al cinema.
17,00

Politica e costituzione di Atene

Aristotele

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 476

Il pensiero politico di Aristotele occupa uno spazio rilevante nella nostra tradizione. In maniera sia diretta sia indiretta, ha inciso profondamente sul modo in cui la cultura occidentale ha elaborato, nei secoli, alcuni tra i concetti più importanti della politica, come la nozione di cittadinanza, giustizia, diritto, sovranità. Nella prospettiva aristotelica, con il termine "politica" si intende un'attività che è, al contempo, una forma di sapere. Un sapere che produce azioni e comportamenti e perciò, per quanto sia caratterizzato da minore accuratezza rispetto ad altri ambiti della conoscenza, riveste un'importanza fondamentale per la vita dell'uomo, dal punto di vista delle sue scelte etiche ma anche del suo benessere e della sua felicità. Come si legge nel VII libro della Politica, per Aristotele l'intreccio tra etica, vita politica e felicità è così stretto che non solo una politica "giusta" è ritenuta possibile, ma che non ci può essere felicità senza azione. «Non è vero che si debba esaltare l'astensione dall'azione al di sopra dell'azione stessa, perché la felicità è attività e l'attività di uomini giusti e temperanti dà compimento a molte cose belle.» "Politica", per Aristotele, significa anche ricerca intorno alla forma di "costituzione" migliore. Non è possibile, secondo il filosofo, fare riferimento alla vita politica di una comunità senza considerare la sua costituzione, di qualsiasi tipo essa sia. Passando al vaglio, sia nella Politica sia nella Costituzione di Atene, gli ordinamenti che dovrebbero reggere uno Stato nelle migliori condizioni possibili, Aristotele sostiene il primato dell'educazione e cerca un posto per la filosofia accanto alla politica. Ma queste riflessioni e indagini teoriche, per ipotetiche che siano, sono di fatto ben poco astratte: come per il maestro Platone, il riferimento a una città in condizioni ideali è, sopra ogni altra cosa, uno strumento importantissimo per capire l'andamento della storia reale.
15,00

Vite parallele. Testo greco a fronte

Plutarco

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 903

Consapevole di vivere in una fase della storia caratterizzata dalla necessità di riunire sotto un unico cielo due mondi distinti, quello greco e quello latino, Plutarco reinterpretò in modo originale la tradizione romana della biografia aneddotica, modificandone la forma e la struttura per venire incontro alle nuove esigenze di un impero che aveva sempre meno frontiere tra Oriente e Occidente. Le Vite Parallele raccolgono così, a coppie, le biografie di un uomo illustre greco e di un suo corrispettivo latino, scelti secondo criteri di somiglianza nel carattere o nel destino, allo scopo, di natura morale, di mettere in luce l'uomo. Questo volume è composto dalle vite di uomini che hanno combattuto per la patria. Al greco Focione, vissuto negli anni della fine del potere di Atene e condannato a morte dopo l'avvento dei Macedoni, fa da contraltare Catone Uticense, strenuo avversario di Giulio Cesare, che scelse il suicidio pur di non veder traditi i valori repubblicani. E poi ci sono Dione e Bruto, accomunati dalla lotta contro la tirannide, rispettivamente di Dionisio II di Siracusa e di Cesare; Emilio Paolo, caduto da eroe nella battaglia di Canne e Timoleonte, che libera Siracusa da un nuovo tiranno. Infine il generale Quinto Sertorio, alleato di Mario, che organizzò l'esercito in Spagna per affrontare Silla, ed Eumene, che dopo la morte di Alessandro Magno tentò, invano, di impedire la divisione del vasto regno macedone tra i Diadochi.
18,00

Bomber mafia. Gli scienziati, i generali e i piloti che volevano cambiare le sorti della seconda guerra mondiale

Malcolm Gladwell

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 238

La prima guerra mondiale aveva segnato l'alba di una nuova era, mostrando il potenziale militare dell'aviazione. Forse anche per questo fu a lungo malvista dai settori più tradizionalisti dell'esercito statunitense: quel potenziale rischiava di cambiare per sempre la guerra per come la conoscevano. Questo era di fatto il progetto di un gruppo di generali e piloti soprannominato Bomber Mafia: superare i bombardamenti notturni a tappeto, con i loro esiti casuali e rovinosi tra i civili, ambendo invece ad attacchi diurni di precisione da alta quota che mirassero soltanto agli stabilimenti produttivi del nemico. Questo nuovo modo di concepire i conflitti non era solo una strategia, ma incarnava un'ideologia, una possibilità etica e morale di accorciare le guerre e diminuire le vittime. Forte del sistema di puntamento Norden - talismano della Bomber Mafia -, il gruppo sperimentò strategie per rovesciare le sorti della seconda guerra mondiale: i raid sulle fabbriche di cuscinetti a sfere per colpire al cuore la macchina bellica nazista; la conquista delle isole Marianne, su cui costruire piste per i B-29 diretti in Giappone; la rischiosa sorvolata del monte Fuji per puntare alle industrie di motori dei caccia nipponici. Per un attimo era sembrato davvero che le idee della Bomber Mafia potessero rivoluzionare il futuro dei conflitti, ma tutti i loro tentativi di concretizzarle fallirono più o meno miseramente e la guerra continuò nello stesso modo, cruento e brutale, conosciuto fino ad allora. Perché le cose non andarono come quei sognatori avevano sperato? Come si passò dai bombardamenti di precisione al napalm e alla bomba atomica?
20,00

Cremlino. Dalle origini all'ascesa di Putin: il cuore politico della Russia

Catherine Merridale

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 593

Nel 2010, dopo decenni di oblio, le icone del Salvatore e di san Nicola sono tornate alla luce: dipinte su due porte d'accesso al Cremlino, avevano osservato dall'alto per quattro secoli i mutamenti del paese, scomparendo poi nel nulla nel 1937. Si pensava fossero state distrutte dalla furia iconoclasta dello stalinismo, e invece erano state salvate da ignoti operai, nascoste per settant'anni sotto uno strato gentile di intonaco. In epoca di rinascita nazionale, la scoperta è stata sapientemente sfruttata dal governo di Vladimir Putin: era una storia di uomini devoti che rischiavano la vita, in un periodo di terrore, per salvare le immagini miracolose di Mosca. Una storia del Cremlino finiva così per riassumere l'intera storia del popolo russo. Questa è, con le dovute differenze, anche la tesi di Catherine Merridale: le mura e i numerosi edifici della "fortezza rossa" sono i testimoni migliori di una lunga sequenza di grandi imprese, atti eroici e cerimonie solenni, di tradimenti e complotti, rovesciamenti, assassinii e vendette. Un'epopea tragica che ha visto succedersi gli eredi di Gengis Khan e i boiari, Ivan il Terribile e Pietro il Grande, Nicola I e i Romanov, Lenin e Stalin, Gorbacev e Elc'in, fino al presente di Putin. Caso più unico che raro, è da molti secoli la roccaforte da cui lo stato russo esercita, e ostenta, il suo potere. Più volte distrutto, ricostruito, ripensato e riprogettato, il Cremlino è il frutto peculiare dell'unione tra cultura delle steppe e cultura europea, ben evidente nelle sue piazze, nelle torri e nei palazzi, un tripudio architettonico che coniuga stile russo e Rinascimento italiano, eclettismo e autarchia. Catherine Merridale ci accompagna nel complicato dedalo della topografia e della storia del Cremlino, che come ci dimostra finiscono presto per sovrapporsi: se gli edifici sono l'incarnazione visibile del passato, il potere ha imparato fin da subito ad approfittarne; a ogni cambio di regime, nuovi edifici venivano costruiti e altri venivano distrutti, nella continua riscrittura di una storia mai pacificata. Nella tetra penombra delle chiese sepolte, sotto la polvere degli archivi segreti, nella miriade di mappe antiche e documenti riservati, batte ancora oggi il cuore politico della Russia.
22,00

Shakespeare creatore di miti. Breve corso su Romeo e Giulietta, Amleto, Falstaff, Macbeth, Otello e il loro autore

Paolo Bertinetti

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 176

Il tipico tour in Italia organizzato dalle agenzie della Repubblica popolare cinese ha sempre previsto solo tre tappe: ovviamente il Colosseo, poi la Torre di Pisa e per ultimo non Napoli e neppure Firenze o Venezia, bensì Verona. Il motivo non è l'Arena, ma un luogo tanto evocativo quanto immaginario: il balcone di Giulietta. Talmente immaginario che non ve n'è traccia neppure nel testo di Shakespeare, come spiega Paolo Bertinetti: Giulietta si affaccia in realtà da una semplice finestra. Eppure, ritratto in dipinti e illustrazioni, messo in scena a teatro e al cinema, quel balcone si è sedimentato nell'immaginario collettivo, con una forza tale da diventare un'attrazione turistica, da visitare con devozione e ritrarre in una foto sui social. Questa è una semplice dimostrazione empirica di come William Shakespeare sia stato l'ultimo grande creatore di miti: l'amore tragico di Romeo e Giulietta, la bramosia spregiudicata di Macbeth e Lady Macbeth, la folle gelosia di Otello e la perfidia di Jago, il dissidio interiore di Amleto, la saggia giovialità di Falstaff... Alcuni suoi personaggi hanno trasceso il teatro e sono diventati un archetipo, allo stesso tempo materia letteraria per nuovi artisti e metro di paragone psicologico ed esistenziale, figura proverbiale ed esempio fulgido di una categoria dell'umano. Nessun autore negli ultimi cinquecento anni si è anche lontanamente avvicinato all'influenza e alla prolificità del Bardo. Ma come ha fatto a forgiare tanti personaggi immortali, ricreando e rigenerando storie e leggende precedenti con tale forza da legarle per sempre al suo nome e ai suoi versi? Per rispondere a questa domanda, Paolo Bertinetti, autore di saggi e manuali di letteratura inglese, ci accompagnerà nell'officina del genio, tracciando un singolare breve corso che rivela i segreti di "Shakespeare creatore di miti".
16,00

Viaggi iniziatici. Percorsi, pellegrinaggi, riti e libri

Emanuele Trevi

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 115

Nel 1921 Knud Rasmussen si unisce alla V spedizione Thule per studiare la civiltà eschimese, in un viaggio tra i ghiacci sterminati di Groendlandia, Canada, Alaska e Siberia da cui tornerà cambiato, come racconta in Il grande viaggio in slitta. L'attore e drammaturgo Antonin Artaud parte per il Messico nell'estate del 1936. Il suo viaggio sarà un vero e proprio rito di passaggio: in crisi d'astinenza da eroina sperimenta ritualmente il peyotl, riversando l'esperienza nei suoi affascinanti scritti sui Tarahumara. Nel 1946 Marcel Griaule va a Ogol Alto (nell'attuale Mali) per studiare la popolazione Dogon. Dai racconti di un cacciatore cieco, custode della tradizione del villaggio, ha origine Dio d'acqua, resoconto che rivela l'immensità del sistema di pensiero di quel popolo tutt'altro che primitivo. Emanuele Trevi, con lo sguardo dello scrittore e la sapienza dello studioso, intesse tra loro queste e molte altre storie, affrontando il grande tòpos moderno dei Viaggi iniziatici e cercandone le tracce nella produzione antropologica e letteraria. L'atto della scrittura configura infatti un'iniziazione in due tempi: se ogni viaggio porta alla messa alla prova di sé, con un allontanamento dalle proprie abitudini e certezze cui segue la morte simbolica, la rinascita vera e propria avviene soltanto dopo. Metabolizzare quel viaggio, raccontarlo, scriverlo, è parte integrante dell'itinerario conoscitivo con cui il viaggiatore scopre di essere una persona nuova, diversa, rinata. E mentre tratteggia un percorso insolito e illuminante nella grande mappa della letteratura di viaggio, lo sguardo acuto di Trevi dà origine a pagine di profonda vitalità, dove la forma letteraria si rivela sorprendentemente il mezzo più adatto, così come i miti e i riti indigeni che descrive, a conoscere e forse riplasmare la realtà, fino a raggiungere un altrove.
14,00

In bosco. Leggere la natura su un sentiero di montagna

Daniele Zovi

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 208

È quasi l'alba, Daniele Zovi finisce di preparare lo zaino, allaccia gli scarponi e lascia la sua casa per andare in bosco. Davanti a lui, un cammino di trenta chilometri attraverso l'altopiano di Asiago: dopo aver superato la lapide di due partigiani a pochi chilometri da casa, attraversa la devastazione lasciata dall'uragano Vaia, per poi salire verso il monte Portule, fermarsi per la notte a riposare e guardare le stelle, e poi tornare tra i segni delle trincee lungo il fronte italo-austriaco della prima guerra mondiale, lasciandosi alle spalle le cime innevate a nord. Passo dopo passo, su questi sentieri impariamo a osservare e a interpretare i segni della natura, dalle simbiosi che danno vita ai licheni allo sviluppo dei funghi in una ceppaia; ci meravigliamo scoprendo le orme lasciate da un cervo vicino a una fonte o osservando un insetto pattinatore scivolare sull'acqua di una pozza; e ci emozioniamo davanti alle tracce che secoli di storia hanno lasciato sull'altopiano, un luogo dove - notava Rigoni Stern - «non esistono castelli di nobili, non esistono ville di signori, né cattedrali di vescovi, per il semplice fatto che la terra è del popolo e i suoi frutti sono di tutti come ad uso antico». Ancora una volta Zovi si dimostra un narratore prezioso oltre che un esperto naturalista, capace di rivelarci l'intreccio costante di clima, paesaggio, animali e piante che costituisce la vita segreta del bosco.
17,00

Rumore. Un difetto del ragionamento umano

Daniel Kahneman, Olivier Sibony, Cass R. Sunstein

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 524

Due medici che danno due diagnosi diverse allo stesso paziente sulla base degli stessi esami. O due giudici che assegnano pene diverse a colpevoli dello stesso reato. O, addirittura, lo stesso manager che prende una decisione diversa a seconda del momento della giornata. Non dovrebbe accadere, invece l'esperienza insegna che sono decine gli ambiti in cui le decisioni dovrebbero essere dettate da criteri oggettivi, ma in cui alla fine la realtà è ben diversa dalla teoria. E la colpa è del rumore. Daniel Kahneman, premio Nobel per l'economia e autore del bestseller mondiale "Pensieri lenti, pensieri veloci", ha studiato per anni con Olivier Sibony e Cass R. Sunstein questo difetto del funzionamento mentale e in questo libro dimostra come ovunque si eserciti il giudizio umano - nella sanità pubblica come nelle aule di giustizia, nei processi aziendali come nelle decisioni quotidiane di tutti noi - lì si trovi il rumore, a sviare il ragionamento e causare errori. Una ricerca accurata, un libro ricco di idee che svela un fenomeno onnipresente ma finora largamente ignorato e consente ai suoi lettori di riconoscere e controllare l'influenza che il rumore esercita su tutte le loro decisioni, previsioni e valutazioni.
24,00

Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani

Giovanni De Luna

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 332

Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della storia del cinema italiano. La trama, in teoria, dovrebbe ricostruire l'epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l'estetica orientaleggiante e liberty dell'epoca, con tanto di Gabriele D'Annunzio alla sceneggiatura, racconta facilmente in controluce il presente di quell'Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Come spiega Giovanni De Luna in Cinema Italia, di fronte a Cabiria lo storico finisce per «aggirarsi tra quelle immense scenografie, fiutando non l'aria del III secolo a.C. ma quella carica di odori e di miasmi pestiferi del primo Novecento, di quella incredibile e paradossale stagione in cui stava finendo l'Ottocento e fragorosamente e maledettamente stava nascendo il terrificante XX secolo». Parte da qui il percorso affascinante di uno storico che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, dei gusti del pubblico e della temperie culturale, avvicinandoci così a un'inedita lettura del modo in cui il cinema ha contribuito a "fare gli italiani". I film, infatti, spesso sono lo specchio di un presente in procinto di farsi storia: l'immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale de La classe operaia va in paradiso, ma anche l'edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. Ma non solo, perché in molti casi proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: per ogni Cabiria ci sono stati moltissimi La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù... Mescolando alto e basso senza timore, e con qualche sortita nel cinema straniero, Giovanni De Luna ricostruisce la storia del nostro paese per come l'abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.
22,00

Le intruse. Dalle aule di Oxford ai confini della civiltà: storie di donne che volevano scoprire il mondo

Frances Larson

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 329

All'inizio del Novecento cinque donne accedono alla facoltà di Antropologia di Oxford con l'intenzione di fare ciò che normalmente era riservato agli uomini: viaggiare e fare ricerche sul campo per studiare le culture primitive. Tra molte difficoltà e altrettanto scetticismo, tutte lasciano l'Inghilterra e partono verso l'ignoto: Katherine Routledge si sposta tra l'Africa orientale e l'Isola di Pasqua, per studiarne i popoli in rivolta; Winifred Blackman verso sperduti villaggi lungo il Nilo; Barbara Freire-Marreco si stabilisce tra i pueblos del New Mexico e dell'Arizona; Beatrice Blackwood nei territori inesplorati della Nuova Guinea e Maria Czaplicka si avventura nelle sterminate terre siberiane. A migliaia di chilometri da casa e tra le "selvagge tribù", le studiose sperimentano libertà inaspettate, lontane dalle costrizioni del mondo occidentale, dove essere una donna, specialmente se benestante, significava accontentarsi di fare figli e custodire la casa, lasciando agli uomini gli onori del mondo. E infatti, conclusi i loro viaggi di studio, a Londra le attende un destino tragico: due di loro vengono bollate come pazze e rinchiuse, una muore suicida a trentasei anni e le altre devono comunque lottare il doppio degli uomini - che le ostacolano o cercano di prendersi i meriti del loro lavoro - per vedere riconosciuta solo la metà del loro valore. Proprio mentre le prime battaglie femministe cominciavano a scardinare equilibri di potere fino ad allora intoccabili, cinque donne coraggiose riuscivano con le sole loro forze a sfidare una società e una cultura profondamente conservatrici, contribuendo allo stesso tempo alla nascita dell'antropologia. Frances Larson, anche lei antropologa, ne ricostruisce le vite fuori dall'ordinario, elevando le loro storie a simbolo di un movimento - fatto di libertà e rivendicazioni - che dall'inizio del secolo arriva fino a oggi. La piccola storia di cinque donne si fa così paradigma ed emblema: se gli antropologi nei loro viaggi rimangono a tutti gli effetti degli intrusi tra gli indigeni, queste donne, intruse nella società borghese che le voleva solo mogli e madri, trovarono dall'altra parte del globo una terra nuova in cui essere libere.
24,00

Torneremo a percorrere le strade del mondo. Breve saggio sull'umanità in movimento

Stefano Allievi

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2021

pagine: 213

Movimenti, mescolanze, avvicinamenti tra le persone sono la norma nella vita dell'uomo. Da quando ha assunto la postura eretta, nulla l'ha fermato dall'errare e cercare ovunque un proprio luogo, facendo della sua storia una storia di migrazioni. La pandemia di Covid-19 ha imposto una brusca frenata ai processi di mobilità acceleratisi negli ultimi decenni, mettendo in questione anche la natura più profonda dell'uomo, il suo essere sociale; imponendo nuove forme di convivenza basate sulla distanza e la separatezza, ha eliminato un aspetto fondamentale dell'incontro con l'altro: il contatto. Stefano Allievi, esperto di fenomeni migratori e "umanità in movimento", mette in luce le ambivalenze della mobilità umana. I flussi migratori trovano la loro origine nel bisogno, nella necessità e nella fuga: guerre, calamità naturali, corruzione, scarsità di risorse sono le urgenze che spingono ogni anno milioni di persone a migrare. Altri invece si spostano per motivi meno drammatici - dal commercio al turismo - o per il desiderio o la speranza di trovare comunque altrove una vita migliore, anche solo temporaneamente. Oltre a sottolineare il forte legame tra disuguaglianze e mobilità, Allievi propone soluzioni concrete per ripensare il significato di confine, controllare le frontiere, gestire i flussi, consentire una mobilità sostenibile sia per i luoghi di partenza che per quelli di arrivo. Dalla cacciata dal giardino dell'Eden al turismo globale, da Ulisse agli sbarchi nel Mediterraneo, da Erodoto a Lévi-Strauss, dal nomadismo agli expat, Allievi ripercorre le grandi migrazioni nella cultura occidentale, gettando le basi di una vera e propria teoria della mobilità. Invitando il lettore ad assumersi il coraggio della complessità, ci ricorda i vantaggi che la mobilità porta con sé, ma anche i suoi rischi e i suoi costi.
14,00

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