Giovane Holden Edizioni: Timeless
Canto di Natale
Charles Dickens
Libro: Copertina rigida
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 128
È la Vigilia di Natale e il vecchio, misero e avarissimo Scrooge concede, in modo molto riluttante, la giornata successiva libera al proprio impiegato: il Natale non è altro che un giorno rubato al lavoro, una follia per sciocchi che non capiscono le cose che contano. Per le stesse ragioni, Scrooge caccia via in malo modo i gentiluomini venuti a chiedergli un contributo per le opere di carità e tratta molto male persino il nipote che, sapendolo solo, è venuto a invitarlo a cena a casa propria. Poi, lo spirito del suo defunto socio Marley viene a trovarlo, raccontandogli che la sua vita ultraterrena non è affatto piacevole, a causa della sua condotta in vita, simile a quella di Scrooge. E gli preannuncia la vista di tre Spiriti che colpiranno profondamente Scrooge, mostrandogli tutto quello che ha perso in vita, tutto quello che ha amato e lasciato andare. Il primo Spirito, quello dei Natali passati, fa rivivere a Scrooge momenti importanti del suo passato: le sofferenze di quando era bambino, che hanno determinato la sua durezza e l'errore della sua vita, ovvero l'aver permesso che la sua promessa sposa lo lasciasse a causa del già manifesto ed eccessivo attaccamento al denaro. Il secondo Spirito, quello dei Natali presenti, mostra a Scrooge come gli altri siano felici, pur nella povertà e festeggino i Natali in compagnia. Scrooge mostra i primi segni di pentimento. Il terzo Spirito, quello dei Natali che devono ancora venire, mostra a Scrooge alcune scene del suo funerale e la morte del piccolo Tim, figlio dell'impiegato di Scrooge. Scrooge, scosso e sinceramente impietosito, capisce che se non cambierà il suo modo di agire il futuro che lo spirito gli ha mostrato si realizzerà, se invece inizierà a comportarsi rettamente, il suo futuro cambierà, e il piccolo Tim non morirà. Da questo momento Scrooge sorriderà alle persone, concederà un aumento a Bob e aiuterà chi ha bisogno. Romanzo breve di genere fantastico, unisce al gusto gotico nella raffigurazione dei personaggi, l'impegno nella lotta alla povertà, allo sfruttamento minorile e all'analfabetismo, temi centrali nella produzione dickensiana. Un piccolo capolavoro, tra le cui pagine è racchiusa la magia del giorno di Natale, la gioia del dare anziché del ricevere e, dunque, della condivisione.
La luna e i falò
Cesare Pavese
Libro: Copertina rigida
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 176
La guerra di Liberazione si è conclusa da poco quando un uomo ritorna al piccolo paese in mezzo alle colline piemontesi in cui è cresciuto. Si tratta di Anguilla, un orfano che lavorava nei poderi, che appena adulto è partito alla scoperta del mondo, lontano, ed è riuscito a fare una buona fortuna sotto le stelle diverse della California. Insieme a Nuto, il suo più caro amico della giovinezza, il protagonista ripercorre il teatro della sua infanzia e adolescenza, in un viaggio dalla forte valenza introspettiva, alla riscoperta di quello che un tempo era stato tutto il suo universo. Ricordi, tracce, luoghi, persone che restano o che non sono più, tornano a essere visitati attraverso la coscienza di uomo maturo e libero, forgiato dalle esperienze, eppure profondamente inquieto. Nella narrazione di Anguilla la memoria e la realtà si saldano, mentre storia e tradizione sfumano in una natura dai ritmi incessanti e sempre uguali a se stessi. Un senso di ambiguità tragica, un contrasto impossibile da sanare prende corpo pagina dopo pagina. Capolavoro aspro, potente, capace di legare insieme la solennità simbolica del mito e un realismo limpido e nervoso, La luna e i falò raffigura istanze che convivono avviluppate le une nel cuore delle altre. Come il paese e il mondo, così indigenza e stabilità, superstizione e crudo reale, immobilità ed evoluzione, radici e futuro. E sullo sfondo, i cicli antichi e profondissimi di morte e di rinascita, al cospetto dei quali gli uomini appaiono minuscoli.
Canne al vento
Grazia Deledda
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 232
Capolavoro del premio Nobel Grazia Deledda, è una storia semplice di uomini semplici. Un’unica immagine a esprimere la colpa e l’espiazione, la condanna del vivere e l’accettazione del bene e del male in esso insiti, la fragilità umana e l’epica resistenza: le canne al vento, piantate nella terra, condannate all’elemento, capaci però di flettersi, talora di piegarsi, anche spezzarsi a volte, ma molto più spesso resistono e continuano a vivere. Romanzo circolare, intenso, a tratti lirico, mosso da un flusso narrativo liquido e denso al tempo stesso, in cui il vento non è solo cornice della storia, ma rappresenta il disorientamento dei personaggi che vivono al confine tra il vecchio e il nuovo.
I fiori del male
Charles Baudelaire
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 392
Provato da una vita travagliata e disordinata, Charles Baudelaire tende a realizzare una poesia che dell'uomo, delle sue cadute e dei suoi disperati tentativi di rialzarsi, della sua sublimità e delle sue bassezze, della ininterrotta altalena tra ennui e idéal, tra disgusto di sé, noia esistenziale da un lato e aspirazioni ideali dall'altro, sia la cronaca e l'epos insieme, l'analisi inclemente e la celebrazione commossa e pietosa. Diviso tra il bisogno di elevarsi e il bisogno di assaporare i forti liquori del peccato; attratto di volta in volta, talora al tempo stesso, e respinto dagli estremi - l'amore che invoca l'odio e se ne nutre - Baudelaire era in preda a una crudele ambivalenza affettiva. Il punto di partenza dal quale muovono tanti atteggiamenti del Poeta è la sua coscienza di esiliato, di angelo caduto e quindi di estraneità al mondo in cui vive. Questa coscienza di diversità ed estraneità approda o alla cupa accidia, a una stanchezza che è insieme disgusto o a un atteggiamento di rivolta cui subentra la frustrazione.
Uno, nessuno e centomila
Luigi Pirandello
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 176
Del romanzo Uno, nessuno e centomila uscito a puntate nel 1926 sul settimanale La fiera letteraria, quando lo scrittore era già famoso in tutto il mondo, soprattutto per le sue opere teatrali, lo stesso Pirandello disse: "Avrebbe dovuto essere il proemio alla mia produzione teatrale e invece finirà per essere un riepilogo. È il romanzo della scomposizione della personalità. Esso giunge alle conclusioni più estreme, alle conseguenze più lontane". Per questo, pur non mancando di una trama, il romanzo ha in moltissime pagine la struttura di un incalzante dialogo col lettore nel corso del quale l'autore espone i capisaldi della sua concezione ideologica: l'inesistenza di una realtà oggettiva valida per tutti, col conseguente scontro, ora paradossale ora drammatico, del modo mio di sentire e giudicare che non può coincidere col modo tuo; la perenne mutabilità della coscienza col conseguente crollo della unità, della compattezza dell'io.
Il giornalino di Gian Burrasca
Vamba
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 204
Il 17 febbraio 1907 Luigi Bertelli, che si faceva chiamare Vamba come il buffone di Ivanhoe, iniziò a pubblicare a puntate ne Il Giornalino della Domenica le esilaranti vicende di un certo Giannino soprannominato Gian Burrasca, fiorentino, famiglia borghese, anni nove, il quale ne combina di tutti i colori, facendo impazzire la sua famiglia e tutti quelli che hanno a che fare con lui; tanto che dopo mille tentativi di raddrizzare il ragazzo, i genitori, disperati, decidono di mandarlo in collegio: sarà l'inizio di una lunga serie di birbonate. Il ragazzo usa un diario, regalatogli dalla mamma per il suo compleanno, come confidente e amico al quale racconta le sue avventure con un linguaggio disinvolto e pieno di ironia, ivi comprese le punizioni che è costretto a subire ingiustamente, secondo lui. La finezza psicologica di Vamba consiste, soprattutto, nell'elaborare un personaggio che il più delle volte agisce in base a un suo preciso codice morale e comportamentale, alternando eccessi di vivacità e qualche raro lampo di stizza a una disarmante e ingenua buona fede. Giannino, infatti, è convinto di agire bene, e non esita a mettere in atto quanto gli passa per la mente, senza prevedere neppure lontanamente le conseguenze delle sue azioni. Età di lettura: da 9 anni.
Ultime lettere di Jacopo Ortis
Ugo Foscolo
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 184
Jacopo Ortis, giovane patriota costretto dopo il trattato di Campoformio all’esilio sui colli Euganei, conosce Teresa e se ne innamora, timidamente ricambiato: ma la giovane è stata promessa dal padre al ricco Odoardo, perfetto esemplare, col suo perbenismo, di una società mediocre e priva di ideali. Allo strazio per la patria perduta si aggiunge la disperazione per l’amore irrealizzabile: la vicenda di Ortis patriota corre parallelamente a quella di Ortis amante. Comincia così la fuga di Jacopo per l’Italia: a Milano (dove incontra Parini ormai vecchio e dove, lamentando le sorti della patria, esprime Alfieriani propositi di suicidio) a Ravenna, ad Arquà, a Firenze, in Santa Croce, presso le tombe dei grandi; infine a Ventimiglia, al confine con la Francia, dove si abbandona a una cupa meditazione sull’inesorabile ruinare del tempo e delle cose. Gli giunge intanto la notizia del matrimonio di Teresa, e allora, preso dalla disperazione, torna sui colli Euganei e si uccide. Rimane di lui un carteggio con l’amico Lorenzo Alderani, che quest’ultimo, nella finzione narrativa, afferma di essersi deciso a pubblicare per erigere un monumento alla virtù sconosciuta. Romanzo dalla complessa elaborazione, attraverso varie stesure (Bologna 1798, Milano 1802, Zurigo 1816 e Londra 1817) conformi allo stratificarsi di successivi stati d’animo; altrettanto complessa la genesi la quale partendo dalla matrice del romanzo epistolare settecentesco approda a un autobiografismo in cui è da rinvenirsi la vera chiave di lettura dell’opera, che non a caso Foscolo definì come il diario delle proprie angosciose passioni.
Sonetti d'amore. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 328
I sonetti shakespeariani includono alcuni tra i più alti versi d'amore mai composti. Continui e costanti cambi d'umore conducono il Lettore dalla dolcezza più tenera, propria della musicalità di taluni versi, alla crudezza più angosciante di certe scelte tematiche e linguistiche. Impossibile restare immuni al fascino di un linguaggio in cui ogni parola comporta e scatena un vortice infinito e piacevole di emozioni contrarie e allo stesso tempo complementari, aprendoci ogni volta a una visione multiforme ma unitaria degli elementi e degli aspetti cantati. Nel loro insieme, i 154 componimenti - qui riproposti nella versione integrale con testo inglese a fronte - pubblicati per la prima volta nel 1609 dall'editore Thomas Thorpe senza il consenso e la revisione dell'autore, si interrogano dunque sulla fugacità del tempo, sulle contraddizioni del mondo, sulla natura e sulle pene dell'amore dando voce a una ricchissima gamma di stati d'animo, sentimenti, emozioni: le risposte sono mille e nessuna, in un gioco di ribaltamenti, impennate e rinvii che è la cifra di questi versi immortali.


