Libri di Alain Montandon
La passeggiata. Ritualità e divagazioni
Alain Montandon
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2006
pagine: 240
Elogio dell'ospitalità. Storia di un «rito» da Omero a Kafka
Alain Montandon
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2004
pagine: 316
Il concetto di ospitalità racchiude degli aspetti erotici; soddisfa infatti il desiderio di essere accolti ma anche quello di dare e ricevere. Fin da Omero è possibile ripercorrere diverse concezioni di ospitalità e diverse strategie di seduzione dell'ospite. L'atto di ospitare racchiude mille turbamenti, offrendo un'ampia casistica erotica, dalla seduzione al traviamento. L'ospitalità kafkiana ha aspetti angoscianti nella forzata convivenza in famiglia fra esseri incompatibili e dove si finisce per essere reciprocamente sgraditi ospiti. Un viaggio nella letteratura, in cui a ogni stazione c'è un ospite, attivo o passivo, che l'autore esamina per ricostruire un interessante "bestiario" delle tipologie incontrate.
Le forme brevi
Alain Montandon
Libro
editore: Armando Editore
anno edizione: 2001
pagine: 192
In questo testo i lettori troveranno una sistemazione, anche terminologica, di fenomeni letterari che percorrono trasversalmente, sia in senso diacronico, sia in senso sincronico, molte letterature non solo occidentali. Il volume vuole essere anche una fonte di spunti riflessivi sia di carattere teorico, sia su specifici autori analizzati in rapporto con antecedenti e contemporanei.
Vedere. Lo sguardo di E.T.A. Hoffmann
Michele Cometa, Alain Montandon
Libro: Libro in brossura
editore: :duepunti edizioni
anno edizione: 2009
pagine: 199
Uno studio a quattro mani sul "vedere" in E.T.A. Hoffmann che segna la centralità di questo autore sia sul versante di una teoria dello sguardo romantico sia su quello del rapporto tra dispositivi ottici e scrittura letteraria. Vedere la folla attraverso una serie di inquadrature e una articolata tassonomia di sguardi: del voyeur, dello spettatore, dello scienziato, del visionario. Vedere la notte in un'oscurità che si popola di presenze inquietanti e sottrae il reale alla vista segnando la crisi della rappresentazione classica.