Libri di Andrea Canziani
Mario e Giorgio Labò. Architetti del moderno
Libro: Libro in brossura
editore: SAGEP
anno edizione: 2024
pagine: 256
L’eredità culturale e materiale di Mario e Giorgio Labò viene raccolta e delineata attraverso la composizione di saggi e contributi sviluppati su diversi piani disciplinari, consentendo di comprenderne l’importanza e il rilievo critico e morale del loro operato. Due figure emblematiche dal punto di vista culturale e scientifico per i significativi legami con il passato storico, studiato e comunicato senza mai smettere di guardare al moderno. Da un lato l’architetto Mario Labò (1884-1961), che ha impegnato la propria vita nel campo degli studi architettonici ed urbanistici al punto di divenire uno studioso e un ricercatore di fama internazionale, dall’altro la figura di Giorgio (1919-1944), che costituisce una testimonianza preziosa di un impegno culturale e politico risoluto e rigoroso sino ad affrontare la tortura e la fucilazione per mano dei nazifascisti. L’insieme dei saggi intende sottolineare l’importanza e l’originalità del contributo fornito da Mario Labò in ordine a tre articolazioni tematiche, Storia e cultura della città, L’architettura del quotidiano e L’architetto e la città, con le quali comprendere la profondità e il rigore della ricerca messa in campo nella lettura storica dei fenomeni urbani, del patrimonio locale e della progettazione architettonica. Così nella sezione, Giorgio Labò un architetto militante, si delinea il ruolo e il valore di un giovane intellettuale, la cui sensibilità culturale e civile si rivela non solo nei diversi saggi pubblicati, ma anche nel contenere e reindirizzare le aspirazioni personali per far fronte alle responsabilità etiche che il periodo storico suo malgrado gli ha imposto.
La coscienza del paesaggio. Armando Dillon e la tutela in Liguria
Andrea Canziani
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 124
Per il paesaggio gli anni Cinquanta sono anni di attesa e di lotta. La legge 1497 del 1939 sulle bellezze naturali, offriva all’Italia repubblicana una concezione del paesaggio come nesso inscindibile di natura e storia, e introduceva l’idea della pianificazione paesaggistica. Ma nell’Italia della speculazione edilizia e della nascita del turismo di massa la tutela del paesaggio è tutt’altro che pacifica. In pochi anni l’assalto al territorio appare in tutta la sua evidenza. Solo pochi sembrano consapevoli di quello che sta accadendo: Armando Dillon è tra questi. Soprintendente ai Monumenti della Liguria dal 1955 al 1964, la sua storia racconta il tentativo di molti intellettuali italiani, impegnati per garantire un altro futuro al paesaggio italiano.