Libri di Camilla Traldi
Giandomenico Tiepolo's «Divertimento per li regazzi». The recovered albums of the Antonio Morassi Photo Archive
Enrico Lucchese, Giulio Zavatta, Giovanni Maria Fara, Michela Agazzi, Camilla Traldi, Giulia Barbero, Miriam Rampazzo
Libro
editore: ZeL Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 200
Il «Divertimento per li regazzi» di Giandomenico Tiepolo. Gli album ritrovati dell'Archivio e Fototeca di Antonio Morassi
Enrico Lucchese, Giulio Zavatta, Giovanni Maria Fara, Michela Agazzi, Camilla Traldi, Giulia Barbero, Miriam Rampazzo
Libro
editore: ZeL Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 200
Giandomenico Tiepolo e le 104 Carte del Divertimento per li regazzi: un elemento chiave per lo studio dell'artista disegnatore
Dal Parco «letterario» al Parco produttivo. L’eredità culturale di Francesco Biamonti
Libro: Libro in brossura
editore: Oltre Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 272
Un’area priva di forti connotazioni paesaggistiche – una classica “terra di mezzo” o se si preferisce un “paesaggio ordinario” secondo la Convenzione europea del Paesaggio o una “area interna” secondo il noto progetto nazionale – è al centro di un progetto locale di valorizzazione che coinvolge numerosi partner, differenti strumenti istituzionali e soprattutto diverse metodologie disciplinari. La scommessa, assistita dalla Compagnia di San Paolo, dal Comune di San Biagio della Cima e dall'Associazione Amici di Francesco Biamonti e sviluppata dai ricercatori dell'Università di Genova, affronta una ricerca multidisciplinare sulla storia e il paesaggio rurale di San Biagio della Cima (IM), al fine di mettere in luce elementi utili alla valorizzazione “produttiva” del paesaggio stesso e delle produzioni locali in esso inserite, saggiando virtù e limiti del contenitore “parco”. Tutelare per produrre/produrre per tutelare è la chiave proposta per costruire un’idea di “parco” alternativa a quella di stampo naturalistico e vincolistico. Un "parco produttivo” che si propone di superare i limiti del concetto di “parco letterario” proprio partendo della ricchezza dell'eredità di Francesco Biamonti e del suo sguardo analitico rivolto al paesaggio. L'indagine si è svolta alla scala topografica delle relazioni spaziali e sociali – la stessa dei romanzi di Biamonti – che si sono intrecciate e ancora si intrecciano negli spazi dei suoi “paesaggi individuali”: un concetto in grado di superare l’idea di un generico “patrimonio culturale diffuso” più o meno ampio e caratterizzato, ma comunque separato dai suoi produttori. La caratterizzazione del “paesaggio individuale” di San Biagio della Cima propone un approccio metodologico che, a partire dal singolo caso di studio, è estensibile a qualsiasi paesaggio rurale e alle relative politiche di valorizzazione, oggi sempre più attuali.

