Libri di G. Busi (cur.)
Itinerario (Sefer massa'ot)
Binyamin da Tudela
Libro: Copertina morbida
editore: Giuntina
anno edizione: 2019
pagine: 129
"Un libro che resiste al trascorrere del tempo e che continua a catturare l'attenzione è innanzitutto, con buona pace dei dotti e dei critici, un libro bello. Un bel libro di viaggi è una gemma preziosa, tanto rara da suscitare in chi la trovi un senso di sorpresa e di stupore. La realtà non è mai avara con chi viaggia, ma si prodiga in emozioni e regala innumerevoli esperienze in un brevissimo volgere di tempo. Molto raramente viene ripagata con altrettanta generosità. Voler ridire cosa si è visto e provato è da pochi, saperlo ridire è un dono davvero inconsueto. Bisogna che la nostalgia del viaggio, che ostinata scuote ogni ritorno, si trasformi in un nuovo miraggio. Bisogna che il narratore cerchi di nuovo una meta, che sappia ricreare nel lettore l'inquietudine che lo ha attirato lontano. Al nostro viaggiatore ebreo l'inquietudine non faceva certo difetto. Le pagine dell'Itinerario non lasciano trasparire nulla sull'uomo, sulla sua vita e sulle sue emozioni; una cosa risulta però ben chiara in ogni frase del racconto, in ogni tappa del percorso: Binyamin è il suo viaggio. La lunghissima peregrinazione, che lo porta - nella sesta decade del XII secolo - da Tudela sino al limitare dell'Oriente estremo, ai confini del mare periglioso «su cui domina Orione», è vissuta nel libro come una necessità, quasi un dovere ineludibile."(Dall'introduzione di Giulio Busi)
Ovadyah Yare da Bertinoro e la presenza ebraica in Romagna nel Quatt rocento. Atti del Convegno (Bertinoro, 17-18 maggio 1988)
Libro
editore: Zamorani
anno edizione: 1989
pagine: 136
Mistica ebraica. Testi della tradizione segreta del giudaismo dal III al XVIII secolo
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 1997
pagine: 719
Il volume costituisce un'antologia di testi della tradizione mistica ebraica, meglio nota come Qabbalah, che copre un periodo storico culturale di oltre mille anni (dall'antichità al Cinquecento) e contiene per lo più testi inediti o mai tradotti in italiano. Le opere qui presentate non hanno solo valore di sapienza mistica, di ricerca nelle profondità del mondo; esse sono anche testi letterari di grande bellezza, di autentica poesia. Il panorama italiano mancava di basi adeguate alla conoscenza delle tradizioni ebraiche e mistiche, per altro non estranee alla cultura del nostro paese. Fra Medioevo e Rinascimento, infatti, gli umanisti italiani dimostrarono grande interesse per il mondo ebraico in generale e in particolare per la Qabbalah.
Zohar. Il libro dello splendore
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: 582
Frode di imbroglioni, lo definì l'Ottocento positivista. Libro santo e antichissimo lo credono, ancora oggi, ebrei ortodossi di tutto il mondo. Generazioni di credenti lo hanno usato come un baluardo dell'identità ebraica, mentre per altri le sue descrizioni della divinità sono eresie, che hanno ben poco di giudaico. Ai cabbalisti cristiani, dal Rinascimento al tardo Romanticismo, "Il libro dello splendore" ha offerto materiale di propaganda missionaria, grazie alle profezie cristologiche che vi sarebbero adombrate. Se storici del pensiero e antropologi lo studiano come documento di una rarefatta fenomenologia religiosa, il lettore curioso può trovarvi una fonte quasi inesauribile di racconti e di scenografie cosmiche. Deposito di arcani, impervio nella lingua e oscuro nelle immagini, lo Zohar è uno dei testi piú criptici dell'intero misticismo ebraico. Strutturato come un commento alla Bibbia, in una cornice di pochi personaggi, che sospirano, piangono, inveiscono e vengono talora rapiti in cielo, contiene passi di intensissima forza contemplativa e associazioni simboliche sorprendentemente profonde.

