Libri di Gianfranco Bertolotto
Il segreto della rocca
Gianfranco Bertolotto
Libro: Libro in brossura
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2012
pagine: 108
Storie di montagna, di famiglie, di amori infelici, di tragedie e di vecchi rancori che improvvisamente riaffiorano. Bertolotto ritorna sui monti, questa volta più misteriosi che mai. Tra i boschi, nei campi, sulle pareti rocciose le vicende sono torbide, inquietanti. Un nuovo capitolo di un narratore sospeso in cordata, in bilico questa volta sugli abissi dell'animo umano.
Fiore spezzato
Gianfranco Bertolotto
Libro: Copertina morbida
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2018
pagine: 112
Tre racconti, tre storie d'amore e di morte. La montagna come denominatore comune, la violenza della vita, la tragedia che incombe quotidiana sull'innocenza del mondo. Un narrare straziato, di fronte al destino più grande di tutti noi.
Il grido dell'aquila. Tre storie di montagna
Gianfranco Bertolotto
Libro
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2016
pagine: 112
Tre storie di montagna. Uomini e animali intrecciano i loro destini tra i boschi e le grotte delle Alpi Marittime. Delitti, crimini ecologici, disavventure escursionistiche sono al centro di queste vicende in cui Bertolotto riversa tutto il suo amore per la natura. Una natura troppo spesso violata dall'incuria dell'uomo, dalla malvagità del profitto illegale, dalla troppa fiducia nei propri mezzi. Un libro per gli appassionati della montagna, e anche per coloro che lo vogliono diventare.
L'albero del venerdì santo
Gianfranco Bertolotto
Libro: Libro in brossura
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2014
pagine: 96
"L'albero del venerdì santo" è il primo romanzo, o racconto lungo, di Gianfranco Bertolotto. Una storia di montagna, di amore, di devozione. Una vicenda moderna che si snoda tra un paese, un convento e i boschi delle Alpi, portatori di benessere ma anche di trappole definitive. L'autore si muove su differenti piani: la memoria, la realtà contemporanea (droga, taglio illegale degli alberi, la desolazione dell'uomo di oggi), i valori eterni della civiltà contadina, fatti di solidarietà e fraterna amicizia. Tante storie si intrecciano, alcune si risolvono, per le altre solo una fine brutale sembra essere l'unica conclusione possibile.
Il camoscio bianco. Quattro storie di montagna
Gianfranco Bertolotto
Libro: Copertina morbida
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2010
pagine: 128
Quattro storie di montagna, quattro storie di guerra, di amicizia, di arrampicate, di caccia che Gianfranco Bertolotto narra con la passione unica di quelli che amano la montagna e le sue sfide. Quattro storie, di ieri e di oggi, molto diverse fra loro, ma ciascuna con un denominatore comune: la caparbietà dei protagonisti nel voler raggiungere gli obiettivi, qualunque sia il prezzo da pagare. "Tentò più volte di arrampicarsi, sfruttando microscopiche rugosità della roccia, ma ricadde ogni volta, sempre più sconfortato. Aveva già dimenticato la sua lunga guerra con il camoscio; ora, pensava soltanto a salvarsi la vita. Dopo un'ora di ripetuti e vani tentativi, arrivò il buio, e con esso la disperazione. Cominciò a gridare chiedendo aiuto, benché fosse consapevole che lassù, di notte, non c'era nessuno. L'altopiano, peraltro, era deserto anche di giorno."
Andante antigravitazionale. Storie di arrampicata
Gianfranco Bertolotto
Libro
editore: Blu Edizioni
anno edizione: 2006
pagine: 112
27 brevi racconti che costituiscono un'autobiografia alpinistica e, al tempo stesso, tracciano una "biografia" dell'alpinismo dall'inizio degli anni Settanta ai giorni nostri. Attraverso i ricordi dell'autore si coglie infatti il passaggio dai "tempi eroici" all'"era moderna, un momento che, almeno nel Cuneese, è ben sintetizzato proprio dalla figura di uno dei primi compagni di cordata di Bertolotto, il compianto Gianni Comino. Gianfranco Bertolotto non si propone come "estremo", ma come semplice appassionato. In lui l'amore per la montagna non è mai entrato in conflitto con le esigenze del lavoro e della famiglia, ha resistito allo scorrere del tempo e, soprattutto, si è perpetuato nel figlio Paolo.

