Libri di Giuseppe Grasso Leanza
Democrazia e fascismo: Annali di Acireale 1900-1940. Studio sul pensiero politico
Giuseppe Grasso Leanza
Libro: Libro in brossura
editore: Algra
anno edizione: 2024
pagine: 324
Primo Novecento, con l’età dorata nord-americana e la belle époque europea, è solo una rappresentazione immaginifica e fantasiosa, un Eden prossimo a scomparire con la Grande Guerra. Ad Acireale, il barone Giuseppe Pennisi di Santa Margherita, che vince la sua battaglia elettorale del 1913 e approda da deputato al Parlamento del Regno, celebra l’«apogeo» della classe aristocratica; con lui c’è la grande nobiltà non solo cittadina, c’è anche quella pontificia e finanche il Papa che per lui ha revocato il non expedit… Ma la Grande Guerra scombussola gli assetti di potere; socialisti e fascisti si fanno sentire anche nel Mezzogiorno, anche ad Acireale dove il Partito Popolare non è riusciuto ad affondare solide radici, perlomeno ai suoi inizi, e il movimento democratico-sociale dell’avvocato Giuseppe Grassi Voces – personaggio trasandato dalla storiografia locale – è travolto dalla vittoria romana del fascismo. Il regime in città non può che affermarsi, ma vi si afferma come un «corpo estraneo» che bisogna accettare poiché imposto dall’alto.
D'Europa e di Sicilia: Annali di Aci-Reale 1734-1900. Studio sul pensiero politico
Giuseppe Grasso Leanza
Libro: Copertina morbida
editore: Algra
anno edizione: 2022
pagine: 424
Il giovane gentiluomo acese Giuseppe Grassi Voces, che s'invaghisce dell'affascinante chanteuse napole-tana Maria Mola, precorre i tempi anticipando Edoardo VIII che rinunzierà al trono d'Inghilterra per Wallis Simpson, signora del cabaret americano. Anche il nostro gentiluomo acese, don Peppino, perse la testa. Ma perse pure lui il suo «trono», che significò qui da noi la damnatio memoriae. La «piccola storia» è essenziale alla rappresentazione in progress del panorama generale. «Piccola e grande storia»: la distinzione non dovrebbe trovare accesso in storiografia ove essa venisse orientata alla «proiezione europea», cioè alla prospettiva. Ce lo insegna Giuseppe Giarrizzo e, prima di lui, gli scrittori delle Annales e, ancor prima, Benedetto Croce. Aci-Reale «cattolicissima» e conformista, quietista e apatica, provinciale e sonnacchiosa. Sono, questi, alcuni dei tanti «luoghi comuni» che ne costellano talune rappresentazioni. Invece la città fu cattolicissima, poi divenne laica e laicista con l'Accademia Zelantea e l'Accademia Dafnica, con gli «spiriti c.d. liberi», con la modernizzazione e la belle époque...
La lamina e il cannello ovvero Rebecca al pozzo e le sue metamorfosi. Conversazioni sulla storia a Fossa dell'Acqua
Giuseppe Grasso Leanza
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2012
pagine: 160
C'è, sì, la scansione temporale del Novecento - dalla Rivoluzione russa alla seconda Grande depressione, dalla sconfitta di Lara a quella di Dio... Ma il tema non è questo. Si tratta invece della questione del metodo, dei modi di dire la vita e la storia. Posso attingere agli schemi del discorso accademico-scientifico - storico, filosofico, giuridico, teologico, etc. oppure affidarmi alle note d'un blues o alla rima del verso o alla prosa d'un romanzo o al colore d'un olio, posso affidarmi all'intreccio di questi registri .
Vent'anni dopo Berlino. Processi politici contemporanei dopo il secondo Ottantanove europeo
Giuseppe Grasso Leanza
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2009
pagine: 288
Nel XX anniversario della riapertura della Porta di Brandeburgo. Questa narrazione attraversa il ventennio apertosi con il 1989. S'interrompe sulla soglia del 2009 perché, mentre la cronaca prosegue e i fatti si accavallano, è necessario decifrare il "già" e prefigurare il "non ancora", "storicizzare" con i limiti, le aporie ed i rischi di tale operazione - eventi e vicende non ancora conclusi per trarne elementi idonei a favorire un attraversamento consapevole del tempo contemporaneo. L'analisi che vi si svolge è inevitabilmente condizionata dal "riconoscimento" del passato che ritorna e s'incunea nel presente, riproponendosi con la sua carica enigmatica oppure occultandosi come un filo d'acqua carsica oppure ancora imponendosi con la sua forza rivoluzionaria. Il punto non è quello di scrivere o riscrivere la "storia contemporanea" né insinuarsi nel dibattito semantico o meramente accademico che riguarda interrogativi definitori sulla storiografia della contemporaneità. Occorre, piuttosto, cercare di comprendere le trasformazioni che subiscono (e inducono) nel divenire dei processi politici i linguaggi e le parole, i fatti e le interpretazioni.