Libri di Leon Weliczker
Comando speciale 1005
Leon Weliczker
Libro: Libro in brossura
editore: Editori Riuniti
anno edizione: 2018
pagine: 102
"Chiunque sfogli il nostro libro sarà combattuto dal desiderio di non leggere oltre, almeno per un giorno. Ogni vivente si sente in modo indefinito corresponsabile per questo tramonto di ogni umanità, di ogni sorta di civiltà, di ogni rispetto per chi, come lui, nacque essere umano. Se poi è socialista e combatte contro la possibilità di un ritorno di simili orrori, respira a polmoni pieni perché chiaramente la vittoria sarà delle forze creative dell'umanità, indipendentemente dal colore della loro pelle e dalla loro lingua madre. Se ci avessero detto nel 1920, quando tornavamo a casa dalla guerra mondiale profondamente colpiti nel nostro spirito, che in capo a vent'anni avremmo viste tutte le atrocità di tutti i sistemi coloniali superate da un'epoca del crimine quale mai non era esistita - per mano di tedeschi, contro europei - non avremmo ritenuto folle chi osava vomitare questi discorsi antiumani? Cosa poteva essere peggiore di tutte le guerre coloniali? Non avevano forse, gli inglesi, legato dinanzi ai cannoni i figli di quel vecchio popolo indiano ricco di cultura, per poi spararli in aria, di modo che i loro corpi non potessero mai più rinascere? E ora non ci sarebbe da narrare di crimini ancor più terribili, compiuti da tedeschi? Adesso, lettore, apri queste pagine, sprofondati in esse: quel che vi si riferisce non riguarda i tempi di Caligola o di Domiziano ma i tempi di certi Hitler e Himmler; e tu devi apprendere che non avevi ancora alcuna idea della bassezza a cui può giungere l'anima moderna." (Dalla prefazione di Arnold Zweig)
I diari del ghetto di Varsavia. Le storie dei coraggiosi che non si piegarono
Noemi Szac-Wajnkranc, Leon Weliczker
Libro: Libro in brossura
editore: Res Gestae
anno edizione: 2013
pagine: 270
I diari di Nöemi Szac-Wajnkranc e di Leon Weliczker rappresentano documenti preziosissimi, di eccezionale valore umano e storico. Un ricco racconto della vita del Ghetto in quegli anni e della sua tragica eroica resistenza. Tra le esecuzioni, le epidemie, la fame e le brutalità efferate, nella perenne incertezza - in ogni minuto - della vita e della morte, il Ghetto di Varsavia, prima di insorgere, vive, lavora. La sua gente ama, trepida, pecca, s'arrabatta, traffica, prega; cura il decoro e quelle piccole vanità nel vestiario e nello stile di vita cui è così umanamente legata la stima che si ha di se stessi. Noemi Szac-Wajnkranc (ragazza ebrea di Varsavia, che, deportata, morirà nel 1945) scrive diari in bella calligrafia su quaderni ben ordinati, indossa i mantelli bianchi per celebrare la festa religiosa della riconciliazione, organizza temerari contrabbandi e perfino dancing e ristoranti dove, a pochissima distanza da macerie e fosse scavate talora dalle stesse vittime prima di essere uccise, vi sono marmi eleganti e dove musicisti e attori suonano e recitano brani preparati e studiati con scrupolo tra una fucilazione e l'altra. Queste testimonianze fanno parte dell'eredità lasciataci da un gruppo di intellettuali ebrei che tennero una cronaca minuziosa degli avvenimenti quotidiani: un materiale inestimabile che per anni fu nascosto e recuperato intatto dopo la guerra, sotto le macerie.

