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Libri di Rosanna Morace

«Strapparsi di dosso il fascismo». L'educazione di regime nella «generazione degli anni difficili»

«Strapparsi di dosso il fascismo». L'educazione di regime nella «generazione degli anni difficili»

Libro: Libro in brossura

editore: La Scuola di Pitagora

anno edizione: 2023

pagine: 568

Qual è stato il peso della lingua, della retorica e della scolarizzazione fascista nella formazione della generazione «degli anni difficili»? E come gli scrittori nati a ridosso della Marcia su Roma riuscirono a «strapparsi di dosso» quella pesante eredità? Sono questi gli interrogativi che percorrono il volume, con cui si intende offrire un primo sondaggio sulla relazione tra l'indiscussa vocazione etico-civile di gran parte degli scrittori nati negli anni Venti e la loro formazione scolastica durante il fascismo. Sciascia, Rigoni Stern, Fenoglio, Pasolini, Meneghello, Calvino (solo per citare alcuni nomi) studiarono sui Testi unici di Stato, lessero Il balilla Vittorio e introiettarono, volenti o nolenti, la retorica di regime. Per alcuni di loro, dialettofoni, quella lingua fu il primo approccio con l'italiano. Il partecipare alla Resistenza fu, per taluni, una prima catarsi, ma il processo di rieducazione fu molto più lungo, andò ben oltre la caduta del Regime e coincise con la volontà di ridare alla nascente Italia democratica una lingua (e un dunque un sistema di pensiero e culturale) che non conservasse alcun retaggio totalitario, imperialista, bellicistico: da qui, la scelta espressiva antieroica e antiretorica, o impegnata, o 'illuminista', o volta a scavare la parola con tersa esattezza chirurgica. La rieducazione, insomma, si inverò nella scrittura letteraria.
60,00

Il prisma, l'uovo, l'esorcismo. Meneghello e il dispatrio

Il prisma, l'uovo, l'esorcismo. Meneghello e il dispatrio

Rosanna Morace

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2021

pagine: 200

Due fulcri d’indagine ancora poco esplorati guidano la rilettura dell’opera di Meneghello: lo «shock» linguistico-culturale del dispatrio e lo stigma della «diseducazione» introiettata durante il Ventennio. Fu, infatti, per «strapparsi di dosso il fascismo» (Starnone) ed estirpare da sé le strutture mentali impiantate dal regime che Meneghello espatriò, arrivando ad acquisire, attraverso la palingenesi della nuova lingua, il distacco e l’ironia necessari per “tirare il collo alla retorica”, cauterizzare il senso di vergogna di essere stato egli stesso fascista ed essere sopravvissuto alla guerra civile (la Resistenza). Secondo questa prospettiva, tutta la sua opera può leggersi unitariamente come «an exercise in exorcism», e il rapporto tra le tre lingue (dialetto maldense, italiano, inglese) come un continuo trapianto e trasporto che conferisce alla scrittura «singolari proprietà prismatiche».
19,00

Le stagioni narrative di Carmine Abate. Rapsodie di un romanzo-mondo

Le stagioni narrative di Carmine Abate. Rapsodie di un romanzo-mondo

Rosanna Morace

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2014

pagine: 256

Carmine Abate: un moderno rapsodo, uno scrittore atipico, ma soprattutto un potente affabulatore, capace di creare "sintesi vertiginose" che muovono la (tras)formazione personale e collettiva, di dare corpo a narrazioni corali che si sviluppano in spazi e culture distanti, si articolano su piani temporali diversi, in un continuo colloquio tra le epoche antiche, il presente e il futuro possibile. La monografia indaga analiticamente l'intero epos narrativo di Abate, esplorando la fascinazione e la profondità della scrittura di uno dei maggiori autori contemporanei; ne rintraccia la genesi e le proiezioni, ne coglie le linee di sviluppo e le articolazioni in cicli (la stagione 'germanese', la trilogia di Hora, la fase 'del riscatto'), fornendo in appendice una bibliografia completa dell'autore che costituisce un quadro sistematico e imprescindibile di riferimento.
15,00

Letteratura-mondo italiana

Letteratura-mondo italiana

Rosanna Morace

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2012

pagine: 244

"Scrivere in una lingua straniera è un atto pagano perché, se la lingua madre protegge, la lingua straniera dissacra e libera" (Tahar Lamri). Quest'atto dissacratorio e, per certi aspetti, eretico - tanto nei confronti della lingua natia quanto di quella d'adozione - è l'aspetto fondamentale e distintivo della "letteratura-mondo italiana": la letteratura che autori di diversa madrelingua creano in italiano. Ma quali trasformazioni attua questa migrazione linguistica e culturale? Attraverso quali modalità essa agisce sulla nostra tradizione letteraria e sul nostro immaginario, modificandoli dall'interno? Quali sono gli esiti espressivi e le innovazioni linguistiche che questa ibridazione produce? Lo studio risponde a tali quesiti, analizzando per la prima volta la narrativa degli autori-mondo con approccio stilistico e valorizzando la qualità letteraria dei testi, per inscrivere a pieno titolo la letteratura-mondo nella letteratura italiana tout-court.
23,00

Dall'«Amadigi» al «Rinaldo». Bernardo e Torquato Tasso tra epico ed eroico

Dall'«Amadigi» al «Rinaldo». Bernardo e Torquato Tasso tra epico ed eroico

Rosanna Morace

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni dell'Orso

anno edizione: 2012

pagine: 352

"Lo studio ricostruisce i contatti biografici e poetici tra il padre e il 'Tassino' negli anni 1556-1569. Si interroga, quindi, la produzione epica di Bernardo Tasso al fine di rintracciare la linea teorica che lo spinse a 'mutar progetto', passando da un Amadigi 'epico' a quello 'romanzesco' per arrivare a un Floridante 'eroico', che tenta di combinare unità e molteplicità; suo intento principale era "rinovellare" la lingua volgare combinando un'elocutio classica con una dispositio moderna."
22,00

Un mare così ampio. I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins
15,00

Salmi penitenziali di diversi eccellenti autori (Giolito 1568)

Salmi penitenziali di diversi eccellenti autori (Giolito 1568)

Libro: Libro in brossura

anno edizione: 2018

pagine: LXIV-174-XXIX

L'antologia "Salmi penitenziali di diversi eccellenti autori", apparsa nel 1568 per i tipi del Giolito, è un prodotto emblematico delle strategie editoriali della prestigiosa stamperia veneziana nell'età della Controriforma. La lungimirante virata in senso spirituale-devozionale del Giolito ebbe, infatti, carattere strumentale, nel momento in cui le fortunatissime raccolte di Rime e Lettere degli anni '40 e '50 erano state messe all'Indice o stavano perdendo l'attenzione del pubblico, e le opere a carattere profano sempre più incorrevano nella censura ecclesiastica. Fin dai paratesti appare chiaro come l'editore ambisse a fornire l'archetipo editoriale della forma 'antologia spirituale': nel titolo, e con maggior enfasi nell'indice, si sottolinea ad arte che gli autori sono «persone ecclesiastiche» di ranghi più o meno elevati, e che il volume riunisce insieme Salmi e Rime spirituali, ovvero i due sottogeneri di maggior fortuna nell'ambito della poesia religiosa, che oltretutto - a partire dalla raccolta del Minturno, 1561, ma ancor più dopo la 'canonizzazione' operata qui dal curatore, Francesco Turchi - sarà prassi abbinare in un unico volume, fino al volgere del secolo. Arricchisce il volume un'appendice filologica sulla prima redazione delle "Lagrime di San Pietro" del Tansillo, che nella Giolitina del 1568 furono pubblicate con erronea attribuzione sotto il nome del Cardinale de' Pucci.
26,00

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