Libri di Sebastiano Bucolo
Rime dal Longano. Frammenti di un passato dimenticato
Sebastiano Bucolo, Pietro Maiorana
Libro: Libro in brossura
editore: Smasher
anno edizione: 2025
pagine: 140
"Rime dal Longano" non è un libro nostalgico: è un atto di resistenza culturale, una testimonianza necessaria per chi vuole capire cosa significa appartenere a un luogo, amarlo e criticarlo con la stessa intensità. È un ponte tra generazioni, un dialogo tra memoria e futuro, un invito a non dimenticare che il presente affonda le sue radici in un passato che ci ha plasmati. Perché, come ci suggeriscono bene Sebastiano Bucolo e Pietro Maiorana, la memoria non è guardare indietro con sterile nostalgia, ma fondare il futuro sulla coscienza di ciò che siamo stati.
Emozioni nel terzo millennio
Sebastiano Bucolo, Alessia Sanavio
Libro: Libro in brossura
editore: Aletti editore
anno edizione: 2025
pagine: 84
Sebastiano Bucolo e Alessia Sanavio autori della raccolta “Emozioni nel terzo millennio” come degli archeologi della sfera affettiva delimitano il loro raggio d’azione provando perimetrare l’autenticità e le connessioni profonde tra essere umani. In un mondo dominato dalla comunicazione veloce, quasi abbozzata, spesso permeata da superficialità, i due autori si pongono come obbligo quello di ridare valore alle parole, poiché in poesia il contenuto e il contenitore si equivalgono, e grazie al linguaggio utilizzato nella raccolta l’idioma torna a essere evocativo a comunicare per immagini e a volte per analogie, come nella migliore tradizione letteraria italiana.
Da Tindari a Superga
Sebastiano Bucolo
Libro: Libro in brossura
editore: Aletti editore
anno edizione: 2024
pagine: 48
Questa raccolta rappresenta il ritorno alla poesia nell’età matura di un medico siciliano di estrazione contadina che aveva a suo tempo distrutto per rabbia la propria produzione poetica giovanile, allorché la situazione lavorativa lo aveva costretto a lasciare la sua amata isola in cerca di un incarico ospedaliero in terra sabauda. Esso rappresenta contemporaneamente un passaggio dal sud al nord, dalla campagna alla città e dal dialetto alla lingua nazionale, nel contesto di una moderna ma ugualmente sofferta emigrazione. L’opera si compone di trenta componimenti poetici, di cui sette scritti in lingua dialettale e ventitré in lingua italiana. Il dialetto impiegato è quello parlato nella cittadina e nell’hinterland di Barcellona Pozzo di Gotto, che rappresenta il più popolato comune della provincia di Messina dopo il capoluogo e che è stato fino a pochi anni or sono, prima della disastrosa rovina del settore, un famoso centro di produzione e raccolta agrumaria e sede di un importante mercato ortofrutticolo.

