Marsilio: Saggi
Plon-Plon il principe Napoleone. Il libertino sposo di Clotilde di Savoia per l'Italia libera indipendente e federale
Antonio Glauco Casanova
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2012
pagine: 160
Il principe Napoleone, ribattezzato Plon-Plon in famiglia e anche popolarmente riconosciuto con questo curioso soprannome, è personaggio di rilievo nel quadro storico-politico del nostro Risorgimento nazionale. Uomo colto, intelligente e ottimo oratore svolse per l'indipendenza d'Italia un ruolo determinante specie nelle fasi più difficili e complicate della "seconda guerra" risorgimentale e dei suoi immediati e imprevisti sviluppi. Questa biografia mira a restituirgli la dimensione reale della costante partecipazione al nostro movimento unitario, a cominciare dall'obbedienza alla volontà del suo potente cugino Napoleone III di contrarre matrimonio con Clotilde di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele II, condizione imposta per provocare lo scoppio della guerra tra Francia e Piemonte contro l'Austria. Durante la guerra e nelle fasi successive Plon-Plon si trovò alternativamente con e contro Cavour, con e contro il cugino imperatore, d'intesa o non con il re-suocero Vittorio Emanuele. Insistette nel battersi per il "principio di nazionalità", annunciato ma messo poi da parte da Napoleone III, contro tre imperi, l'asburgico, lo zarista, l'ottomano. Punto fermo dopo l'impresa garibaldina fu quello di raccomandare ai governanti italiani di non "piemontiser" la penisola, in considerazione delle diverse storie e tradizioni regionali. Personaggio originale e diverso in Francia e in Italia, spesso inviso per non simpatici tratti caratteriali e per l'ostentato libertinaggio.
Feliciano Benvenuti. Partecipazione e autonomie nella scienza amministrativa della repubblica
Ettore Rotelli
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 162
Non secondo nel metodo ad alcun altro amministrativista del dopoguerra, Feliciano Benvenuti (1916-1999), docente a Padova, Milano e Venezia, è stato nel merito l'unico che, muovendo dalla "funzione", abbia interpretato il diritto positivo in termini di partecipazione al procedimento e parità nel processo; l'unico che fin dagli anni '50 e '60, nella indifferenza della "dottrina" per l'autonomia locale pur prescritta in Costituzione (art. 5), l'abbia invocata per i Comuni e le Province e soprattutto per le Regioni, attese dal 1948 e da istituire - spiegava - in modi non burocratici (come disporrà al contrario, dal 1970, la partitocrazia ormai incombente). Sarebbe ancora istruttivo in proposito il confronto dei riti 2011 del 150º con la dissacrante relazione "Mito e realtà dell'ordinamento amministrativo italiano" (1965, excursus 1969) del congresso del centenario dell'unificazione amministrativa, organizzato dall'Istituto milanese di cui era direttore scientifico il porfessor Benvenuti.
La ricchezza delle comunità. Guerra, risorse e cooperazione nella Geradadda del Cinquecento
Matteo Di Tullio
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 208
La guerra non è solo una storia di battaglie, eserciti e bande armate. Grazie a un'ampia documentazione inedita, il saggio di Matteo Di Tullio ricostruisce le pratiche di gestione della guerra a livello locale, addentrandosi nei sistemi di formazione e protezione della "ricchezza delle comunità". Le società locali non furono immobili di fronte agli eventi bellici, ai relativi mutamenti socioeconomici e al formarsi dello "stato" nell'early moderm, ma organizzarono azioni di cooperazione a difesa delle risorse locali, sviluppando innovativi sistemi di credito e favorendo un processo di redistribuzione, seppure non egualitario. Ponendosi come obiettivo principale la coesione sociale, le élites locali non approfittarono della dismissione del patrimonio comunitario o dell'indebitamento dei piccoli proprietari: il formarsi di altre "ricchezze delle comunità", patrimonio di un network chiuso, garantì invece una forza politica che rappresentava un capitale per tutti i membri della comunità e il riprodursi dello status quo socioeconomico.
La collaborazione di Rosmini al «Risorgimento» di Cavour
Giovanni Di Capua
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 224
Filosofo della politica e del costituzionalismo sconosciuto allo stesso pensiero politico prerisorgimentale, Antonio Rosmini fu il maggiore esponente del cattolicesimo liberale. Osteggiato da una sinistra demagogica e legata al mito francesista - fondamento della Rivoluzione e della Restaurazione - e da una forte tendenza reazionaria della curia romana, credette, ricambiato, in Pio IX "papa liberale". Amico di famiglia dei fratelli Gustavo e Camillo Cavour, insegnò a entrambi come evitare uno scontro tra neoguelfi e neoghibellini. Critico dello Statuto Albertino, che considerava la cattolica come religione dello Stato piemontese, sul quotidiano "Il Risorgimento" Rosmini scrisse parole pacate per spiegare come giungere a un'unità italiana, magari confederale: non sul modello francese e neppure su quello inglese, ed esprimendo invece simpatia per lo statunitense. Insegnò a Camillo Cavour il principio "libera Chiesa in libero Stato", che poi il conte fece proprio in un paese che andava espandendosi in maniera troppo laicista e scarsamente coordinato coi maggiori settori popolari di espressione cattolica. Rosmini anticipò il popolarismo sturziano e la democrazia cristiana degasperiana. Nel libro vengono analizzati i dodici articoli sulla costituzione di un futuribile Regno dell'Alta Italia, rimasto irrealizzato per il prevalere degli interessi di casa Savoia e di una non convenienza francese e inglese a fare dell'Italia la maggiore potenza mediterranea. Prefazione di Antonio Maccanico.
Ippolito Nievo. Uno scrittore politico
Elsa Chaarani Lesourd
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: VII-232
Ippolito Nievo nacque in una famiglia di idee liberali il 30 novembre 1831, alla fine di un biennio di insurrezioni; adolescente durante la rivoluzione del 1848, si spense ancor giovane il 5 marzo 1861, pochi giorni prima della proclamazione del nuovo Regno d'Italia. La breve esistenza dello scrittore fu dunque scandita da avvenimenti storici molto significativi sul piano politico, al pari della vita, invece lunghissima, di Carlo Altoviti, il personaggio che egli immaginò protagonista del suo grande romanzo, Le Confessioni d'un Italiano. Veneto per nascita, friulano e lombardo per ascendenze familiari, ma italiano per elezione, Nievo affidò a romanzi, novelle, poesie e articoli di giornale le proprie speranze nel risorgimento della patria, nella libertà e nell'unità dell'Italia "dall'Alpi alla Sicilia" e si propose di esercitare attraverso la letteratura un influsso sulle opinioni e sulle scelte dei suoi contemporanei. Fu coraggioso, determinato, anticonformista: potrebbe dunque rappresentare oggi un modello per le giovani generazioni europee. Aliena da intenti agiografici, la biografia di Elsa Chaarani Lesourd si propone di mettere in luce le molteplici sfaccettature del pensiero e dell'opera di uno scrittore politico da annoverare fra i più importanti romanzieri europei.
Winston Churchill e il bulldog. La «Ballata» e altri saggi montaliani
Gilberto Lonardi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 112
Davvero Montale è solo un grande poeta d'amore? Leggiamo le liriche per sua madre, per il padre, i versi per la sorella Marianna, seguendo le tracce di un suo "romanzo familiare". Davvero per lui la storia non esiste? Vediamo come risponde alla tragedia della seconda guerra mondiale, e in particolare chi si nasconde - Winston Churchill - nel bulldog della "Ballata scritta in una cllnica". Questo libro cerca, per assaggi, tra figure vicarie, animali, fantocci e oggetti larici un altro Montale.
Il tempo a Napoli. Durata spettacolare e racconto
Piermario Vescovo
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 223
Il saggio muove da alcuni spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia per costituire una base o un campionario per un percorso teorico sul tempo e la durata teatrale. A partire da Robert Lepage, Gustavo Tambascio, Rafael Spregelburd, Peter Stein, Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino, Davide Iodice, il volume prende in considerazione le teatralizzazioni di Dostoevskij, lo spazio tra teatro e romanzo, la drammaturgia seriale e le forme brevi, destinate ai luoghi metropolitani dell'attesa.
La questione neoclassica
Giovanna Scianatico
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 160
Il Neoclassico, a lungo considerato un aspetto minoritario e limitato agli ultimi decenni della cultura del Settecento, ne segna in realtà fin dalle origini le fondazioni. Una nuova periodizzazione costruita intorno a quest'asse consente alla letteratura italiana di suturare la tradizionale frattura tra le due metà del secolo e anche rispetto al contesto europeo, attraversato radicalmente dall'esperienza neoclassica, dalle arti figurative alla scrittura, dall'architettura alla musica, alla politica, al vissuto dei suoi protagonisti. Attraverso l'analisi degli scrittori, ricollocati in un quadro teorico internazionale - con una innovativa messa a fuoco della produzione dell'area meridionale - si ricompongono il profilo accidentato e le interne contraddizioni di un movimento fondato sulla dialettica di nostalgia e progetto, tra crisi e critica del Classicismo.
Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista. Maffeo Pantaleoni e «La vita italiana» di Giovanni Preziosi (1915-1924)
Luca Michelini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 128
Cattedratico di Economia all'Università di Roma, artefice della principale rivista teorica del Paese, "Il Giornale degli economisti", autore di studi conosciuti a livello internazionale, Maffeo Pantaleoni è tra i più insigni economisti italiani di tutti i tempi. La ricerca di Luca Michelini dimostra come Pantaleoni divenne il più in vista e il più spregiudicato antisemita sul quale poterono contare il fascismo e il nazionalismo, di cui l'economista è imprescindibile referente per la politica economica fino al 1924. Condirettore della rivista "La Vita italiana", Pantaleoni fu "maestro" del cattolico e spretato Giovanni Preziosi, che negli anni trenta e quaranta diverrà punto di riferimento dell'antisemitismo italiano e sarà tra i protagonisti della "soluzione finale", durante la Repubblica di Salò.
Carlo Bo. Il tempo dell'ermetismo
Giorgio Tabanelli
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 320
Il volume, a partire dal racconto in prima persona di Carlo Bo - di cui si celebra il centenario della nascita il 25 gennaio 2011 - ricostruisce il fenomeno dell'ermetismo attraverso la coralità delle testimonianze e delle confessioni degli amici protagonisti, poeti e scrittori: Mario Luzi, Carlo Betocchi, Oreste Macrì, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Enrico Vallecchi, Vasco Pratolini, Ferruccio Ulivi, Giorgio Caproni, Giancarlo Vigorelli. Si tratta, in definitiva, di un documento di straordinario interesse non soltanto della letteratura del Novecento, ma anche di un importante affresco di un'epoca storica. L'ampio e, in gran parte, inedito repertorio fotografico riprodotto costituisce una preziosa e originale forma di narrazione per immagini di una grande stagione della letteratura e della vita.
Spazio sonoro. Musica e architettura tra analogie, riflessi, complicità
Roberto Favaro
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2011
pagine: 304
Questo libro affronta il tema dei rapporti tra musica e architettura secondo una prospettiva molto ampia di indirizzi e di argomenti, con l'obiettivo di mostrarne la ricchezza e la stimolante complessità ben oltre i contesti tradizionali di studio dell'auditorium o degli spazi convenzionali per musica. A partire da alcune prospettive privilegiate quali la sonorità dello spazio, la spazialità del suono, gli spazi per la musica, le attinenze spaziali del linguaggio musicale, la riflessione si spinge a considerare la relazione tra musica e architettura analizzando alcuni contesti esemplari: la casa, la città, la fabbrica, il territorio, il caso di un musicista-architetto come Luigi Nono. Ma spazio sonoro è anche quello della composizione che manifesta un'identità progettuale, quello di una musica che racconta un paesaggio, quello del nostro corpo e della nostra coscienza in ascolto. Progettare una casa, una città, un oggetto plastico, significa anche immaginarne, prevederne, modellarne o liberarne il suono, l'impatto acustico, la presenza fonica, la natura drammaticamente musicale; significa portare nella realtà e nel mondo qualcosa che anche sul piano acustico ancora non esiste, colmando un vuoto, aprendo qualche ferita, comunicando una certa espressione e imponendo un volume che non è di sola forma visibile e solida ma anche di sonorità concretamente udibile. La proposta più ambiziosa del libro è quella di provare ad ascoltare le cose, il mondo e se stessi in rapporto alle cose e al mondo.
«Un altro Lorenzo». Ippolito de' Medici tra Firenze e Roma (1511-1535)
Guido Rebecchini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2010
pagine: 344
La controversa figura di Ippolito de' Medici trova un perfetto riscontro nel celebre ritratto dipinto da Tiziano Vecellio nel 1532. Benché a quella data Ippolito fosse già stato creato cardinale, egli vi appare con un abito sontuoso e marziale che mette in piena luce le sue ambizioni politiche e sociali, nonché la sua scarsa predisposizione alla vita ecclesiastica. Figura inquieta, eccentrica e brillante, Ippolito de' Medici era nipote di Lorenzo il Magnifico e nel corso della sua vita aspirò ad assumerne il ruolo di guida del governo fiorentino. Tale ambizione si scontrò però con la strategia dinastica di papa Clemente VII, anch'egli un Medici, e condusse Ippolito alla morte per veleno all'età di appena ventiquattro anni. Basato su materiale documentario in larga misura inedito, questo volume colma una cospicua lacuna nella storiografia sui Medici, che fin dal Cinquecento si è mostrata reticente a investigare le tensioni e i conflitti scoppiati all'interno della famiglia prima dell'ascesa di Cosimo al ducato nel 1537. Restituendo coerenza alle vicende biografiche di Ippolito, giunte fino a noi in forma frammentaria proprio perché in contraddizione con il mito di unità e legittimità promosso da Cosimo, questo studio fa luce sui meccanismi in base ai quali la memoria di un personaggio scomodo come Ippolito è stata rimodellata e piegata agli interessi dinastici dei Medici.

