Mimesis: Eterotopie
Narrazione e malattia
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 204
Questo libro raccoglie gli Atti di un Convegno internazionale sulla relazione tra malattia e narrazione tenutosi nel 2024, e gli argomenti principali sono legati al rapporto tra narrazione in senso lato (testi letterari, life narratives, graphic novels, film ecc.) e malattia, mettendo in luce molteplici aspetti: dalla funzione terapeutica delle narrazioni all’analisi di storie, finzionali e non, che raccontano di patologie e al tempo stesso risultano determinate, o quanto meno influenzate, dalle malattie stesse, soprattutto in caso di sindromi neurodegenerative; dalle morfologie retorico-narrative dei traumi alla rappresentazione del disagio fisico e psichico in diverse fasi evolutive dell’individuo, fino alla condizione della memoria semantica o sequenziale in caso di scarsa “manutenzione” delle competenze emozionali e cognitive del cervello. Si tratta solo di una prima tranche di avvicinamento a un plesso di problemi che riguardano oggi le Medical humanities, intorno alle quali gli autori di questi contributi stanno progettando specifici percorsi didattici nelle rispettive sedi universitarie.
Narrazioni identitarie. Teorie e analisi nella letteratura del secondo millennio
Antonella De Blasio
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 204
Questo studio propone una lettura comparata di alcune opere selezionate di Rachel Cusk, Eshkol Nevo, Sally Rooney, Olivia Laing, Nina Bouraoui e Ocean Vuong, sei voci narrative contemporanee che, attraverso configurazioni testuali ibride – e, in alcuni casi, autofinzionali –, interrogano i confini tra esperienza vissuta e mediazione discorsiva, tra autenticità e costruzione letteraria. Integrando le prospettive della narratologia cognitiva, della teoria dell’autofiction, degli studi queer e postcoloniali, le analisi mostrano come il sé narrante emerga da una continua negoziazione tra passato e presente, tra il bisogno di coerenza e la consapevolezza della trasformazione. L’identità, anziché costituire un’origine da svelare, si configura come un atto narrativo in divenire: relazionale, mobile, e profondamente generativo.
Inside out. La dimensione socio-emotiva dell’educazione e della formazione tra abilità, pratiche e linguaggi
Emanuele Serrelli
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 194
In un’epoca in cui le emozioni occupano un inedito spazio nella cultura, nei media e nelle politiche, la crescente diffusione del termine “socio-emotivo” nella letteratura scientifica rivela l’urgenza di riconnettere dimensioni sociali, emotive, corporee e intellettuali. Il sapere pedagogico e la sua esperienza educativa possono offrire un contributo cruciale per superare alcune semplificazioni, come l’enfasi unilaterale sul learning e sulle socio-emotional skills, riconoscendo e ripensando la cura socio-emotiva come fondamento delle relazioni formative, educative e professionali. Questo volume, attraverso una solida riflessione pedagogica e l’analisi critica di linee guida, buone prassi e studi nazionali e internazionali, offre risorse per educare, formare e coltivare contesti di vita e di lavoro più sostenibili, traendo vantaggio da approcci, pratiche, metodologie e linguaggi, in particolar modo quelli propri delle humanities. Una guida per formare nella complessità del presente.
Teoria critica. Nuove prospettive. A un secolo dalla fondazione dell’istituto per la ricerca sociale di Francoforte
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 338
È ancora possibile rintracciare uno spazio di elaborazione critica nel contesto di una permanente crisi sistemica (che sempre più spesso si traduce anche in conflitto armato) dove l’impianto politico-economico del capitalismo, nelle sue varie espressioni, determina l’assoggettamento di ogni forma di vita e rimette in gioco la stessa idea di democrazia? A tal riguardo una potenziale riserva di senso può essere colta nell’eredità del pensiero degli autori della cosiddetta Scuola di Francoforte (e di altri filoni di pensiero otto-novecentesco), nei testi dei quali è manifesta l’istanza teorica per una critica immanente della società, riconducibile anche alle “Forme di vita” che caratterizzano il nostro presente, in una prospettiva di emancipazione e liberazione coerente con un processo perfettibile di apprendimento democratico. Il libro comprende le relazioni svolte nell’ambito di un ciclo d’incontri organizzato a Brescia dall’Associazione culturale Odradek XXI in occasione del centenario della fondazione dell’Istituto per la Ricerca Sociale di Francoforte.
Con occhi da grave dolor munti. Dante e l’invidia
Paolo Rigo
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 324
L’invidia è uno dei vizi tra i più complessi da definire per i teologi e i pensatori del Medioevo. Tale caratteristica si riflette in tutta l’opera dantesca, dove all’invidia e agli invidiosi è dedicato ampio spazio. Non solo alcune figure emblematiche della Commedia sono affette da questo male atavico dell’uomo (Caino fu il primo essere vivente a soffrire l’invidia), ma il pensiero dantesco è particolarmente sensibile al peccato, peste per eccellenza dei luoghi urbani. L’invidia è la velenosa pianta germinante che attanaglia la vita di corte e quella universitaria: ma Dante nel rappresentare gli invidiosi è tanto lontano quanto più pervicace di un Boncompagno da Signa, per esempio, che raffigura il peccato come un mostro a più teste. Nessuna straordinarietà concessa agli invidiosi (o quasi), ma piuttosto la storia di una donna senese semi-sconosciuta, Sapìa, con l’evidente scopo di attribuirle e svilupparne il ruolo di minimo comun denominatore, al fine di valorizzare l’universalità dello stesso vizio.
Filosofia e cinema in Aleksandr Sokurov. Passaggi e paesaggi. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 220
“La civiltà europea, circondata da trincee, ha allevato dei sostenitori, dichiarati o non, dei blocchi militari. Il linguaggio cinematografico e quello filosofico cosa possono fare? Niente. Siamo di troppo. Ma la domanda resta aperta: se questo accade, è perché milioni di persone, oggi come nel Novecento, votano un’avanguardia politica che si appassiona alla guerra e alle vittorie. La responsabilità, allora, è anche nostra” scrive il Maestro Aleksandr Sokurov, commentando i suoi film sul potere. Con lui e intorno a lui, in questo libro, filosofi e filosofe, esperti ed esperte di cinema, assumendosi la fragile responsabilità del pensiero, rilanciano la sfida ai lettori e agli amanti della settima arte. E a chiunque voglia continuare a non arrendersi al male, banale o brutale che sia. Con contributi di Aleksandr Sokurov, Aliona Shumakova, Michele Sardone, Matteo Marelli, Gemma Bianca Adesso, Francesco Cattaneo, Paolo Stellino, Roberto Turigliatto, Daniele Maria Pegorari, Annalisa Caputo, Luca Romano, Bianca Roselli, Francesco Dongiovanni e degli studenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
La Lvita è matrigna, almeno sogniamo! Manuale pratico di sogni a occhi aperti strutturati
Paolo Gallina
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 234
Hai mai sognato a occhi aperti? Non parliamo di semplici distrazioni, ma di veri e propri viaggi della mente, capaci di costruire mondi, dialoghi, avventure e scenari straordinari nel bel mezzo della quotidianità. Con uno stile chiaro e accessibile, l’autore trasforma il sogno a occhi aperti in una pratica consapevole e benefica. Nasce così il concetto di SOAS, Sogno a Occhi Aperti Strutturato: un metodo originale per coltivare le proprie fantasie interiori come si coltiva un’arte o una passione. Radicato su studi psicologici, riflessioni sociologiche e suggestioni artistiche, questo manuale propone esercizi, tecniche e spunti pratici per imparare a sognare con metodo, al solo fine di stare meglio con sé stessi. In una società eccessivamente produttiva e performante, in cui i sogni hanno senso solo se vengono perseguiti e realizzati, il saggio di Paolo Gallina è una voce fuori dal coro; invita a riscoprire e valorizzare quella che troppo spesso viene considerata una perdita di tempo: la fantasia spontanea.
Pacifismi. Storia plurale di un'idea controversa
Roberto Della Seta
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 420
La storia del pacifismo, cioè dell’insieme delle dottrine, delle riflessioni individuali e collettive, dei movimenti sociali e di opinione che negli ultimi due secoli si sono riconosciuti in una qualificazione della guerra quale disvalore, è piuttosto una storia di “pacifismi”: vicenda plurale dentro la quale converge una molteplicità di posizioni e di sensibilità accomunate da un sentimento sempre più diffuso di ripulsa verso la pratica della guerra ma tra loro decisamente divergenti, talvolta contraddittorie quanto a motivazioni e premesse culturali. In particolare, nel corso del ’900, al pacifismo delle origini, segnato da un’impronta umanitaria e cosmopolita, se ne affianca uno di tipo nuovo e che in parte risponde a sollecitazioni opposte: non lasciarsi coinvolgere in guerre “altrui” perché “non sono fatti nostri”. Prende così forma un “nazional-pacifismo” – oggi si potrebbe dire un pacifismo “sovranista” –, che negli anni ’30 del secolo scorso ha visto molti nazionalisti francesi, inglesi e americani opporsi nel nome della pace alla prospettiva di una guerra contro i fascismi. È un “neo-pacifismo” destinato a mettere radici profonde e durature nelle opinioni pubbliche occidentali, mostratosi con forza nel tempo attuale in Europa nella diffusa opposizione a forme dirette di sostegno, anche militare, alla resistenza ucraina contro l’invasione russa; ed è una sensibilità che si fonda sul concetto dell’interesse nazionale come criterio di giudizio morale da anteporre a preoccupazioni genericamente e universalisticamente umanitarie.
Le lezioni invisibili. Per un pensiero critico dell'insegnamento universitario
Marcello Ghilardi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 152
Questo breve saggio richiama esplicitamente il titolo di uno dei più noti romanzi di Italo Calvino, che annotava: “Penso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e Le città invisibili sono un sogno che nasce dalle città invivibili”. Qui si propone una sorta di dichiarazione d’amore per l’insegnamento, per la scuola e per l’università, in un’epoca in cui alcuni modelli funzionali sembrano trasformarle in modo radicale, rendendole spesso invivibili per chi vi cerca ancora degli spazi non toccati dal lessico e dai criteri della performance, della creditizzazione, della professionalizzazione o del fund raising. Alla ricerca di un equilibrio fra una didattica “innovativa”, capace di sfruttare le potenzialità della tecnologia, e forme di educazione al sapere e alla soggettività che mantengono un rapporto con la tradizione, va ancora posto al centro del pensiero il rapporto che si può dare tra le forme del “sapere” e le dinamiche contemporanee della soggettività, nella consapevolezza che tanto i saperi quanto i soggetti non sono mai entità statiche, fisse, immutabili, ma processi in continua metamorfosi, sempre de-coincidenti rispetto a se stessi.
Progetto e mediazione. Esperienze in Italia tra arte, architettura e progettazione culturale (1968-1976)
Sara Catenacci
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 266
Un itinerario poco noto unisce alcuni artisti, critici d’arte, architetti e designer che, negli anni Settanta, cercarono di sviluppare in Italia nuovi approcci creativi e di gestione culturale al di fuori di istituzioni e luoghi deputati, ponendosi al servizio di comunità marginalizzate. Tentativi che individuarono nel confronto con la città e in pratiche partecipate di lungo termine il proprio terreno di sperimentazione. Questo volume attraversa le periferie di Napoli, Roma e Milano. Osserva ogni esperienza nel suo specifico, immergendola nel dibattito post-1968 sul ruolo sociale dell’artista e delle istituzioni culturali. Arte e progettazione intersecavano allora sociologia, antropologia, semiotica, pratiche d’indagine biografica, didattica antiautoritaria ed ecologismo.
Videoarte ludica. Videogioco, cinema, machinima
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 602
Videoarte ludica esplora il machinima come una pratica artistica e critica situata all’incrocio tra videogioco, cinema e videoarte. Lungi dall’essere una semplice derivazione del medium videoludico, il machinima ridefinisce i linguaggi della rappresentazione digitale, interrogando le relazioni tra tecnologia, agentività e visual culture. Questo volume si pone in continuità con Fotoludica. Fotografia e videogiochi tra arte e documentazione (2025), integrandone le riflessioni con un’indagine rigorosa e interdisciplinare sull’audiovisivo che attraversa teorie critiche, studi di caso e conversazioni con artisti e studiosi. Con un approccio lucido e privo di ingenuità celebrative, il libro esamina il machinima non solo come fenomeno culturale, ma come strumento capace di sovvertire convenzioni estetiche, ridefinire i modelli narrativi del digitale e proporre nuove prospettive sul rapporto tra videogioco e arte.
Il disagio della condizione presbiterale nell'evoluzione del rapporto religione-società
Rossano Buccioni
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 142
Tra le diverse forme di disagio sociale che si impongono all’attenzione dei media e del novero degli specialisti, va assumendo fisionomie del tutto specifiche quella inerente alle persone di vita consacrata, all’interno di una continua riconfigurazione del rapporto religione-società differenziata. Emersa come tipologia specifica di disagio e rubricata all’interno del burnout delle professioni di cura, la condizione di disagio delle persone di vita consacrata si situa all’interfaccia di dimensioni socio-strutturali sempre più improbabili, riguardanti la messa in latenza della funzione sociale della religione e il concomitante aumento di responsabilità e di difficoltà a carico di persone spesso isolate, anziane e operanti in contesti sociali ostili. La crisi della partecipazione alla vita della Chiesa da parte dei laici ha come contraltare un diffuso malessere dei preti, oberati di incarichi e con uno status sociale in caduta – che un tempo era invece un riferimento socio-culturale. Si configura a carico del sacerdote una situazione di “estremo psicologico” che chiama in causa diversi fattori, non ultimo la mutazione del rapporto tra trascendenza e società complessa. In tal senso il disagio nella condizione presbiterale diviene un indicatore complesso, non solo del distanziamento della società dai valori di ordine comunitario tipici del dettato evangelico, ma soprattutto da condizioni di condivisione e di corrispondenza tra tempi sociali e tempi psichici. Allora, la sofferenza di oggi nel vissuto di molti consacrati si sviluppa nella situazione di comunità sfilacciate ispirate a valori diversi da quelli evangelici e socialmente impegnate nel conseguimento di obiettivi dettati da quell’individualismo possessivo che limita la religione negli ambiti ristretti della tradizionalizzazione, museificazione e culturalizzazione. La perdita di uno status riconosciuto e una formazione al futuro Ministero ricevuta come se il prete vivesse “sotto assedio” fanno il resto. In queste pagine non si propone una lettura religiosamente orientata del disagio delle persone di vita consacrata, ma una sua valutazione in ordine a problematiche generali riguardanti il rapporto tra religiosità e società complessa e alla possibilità stessa di garantire espressione a dinamiche relazionali non rigida- mente determinate da criteri utilitaristici. Lo strumentario utilizzato nell’analisi sociale si ispira alla teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann.

