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Neri Pozza: Biblioteca

Fermina Márquez

Fermina Márquez

Valéry Larbaud

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2006

pagine: 156

Al Saint-Augustin, un collegio per figli di grandi ricchi non lontano da Parigi, gli allievi francesi rappresentano un insignificante minoranza. A guidare il curioso piccolo mondo di adolescenti che anima il collegio, sono dei ragazzi ispano-americani disinvolti ed eleganti, che si sentono, in tutta la loro persona e in ogni istante della loro vita, discendenti dei Conquistadores. L'esistenza di questa banda di sfrontati, che impegnano il proprio onore a osare ogni cosa in tema d'indisciplina e d'insolenza è turbata un giorno da un inaspettato evento: la comparsa di Fermina Màquez, la sorella di uno degli allievi, che sconvolgerà il sottile equilibrio di quella società maschile adolescenziale.
11,00

Educazione europea

Educazione europea

Romain Gary

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2006

pagine: 271

Educazione europea è il romanzo d'esordio di Romain Gary, ma non è affatto una "oeuvre de jeunesse", bensì una delle sue opere più importanti. Gary lo scrisse quando era aviatore delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale. Apparve nel 1945 e fu subito un grande successo. Sartre lo giudicò il miglior libro mai scritto sulla resistenza. Romain Gary vi racconta la storia di un gruppo di resistenti polacchi: i loro sogni, le loro speranze, i loro ideali, le loro piccole e grandi miserie e i compromessi che la guerra esige. Per sopravvivere e resistere, per affermare anche nel dolore la grandezza della vita e la speranza del pensiero. Il personaggio centrale del romanzo è Janek, un ragazzo che, nella spiccata durezza del combattimento clandestino, conosce il freddo e la fame, il tradimento, l'orrore e la morte senza che l'odio afferri, anche per un solo istante, il suo cuore. Attraverso Zosia, Janek conosce infatti l'amore, attraverso Dobranski, lo studente, il culto della libertà e, attraverso la semplicità dei suoi compagni di lotta, la grandezza dell'uomo. Un sogno alimenta e attraversa ogni riga di queste pagine: che, dalla resistenza comune ai popoli oppressi dal nazismo, non solo sorga il sentimento di una solidarietà europea ma, come recita una poesia di Dobranski lo studente, "l'ultimo stato sovrano crolli ai colpi dei patrioti europei", "si spenga nel mondo l'eco dell'ultimo canto nazionale", e l'Europa finalmente "si erga e cammini".
13,50

L'età incerta

L'età incerta

Leslie P. Hartley

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2020

pagine: 336

«Il passato è una terra straniera; fanno le cose in modo diverso laggiù». Apparso per la prima volta nel 1953 a Londra, L'età incerta catturò subito l'attenzione della critica non soltanto per il suo formidabile incipit, tra i più riusciti nella storia della letteratura inglese, ma per la potenza della sua scrittura e l'abile intreccio dei suoi temi: la fine dell'età vittoriana, i turbamenti dell'adolescenza e le disillusioni dell'età adulta, il rapporto tra memoria e passato. È la storia di Leo Colston che, rovistando sul fondo di una scatola rossa, dove da ragazzo teneva i suoi colletti di Eton, si imbatte nel suo Diario per l'anno 1900 e si ritrova, così, catapultato nella terra straniera del suo passato. Precisamente a Brandham Hall, un'imponente dimora georgiana della rinomata famiglia dei Maudsley dove, nell'estate di quell'anno, l'ultimo del lungo regno della regina Vittoria, Leo, tredicenne, viene invitato dal suo compagno di classe, Marcus Maudsley. Di un anno più giovane, Marcus è un ragazzo precoce nella sua raffinatezza, in possesso di quel savoir-faire che ai giovani del suo rango concede sempre un'aria vincente. Ragazzo della middle class, a Brandham Hall Leo continua a nutrire per lui un naturale sentimento di estraneità. Sentimento che muta, invece, completamente di segno una volta che il giovane Colston si ritrova al cospetto di Marian Maudsley, la sorella di Marcus. Ragazza di incomparabile bellezza con le sue lunghe sopracciglia, i capelli luminosi di sole e gli occhi che esplodono d'azzurro, Marian è promessa sposa di Lord Trimingham, un uomo estremamente elegante coi suoi panama e i suoi vestiti di lino bianco. La giovane rampolla dei Maudsley ama, tuttavia, l'aitante Ted Burgess, il fattore di Brandham Hall, con cui intrattiene una relazione clandestina. Turbato e soggiogato dalla bellezza di Marian, Leo accetta di divenirne il personale Mercurio, il messaggero d'amore tra lei e il fattore, in un gioco pericoloso dall'esito fatalmente sciagurato.
18,00

I segugi di Bafut

I segugi di Bafut

Gerald Durrell

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2017

pagine: 240

Il Cross River sgorga circospetto dalle montagne del Camerun per gettarsi a precipizio, ampio e corrusco, nella grande conca forestale di Mamfe. È lì, sul fiume liscio e marrone ai margini del bosco che lo zoologo e biologo naturalista Gerald Durrell e il suo assistente Smith allestiscono il tendone del campo base dove si occuperanno di raccogliere le più svariate specie di animali dell'Africa. Dopo aver costruito le gabbie, scavato le pozze d'acqua e stoccato le provviste di cibo, decidono di dividersi i compiti: Smith rimane a Mamfe per badare al campo e occuparsi delle creature che abitano la fauna boschiva con l'aiuto degli abitanti del luogo, mentre Durrell si avventura all'interno, fra le montagne, dove la foresta lascia il posto alle grandi praterie. La sua meta è Bafut, dove il Fon del villaggio, un vecchio briccone il cui cuore è conquistato da chi dimostra di reggere bene l'alcool, gli assicura l'aiuto di un esperto gruppo di cacciatori indigeni. Tuttavia, per dare la caccia ai diversi esemplari di fauna presenti a Bafut, Durrell decide di non servirsi solo degli uomini forniti dal Fon, ma anche di una muta di sei sparuti e goffi bastardi che, a dire dei loro padroni, sono i migliori cani da caccia dell'Africa occidentale. È così che i «segugi di Bafut», una sgangherata accozzaglia di uomini e cani, si mette sulle tracce delle più improbabili creature: una coppia di rospi afflitti da un grave complesso di inferiorità; uno scoiattolo di formidabile astuzia capace di eludere qualsiasi trappola; una mangusta color zenzero con il coraggio di un leone e un gruppo di scimpanzé ipocriti.
14,00

La strada delle Fiandre

La strada delle Fiandre

Claude Simon

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2015

pagine: 267

Il protagonista dell'opera, Georges, torna dal fronte dopo la disfatta del maggio 1940, quando l'esercito tedesco sbaraglia dapprima le truppe belghe e poi quelle francesi nella sua avanzata verso sud. Come in un incubo, Georges rievoca la ritirata sulla strada delle Fiandre. Una disfatta che, ai suoi occhi, appare non soltanto come la decomposizione di un esercito, ma del mondo stesso, nell'istante in cui il capitano de Reixach, piantato sul cavallo esposto nel bel mezzo della strada, senza neppure prendersi la pena di sospingerlo fin sotto a un melo, aveva trovato la morte. Aveva trovato la morte o, piuttosto, aveva cercato la morte? Perché il capitano se ne stava così diritto e rigido in sella, come se stesse sfilando a una rivista e non in piena ritirata? Quella posa elegante e chic in mezzo allo sfacelo aveva a che fare con l'onore di un ufficiale di cavalleria dinanzi alla morte oppure con altre, oscure ragioni? Riguardanti magari la bella Corinne, la ragazza di vent'anni più giovane che de Reixach aveva sposato in un'eco di scandalo, di indignazione, di gelosia e di sussurri intorno alle tazze di tè? Nel sovrapporsi dei ricordi, la misteriosa fine del capitano finisce col simboleggiare, per Georges, l'ineffabile fine del mondo che sua madre, una de Reixach, gli ha sempre decantato: quel mondo fatto di spettri circondati di leggende, di dicerie d'alcova, di colpi di pistola, di atti notarili e di spade tintinnanti.
14,00

Fino a Salgareda

Fino a Salgareda

Silvio Perrella

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2015

pagine: 208

"I dati erano conosciuti. Che Parise fosse figlio di padre ignoto e che questo fosse stato per lui un problema, lo aveva raccontato lui stesso più volte, in modo diretto e in qualche racconto. Che la madre fosse una donna 'temibile' e amata, che certi luoghi come Venezia Milano Roma o il suo 'Veneto barbaro di muschi e nebbie' avessero avuto per lui un'importanza determinante, e che i suoi viaggi avessero reso il suo sguardo più acuto e lungimirante, che infine la malattia e il senso della vita breve avessero da sempre influito sulla sua visione del mondo e sulla sua sintassi, tutto questo era noto. Ma per metterlo in movimento e ricercare i movimenti remoti di una vita che si intreccia con la scrittura e diventa destino, il destino di un autore tra i più originali del nostro Novecento; per combinare tutti questi dati in una trama coerente fino a darci un'immagine di Parise che prima non ci era mai apparsa così vivida e toccante. E questo ha fatto Silvio Perrella col suo libro saggistico-narrativo intitolato 'Fino a Salgareda' e dedicato appunto a Goffredo Parise. Perrella non ha mai conosciuto Parise (per ragione anagrafica), ma con questo suo saggio sembra essersi a lui avvicinato di persona creando una confidenza e un'amicizia con lui che si trasmette anche al lettore." (Raffaele La Capria)
14,00

Sinfonia Leningrado

Sinfonia Leningrado

Sarah Quigley

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2014

pagine: 383

È l'inverno del 1941 a Leningrado. La città è stretta nella morsa dell'esercito tedesco e sembra frantumarsi sotto le granate nemiche. I corpi dei caduti vengono ammassati ai lati della Prospettiva Nevskij. Ovunque, suoni terribili: lo stridore delle slitte cariche di cadaveri, le terrificanti esplosioni dei candelotti di dinamite impiegati per scavare fosse comuni, l'ululato dei cani e dei gatti randagi uccisi per sfamarsi. Per le strade della città, dove esseri umani strisciano come spettri in mezzo a mucchi di rifiuti sperando di rimediare qualche avanzo, per poi morire lì dove si trovano, Karl Il'ic Eliasberg, il direttore dell'Orchestra Radiofonica di Leningrado, avanza a fatica. È reduce da un incontro con il direttore della radio e con i responsabili del Dipartimento delle Arti. Gli hanno trasmesso un ordine di Zdanov, il segretario del partito che guida la difesa della città, un ordine che non ammette repliche: ricostituire l'Orchestra Radiofonica, sciolta per la morte di buona parte dei suoi componenti, per eseguire la Settima Sinfonia che Dmitrij Sostakovic ha appena terminato lontano da Leningrado. Eliasberg è paralizzato dalla paura e dal desiderio. Mai in vita sua gli è stata offerta un'opportunità del genere, e mai la posta è stata così alta. Tuttavia, come portare a termine quel compito così imponente con i pochi musicisti rimasti, stremati dalla fame e con le mani e i piedi tormentati dai geloni, e i volti di un pallore mortale e coperti di piaghe?
14,50

Come cucinare il lupo

Come cucinare il lupo

Mary F. Fisher

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2014

pagine: 255

Nel 1942 Mary Frances Kennedy Fisher dà alle stampe "Come cucinare il lupo", un ricettario per sopravvivere degnamente in tempi di razionamento del gas e di sparizione di prelibatezze, quali bistecche di manzo, bourbon, zucchero a velo e altri ingredienti essenziali alla buona cucina; ricettario che nelle sue intenzioni non voleva essere altro che un "libretto bizzarro sul modo migliore di convivere con la tessera annonaria, l'oscuramento e le altre miserie della Seconda guerra mondiale". Nel giro di un decennio, con il conflitto consegnato ai libri di storia, il "libretto" diventa uno "stravagante" libro di culto e, negli anni successivi, una delle opere fondamentali della letteratura americana del dopoguerra, al punto tale che la prestigiosa rivista "Time" lo inserirà tra i cento migliori libri di non-fiction di sempre. In questo singolare volume il cibo, naturalmente, è soltanto l'ingrediente principale con cui viene approntata una sfrontata, ironica, giocosa e, si direbbe oggi, "politicamente scorretta" apologia degli appetiti. M.F.K. Fisher non esita a far ricorso a massime di umoristi come A.P. Herbert ("A quanto mi risulta, gli astemi muoiono come tutti gli altri. E dunque a cosa serve eliminare la birra?")
15,90

Il fiume dell'oppio

Il fiume dell'oppio

Amitav Ghosh

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2014

pagine: 608

È il settembre del 1838 quando una terribile burrasca si abbatte sulla Ibis, la goletta a due alberi in viaggio verso Mauritius con il suo carico di "coolie", di "delinquenti". Come un uccello mitologico in balia del vento, con il bompresso come un grande becco e le vele come due enormi ali spiegate, la Ibis resiste miracolosamente alla furia dell'uragano. Nel fracasso della tempesta, tuttavia, tra lampi, tuoni e marosi, una scialuppa si allontana lestamente dalla goletta. È una barca di fuggitivi e a bordo reca due lascari, i leggendari marinai che parlano una lingua tutta loro, e tre coolie che dovrebbero scontare la loro pena a Mauritius: Kalua l'ex lottatore strappato ai campi di papaveri indiani, Ah Fatt, il figlio di un ricco mercante di Bombay e di una donna cinese, Neel, il raja di Raskhali che ha sperperato la sua ricchezza, indebitandosi con i mercanti inglesi e finendo galeotto nella stiva della nave inglese. Qualche giorno dopo attracca a Mauritius un brigantino anch'esso male in arnese dopo una traversata segnata da disgrazie e tragedia: il Redruth di Fitcher Penrose, il cacciatore di piante. A Port Louis, però, Fitcher ha di che rallegrarsi. Nel porto di Mauritius fa, infatti, bella mostra di sé uno dei più venerati orti botanici del mondo in cui hanno prestato la loro opera lo scopritore della buganvillea e quello del pepe nero. Secondo volume della trilogia della Ibis.
14,00

Il giardino delle bestie. Berlino 1934

Il giardino delle bestie. Berlino 1934

Erik Larson

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2014

pagine: 576

Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934. Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all'università di Chicago. Mentre siede alla sua scrivania all'università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino. Ed è cosi che, al loro arrivo, William e Martha si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all'aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.
14,00

Un albero pieno di orsi

Un albero pieno di orsi

Gerald Durrell

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2014

pagine: 208

Nel 1962 la BBC decide di produrre un documentario sulla fauna selvatica in Nuova Zelanda, Australia e Malesia: un reportage che si collochi a metà tra "la guida turistica e la rappresentazione della realtà come la vediamo". Quando il progetto arriva tra le mani del celebre biologo naturalista Gerald Durrell, e di sua moglie Jacquie, è chiaro a tutti che quel viaggio si trasformerà in un evento di tutt'altra natura. Cresciuto correndo tra i boschi dell'isola di Corfù e, perciò, dotato del grado di follia necessario a calarsi giù da un dirupo per osservare un "beccostorto", Durrell è uno spirito libero. Libero di sentirsi tremare la terra sotto i piedi e scappare a gambe levate mentre "la Grande Bertha" - il geyser più grande della Nuova Zelanda - scoppia in un "getto di vapore bollente del diametro di un albero". Libero di fermarsi sulle sponde di un lago e venire attorniato da una famiglia di "weka" che, come scrupolosi, malinconici "funzionari doganali", frugano con il becco tra borse e portafogli; o di riposarsi sotto eucalipti "dai rami brillanti come corallo bianco", per godersi lo spettacolo del tramonto australiano, prima di riprendere l'inseguimento agli opossum di Leadbeater.
14,50

Volti nell'acqua

Volti nell'acqua

Janet Frame

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2013

pagine: 224

"Ancor più di Virginia Woolf, Janet Frame è prigioniera della sua biografia", scrive Hilary Mantel nell'introduzione a questo volume. La grande scrittrice neozelandese trascorse otto anni della sua vita in vari ospedali psichiatrici e fu sottoposta a più di duecento elettroshock, "ognuno pari per intensità di paura a un'esecuzione capitale". La sua intera opera è attraversata da cima a fondo dal ricordo di questo doloroso capitolo della sua esistenza, come ampiamente mostra "Un angelo alla mia tavola", l'autobiografia che le ha dato la fama e che fu oggetto di una memorabile trasposizione cinematografica di Jane Campion. Il libro, tuttavia, in cui la sua esperienza ospedaliera viene restituita nella maniera più cruda e, nello stesso tempo, poetica è certamente "Volti nell'acqua", benché Janet Frame abbia scritto di avervi ammorbidito la verità, temendo che altrimenti non le avrebbero creduto. Istina Mavet è il personaggio principale dell'opera che, come ha scritto l'autrice, non è la semplice rappresentazione di se stessa, ma qualcosa di più. Hilary Mantel ricorda come Istina significhi verità in serbocroato e Mavet morte in ebraico. Istina Mavet è la vittima e, insieme, la testimone di una reclusione in cui è in questione tutto tranne che la cura. L'ospedale dove resta più a lungo ospita pazienti di ogni età e patologia, i medici non si fanno vedere mai e le infermiere hanno il solo compito, non immune da un certo sadismo, di controllare i pazienti.
12,00

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