Passigli: PASSIGLI POESIA
Anno naturale
Luca Baldoni
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 96
«... Oltrepassata la metà del cammino della sua vita l'autore trova una poesia dell'immanenza, della ragione che illumina le cose, non venata dal triste disinganno, quanto dall'entusiasmo della scoperta. Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, ogni elemento è in divenire, una continua mutazione di combinazioni della tabella periodica sotto svariate forme. Ciò che il libro cerca nel verso è proprio l'equilibrio di spazi e di tempi, di grandezze, che si fa misura del dettato ed equilibrio interiore. Se il demone inquieto è per ciascuno il proprio modo di essere, il libro cerca di venirne a capo, scovando il filo conduttore che lega l'esserci in mezzo a tante cose nello scorrere dell'esistenza, trascorsa - nel caso dell'autore - come un Ulisse che vaghi per il mondo, fino a far ritorno alla sua Itaca...» (Dalla prefazione di Tommaso Lisa)
La memoria della terra. Testo americano a fronte
Joy Harjo
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 288
« Autrice di letteratura nativa e libri per bambini, premiata con prestigiosi riconoscimenti, Joy Harjo si è ormai affermata come una voce potente non solo tra i poeti indianoamericani, ma anche nel più vasto panorama della letteratura americana contemporanea. Nella complessa densità di questa nuova raccolta, che molto ha contribuito a consolidare la sua reputazione di artista e a favorire la nomina di Poet Laureate degli Stati Uniti, il viaggio fisico "in questo paese terrificante di bellezza" conduce il lettore in un percorso ancora più preciso attraverso la storia indiana, dalla nativa Oklahoma all'Alaska, alla California, alle Hawaii, nella stessa infinitezza dello spazio americano, luoghi perduti e sempre ritrovati nel rapporto indistruttibile con la terra, con gli antenati, con una cultura da preservare nella catena generazionale... La musica accompagna questa poesia, una fusione di ritmi e sonorità - stomp dance and songs dei Creek, canti Forty Nine, ninnenanne tradizionali, blues e jazz - fino all'incantatorio battito dei tamburi cerimoniali. Un viaggio dunque anche musicale, e nonostante che Joy Harjo cambi di proposito la citazione al negativo della canzone country di Bob Willis in un momento particolare della sua vita - "non portarmi a Tulsa. / Posso sposare solo la musica" (Noi c'eravamo quando il jazz fu inventato) -, il percorso intrapreso conduce alla fine proprio alla città nativa, un coming home che è riconquista di identità e della propria terra...» (Dalla prefazione di Laura Coltelli)
Istruzioni per la luce
Luca Benassi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 128
«Un libro ha corpo e vivezza se frutto di spinte interiori e di inarrestabili umori. Da ciò la sua necessità espressiva e la capacità di rivolgersi all'altro, al lettore, non solo trattenendolo ma rendendolo partecipe e uguale. Se poi è un libro di poesia - ossia edificio di parole strette nei significanti che chiamano il mondo e lo accolgono - spinte e umori si avvalgono di toni e di risonanze che insieme lacerano e confortano, disperdono e ricompongono. Questa di Luca Benassi è un'opera compatta nel segno alto e aperto della compassione. Compassione come patire insieme, come condivisione, qualità del portarsi dall'altra parte e nella misura più estesa travalicando l'umano e il creaturale per farsi anima del mondo, grumo nell'essenza. Una tale compassione è generata da un esercizio instancabile di attenzione, da un sentimento che mai cede alla negazione se, partendo da un sé che si conosce, tanto nella fragilità che nell'ardore, si fa testimone e compagno...» (Dalla prefazione di Elio Pecora)
Poesie d'amore. Testo tedesco a fronte
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 96
Come ricorda Sabrina Mori Carmignani nella prefazione a questo volume, a un giovane poeta che nel 1903 gli chiedeva consigli sui propri versi, Rilke risponde senza traccia d’esitazione: «Non scriva poesie d’amore», e questo monito non può non essere letto anche e soprattutto in direzione dello stesso Rilke. Il quale, in realtà, aveva sì scritto ‘poesie d’amore’, e in particolar modo negli anni giovanili (fra l’altro un’intera raccolta dedicata a Lou Andreas-Salomé dal titolo “In tuo onore”), ma aveva anche avvertito piuttosto precocemente il limite di un’ispirazione inserita entro l’esperienza vissuta in prima persona. E non è certo un caso che poi molte delle liriche dedicate a Lou non siano state da lui pubblicate. Per questa ragione, selezionare e raccogliere un’antologia di liriche amorose nell’ambito della pur vasta opera rilkiana impone il difficile confronto con un orizzonte tematico aperto. Come spesso avviene nell’opera dei poeti più grandi ogni singolo componimento rappresenta una sorta di tutto compiuto; e in Rilke questo accade in maniera ancor più evidente, poiché tutta la sua straordinaria evoluzione di poeta, pur nella molteplice complessità della sua voce, tende a un assoluto rigore espressivo, a una sorta di ‘congiunzione’ dei temi, che ne rivela – si pensi ai “Sonetti a Orfeo” e al canto estremo delle “Elegie Duinesi” – la natura profondamente poematica. D’altra parte, proprio questa antologia ci permette di interrogare l’opera di Rilke da un versante nuovo e originale; e la risposta è ancora una volta straordinaria, in un insieme di liriche d’amore che sono fra le più belle dell’intero Novecento poetico.
Luna allo zenith. Testo russo a fronte
Anna Achmàtova
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 416
Nata a Odessa nel 1889 e morta a Mosca nel 1966, la vita di Anna Achmatova si è intrecciata con la storia del suo Paese, e anche con le tragedie di quella storia; basti pensare che il suo primo marito, il poeta Nikolaj Gumilëv, venne fucilato nel 1921 con l’accusa di attività controrivoluzionaria; che il suo unico figlio, Lev, venne arrestato e condannato ai lavori forzati nel 1938; e che lei stessa fu continuamente ostacolata dal regime sovietico – che accusava i suoi versi di pessimismo nevrotico e di erotismo malato – e venne espulsa dall’Unione degli Scrittori. In realtà l’Achmatova si ricollegava a ciò che c’era di più alto, e ancora fertile, nella grande tradizione della letteratura russa fra Otto e Novecento, da Puskin a Blok; e lo faceva rifiutando, come scrive Carnevali nella prefazione, ogni «compiacimento estetizzante», ogni «tentativo di evasione». La sua voleva essere innanzitutto poesia della realtà, e «la stessa misura del suo tono lirico, la precisione del dettaglio, la sobrietà insomma del linguaggio conferiscono tanta più intensità, intima tensione drammatica ai suoi versi». Questa raccolta delle poesie di Anna Achmatova, che uscì in prima edizione nel 1962 e dunque solo quattro anni prima della scomparsa della grande poetessa russa, resta a tutt’oggi la più completa e organica antologia della sua opera poetica in edizione italiana; anche per questo, riproponendola oggi a distanza di oltre cinquant’anni, abbiamo preferito lasciare intatto il lavoro del traduttore e curatore, Bruno Carnevali, anche per quanto riguarda l’apparato critico-bibliografico.
I cigni neri
Enrico Fraccacreta
Libro: Copertina rigida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 80
I primi cigni neri, visti a Lesina negli intervalli di una piccola gara podistica sul lungolago, segnano l'avvio di un'esperienza di due anni con i ragazzi del Centro di igiene mentale, in provincia di Foggia. Il pudore dei loro segreti, la purezza del loro sguardo sul mondo scopriranno, col passare delle lezioni e delle giornate trascorse insieme in campagna e nei boschi, una bellezza e una diversità paragonabili in qualche modo a quella degli splendidi volatili. Ma cigni neri sono anche le figure sacre che si intravedono nei versi della seconda sezione del libro, sino a sfiorare l'ascolto della presenza divina, l'eterna e sfolgorante gioia così spesso incompresa dagli umani. E cigni neri, ancora, sono i morti giovani della terza sezione, il loro passaggio così fugace, l'appassire improvviso dei primi bottoni fiorali dopo una gelata. La bellezza perduta nel breve «viaggio terrestre» dei ragazzi.
Il tempo di mettermi in cammino
Emilio Coco
Libro: Copertina rigida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 144
«Mai, Signore, la morte / mi ha fatto assaporare tanta vita»: si apre così, con un settenario e un endecasillabo (le due misure cardine dell'intera raccolta), il nuovo libro di Emilio Coco, poeta dei luoghi e degli affetti, che tanto ci aveva commosso anni fa con i versi in mortem per l'amatissimo fratello. Si apre, il libro, su uno scenario cimiteriale, e con due versi che farebbero pensare, se presi alla lettera, a un memorabile componimento de L'allegria. Ma qui, tra le case dei morti, la prospettiva appare subito rovesciata: «È tutto così fresco, così intimo / che mi viene la voglia di godermi / una vita più sana accanto a loro». E benché il poeta cammini assorto in tristi pensieri, e il verbo che campeggia nel titolo alluda a un ben altro camminare, questo è un libro tutt'altro che elegiaco come la materia cimiteriale imporrebbe... Ciò che lo spinge verso il luogo dei morti non è dunque il venir meno di un impulso vitale, ma lo stato di degrado, di miseria morale in cui versa la città dei vivi: una città su cui incombe il peso di una modernità arida, disumana, maligna... (Dalla prefazione di Giancarlo Pontiggia)
La forza prigioniera
Anna Ruchat
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 87
«...Se teniamo presenti i legami della chimica come quell'insieme di forze che si stabilisce fra atomi di specie diverse o anche identici in grado di consentire la formazione di molecole, allora dobbiamo convenire che i legami sono indispensabili. Ma ogni legame prevede un vincolo, una sorta di stretta che il più delle volte è disposta ad allentarsi a tal punto da spezzarsi. In un legame, si chiede all'altro di legarci alla sua vita. Legami significa lègami. Quello che spesso mi turba dei legami è il fatto che ricordano i cordoni, e dall'ombelico all'inconscio passa un niente. Ci nutrono. E nello stesso tempo ci chiedono qualcosa in più. In qualche modo ci ricattano. Anche spezzati continuano a legarci. Raggiungono le sembianze di radici. Le radici di Anna Ruchat attraversano l'aria. Ogni verso sembra ripercorrere il cammino dei legami. Anche quando la morte vorrebbe dichiararne la fine. La parola mantiene la promessa: chiamare per nome ciò che esiste per sempre. Leggere è avverarsi». (Dalla nota di Domenico Brancale)
Ponti sdarrupatu. Il crollo del ponte
Alfredo Panetta
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 192
«... Perfettamente integrato nell'hinterland milanese, Panetta coglie nell'esercizio della lingua che più non si sa l'esigenza di una restituzione senza sconforto. La memoria in lui diventa possesso mitico, ed è stato Giancarlo Pontiggia a notare quanto - fin da principio - il suo verso sembri fatto "di calcinacci, di terra, di grumi, di grondanti umori", ma - ribadisco - non di tradizionali lamenti più o meno cupi. C'è sempre, insomma, nei versi dialettali di Panetta, la concretezza estrusa di una parola incarnata, che coltiva gli schianti e che pare sporgere dalle rughe o dalle crepe profonde del vivere... Ma qui, nell'ultimo libro, c'è qualcosa di nuovo, qualcosa che muove da un tragico fatto di cronaca e che su quel fatto concepisce un intero e ben connesso, e laicissimo oratorio, cui tendo a dare un vero e proprio significato musicale, non foss'altro che per via di quei recitativi che ci parlano di vite perdute, di una Spoon River d'altri tempi e d'altra misura, ma sia ben chiaro: non imitativa... A colpire, poi, è un intero mondo di cemento e di catastrofe, un mondo di tondini che arrugginiscono, di malta che si sfarina, di stalli e pilastri che cedono di schianto. Un mondo così apparentemente lontano dalla poesia e così, invece, coraggiosamente convocato in un libro di forte configurazione morale...» (dalla prefazione di Giovanni Tesio)
Alle cinque della sera. Lamento per Ignacio Sánchez Mejías. Testo spagnolo a fronte
Federico García Lorca
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 96
Tragico eroe della tauromachia spagnola, divenuto figura mitica nell’Olimpo letterario grazie al celebre Lamento di Federico García Lorca, e autore drammatico egli stesso, Ignacio Sánchez Mejías era intimo amico non solo di Lorca ma di tutti i più grandi poeti della cosiddetta “generazione del ’27”, al cui interno operò come un illuminato e carismatico mecenate. Anche se il Llanto por Ignacio Sánchez Mejías resta senza alcun dubbio il testo più famoso e importante, Lorca non fu l’unico poeta della cerchia degli amici di Ignacio a volerlo ricordare in occasione della sua tragica scomparsa, due giorni dopo la fatale corrida dell’11 agosto 1934 a Manzanares. Il presente volume riunisce così per la prima volta, oltre ad una nuova traduzione del Llanto lorchiano, le poesie dedicate a Ignacio da tre altri grandi protagonisti di quella straordinaria stagione della poesia spagnola: Rafael Alberti, Gerardo Diego e Miguel Hernández. Prefazione di Gabriele Morelli.
Aspettando i barbari. Poesie civili. Testo greco a fronte
Konstantinos Kavafis
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 208
Dopo la raccolta completa delle "Poesie d'amore", pubblicata in questa stessa collana, con il titolo di una delle più celebri di esse, "Aspettando i barbari", viene raccolto in questo volume l'intero corpus delle poesie 'storiche', o meglio 'civili', di Kavafis, che offrono al lettore un'immagine un po' differente e più complessa dell'ispirazione di questo grande poeta neogreco, uno dei massimi del Novecento. Kavafis, solitamente considerato uomo chiuso in se stesso e indifferente ai fatti sociali, in realtà, come dimostra in queste sue poesie, prende una sua personale posizione in difesa dei valori che gli premono maggiormente; e così vediamo che la scelta operata da Kavafis dell'età ellenistica e greco-romana non è mera opera di archeologia o solo capriccio di poeta chiuso nelle sue invalicabili 'mura', ma anche volontà di attuare un processo di avvicinamento, anzi, di osmosi fra passato e presente, che possa dar ragione di una situazione esistenziale sì, ma inserita, a ben vedere, in una cornice storica precisa, così da legittimare anche l'autodefinizione di Kavafis che si diceva «storico-poeta». Storico, dunque, e grande appassionato della Storia, ma anche 'politico', se si vuole, perché egli stesso cosciente dell'inarrestabile declino del proprio mondo, uomo e cittadino immerso, volente o nolente, nella situazione politico-sociale del suo tempo.
In mani fidate. Poesie 1981-2020. Testo russo a fronte
Evgenij Solonovic
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2021
pagine: 144
«Come altri, in una tradizione riconoscibile, anche Evgenij Michajlovic Solonovic potrebbe dichiarare la propria Musa modesta, priva di enfasi, familiare quasi, di certo ostile ai sovrattoni. Eppure, dal maggiore fra i traduttori russi di letteratura e soprattutto di poesia italiana, sarebbe plausibile attendersi citazioni, incursioni nel territorio della nostra cultura (...) Nulla di questo traspare né affatica la poesia meditativa e insieme colloquiale di un tardivo esordiente, che ha quasi atteso di esaurire il proprio debito con la letteratura italiana, per scrivere ora parole proprie sul mondo, su ciò che abbiamo intorno e su ciò di cui la vita ha lasciato tracce (...) La sobria poesia di Evgenij Solonovic ha il disincanto dell'età, del tempo vissuto, solcata a tratti dal secco lampeggiare che è stato di certa poesia montaliana, così prossima al suo "traduttore giurato", "goffo scassinatore di metafore", screziata da locuzioni familiari, proverbi, prosaismi, allusioni rapidissime alla tradizione letteraria russa...» (Dalla prefazione di Caterina Graziadei)

