«Le parole sono il tessuto dello spazio interposto tra le creature che abitano i racconti di Alessandra Distefano. Parole che dai personaggi promanano e che ad essi tornano in una vibrazione pulviscolare di pronunciamenti lievi, ma inesausti. Sono magiche parole silenziose che si muovono senza sosta a definire la particolare natura del mondo immaginato dall'autrice. Come se tutto ciò che esiste, fosse capace di esistere unicamente nel suo dirsi, in un mormorio a fior di labbra animato da aliti cosmici. Come se Lucrezio si fosse fatto narratore. Come se il fischio pattuito da Montale con l'adorata moglie per segnalarsi l'un l'altra e ritrovarsi poi insieme nell'Aldilà, avesse assunto parvenze di vita vera in un quotidiano oltremondo costituito di cose, ambienti e circostanze. Come se un seducente e melanconico panteismo laico fosse il credo celebrato in questo libro. Tutto è organico e compresente. Vita senza interruzione, tanto nel tempo quanto nello spazio, è il composto di questi racconti, che solo all'apparenza sono più d'uno. In realtà, vale per il nostro libro una frase del commediografo William Saroyan: "Ogni drammaturgo crea una specie umana". E qui c'è una specie umana. Un paesaggio che non esiste altrove, solo in queste righe, ma a testimonianza di quell'altro paesaggio vero e concreto in cui ciascuno di noi è accolto e vive.» (Dalla prefazione di Giuseppe Manfridi)
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Beethoven al chiaro di luna
| Titolo | Beethoven al chiaro di luna |
| Autore | Alessandra Distefano |
| Prefazione | Giuseppe Manfridi |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Contemporanea, 144 |
| Editore | La Vita Felice |
| Formato |
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| Pagine | 112 |
| Pubblicazione | 10/2018 |
| ISBN | 9788893462815 |

