Per quanto sconveniente possa apparire, v'ha un campo in cui l'influenza non soltanto è benefica e rinsanguante, ma addirittura desiderabile. Esso campo - è la letteratura. Campo incircoscrivibile, a vero dire; campo che scampa a sé medesimo, che tutto dilata; che travolge nel proprio bollore mercuriale, nell'intensità di un febbrile addipanarsi, la vita intera. Ché l'uomo non può non essere influenzato. E riconoscere l'influenza sia ineludibile (del mondo - della società - della letteratura), riconoscerne il fatto cioè, equivale sempre un crimine per solito inaccettabile agli individui: quello di lesa personalità. Quasi un attentato terroristico all'Io. Ora: se tra le influenze del mondo e della società, (una volta ravvisate), è giocoforza destreggiarsi come serpi e colombe, viceversa, quelle della letteratura, hanno ad essere nutrite. La contaminazione o infezione o diffusione epidemica della letteratura - infatti e solamente - dà vita. Questo, in breve, l'assunto della conferenza di André Gide intorno alle influenze letterarie che qui pubblichiamo. E di cui, per vero, mai dovremmo finire di ringraziare Gide.
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Sulle influenze letterarie
| Titolo | Sulle influenze letterarie |
| Autore | André Gide |
| Curatore | A. Settimo |
| Collana | Biblioteca Aragno |
| Editore | Aragno |
| Formato |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893803953 |


