Il sisma del 1349 che distrusse il Sannio 1400 morti, 50 chiese cadute, paesi scomparsi. Il mese di Settembre 1349 rappresenta lo spartiacque definitivo per Benevento e tutto il Mezzogiorno: è il passaggio dalla crisi economica della peste al disastro fisico del terremoto. Gli estratti dai regesti di Schäfer e dalle Collectoriae vaticana documentano l'attività del collettore incaricato del Palazzo beneventano, Guglielmo de Rosières, il quale annota la cronologia di quel mese apocalittico. 1-3 Settembre: Guglielmo è impegnato nella riscossione della decima sul grano nuovo. I registri riportano entrate da Apice, Paduli e San Giorgio del Sannio. C'è ottimismo: i granai si riempiono e si riparano i tetti per l'autunno. 4-6 Settembre: Ordinaria amministrazione. Guglielmo liquida le spese per i messaggeri inviati ad Avellino. Viene annotata una piccola spesa per la manutenzione delle carceri del Palazzo. 7-8 Settembre: Arrivano a Benevento i proventi delle fiere di fine estate. Guglielmo discute con i banchieri Acciaiuoli per il trasferimento dell'oro. Il clima è afoso, si registra l'acquisto di aromi per rinfrescare le sale. 9 Settembre, giorno del terremoto: Intorno alle ore 9:00 la terra trema con una violenza inaudita. Il Duomo, il Palazzo del Rettore e gran parte delle mura crollano. Le scritture contabili si interrompono bruscamente. 10-11 Settembre: Caos totale. Guglielmo de Rosières e il personale della Curia sono accampati all'aperto. Non ci sono registrazioni di entrate, solo note sparse sulla "confusione dei tempi". 12-14 Settembre: Iniziano i mandati di emergenza. Guglielmo paga operai per scavare tra le macerie del Palazzo e recuperare i Registri delle Collectoriae e i forzieri d'oro blindati da Johannello a gennaio. 15-18 Settembre: Primi rapporti dai territori limitrofi. Giungono notizie di distruzione totale a Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Ariano. Guglielmo registra la morte di diversi rettori di chiese, schiacciati dai crolli. 19-22 Settembre: La "fabbrica della ricostruzione". Si comprano pelli di bue per coprire provvisoriamente i forzieri recuperati e proteggerli dalla polvere e dalla pioggia. Guglielmo nega qualsiasi esenzione fiscale nonostante il sisma. 23-25 Settembre: Spese per la sicurezza. I briganti approfittano delle mura squarciate per entrare in città. Guglielmo paga una scorta armata per sorvegliare i granai sotterranei (foveae), rimasti miracolosamente intatti. 26-28 Settembre: Guglielmo ordina un censimento delle "domus prostratae" (case rase al suolo) di proprietà della Chiesa per valutare la perdita patrimoniale. Si pagano agrimensori per ridefinire i confini tra le macerie. 29-30 Settembre: Il bilancio è tragico: le entrate correnti sono azzerate. Guglielmo scrive una lettera disperata ad Avignone descrivendo Benevento come una "città di pietre rovesciate". Oltre a Johannellus e al notaio Nicola (morto il 9), compaiono altri nomi di spicco legati alla gestione del disastro, come Magister Jacobus de Ariano, il medico/cerusico che riceve un pagamento il 14 settembre per aver estratto feriti dalle macerie della Cattedrale di Ariano. Dominus Petrus de Morcono è il chierico che funge da testimone nel campo fuori Porta Somma durante la pesatura dell'oro il 23 settembre. Andrea de Padulis viene citato come fossores (scavatore), riceve un supplemento per il rischio di nuovi crolli durante il recupero dei registri il 12 settembre.
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Le macerie di Benevento. 1400 vittime nell'Urbe e 50 chiese cadute Ariano, S.Agata e Solopaca rase al suolo. Settembre 1349. I quinternioni
novità
| Titolo | Le macerie di Benevento. 1400 vittime nell'Urbe e 50 chiese cadute Ariano, S.Agata e Solopaca rase al suolo. Settembre 1349. I quinternioni |
| Volume | 10 |
| Autore | Arturo Bascetta |
| Collana | I quinternioni del Vaticano (1344-1351), 70 |
| Editore | ABE |
| Formato |
|
| Pagine | 112 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788872973127 |
39,00 €
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