Ogni giorno viviamo il passaggio tra due forme di tempo, il tempo cronologico, profano o lineare, e il tempo interiore o non-tempo, che vive di una dimensione mai confinata. Il tempo cronologico è il tempo diritto, che si misura in un prima e in un dopo, il tempo che prende, divora e inghiotte, che ci stringe e rinserra nel nostro tentativo, sempre maldestro e sempre sconfitto, di rinchiuderlo o fermarlo. È il nostro esperire il tempo in relazione a un oggetto, inafferrabile e mutevole come tutti gli oggetti dell'esistenza. E poi c'è l'altro tempo, il tempo interiore, capiente e accogliente, il tempo circolare, che si apre e che contiene, e che più si apre più contiene. È il tempo custode e fecondo, che fa alleanza con tutto quello che siamo, che vive di spazio, respira di essere. Perché ogni giorno facciamo il tempo, ogni giorno cominciamo tutto il tempo che siamo.
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Custodire, concepire. Il tempo e l'eccedenza (delle cose)
| Titolo | Custodire, concepire. Il tempo e l'eccedenza (delle cose) |
| Autore | Carla Gianotti |
| Argomento | Scienze umane Filosofia |
| Collana | Filosofie |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 07/2021 |
| ISBN | 9788857578446 |
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