In questa intervista dell'estate del 2000, rilasciata subito dopo il ritiro delle forze israeliane dal Libano e al momento delle trattative di Camp David, Edward Said riflette in maniera coraggiosa e lucida sul destino del conflitto mediorientale. Contrario all'istituzione di due stati separati e fautore della creazione di uno stato binazionale in cui ebrei e palestinesi abbiano uguali diritti, egli è convinto che una vera pace non sarà possibile senza l'ammissione da parte israeliana del torto che deriva dall'aver occupato e colonizzato una terra altrui. Non è l'esistenza dello stato di Israele a essere messa in discussione, ma l'idea sionista che ne è alla base: l'idea cioè del diritto a uno stato nazionale ebraico, etnicamente omogeneo. Scritta in un linguaggio chiaro e vivace, ricco di riferimenti autobiografici, l'intervista apre una prospettiva inedita per uscire dall'attuale impasse.
Il mio diritto al ritorno. Intervista con Ari Shavit, Ha'aretz Magazine, Tel Aviv 2000
| Titolo | Il mio diritto al ritorno. Intervista con Ari Shavit, Ha'aretz Magazine, Tel Aviv 2000 |
| Autore | Edward W. Said |
| Traduttore | M. Leonardi |
| Collana | I sassi |
| Editore | Nottetempo |
| Formato |
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| Pagine | 49 |
| Pubblicazione | 10/2007 |
| ISBN | 9788874521241 |
€3,00
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