Immobile ma cosciente. Silente ma arguto. Bello, per chi apprezza l’estetica; simpatico per chi ha il senso dell’umorismo. Osvaldo è un mezzobusto ritratto a olio su tela, risalente alla fine del XVIII secolo. Vive per mesi in un armadio prima di essere relegato in una soffitta; passa indenne attraverso due guerre e tre terremoti, finendo persino nella cuccia di un cane. Diventa oggetto di libidine, svago e ossessione per le persone più disparate. Conosce un Cristo in croce, un prete farabutto e una prostituta che ha perso la memoria. Impara l’inglese, le parole della canzone Rosamunda e le parolacce... È proprio la voce di Osvaldo a narrare queste storie. Il suo temperamento malinconico ed emotivo lo spinge a confrontarsi con i dilemmi esistenziali, così fioccano gli interrogativi sul senso dell’esistenza, sul destino, sull’amore, sulla voglia di vivere, per finire con un ultimo enorme dubbio: e se fosse solo una grande illusione?
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La grande illusione
| Titolo | La grande illusione |
| Autore | Erica Bonanni |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Frecce |
| Editore | Augh! |
| Formato |
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| Pagine | 174 |
| Pubblicazione | 04/2018 |
| ISBN | 9788893432078 |
14,00 €
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