La centralità di Puskin nella letteratura russa fu a lungo discussa dopo la sua morte. Alcuni — tra cui Turgenev — gli contestavano il titolo di "poeta nazionale". Ma esiste una data, un giorno esatto, in cui La sua grandezza smise per sempre di essere messa in discussione. Quel giorno fu l'8 giugno del 1880, quando Dostoevskij pronunciò a Mosca il suo Discorso su Puskin. Il discorso segnò il destino dell'intera letteratura russa, fu un momento di catarsi collettiva che coinvolse tutti i presenti: «La sala sembrava presa da un attacco isterico... Persone sconosciute piangevano, singhiozzavano, si abbracciavano... Tutti, letteralmente tutti, piangevano per l'entusiasmo... Turgenev mi si è buttato al collo con le lacrime agli occhi... "Profeta! Profeta!", gridava la folla...», raccontò poi Dostoevskij in una lettera alla moglie.
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Discorso su Puskin
| Titolo | Discorso su Puskin |
| Autore | Fëdor Dostoevskij |
| Traduttore | Ettore Lo Gatto |
| Argomento | Poesia e studi letterari Letteratura: storia e critica |
| Collana | Etcetera, 1 |
| Editore | Castelvecchi |
| Formato |
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| Pagine | 94 |
| Pubblicazione | 06/2017 |
| ISBN | 9788869444951 |
12,50 €
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