"Nella gigantesca macchina gerarchica fatta di ben quattordici ranghi che rovesciava da ogni angolo dell'Impero di Pietroburgo valanghe di carta e fiumi di inchiostro, il singolo burocrate (grande, medio, piccolo) non era in grado di percepire il senso del proprio lavoro; egli era un ingranaggio del sistema, e il sistema non consentiva vie d'uscita". In tale contesto, come sottolinea Giovanna Spendel nella sua introduzione a "Il sosia", nascono gli stati d'animo, generati dal proprio fallimento nelle aspirazioni di ascesa sociale, di Jakov Petrovic Goljadkin, piccolo buracrate, protagonista del romanzo. I suoi meccanismi mentali, che lo inducono a scindere la propria personalità in due entità diverse, un "io" e un "tu", gli rendono possibile un paradossale dialogo con il suo "doppio" sempre più prevaricatore e infido nei suoi confronti. È così possibile seguire le allucinazioni dell'"eroe" Goljadkin in un crescendo di situazioni contraddittorie e tragicomiche che Dostoevskij filtra attraverso la propria vena grottesca. Introduzione Giovanna Spendel.
Il sosia
| Titolo | Il sosia |
| Autore | Fëdor Dostoevskij |
| Introduzione | Giovanna Spendel |
| Traduttore | Mirco Gallenzi |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | Oscar classici |
| Editore | Mondadori |
| Formato |
|
| Pagine | 224 |
| Pubblicazione | 05/2025 |
| ISBN | 9788804799795 |
€10,00
0 copie in libreria

