Scritto in una fase cruciale della sua produzione, "L'idiota" (1869) è il romanzo in cui Dostoevskij realizza il suo ambizioso proposito, ossia quello di "rappresentare un uomo positivamente buono": Il principe Myškin, infatti, è spesso associato alla figura di Cristo per la sua capacità di perdonare e amare incondizionatamente. Egli non è un eroe tradizionale ma un "idiota" agli occhi di una società che misura il valore nell'astuzia e nel potere. Al centro del suo dramma vi sono due donne diametralmente opposte: la tormentata e bellissima Nastas'ja Filippovna, oggetto di scandalo e desiderio, e la pura e giovane Aglaja. Myškin, diviso tra un amore redentore e uno pietoso, diventerà il perno di un triangolo amoroso destinato a sfociare in tragedia. L'autore costruisce un maestoso affresco psicologico e sociale, ponendo la domanda fondamentale: un uomo davvero buono può sopravvivere in un mondo che non lo è?
L'idiota
| Titolo | L'idiota |
| Autore | Fëdor Dostoevskij |
| Curatore | A. Interno |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | Grandi classici |
| Editore | Crescere |
| Formato |
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| Pagine | 640 |
| Pubblicazione | 10/2025 |
| ISBN | 9791254543696 |

