“Se ci si chiude in se stessi diventa tutto viola e nero. Oppure grigio. La smetta! Sono colori pericolosi, che fanno male!” Questa può essere la chiave di questo romanzo di un giovane scrittore già referenziato, ma ancora sulla via della sorpresa. Per Luca Remigio Piccardo la letteratura è viaggio interiore che prosegue all’esterno e poi si riversa nelle parole, nella sua scrittura, che si avvale, con serietà e professionalità, della scuola dei grandi del passato, della grande drammaturgia letteraria russa, dei francesi, e della sua ottima fucina verbale. Un quadro (e… non solo), “L’Autunno umido dell’Avendaño”, è pretesto di un viaggio in un immaginario simbolico, ricco e fraterno, che tende all’abbraccio, più che allo strozzamento suicida, come in altre sue opere. Ci mancava un Piccardo bendisposto, e l’abbiamo trovato col pretesto di un quadro che guida la sua affascinante affabulazione, proprio all’opposto del ritratto di Dorian Grey: il quadro proietta se stesso nel suo fruitore, facendolo mutare come muta esso in Oscar Wilde. Lasciatevi andare, e il gioco è fatto. Perché è grande letteratura.
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L'autunno umido dell'Avendaño
| Titolo | L'autunno umido dell'Avendaño |
| Autore | Luca Remigio Piccardo |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Colpi d'a.l.a. |
| Editore | IBUC |
| Formato |
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| Pagine | 226 |
| Pubblicazione | 10/2021 |
| ISBN | 9788898355464 |
16,00 €
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