Il corpus delle dieci tragedie di Seneca, composte probabilmente intorno alla metà del I secolo d.C., serba al lettore moderno tutto ciò che ci resta di integro della produzione tragica latina. Caratterizzati dallo scontro di passioni estreme, dal gusto del macabro e del truce, i tre drammi qui raccolti mettono in scena personaggi del mito, conferendo loro una forza nuova, che scaturisce dall'urto violento e irreparabile degli istinti contro la ragione. Medea e Fedra, entrambe respinte dall'amato e pronte a tutto pur di vendicarsi, e Tieste, inconsapevole vittima di un orribile inganno, sono altrettanti esempi «dell'anima umana che è in guerra con sé stessa», del contrasto tra volontà e destino. Un contrasto che in Seneca non è mai completamente superato, ma che per la prima volta sembra recepire l'esigenza di affermare la libertà dell'uomo. Introduzione e note di Caterina Barone.
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Medea-Fedra-Tieste
| Titolo | Medea-Fedra-Tieste |
| Autore | Lucio Anneo Seneca |
| Curatore | Caterina Barone |
| Traduttore | Vico Faggi |
| Argomento | Poesia e studi letterari Letteratura teatrale |
| Collana | I grandi libri, 237 |
| Editore | Garzanti |
| Formato |
|
| Pagine | 176 |
| Pubblicazione | 05/2005 |
| Numero edizione | 17 |
| ISBN | 9788811362371 |
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