La filosofia e il linguaggio scoprono, di fronte all'essere, la loro inadeguatezza; il mondo esterno, nella complessità dei suoi significati, non può essere ridotto a una definizione di carattere linguistico. La comprensione del senso spetta piuttosto all'arte e ai suoi molteplici e diversificati mezzi espressivi, in grado di cogliere la cifra di ciò che è intorno. Muovere dall'indicibilità imposta dal silenzio tanto alla parola scritta quanto alla voce per tentare una comprensione dell'essere delle cose, che pure sfuma sempre nell'indistinto dell'afasia o della pagina bianca, obbliga il filosofo a volgere il pensiero verso l'arte e la letteratura, saperi già da tempo consapevoli che dire è obliare non solo il linguaggio, ma l'uomo stesso che parla o scrive di sé, poiché l'eco delle parole si proietta su fogli d'ombra dei quali la memoria è incapace di serbare i volgimenti: il lento, perpetuo farsi e disfarsi della nostra vita, palinsesto di mobili tracce, di segni senza significato, d'ibride e illusorie alchimie della ragione.
L'oblio del linguaggio
| Titolo | L'oblio del linguaggio |
| Autore | Luigi Azzariti-Fumaroli |
| Collana | SOCRATES, 29 |
| Editore | Guerini e Associati |
| Formato |
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| Pagine | 380 |
| Pubblicazione | 03/2007 |
| ISBN | 9788883358470 |
41,50 €
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