Partendo dal titolo di un memorabile film di Michelangelo Antonioni del '64, appunto "Deserto rosso", dove è al centro una figura femminile inquieta e tormentata, Maria Borio compone un testo in due parti di intensa coerenza interna. La protagonista, rivolgendosi a un interlocutore reale o immaginario, scrive a partire a sua volta da una situazione di profondo disagio e insieme di sensibile apertura viva al reale che la circonda, in cui è anzi immersa. Una realtà anche naturale, talvolta vissuta come un sogno o un'allucinazione carica di tracce e presenze varie, in cerca sempre della parola autentica, «in questa cosa laica che è il mondo». La compattezza materica del suo tessuto espressivo si offre con singolare densità, tutta minuziosamente da esplorare, in una straordinaria serie in felice accumulo di sensazioni e circostanze. Ma poi il "rosso deserto" di Maria Borio si sviluppa articolandosi in movimenti strofici, conservando la densa energia nei rivoli molteplici dell'osservazione di sé e del mondo e nella riflessione sull'identità e il senso del nostro esserci. Un capitolo molto significativo di una delle nostre giovani voci di più solida personalità.
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Dal deserto rosso
| Titolo | Dal deserto rosso |
| Autore | Maria Borio |
| Curatore | Maurizio Cucchi |
| Illustratore | Linda Carrara |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | I quaderni de La collana, 25 |
| Editore | Stampa 2009 |
| Formato |
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| Pagine | 28 |
| Pubblicazione | 04/2021 |
| ISBN | 9788883363252 |
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